Coloni estremisti contro soldati israeliani a Hebron

Alcuni commenti dalla stampa israeliana

image_2296Il vice procuratore di stato Shai Nitzan ha dato disposizione alla polizia di Hebron di avviare un’inchiesta sui tafferugli scoppiati domenica mattina tra residenti israeliani della città e Forze di Difesa israeliane durante lo sgombero di un avamposto illegale presso Kiryat Arba, di proprietà dell’attivista di estrema destra Noam Federman. Arrestati 4 estremisti, compreso lo stesso Federman. “Speriamo che i soldati vengano sconfitti dai loro nemici e uccisi tutti, perché è quello che si meritano”, ha detto uno degli estremisti a radio Galei Tzahal. Parole fermamente condannate dal presidente del Consiglio delle comunità ebraiche di Giudea e Samaria (Cisgiordania), Dani Dayan.
Questo il commento di due giornali israeliani.
Ha’aretz chiede al governo di mettere fine al “terrorismo” dei gruppi di coloni più oltranzisti, facendo riferimento agli scontri di domenica a Hebron (Cisgiordania) che hanno visto alcuni estremisti aggredire e scagliare pietre contro soldati e agenti di polizia israeliani impegnati nell’operazione di sgombero di un avamposto illegale presso Kiryat Arba: un esempio – dice l’editoriale – della natura fuorilegge e pericolosa dell’ala più intransigente del movimento dei coloni. Ha’aretz afferma che, sebbene appaia chiaro che il governo è consapevole delle dimensioni della minaccia posta da questi violatori della legge, “qualunque tentativo di compromesso, qualunque negoziato coi rappresentanti dei coloni cosiddetti moderati che insistono a creare avamposti illegali costituirebbe una capitolazione all’intimidazione e una resa dello Stato di fronte a un gruppo di pazzi capaci di portare lo Stato alla rovina”.

Scrive Yediot Aharonot: “Se emergerà che davvero – il cielo non voglia – degli estremisti ebrei hanno profanato tombe musulmane, allora vuol dire che è stato superato un limite che mette a rischio la legittimità di questi facinorosi di abitare nello stato di Israele”. L’editoriale condanna duramente le aggressioni fisiche e verbali contro soldati delle Forze di Difesa israeliane, affermando che “non sono né gli arabi di Hebron né gli attivisti dell’estrema sinistra a mettere a repentaglio la comunità ebraica della città; sono degli ebrei, provenienti dal cuore stesso del movimento dei coloni, quelli che stanno erodendo il diritto di risiedere a Hebron: sono loro che spingono la società israeliana a dichiarare ad alta voce: noi con quelli non abbiamo nulla a che spartire”.

(Da: Ha’aretz, Yediot Aharonot, 27.10.08)