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» Un razzo Qassam palestinese lanciato lunedì sera dal nord della striscia di Gaza si è abbattuto su un campo nella zona di Shaar HaNegev, nel sud di Israele.
07/02/2012

» Stanziati 845 milioni di shekel (173 milioni di euro) per il risanamento e lo sviluppo turistico del Mar Morto. Lo ha annunciato lunedì il ministro del turismo israeliano, Stas Misezhnikov.
07/02/2012

» In apertura della riunione settimanale del gruppo parlamentare del Likud, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha esortato l’Autorità Palestinese a scegliere tra Hamas e la pace “perché le due cose non possono stare insieme”. Riferendosi all'accordo firmato a Doha tra Fatah e Hamas, Netanyahu ha aggiunto: “Se Mahmoud Abbas (Abu Mazen) mette in pratica questo accordo, vorrà dire che abbandona il processo di pace”.
07/02/2012

» Siria. Ripresi all’alba di lunedì i bombardamenti dell'esercito siriano sulla città di Homs, mentre centinaia di carri armati del regime hanno preso d'assalto la città di Zabadani, nella provincia di Damasco. Secondo un bilancio provvisorio del Consiglio nazionale dell’opposizione siriana, si conterebbero una settantina di morti.
07/02/2012

» Gli Stati Uniti hanno chiuso la loro ambasciata a Damasco ed evacuato i loro ultimi funzionari presenti in Siria “visto il perdurare delle violenze e il deterioramento delle condizioni di sicurezza”. Anche Londra ha richiamata il suo ambasciatore da Damasco.
07/02/2012




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27-06-2005
Animali feroci
di Nahum Barnea
La terrorista suicida palestinese Wafa al-Bas è stata arrestata una settimana fa al valico di Erez fra striscia di Gaza e Israele. Le autorità israeliane hanno diffuso un breve filmato che mostra ciò che hanno registrato le telecamere interne del terminal. Il filmato intero è da brividi. L’impressione è quella di assistere alla cattura di una fiera feroce.
Il nuovo “tunnel” di Erez per i controlli di sicurezza sulle persone che lo attraversano è molto lungo e alto. Nel filmato si vede la terrorista in piedi, da sola. Dietro di lei, una cancellata e un tunnel senza fine. Alto sopra di lei, un altoparlante. Lei non vede anima viva. Di primo acchito la vista di queste immagini è terrorizzante: sappiamo fin troppo bene cosa possono fare gli abiti di quella terrorista, imbottiti di esplosivo.
Poco dopo, la terrorista capisce d’essere stata scoperta. Disperata, si mette a cercare istericamente l’interruttore, tentando invano per tre volte di innescare l’ordigno che porta addosso. L’immagine è quella di un animale in trappola.
Poi la terrorista guarda verso alto e parla all’altoparlante. Una voce le rovescia addosso ordini in arabo. Lei esegue, come soggiogata. E così continua, strato dopo strato, a togliersi gli abiti e la cintura esplosiva, finché diventa chiaro che sul suo corpo non vi sono più né armi né ordigni.
Una procedura spietata, ma indispensabile.
È totalmente priva di qualunque valore un’organizzazione terroristica che recluta una sfortunata ragazza ventenne, rovinata da ustioni domestiche alle mani, per compiere una simile missione. La vera bestia feroce non è quella ragazza: sono coloro che l’hanno usata.
Quella stessa notte, il ministro israeliano Haim Ramon incontrava il ministro palestinese Mohammed Dahlan.
“Per tre settimane – esclamava Ramon – vi abbiamo chiesto di arrestare Madmun, il capo della terrorista. L’abbiamo detto più volte al vostro uomo, Rashid Abu-Shabak, capo dei servizi di sicurezza preventiva palestinesi a Gaza. Non avete fatto niente”.
Madmun, membro di un piccolo gruppo terrorista chiamato “Fatah abu-Rish”, è considerato uno dei più pericolosi ricercati per terrorismo a Gaza.
Dahlan, uomo dai gesti teatrali, apriva serenamente il suo cellulare e chiamava Rashid Abu-Shabak seduta stante. “Abu-Khatem – gli chiedeva – perché non arresti Madmun?”.
“Sappiamo che si trova nel campo profughi di Jabaliya – era la risposta – Il problema è che è costantemente circondato da altra gente. Non possiamo raggiungerlo”.
“Abu-Shabak ha promesso che non dormirà finché non avrà catturato quel tizio”, dichiarava Dahlan.
“In questo caso – concludeva acido il ministro israeliano – possiamo aspettarci mesi e anni insonni”.

(Da: YnetNews, 25.06.05)

Avrebbe fatto strage dei medici che le avevano salvato la vita

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Gilad Shalit al suo arrivo nella base israeliana di Tel Nof, ricevuto da Netanyahu (clicca sulla foto per il commento di Marco Paganoni)