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MITZPÉ – OSSERVATORIO
Gli articoli del direttore
MARCO PAGANONI
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| 16-01-2008 |
| Hamas rivendica gli attacchi di martedì contro Israele |
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Per tutta la giornata di martedì Hamas e altre organizzazioni terroristiche hanno martellato con missili Qassam e grante di mortaio le località israeliane attorno alla striscia di Gaza. Una decina i civili israeliani feriti nella città di Sderot, fra i quali una bambina di cinque anni. I lanci sono stati rivendicati dalle Brigate Izz al-Din al-Qassam, ala militare di Hamas.
Nel frattempo, sempre martedì, le Forze di Difesa israeliane lanciavano diverse incursioni di terra e dall’aria contro le squadre di lanciatori di Qassam e veicoli con a bordo terroristi armati. Sarebbero almeno 19 i palestinesi morti in violenti scontri a fuoco. Tra questi anche Hussam Zahar, 24 anni, figlio del “falco” Mahmoud Zahar, uno dei fondatori di Hamas. Anche Hussam Zahar è morto nel corso di violenti scontri coi soldati israeliani.
In mattinata l’ala militare di Hamas aveva anche rivendicato l’uccisione, ad opera di un cecchino palestinese, di un cooperante ecuadoregno di 20 anni, Carlos Andres Muscara Chavez, colpito alla schiena mentre lavorava in un campo del kibbutz Ein Hashlosha, a circa 100 meri dal confine con la parte centrale della striscia di Gaza. Cecchini palestinesi avevano anche aperto il fuoco verso contadini e soldati israeliani che cercavano di recuperare il trattore che Chavez stava usando quando è stato ucciso e altri mezzi agricoli finiti sotto il fuoco dei palestinesi.
Martedì pomeriggio i terroristi palestinesi hanno lanciato un razzo Katyusha tipo Grad sulla città di Ashkelon, a 16 km dalla striscia di Gaza. Il razzo si è abbattuto presso un campo da tennis nella parte sud della città.
“L’aggressione di martedì – ha detto Avital Leibovich, portavoce delle Forze di Difesa israeliane – dimostra la necessità delle misure difensive anti-terrorismo che i militari attuano con le operazioni mirate”.
Secondo Chaim Yalin, capo del Consiglio regionale di Eshkol, l’uccisione del cooperante “non sorprende”. “Ciò che è accaduto – spiega – è un copione già scritto. È da un po’ che cercano di colpire i contadini. Non conoscevo personalmente la vittima. Era cresciuto a Quito ed era venuto al kibbutz con un gruppo per lavorare nell’agricoltura, per vivere insieme a no i questo paesaggio e queste difficoltà. Purtroppo ora tornerà a casa in una bara”.
“Finché non cesseranno i lanci di granate e Qassam palestinesi – ha dichiarato il presidente d’Israele Shimon Peres – non abbiamo altra scelta che reagire per bloccarli”.
(Da: YnetNews, Ha’aretz, Jerusalem Post, 15.01.08)
Nella foto in alto: Una israeliana ferita da Qassam palestinesi martedì a Sderot
Solo l’inizio
“La violenza è la nostra scelta” |
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