Due palestinesi su tre vogliono un unico stato dal Giordano al mare

Sondaggio rivela: negoziato e ''due stati'' sono considerati passi verso un unico stato arabo di Palestina

image_2990Quasi due terzi dei palestinesi (il 59% in Cisgiordania, il 63% nella striscia di Gaza) sono a favore di negoziati diretti e della soluzione a due stati (Israele e Palestina), ma vogliono che alla fine tutta la terra fra il fiume Giordano e il mar Mediterraneo finisca col diventare un unico stato palestinese. È quanto emerge da un sondaggio condotto lo scorso ottobre da Stanley Greenberg per conto di Israel Project, un’associazione ebraico-americana. Dai dati emerge inoltre che i palestinesi incolpano per lo più Hamas per la situazione attuale nella striscia di Gaza, e si sentono ostili non solo all’organizzazione islamista palestinese, ma anche al suo principale sponsor straniero, l’Iran.
Stando al sondaggio, il 61% dei palestinesi di Cisgiordania e striscia di Gaza appoggia i negoziati diretti con Israele e il 60% di loro accetta la soluzione a due stati. Inoltre una maggioranza del 54% concorda con l’affermazione che la pace con Israele è possibile.
Un esame più attento dei dati, tuttavia, rivela un quadro assai diverso. La maggior parte dei palestinesi intervistati, infatti, rifiuta di accettare il concetto di Israele come stato nazionale del popolo ebraico. Infatti, mentre solo il 23% sottoscrive l’affermazione secondo cui “Israele ha il diritto permanete ad esistere come patria nazionale del popolo ebraico”, quasi due terzi dei palestinesi intervistati sceglie l’affermazione alternativa secondo cui “nel corso del tempo i palestinesi devono adoperarsi per riprendersi tutta la terra per lo stato palestinese”.
Non basta. Secondo il sondaggio, i palestinesi percepiscono la soluzione a due stati come un precursore dello stato interamente palestinese. Di fronte all’affermazione secondo cui “l’obiettivo migliore è una soluzione a due stati che preveda due stati che vivano fianco a fianco”, il 30% si dichiara d’accordo mentre il 60% opta per l’affermazione alternativa secondo cui “il vero obiettivo deve essere quello di iniziare con due stati, ma poi passare all’esistenza di unico stato palestinese”.
Sulla questione del terrorismo, il 58% dei palestinesi intervistati si dice favorevole alla “lotta armata” contro Israele, mentre il 36% ritiene che l’unica opzione siano i colloqui diretti.
I palestinesi intervistati mostrano uno spostamento “tattico” verso l’accettazione di Israele come stato ebraico solo nel caso ciò servisse per arrivare a un accordo su due stati, con la creazione di istituzioni palestinesi per l’indipendenza e uno scambio di territori sulla base delle linee del 1967. Considerando tale scenario, infatti, il 50% degli intervistati si dice “favorevole al fatto che l’Autorità Palestinese riconosca ufficialmente Israele come stato ebraico nel quadro di una soluzione a due stati”. In questo scenario, il 51% dei palestinesi di Cisgiordania, ma solo il 12% di quelli della striscia di Gaza, si dice favorevole al fatto che Israele compaia finalmente nelle carte geografiche del Medio Oriente usate nelle scuole e sui documenti ufficiali arabi e palestinesi.
I dati del sondaggio indicano che i palestinesi si stanno allontanando da Hamas. Il 68% dice che fare pressione su questa organizzazione affinché rinunci al terrorismo sarebbe un passo importante verso la pace, mentre il 62% dice che Hamas dovrebbe smettere si lanciare razzi dalla striscia di Gaza contro Israele. Inoltre, il 56% dei palestinesi della striscia di Gaza esprime un’opinione negativa della leadership di Hamas. Complessivamente, il 53% dei palestinesi afferma di provare “ostilità” verso Hamas.
In ribasso risulta anche la popolarità dell’Iran. A Gaza, il 27% incolpa la Repubblica Islamica di Tehran come uno dei principali fattori che stanno base dei problemi che i palestinesi si trovano ad affrontare.
Come in altri sondaggi precedenti, anche in questo caso la popolarità del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) risulta complessivamente in crescita rispetto ai suoi avversari di Hamas.

(Da: YnetNews, Ha’aretz, 20.11.10)

Nel’immagine in alto: Una tipica mappa del Medio Oriente usata dalla pubblicistica araba e palestinese nella quale Israele non compare, sostituito da un’unica “Palestina”.

Si veda anche:

Che ne è del riconoscimento dello stato ebraico?

http://www.israele.net/articolo,2987.htm