A proposito del Premio Goethe ad Amos Oz

Negli anni 70, la letteratura ebraica era tradotta in 25 lingue, oggi in 65 lingue.

Da un editoriale di Haaretz

image_676La decisione di assegnare il Premio Goethe allo scrittore Amos Oz suscita un senso d’orgoglio nel cuore di ogni amante della cultura in Israele. Il prestigioso premio è stato assegnato in passato ad alcuni grandi scrittori e intellettuali come Thomas Mann, Sigmund Freud e Albert Schweitzer. Per la prima volta lo riceverà uno scrittore israeliano. Le ragioni della decisione della giuria sono legate ai successi letterari di Oz e a tutta la sua produzione letteraria, principalmente l’ultimo libro “Una storia d’amore e di tenebra”, oltre alle sue attività politiche che dimostrano, secondo la giuria, “un’eccezionale responsabilità morale”.
Oz ha replicato che il fatto di essere stato scelto riflette “lo status nel mondo della letteratura ebraica, che in anni recenti è sempre più percepita come una delle letterature che catturano un grande pubblico di lettori”.
La letteratura ebraica si è effettivamente guadagnata un posto di tutto rispetto in Europa, e Oz riferisce che, in ogni paese che visita, i libri di autori israeliani – da S.Y. Agnon e Yehuda Amichai a Zeruya Shalev e Etgar Keret – occupano nelle librerie un posto più importante degli stessi libri europei.
È uno sviluppo sorprendente. Scrittori, editori e traduttori sono convinti che le solite ragioni dell’interesse per Israele – l’Olocausto e il conflitto politico – non siano più valide. I libri di maggior successo trattano della società e dell’individuo, della famiglia, della vita e della morte, di odio e amore. Forse Oz ha ragione a credere che le crisi e il dolore e l’accento sulle questioni di identità che emergono nella maggior parte della letteratura ebraica suscitano curiosità e interesse.
Negli anni ’70, la letteratura ebraica era tradotta in 25 lingue. Negli anni ’80, in 40 lingue. Oggi in 65 lingue. Negli ultimi cinque anni sono state aggiunte nove lingue (il 40% delle traduzioni sono in inglese, 40% in tedesco, spagnolo, francese, arabo, russo e italiano, e 20% il resto). Circa 956 libri sono stati tradotti nel periodo 1983-1993. Tra il 1994 e il 2004 sono stati tradotti 1.652 libri: un aumento del 70%.
Il successo della letteratura ebraica è un dato di fatto, e l’unico che non lo capisce è il governo d’Israele. Negli ultimi anni, tutti i paesi europei hanno assegnato sempre maggiori risorse alla traduzione dei loro libri, mentre in Israele il budget relativo è stato tagliato del 40% quattro anni fa. L’Istituto per la traduzione della letteratura ebraica, gli editori e gli scrittori incontrano enormi difficoltà quando cercano di promuovere quella che appare come un’industria da esportare fertile e promettente. Fondi per la traduzione e la pubblicazione di opere letterarie e una maggiore partecipazione alle fiere del libro potrebbero alimentare la rara opportunità che si è aperta per Israele: presentare un’immagine diversa da quelle dure e sanguinarie che il pubblico della televisione in Europa è abituato a vedere.
Il premio Goethe ad Amos Oz e il successo della letteratura israeliana in Europa indicano al governo che ha fra le mani una valida risorsa che può essere sviluppata senza grandi investimenti. Anche le arti plastiche e altre forme di arte devono accontentarsi delle briciole e, a parte qualche raro caso, hanno difficoltà a mantenersi e ad esportarsi. L’industria cinematografica, invece, gode di budget statali relativamente alti, che l’hanno aiutata a farsi strada nel mondo.
Gli artisti e gli scrittori israeliani stanno creando una cultura di cui c’è da essere fieri. All’Europa questa cultura interessa. Adesso tocca alle autorità statali.

(Da: Ha’aretz, 29.04.05)

Nella foto in alto: Amos Oz

Vedi anche:

Letteratura

http://www.israele.net/sections.php?section_cat=10001

Institute for the Translation of Hebrew Literature

http://www.ithl.org.il/mainpage.html