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MARCO PAGANONI
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| 22-05-2009 |
| I tanti no palestinesi |
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Esponenti dell’Autorità Palestinese si sono dichiarati “sorpresi” nel leggere sulla stampa israeliana le indiscrezioni circa il nuovo piano di pace che il presidente Usa Barack Obama interebbe presentare nel discorso che terrà al Cairo il prossimo 4 giugno.
(Il piano prevedrebbe la creazione entro quattro anni di uno stato palestinese democratico e smilitarizzato, con capitale a Gerusalemme est. La Città Vecchia di Gerusalemme diventerebbe zona internazionale. Lo stato palestinese non avrebbe facoltà di stringere alleanze militari con altri paesi. I confini fra stato palestinese e Israele verrebbero definiti grazie a scambi di territori. Ai profughi palestinesi verrebbe offerta la scelta tra acquisire la cittadinanza nei paesi dove risiedono o stabilirsi entro i confini dello stato palestinese, più compensazioni offerte dalla comunità internazionale. Contestualmente i paesi arabi dovrebbero stabilire relazioni diplomatiche ed economiche con Israele.)
Esponenti palestinesi hanno detto al Jerusalem Post che il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), che ha in programma di recarsi in visita a Washington alla fine del mese, chiederà ad Obama chiarimenti circa il piano di pace pubblicato da Yediot Aharonot e Ma'ariv.
Uno dei funzionari dell’Autorità Palestinese ha detto che il piano contiene “diversi punti positivi”, ma ha anche sottolineato che alcune delle proposte contenute nel piano così come è stato riportato sono completamente inaccettabili per i palestinesi. Le proposte inaccettabili, ha spiegato il funzionario palestinese, comprendono i colloqui sull’inserimento dei profughi palestinesi nei paesi arabi, lo scambio di terre fra il futuro stato palestinese e Israele, la creazione di uno stato smilitarizzato e il riconoscimento di uno status internazionale per la Città Vecchia di Gerusalemme.
“La posizione dei palestinesi su queste questioni è chiarissima – ha spiegato un altro esponente dell’Autorità Palestinese – Noi insistiamo sul diritto al ritorno per tutti i profughi sulla base della risoluzione 194 delle Nazioni Unite, e sulla creazione di uno stato palestinese indipendente con tutta Gerusalemme est, compresa la Città Vecchia, come sua capitale”. L’esponente palestinese ha aggiunto che già in passato l’Autorità Palestinese ha respinto l’idea di istituire uno stato smilitarizzato e di scambiare terre con Israele. “L’unico modo per arrivare a una pace vera e duratura – ha concluso – è costringere Israele a ritirarsi da tutti i territori che ha occupato nel 1967”.
(Da: Jerusalem Post, 21.05.09)
Nell’immagine in alto: Per le mappe della propaganda palestinese non vi sono dubbi: lo stato palestinese cancella Israele dalla carta geografica
Quel piano di pace che di pace ancora non è
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