Congresso Usa: No allo stato palestinese senza accordo con Israele

Approvata all’unanimità la condanna dei tentativi palestinesi di aggirare negoziato e accordo con Israele.

image_3011La Camera dei Rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti ha approvato all’unanimità, mercoledì, una mozione contraria a qualunque riconoscimento di uno stato palestinese nei cosiddetti “confini del 1967” senza previo accordo con Israele: un gesto perseguito dal presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen).
La mozione afferma che gli Stati Uniti non riconosceranno uno stato palestinese proclamato unilateralmente e porranno il veto a qualsiasi risoluzione in questo senso che fosse presentata al Consiglio di Sicurezza dell’Onu senza un accordo fra le due parti interessate.
La decisione è stata presa su iniziativa del presidente della Commissione affari esteri della Camera dei Rappresentanti, il repubblicano Howard Berman.
Secondo le parole esatte della mozione, gli Stati Uniti “ribadiscono il loro forte sostegno per una soluzione negoziata del conflitto israelo-palestinese che porti a due stati, uno stato ebraico e democratico d’Israele e uno stato palestinese democratico e vitale, che vivano fianco a fianco nella pace, sicurezza e reciproco riconoscimento”.
“Gli Stati Uniti – continua il testo approvato – ribadiscono la propria ferma opposizione a qualunque tentativo di stabilire o perseguire il riconoscimento di uno stato palestinese al di fuori di un accordo negoziato fra Israele e palestinesi”; e aggiunge che “una pace autentica e duratura può essere conseguita soltanto attraverso negoziati diretti fra le due parti”.
La Camera dei Rappresentanti menziona esplicitamente i leader palestinesi che negli ultimi tempi hanno ripetutamente minacciato di proclamare in modo unilaterale uno stato palestinese e di mirare ad ottenere il riconoscimento dell’Onu e di altri organismi internazionali. “Il 24 novembre 2010 – ricorda la mozione – Mahmoud Abbai, leader dell’Autorità Palestinese e dell’Olp, ha scritto al presidente brasiliano chiedendo che il governo brasialiano riconoscesse uno stato palestinese, nella speranza che tale sua azione incoraggiasse altri paesi a riconoscere uno stato palestinese allo stesso modo”, senza previo accordo con Israele.
Dopo quella richiesta, Brasile Argentina e Uruguay hanno annunciato il riconoscimento di uno stato “sui confini del 1967”.
La mozione di Berman include un appello al governo americano affinché si ponga alla guida di uno sforzo diplomatico volto a convincere altri paesi ad opporsi ad atti di questo genere.
La Camera dei Rappresentanti chiede inoltre alla dirigenza palestinese di “cessare tutti i tentativi di aggirare il processo negoziale, compresi i tentativi di ottenere il riconoscimento di uno stato palestinese da altre nazioni, nelle Nazioni Unite e presso altri organismi intenzionali prima che sia stato raggiunto un accordo finale fra Israele e palestinesi”, e fa appello ai governi stranieri perché “non accordino tale riconoscimento”. La mozione chiede infine ad Abu Mazen di riprendere immediatamente i negoziati diretti, esprimendo il proprio appoggio alla posizione dell’amministrazione Obama contraria alla dichiarazione unilaterale di uno stato palestinese.

(Da: YnetNews, Jerusalem Post, Ha’aretz, 16.12.10)

Per il testo completo della mozione (in inglese):

http://www.aipac.org/Publications/SourceMaterialsCongressionalAction/BERMAN_148_xml.pdf

Si veda anche:

Strade a fondo cieco

http://www.israele.net/articolo,3009.htm