«Ad Acco e Haifa voglio entrare senza frontiere»

Martellanti, sulla tv dell’Autorità Palestinese, le canzoni che cancellano Israele dalla carta geografica.

Di Itamar Marcus, Nan Jacques Zilberdik

image_3398L’Autorità Palestinese, che è sotto il diretto controllo dell’ufficio del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), continua a rappresentare tutto il territorio di Israele come parte della “Palestina occupata” e dunque come territorio da “liberare” cancellando Israele dalla carta geografica. Nel mondo costantemente rappresentato dalla tv dell’Autorità Palestinese esiste solo la “Palestina”, che prende il posto di Israele.
Un buon esempio di negazione dell’esistenza di Israele è dato dalle canzoni trasmesse continuamente dalla tv dell’Autorità Palestinese. Un caso recente è quello seguente (testo tradotto in inglese da Palestinian Media Watch):

«Oh uccello, portami in patria
Colora le mie palpebre col suolo della Palestina
Porta i miei saluti ad Acco e all’Alta Galilea,
A Bir Zeit, Haifa, Tira e Ayn Ghazal [moshav Ofer]
A Gerusalemme, Giaffa, Gaza e Jabalya,
A Nablus, Ramallah e Jenin
A Khan Yunis, Rafah e Qalqilya
A Lod, Tubas e Hebron
A Be’er Sheva, ad ogni tribù [beduina]
A Tulkarem, Sila e Burqin
A Tiberiade, Um El-Fahm e Beit Shean
A Tzippori, Lubya [kibbutz Lavi] e Tur’an
A Nazareth e Safed di Canaan
Ad Al-Shajara [moshav Ilaniya], El-Bira e Hittin [moshav Arbel]
Oh uccello, portami in patria
Colora le mie palpebre col suolo della Palestina.»
[Videoclip trasmesso dalla tv dell’Autorità Palestinese (Fatah) il 6, 14 e 20 marzo 2012]

Per il videoclip (con sottotitoli in inglese):

http://palwatch.org/main.aspx?fi=408&fld_id=408&doc_id=6579

oppure: http://www.youtube.com/watch?v=4lOI_XR-q0c&feature=player_embedded

Questa nuova canzone va ad aggiungersi ad un’altra, ripetutamente trasmessa dalla tv dell’Autorità Palestinese, che già usava l’immagine dell’uccello che vola sopra a tutto Israele, indicando le città israeliane come parte della “Palestina”. Dice fra l’altro il testo di questa canzone (tradotto in inglese da Palestinian Media Watch):

«[Oh uccello] vira verso Safed e poi verso Tiberiade, e porta i saluti al mare di Acco e Haifa. Non scordare Nazareth, la fortezza araba, e racconta a Bet Shean del ritorno del suo popolo… Bello è il mio paese, la Palestina.»
[Videoclip trasmesso dalla tv dell’Autorità Palestinese (Fatah) il 24 giugno, 13 luglio, 13 novembre, 14 e 24 dicembre 2011 e l’11 febbraio 2012]

Per il videoclip (con sottotitoli in inglese):

http://palwatch.org/main.aspx?fi=408&fld_id=408&doc_id=5324

oppure: http://www.youtube.com/watch?v=BTKRJZwe1bY&feature=player_embedded

In quest’ultima settimana di marzo, la tv dell’Autorità Palestinese ha ritrasmesso anche un’altra canzone che indica come “palestinesi” varie città in tutto Israele. Il videoclip che accompagna la canzone mostra immagini di varie località israeliane intercalate da un ragazzo che sventola la bandiera palestinese. Dice fra l’altro il testo di questa canzone (tradotto in inglese da Palestinian Media Watch):

«Giaffa, Acco, Haifa e Nazareth sono nostre
[io], Muhammad, canto la Galilea e il Golan
Giaffa, Acco, Haifa e Nazareth sono nostre
[io], Kabha, canto la Galilea e il Golan
Da Betlemme a Jenin è Palestina
Ramle, Lod e Sakhnin sono palestinesi
Nessun luogo è più bello di Gerusalemme
Non importa quanto viaggiamo
Da Safed ad Al-Badhan (presso Nablus) è Palestina
Tiberiade e Ashkelon sono palestinesi.»
[Videoclip trasmesso dalla tv dell’Autorità Palestinese (Fatah) il 13 maggio, 24 giugno, 14 e 15 luglio, 2 settembre 2011, il 5 e 8 gennaio, 25 febbraio e 19 marzo 2012]

Per il videoclip (con sottotitoli in inglese):

http://palwatch.org/main.aspx?fi=408&fld_id=408&doc_id=5011

oppure: http://www.youtube.com/watch?v=z-4cpsaZO4Y&feature=player_embedded

Sempre in quest’ultima settimana di marzo, la tv dell’Autorità Palestinese ha ritrasmesso tre volte una canzone già mandata in onda il mese scorso che cita le città di Haifa, Giaffa, Acri, Gerusalemme, Ramle e Nazareth come parte “del mio paese, la Palestina”, ed esprime il desiderio che tutte queste città siano accessibili “senza frontiere”, cioè senza che esista Israele. Dice fra l’altro il testo di questa canzone (tradotto in inglese da Palestinian Media Watch):

«Anche se il nostro cammino è diventato lungo, un giorno torneremo a Gerusalemme, a Gaza, ad Acco, a Haifa, oh Signore, a Gerusalemme, a Ramle, ad Acco, a Haifa, oh Signore, voglio poter entrare nel mio paese senza frontiere.»
[Videoclip trasmesso dalla tv dell’Autorità Palestinese (Fatah) il 30 gennaio, 9 e 29 febbraio, 14 e 15 marzo 2012]

Per il videoclip (con sottotitoli in inglese):

http://palwatch.org/main.aspx?fi=450&fld_id=450&doc_id=6362

oppure: http://www.youtube.com/watch?v=W_ww60Sv2f4&feature=player_embedded

Nota: Acco (Acri), Al-Shajara (moshav Ilaniya), Ashkelon, Ayn Ghazal (moshav Ofer), Be’er Sheva, Beit Shean, Galilea (e Alta Galilea), Giaffa, Haifa, Hittin (moshav Arbel), Lod, Lubya (kibbutz Lavi), Nazareth, Ramle, Safed, Sakhnin, Tiberiade, Tira, Tur’an, Tzippori e Um El-Fahm sono tutte città e località israeliane che si trovano all’interno della Linea Verde (la ex linea armistiziale in vigore fra Israele e stati arabi dal 1949 al 1967).
Gerusalemme è la capitale d’Israele (divisa fra Israele e Giordania con l’armistizio del 1949, riunificata da Israele nel 1967).
Le alture del Golan, sotto controllo israeliano dal 1967, sono rivendicate dalla Siria che le ha occupate nel 1948 e perdute nel 1967.

(Da: PMW Bulletin, israele.net, 26.3.12)

Si veda anche:

Ipocrisia dell’Autorità Palestinese: condanna il terrorista di Tolosa, ma continua a celebrare l’assassina di 37 civili israeliani

http://www.israele.net/articolo,3394.htm

La tv di Abu Mazen elogia i massacratori di Itamar: celebrati come “eroi” i terroristi che fecero scempio di padre, madre e bambini della famiglia Fogel

http://www.israele.net/articolo,3347.htm

Abu Mazen ossequia una delle più spietate terroriste palestinesi: il presidente palestinese ha voluto incontrare in Turchia l’assassina di un 16enne israeliano

http://www.israele.net/articolo,3318.htm

Secondo l’Autorità Palestinese, “uccidete gli ebrei” non è apologia di reato. A 70 anni da Wannsee, autorità religiose e politiche palestinesi aizzano l’odio contro gli ebrei

http://www.israele.net/articolo,3342.htm

«Due stati? No, è tutta Palestina: Israele non deve esistere». Continua incessante l’indottrinamento sulla tv dell’Autorità Palestinese

http://www.israele.net/articolo,3344.htm

Campagne per la distruzione di Israele, alla faccia del processo di pace. Documentati in un libro l’odio, la venerazione del terrorismo e la negazione di Israele nella pubblicistica palestinese

http://www.israele.net/articolo,3306.htm

Bambini indottrinati all’odio: li mette in mostra la tv dell’Autorità Palestinese del presidente Abu Mazen

http://www.israele.net/articolo,3180.htm

Alla tv per bambini palestinesi, Israele non esiste: i programmi dell’Autorità Palestinese indicano tutto Israele come “Palestina” da liberare

http://www.israele.net/articolo,2779.htm

TV palestinese: “Nessuna storia ebraica in questa terra”. Fatah accusa Israele di creare “simboli artificiali” come il “presunto Tempio” ebraico

http://www.israele.net/articolo,2655.htm

”Da Haifa a Gerusalemme a Beer Sheva”: la tv palestinese inneggia alla distruzione di Israele

http://www.israele.net/articolo,1893.htm

Altri esempi forniti (in inglese) da Palestinian Media Watch del tentativo dell’Autorità Palestinese di rappresentare il mondo senza Israele:

http://palwatch.org/main.aspx?fi=466