Continua la persecuzione dei Bahai in Iran

Aggressioni di stato contro la pacifica religione di origine persina, con sede mondiale a Haifa.

image_3698Due nuove ricerche mettono in luce la violenza di stato esercitata contro la minoranza religiosa Bahai in Iran.
Ahmed Shaheed, relatore speciale dell’Onu per i diritti umani in Iran, ha annunciato i risultati del suo rapporto la scorsa settimana a Ginevra. Nel rapporto, intitolato “Sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica Islamica d’Iran”, Shaheed riporta che “110 Bahai sono attualmente detenuti in Iran per aver esercitato la loro fede, e fra questi due donne, Zohreh Nikayin (Tebyanian) e Taraneh Torabi (Ehsani), costrette ad allevare i loro neonati in carcere. Inoltre si stima che 133 Bahai sono attualmente soggetti a mandato di comparizione per scontare le loro sentenze, mentre altri 268 sarebbero in attesa di giudizio”. Il rapporto dell’Onu afferma che “i membri della comunità Bahai continuano ad essere sistematicamente deprivati di tutta una serie di diritti sociali ed economici, compreso l’accesso all’istruzione superiore. Fonti informate riferiscono che solo nel novembre 2012 le autorità di tre diverse università hanno espulso cinque studenti Bahai”.
Una seconda indagine, pubblicata a marzo dalla Comunità Internazionale Bahai col titolo “Violenza e impunità: atti di aggressione contro la comunità Bahai in Iran”, analizza le persecuzioni fra il 2005 e il 2012. Secondo lo studio, “la persecuzione si è intensificata negli ultimi anni. Dal 2005 sono stati arrestati più di 660 Bahai e alla fine del 2012 almeno 115 Bahai languivano in prigione. L’aumento degli arresti è stato accompagnato da un’ondata crescente di violenze contro i Bahai, contrassegnata da una serie di incidenti come incendi dolosi, graffiti anti-Bahai, pubbliche espressioni di odio, profanazione di cimiteri Bahai, aggressioni a scolari”.
Wahied Wahdat-Hagh, uno dei massimi esperti internazionali sulla comunità Bahai iraniana, ha confermato al Jerusalem Post che l’approfondita ricerca della Comunità Internazionale Bahai è di qualità “eccellente”. Wahdat-Hagh, senior fellow presso la Fondazione Europea per la Democrazia con sede a Bruxelles, ha esaminato il rapporto di 45 pagine per una serie di articoli su un quotidiano tedesco.
Da quando l’ayatollah Ruhollah Khomeini prese il potere in Iran nel 1979, le varie amministrazioni islamiche hanno usato il pugno di ferro contro i Bahai, che rappresenta la maggiore fede non-musulmana presente in Iran, una comunità religiosa totalmente pacifica fondata in Persia (Iran) da Bahá’u’lláh nel 1863. La religione Bahai accetta e riconosce il diritto e l’universalità di tutte le religioni. In Iran si stima che vi siano circa 350.000 Bahai (nel mondo sono circa 7 milioni).
La Comunità Internazionale Bahai descrive forme sistematiche di repressione contro i Bahai iraniani di tutti gli strati sociali. “Nel 2006 – dice il rapporto – una 16enne Bahai, studentessa presso una scuola superiore nella periferia di Teheran, è stata fatta oggetto di continue molestie da parte di un gruppo di fanatici religiosi che parevano controllarne ogni movimento. Nei mesi di novembre e dicembre 2007 questi anonimi individui minacciarono di ucciderla, la molestarono al telefono e poi un giorno la spinsero in un’auto e la aggredirono, rompendole gli occhiali prima che riuscisse a scappare”. Continua il rapporto: “Nei mesi di ottobre e novembre 2010 più di dieci immobili di proprietà Bahai sono stati oggetto di incendi dolosi nella città di Rafsanjan”.
Nel rapporto viene sottolineato il ruolo del regime iraniano nella violenza, sanzionata dallo stato e dall’indifferenza giudiziaria. “Eppure molte, se non la maggior parte, di queste aggressioni portano l’impronta del coinvolgimento diretto di agenti governativi o, quantomeno, di approvazione e incoraggiamento ufficiali. Ed anche se alcune sono opera di normali cittadini che agiscono semplicemente per intolleranza religiosa, vi sono pochi dubbi che questi impeti vengono infiammati dalla propaganda ufficiale anti-Bahai, e che gli aggressori si sentono liberi di agire perché non temono né azioni giudiziarie, né punizioni”.
Il rapporto della Comunità Internazionale Bahai sollecita la comunità internazionale ad intensificare le pressioni sul regime iraniano. “La storia dimostra che l’unica reale protezione per i Bahai iraniani viene da una continua denuncia e una continua azione internazionale. Gli ultimi tre decenni hanno dimostrato che in realtà le autorità iraniane sono consapevoli dell’opinione pubblica internazionale e che le pressioni affinché rispettino i loro obblighi in base al diritto umanitario internazionale possono avere effetto”.

(Da: Jerusalem Post, 18.3.13)

Nella foto in alto: il Centro mondiale Bahai a Haifa, sulle pendici del Monte Carmelo (Israele)

Si veda anche:

Diritti umani e libertà di credo in Iran (dal sito della Comunità Bahai in Italia):

http://www.bahai.it/ufficio-stampa/10-diritti-umani-e-liberta-di-credo-in-iran

La sede Bahai a Haifa (dal sito del Turismo israeliano):

http://www.goisrael.it/Tourism_Ita/Articles/Attractions/Pagine/The%20Bahai%20Gardens.aspx

Pubblicato da professore dell’Università di Gerusalemme il primo libro in ebraico sulla religione Bahai

http://www.israele.net/sezione,,893.htm