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MITZPÉ – OSSERVATORIO
Gli articoli del direttore
MARCO PAGANONI
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| 08-07-2009 |
| “Pacifisti” con un'unica ossessione |
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Da un editoriale di Maariv |
In un editoriale di martedì, il quotidiano israeliano Ma’ariv si prende gioco della “pacifista” nordirlandese Mairead Corrigan-Maguire, premio Nobel per la pace 1976, recentemente fermata, e poco dopo rilasciata, dalle autorità israeliane quando, con altri attivisti internazionali del movimento detto “Gaza libera”, ha tentato di raggiungere con un battello la striscia di Gaza, che è sotto il potere di Hamas, cercando di aggirare i controlli delle Forze di Difesa israeliane. (La marina israeliana aveva precedentemente contattato e avvertito l’imbarcazione dell’illegalità del tentativo. Il battello è stato scortato nel porto israeliano di Ashdod. I beni umanitari trovati a bordo sono stati trasferiti nella striscia di Gaza dalle autorità israeliane dopo i dovuti controlli. Un portavoce di Gerusalemme ha ricordato che chiunque voglia portare beni umanitari nella striscia di Gaza può farlo in modo legale e coordinato, attraverso i valichi ufficiali fra Israele e striscia di Gaza, in modo da evitare che entrino materiali utilizzabili dai terroristi per produrre armi e ordigni).
“Di tutte le ingiustizie che ci sono nel mondo, e ce ne sono davvero tante – scrive Ma’ariv – Mairead Corrigan-Maguire tende ad identificarsi solo con la popolazione che ha portato al potere un movimento fortemente antisemita, il cui obiettivo è la distruzione di Israele e la cui Carta fondamentale si basa sui Protocolli dei Savi di Sion”. L’editoriale registra, per contro, il silenzio di questi attivisti sui recenti fatti in Iran (dove non risulta che si siano recati in gruppo, con o senza battelli umanitari) e ipotizza che a costoro “non interessano né la giustizia né le autentiche sofferenze delle popolazioni oppresse. Hanno una sola ossessione: Israele”.
(Da: Ma’ariv, 7.07.09)
Nella foto in alto: Mairead Corrigan-Maguire, dopo essere sbarcata nella striscia di Gaza da una precedente imbarcazione “umanitaria” (ottobre 2008), riceve dalle mani del leader terrorista di Hamas Ismail Haniya una targa dono con la raffigurazione della mappa delle rivendicazioni territoriali palestinesi: lo stato di Israele risulta cancellato dalla carta geografica.
Va bene parlare con Hamas, ma di cosa?
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Gilad Shalit al suo arrivo nella base israeliana di Tel Nof, ricevuto da Netanyahu (clicca sulla foto per il commento di Marco Paganoni)
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