Benvenuti nel portale di Israele in italiano www.israele.net 09/02/2010
Home Iscriviti Scrivi alla redazione Cerca Solidarietà  
 

Ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran:
“La scomparsa di Israele è certa, la sua fine imminente”


Mizpè
MITZPÉ – OSSERVATORIO
Gli articoli del direttore
MARCO PAGANONI
clicca l’immagine


  News
  In un’intervista alla tv Al-Jazeera, il ministro degli esteri iraniano, Manouchehr Mottaki, ha affermato lunedì che gli ebrei sono “pazzi” e che sono guidati da uomini “dissennati”.
09/02/2010

Teheran ha ufficialmente informato lunedì sera l’AIEA a Vienna della sua decisione di avviare l'arricchimento di uranio al 20%. Ne ha dato notizia il rappresentante iraniano all'AIEA, Ali Asghar Soltanieh. Soltanieh non ha tuttavia specificato la quantità di uranio che sarebbe interessata.
09/02/2010

Secondo un anonimo alto funzionario palestinese, il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) avrebbe accettato il concetto di colloqui indiretti con Israele sotto l'egida degli Usa, ma esigendo garanzie da Washington. Abu Mazen non avrebbe tuttavia rinunciato alla pre-condizione di un blocco totale delle attività edilizie israeliane in Cisgiordania, compresa Gerusalemme. Sempre lunedì un altro esponente di Fatah, Azzam al-Ahmed, membro del comitato centrale dell'organizzazione, ha invece negato le voci diffuse dai media israeliani secondo cui Abu Mazen intenderebbe accettare di riprendere i colloqui indiretti con Israele. Sono informazioni “infondate”, ha detto Azzam al-Ahmed.
09/02/2010

Le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato lunedì undici palestinesi nel villaggio arabo di Shuafat, a nord di Gerusalemme, nel quadro di una vasta operazione di polizia. Gli arrestati sono accusati di evasione fiscale, mancati pagamenti al Comune e coinvolgimento in “attività criminali e violente con minacce per l'ordine pubblico”. Lo ha comunicato un portavoce della polizia. Le forze dell’ordine hanno dovuto affrontare tafferugli che hanno causato il ferimento di cinque agenti della polizia di frontiera, tra cui un ufficiale.
09/02/2010

Secondo una ricerca condotta da scienziati dell'Università di Haifa, i fiori il cui polline contiene nicotina e caffeina attirano le api di più di quelli che contengono solo zucchero.
09/02/2010


Sezioni
Letteratura
Amici Università Gerusalemme
Opportunità Giovani
Solidarietà
Israele Oggi
  > Costume e società
  > Cinema e Teatro
  > Musica
  > Arte e Archeologia
  > Scienza e Tecnologia
MITZPÉ: gli articoli del direttore Marco Paganoni
Beteavon: ristoranti in Israele
Geografia
Storia
Ebraico On Line
Università di Gerusalemme
ARCHIVIO

  Economia
  Sezione temporaneamente sospesa per ristrutturazione
15/12/2009

Dove nasce la diseguaglianza dell’odierno Israele?
16/01/2008

Israele tra i primi nella classifica degli investimenti VC americani
08/12/2007

La lezione del boom economico d'Israele
07/09/2007

Il Governatore Fischer spiega il miracolo economico d’Israele
04/06/2007



03-07-2008
Naturale come il terrorismo palestinese
Da un articolo di Bradley Burston
Ma cosa dovrebbe pensare una persona decente?
In una chiara e tranquilla mattina di Gerusalemme una donna sta guidando verso il cuore della città con accanto la sua piccola di 5 mesi. Non c’è nulla di cui aver paura. Non è una zona militare, non è un’area dell’occupazione, non è un insediamento. Ebrei vivono e lavorano in questa zona della città da più di cento anni (da quando l’hanno edificata, a ovest delle mura). Qui medici e infermieri ebrei si prendono cura di bambini e donne, anziani e infermi arabi sin dal 1902, quando sull’altro lato di questa strada venne aperto l’ospedale Shaare Tzedek.
Non c’è nulla di cui avere paura. Salvo per quell’uomo al volante di un bulldozer che ha deciso di uccidere degli ebrei. Non membri della sicurezza israeliana, non truppe d’occupazione, non uomini dei servizi segreti. Ebrei. Donne e bambini, anziani e infermi. Ebrei che potrebbero essere a favore di uno stato palestinese indipendente. Ebrei che non hanno nulla contro gli arabi. Ebrei che potrebbero essere attivamente impegnati contro l’occupazione. Semplicemente ebrei.
Quando inizia la mattanza, la donna al volante della propria auto fa ciò che gli ebrei hanno imparato a fare dalla Shoà, e da duemila anni prima della Shoà: mettere in salvo i propri bambini. A qualunque costo. Riesce a buttare la piccola fuori dall’auto attraverso il finestrino appena prima che l’Eroe di Palestina diriga la sua scavatrice da 10 tonnellate dritta sulla sua auto, schiacciandola completamente.
Non c’è voluto molto tempo – dopo che l’Eroe di Palestina aveva finito di ribaltare autobus pieni di ebrei, nonché di arabi, e di passare sopra ad altre auto, persino tornando indietro a schiacciarne una per la seconda volta – perché il dipartimento marketing e pubbliche relazioni di Hamas formulasse il suo elogio dell’attentato. “Lo consideriamo una reazione naturale alla quotidiana aggressione e ai crimini commessi contro il nostro popolo in Cisgiordania e in tutte le terre occupate”, ha dichiarato alla stampa il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri. Naturale. Semplicemente naturale.
L’attentato è giunto appena dopo l’ultima serie di tentativi, ad opera di vari gruppi laici, islamici ed ebraici, di fare pressione su chiese protestanti e stimate università affinché disinvestano dalla Caterpillar per via del fatto che le Forze di Difesa israeliane usano talvolta i suoi bulldozer per demolire delle case palestinesi. Vorrei sentirli ora. Almeno una volta.
Vorrei che disinvestissero dal terrorismo, anziché giustificarlo come un “naturale” prodotto dell’occupazione. Per una volta, vorrei che i miei fratelli e sorelle pacifisti fossero duri con i loro compagni palestinesi per aver preso un bulldozer e aver schiacciato degli ebrei, almeno quanto lo sono con Israele per la demolizione di edifici. Scrivete lettere a Ismail Haniyeh, a Mahmoud Zahar, a Sami Anu Zuhri. Protestate nelle vostre comunità, definendo per una volta il terrorismo per quello che è: intenzionale, spietato, premeditato, immorale. Assassino.
Cosa dovrebbe pensare una persona decente? Che va bene lanciare razzi su zone abitate durante un cessate il fuoco perché l’occupazione non è ancora finita? Che va bene schiacciare con un bulldozer civili ebrei perché l’occupazione non è stata ancora fermata e i coloni continuano a costruire delle case?
Cosa dovrebbe pensare una persona decente quando gruppi palestinesi fanno a gara nel rivendicare l’attentato col bulldozer? E quando uno di questi gruppi sono le Brigate Martiri di Al-Aqsa, che fa capo a Fatah?
Cosa dovrebbe pensare una persona decente quando l’uomo che guidava il bulldozer, lui stesso padre di due figli, un operaio edile di Gerusalemme est, era animato da un desiderio talmente grande di uccidere ebrei – per inciso, danneggiando e infangando la causa e il nome della Palestina – da superare i suoi sentimenti verso quella madre costretta a gettare il bambino dal finestrino pur di salvarlo?
Per quanto mi riguarda, vorrei chiedere una prova di che cosa i palestinesi vogliono veramente. Non credo più che si tratti semplicemente di uno stato indipendente. Ecco cosa ancora non mi va di ammettere: che per tutti questi anni, nel 2008 non meno che nel 1902, ciò che una massa critica di palestinesi brama sopra ogni altra, forse anche più di uno stato indipendente, potrebbe essere il semplice e vile brivido della vendetta: niente di più chiaro e netto che vedere ebrei morti e sepolti.

(Da: Ha’aretz, 2.07.08)

Si veda anche il filmato:
Israeli Police shoot Palestinian terrorist on Bulldozer Rampage
http://it.youtube.com/watch?v=AWUb2J4RKlc
ATTENZIONE: contiene immagini crudamente esplicite

Una questione di confini?

Quattro israeliane lavorano da vent'anni senza sosta per salvare
i Rotoli del Mar Morto


Università di Gerusalemme


NOVITÀ
Scene dal libro di Ester:
altre 4 serigrafie
di LELE LUZZATI
firmate dall'artista, per i lettori di israele.net


DVD “Israele, una storia per immagini”: disponibile per i lettori di israele.net
CLICCA L'IMMAGINE