A dieci anni dall’11 settembre, è ancora “tutta colpa degli ebrei”

Un rapporto Usa dimostra che le teorie cospirative antisemite sono “vive e vegete”.

image_3226Dieci anni dopo, le teorie cospirative antisemite attorno agli attentati dell’11 settembre 2001 sono “vive e vegete”, alimentate da una vera e propria “industria della propaganda”. È quanto emerge da un rapporto dell’americana Anti-Defamation League, diffuso alla fine di agosto, che mostra come tali teorie siano cresciute e si siano evolute nel corso dell’ultimo decennio.
Il rapporto, intitolato “Un decennio di inganni: teorie cospirative antisemite sull’11 settembre a dieci anni di distanza”, punta l’attenzione sui soggetti che continuano a mettere in circolazione aberranti teorie, come quella secondo cui gli attentati sarebbero stati perpetrati “dagli ebrei” o “da Israele”, anziché da al-Qaeda. Si legge nel rapporto che il promotore più popolare di queste teorie è oggi un nuovo coro di voci che pretendono di non essere anti-ebraiche, ma semplicemente antisioniste. “E’ scioccante che dieci anni dopo l’11 settembre ci si debba ancora confrontare con coloro che continuano a negare l’evidenza storica di quegli attentati e che restano aggrappati a miti antisemiti circa quel tragico giorno – dice Abraham H. Foxman, direttore nazionale della Anti-Defamation League – Per dieci anni i fatti storici sono stati insistentemente deformati e manipolati con l’intento di creare una falsa versione antisemita della storia. Uno dei più tristi effetti dell’11 settembre è che, nonostante il fatto che quella tragedia nazionale abbia unito così tanto gli americani, permane questo gruppo minoritario di fanatici vociferanti che, un decennio dopo, cerca ancora di sostenere e spacciare la sua sinistra volontà di incolpare ebrei e Israele”.
Oggi, rileva il rapporto, i più cospicui fautori delle teorie cospirative antisemite non sono più tanto i suprematisti (razzisti) bianchi e l’estrema destra antisemita americana, quanto più comunemente i membri di un ambiente di cospirazionisti anti-israeliani che considerano gli attentati dell’11 settembre come parte di una serie di operazioni “sotto mentite spoglie” che Israele avrebbe effettuato per creare dal niente una guerra contro i suoi nemici islamici.
Stando all’analisi dei dati, mentre la prevalenza di questa o quella teoria cospirativa è andata cambiando nel corso del decennio, una costante che permane è la tendenza ad accusare gli ebrei e Israele d’aver pianificato e realizzato gli attentati dell’11 settembre.
Le teorie cospirative emerse subito dopo l’11 settembre hanno continuato a circolare ampiamente su internet, dove antisemiti e spacciatori di teorie cospirative hanno trovato un pubblico già predisposto alle loro idee. Queste teorie vengono condivise e rilanciate su siti web dedicati ai complotti, su social network, su siti di video. Esiste poi una quantità di libri e DVD tesi a proclamare che dietro agli attacchi dell’11 settembre vi sarebbero gli ebrei e/o gli israeliani.
Alcune teorie cospirative hanno acquistato popolarità nel corso di questi ultimi dieci anni, altre l’hanno persa. La più diffusa teoria antisemita circolata subito dopo gli attentati sosteneva (per inciso, nei giorni in cui ancora non si conosceva il nome e nemmeno il numero esatto delle 2.973 vittime a New York, Washington e in Pennsylvania) che la mattina dell’11 settembre “quattromila israeliani” (o “ebrei”) erano stati preavvertiti di stare a casa dal World Trade Center. In realtà, è appena il caso di ricordare che furono numerosi gli ebrei, di varie nazionalità, periti negli attentati terroristici dell’11 settembre 2001. Fra questi, anche cinque cittadini israeliani: Daniel Lewin (31 anni), Alona Avraham (30 anni), Shai Levinhar (29 anni), Hagai Shefi (34 anni) e Leon Lebor (51 anni).
Mentre in America questa leggenda è per lo più passata in secondo piano (ma continua ad essere diffusamente creduta nel mondo arabo-islamico), altre gravi teorie anti-ebraiche hanno conquistato la ribalta. Secondo il rapporto della Anti-Defamation League, fra le calunnie cospirative oggi più popolari vi sono diverse varianti della teoria secondo cui dietro agli attentati c’era il Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana. La “prova” sarebbero i famosi “cinque israeliani danzanti” (o “esultanti”), supposti agenti del Mossad, che sarebbero stati arrestati mentre “ballavano di gioia” quando le Torri gemelle bruciavano. Oggi questa teoria sostiene che i cinque israeliani stavano in realtà “dirigendo gli attacchi” e iniziarono a “ballare” quando capirono che la loro missione di realizzare una operazione “sotto mentite spoglie” era riuscita.
I fautori di questa teoria sostengono che vari esponenti neo-conservatori americani di fede ebraica all’interno dell’amministrazione Bush avrebbero scrupolosamente elaborato un piano, con l’assistenza del Mossad, volto a realizzare attentati che avvantaggiassero Israele. La teoria sostiene che questi esponenti orchestrarono il piano molto prima dell’11 settembre 2001, con l’obiettivo di arrivare successivamente all’invasione dell’Iraq e di altri paesi del Medio Oriente per consentire a Stati Uniti e Israele di mettere le mani sulle risorse della regione.
Naturalmente, secondo le teorie cospirative la “verità” sul coinvolgimento israeliano e/o ebraico negli attentati dell’11 settembre non potrà mai venire a galla perché gli ebrei hanno anche il controllo della Commissione Usa sull’11 settembre nonché del governo e dei mass-media. Come si legge in uno dei siti web che attribuiscono ai “sionisti” l’attentato alle Torri Gemelle (e molte altre cospirazioni), “nessuna organizzazione avrebbe potuto passarla liscia con un crimine così enorme come quello dell’attacco dell’11 settembre senza poter sopprimere le indagini e le prove”: dunque “i capi dei mezzi di comunicazione di massa devono [sic] essere o sotto il controllo dell’organizzazione, oppure farne parte”. È il classico ragionamento cospirativo che “si mangia la coda”: il complotto è “credibile” solo presupponendo un enorme complotto contro l’informazione, che a sua volta diventa la “prova” dell’esistenza del complotto.

(Da: YnetNews, israele.net, 31.8.11)

Nelle immagini in alto: alcune vignette che sostengono le teorie cospirative sull’11 settembre. Nella prima, le Twin Towers come “smoking guns” (prove di colpevolezza) di Barack Obama; nella seconda, Ariel Sharon ghigna mentre è un aereo israeliano che si schianta sulle Twin Towers; nella terza, l’Iraq e la Palestina (rappresentata integralmente: Israele non esiste) come le vere vittime degli attentati dell’11 settembre.

Si veda anche:

Ahmadinejad getta dubbi sull’11 settembre

http://www.israele.net/articolo,2077.htm

Teorie del complotto ebraico

http://www.israele.net/articolo,925.htm

11 settembre: famiglia israeliana chiede riconoscimento vittima terrorismo

http://www.israele.net/articolo,353.htm

Rapporto Usa conferma il vano eroismo di un israeliano l’11 settembre

http://www.israele.net/articolo,305.htm

“Crisi economica mondiale? Colpa degli ebrei”

http://www.israele.net/articolo,2282.htm

Gli slogan antisionisti e antimperialisti erano tutte menzogne

http://www.israele.net/articolo,2319.htm