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MARCO PAGANONI
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» L'organizzazione “NGO Monitor” ha chiesto alle Nazioni Unite le dimissioni della relatrice speciale Raquel Rolnik per aver utilizzato in senso negativo il termine “giudaizzazione” con riferimento alla politica edilizia del governo israeliano nel Negev, in Giudea e Samaria (Cisgiordania) e a Gerusalemme. Secondo “NGO Monitor”, in questo contesto ''giudaizzazione'' è un termine dal connotato antisemita giacché implica che gli ebrei in quanto tali costituiscano un inaccettabile corpo estraneo.
23/02/2012

» Siria. Uccisi mercoledì nella città di Homs due reporter occidentali: Marie Colvin, giornalista Usa, e Remi Ochlik, fotografo francese. Colpito dai bombardamenti il centro-stampa dei militanti anti-regime.
23/02/2012

» La autorità israeliane hanno fatto demolire, martedì notte, tre costruzioni provvisorie non autorizzate nell'avamposto di Mitzpeh Avihai, vicino a Kiryat Arba (area di Hebron, in Cisgiordania).
23/02/2012

» I negoziati tra Iran e Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (AIEA) sul programma nucleare della Repubblica islamica (militare e non) sono in stallo, dopo il fallimento di una seconda missione a Tehran dell’agenzia delle Nazioni Unite. L'AIEA ha ''deplorato'' il mancato accordo con l'Iran sul proseguimento delle discussioni. In un comunicato diffuso martedì sera, l'AIEA ha inoltre sottolienato il rifiuto di Tehran di permettere ad inviati dell’agenzia l'accesso al presunto sito nucleare di Parchin, che si trova in una base militare.
23/02/2012

» Un obice di mortaio palestinese sparato martedì sera dalla striscia di Gaza verso Israele si è abbattuto su un campo aperto nella zona di Eshkol.
22/02/2012




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25-01-2012
Perché bisogna preoccuparsi per la Fratellanza Musulmana in Egitto
Di Yonatan Silverman
Dunque, stando alle ultime notizie, la Fratellanza Musulmana ha ufficialmente conquistato la maggioranza dei seggi nel parlamento egiziano: non esattamente quello che si diceva che sarebbe accaduto, l’anno scorso, quando iniziavano le dimostrazioni anti-regime in Piazza Tahrir. La cosiddetta “primavera araba” avrebbe fatto sbocciare, si diceva, un periodo di illuminata rinascita politica. Gli ultimi sviluppi mostrano invece che, ancora una volta, il mondo arabo non sta muovendo verso democrazia e libertà, quanto piuttosto verso le più rigide e manifestamente non democratiche dottrine religiose dell’islam.
La Fratellanza Musulmana è la più grande confraternita islamista in Egitto, e forse nel mondo. Per decenni le era stato impedito di entrare in politica, ma sulla scorta della rivolta popolare in Egitto dello scorso anno il movimento ha potuto partecipare alle elezioni parlamentari, dove ha ottenuto una netta maggioranza. Che futuro preannuncia tutto questo?
L’odio verso gli ebrei dei Fratelli Musulmani e il loro cieco anti-israelismo sono fatti che esistono da molti anni. Nel suo libro “Jihad e odio per l'Ebreo”, lo studioso tedesco Matthias Kuntzel scrive: “Sin dalla sua fondazione, nel 1928, la Società dei Fratelli Musulmani è stata la forza trainante del passaggio, nel mondo arabo, da un’attitudine neutrale o addirittura filo-ebraica ad un'altra, rabbiosamente anti-sionista e anti-ebraica. Per il movimento islamista globale di oggi, i Fratelli Musulmani sono ciò che erano i bolscevichi per il movimento comunista negli anni ’20: il punto di riferimento ideologico e il nucleo organizzativo che ha decisamente ispirato tutte le successive tendenze e continua a farlo tuttora”.
I legami della Fratellanza Musulmana coi nazisti iniziarono negli anni ’30 e furono particolarmente stretti durante la seconda guerra mondiale, comprendendo agitazioni anti-britanniche, spionaggio, sabotaggio e supporto alle attività terroristiche orchestrate da Haj Amin el-Hussaini nella Palestina del Mandato britannico. Il tutto è oggi confermato da un’ampia gamma di documenti declassificati provenienti dagli archivi governativi britannici, americani e nazisti. Come espressione di questo legame, la Fratellanza Musulmana ha anche largamente diffuso traduzioni in arabo del “Mein Kampf” di Hitler e dei “Protocolli dei Anziani di Sion”, allargando e approfondendo ulteriormente le già esistenti opinioni ostili verso gli ebrei e le società occidentali. Disse, ad esempio, il fondatore della Fratellanza Musulmana, Hassan al Banna: “La civiltà occidentale, che ha brillato a lungo in virtù della sua perfezione scientifica e che ha soggiogato il mondo intero ai suoi stati e alle sue nazioni coi prodotti di quella scienza, è ora in declino e in bancarotta”.
Sebbene l’Egitto resti la base dell’organizzazione, la Fratellanza ha sezioni attive in settanta paesi, fra cui Bahrain, Siria, Giordania, Iran, Iraq, Arabia Saudita e Kuwait. Il ramo palestinese venne istituito nel 1935 dal fratello di Hassan al Banna. Nel 1987 venne fondato il ramo Hamas della Fratellanza Musulmana, che oggi per Israele rappresenta sotto ogni aspetto una irriducibile minaccia.
Nell’ottobre 2011 il dottor Muhammad Abd Al-Rahman Al-Masri ha scritto che il conflitto fra musulmani e Israele è, nella sua essenza, religioso e che bisogna combattere la jihad (guerra santa) ovunque vi sia della “terra islamica” occupata: “Il conflitto fra lo stato sionista e la ummah [comunità] islamica non è come la lotta fra un proprietario terriero e un predone occupante. Questa lotta è, nella sua essenza, una lotta di fede… Il Corano indica che questa lotta [continuerà] fino al Giorno del Giudizio”. Un altro autore del sito web della Fratellanza Musulmana afferma: “L’attacco all’ambasciata israeliana al Cairo è una pietra miliare della rivoluzione egiziana”. Non è tutto. In un recente rapporto circa il sito web della Fratellanza Musulmana, i ricercatori di MEMRI (Middle East Media Research Institute) hanno rilevato e documentato il grado peggiore di negazione della Shoà e di condanne del trattato di pace fra Israele ed Egitto.
Quanto è dunque preoccupante, per Israele, l’ascesa della Fratellanza Musulmana? Nonostante le parole rassicuranti di alcuni suoi portavoce, la lunga e documentata tradizione di anti-ebraismo della Fratellanza Musulmana e il suo recente ingresso in forze nel parlamento egiziano fanno presagire giorni difficili.

(Da: YnetNews, 23.1.12)

Foto in alto - Sul cartello: “Abbasso il regime di Camp David”, con riferimento alla pace firmata da Israele ed Egitto nel 1979

Per il rapporto MEMRI sui contenuti del sito web della Fratellanza Musulmana, si veda (in inglese): "Antisemitic and Anti-Israel Articles on Egyptian Muslim Brotherhood Website"
http://www.memri.org/report/en/0/0/0/0/0/0/5992.htm

Si veda anche:

Fratelli Musulmani in Egitto come Hamas a Gaza: “Non riconosceremo mai Israele”
http://www.israele.net/articolo,3324.htm

Cadono i dittatori, non cade l’odio anti-ebraico. L’antisemitismo riemerge nel mondo arabo, tra una rivolta e l’altra
http://www.israele.net/articolo,3312.htm

“Uccideremo tutti gli ebrei”. In un raduno al Cairo, i Fratelli Musulmani invocano la jihad contro Israele
http://www.israele.net/articolo,3296.htm

L’odio più duraturo. La società arabo-islamica è praticamente l’unica al mondo dove l’antisemitismo viene sostenuto pubblicamente.
http://www.israele.net/articolo,3216.htm

Indice di Sviluppo Umano: buona la performance di Israele anche quando il dato viene corretto in base alla sostenibilità ambientale


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Gilad Shalit al suo arrivo nella base israeliana di Tel Nof, ricevuto da Netanyahu (clicca sulla foto per il commento di Marco Paganoni)