Editoriale giordano: “La lotta contro Israele è esistenziale, non territoriale”

In un paese arabo in pace con Israele si invoca la guerra per “liberare la Palestina dal fiume al mare”.

image_3175Il 5 giugno scorso un editoriale del quotidiano giordano semi-indipendente filo-governativo Al-Dustour, nel commemorare il 44esimo anniversario dello scoppio della guerra dei sei giorni chiamato Giorno della Naksa (“arretramento”), ribadiva che la battaglia contro Israele non attiene ad una disputa territoriale, bensì alla questione stessa dell’esistenza dello stato ebraico, e invocava l’unione di tutte le forze della ummah (“comunità”) dei popoli arabi per debellare quella che definisce la “genocida impresa sionista” che “minaccia” tutti i popoli arabi, e per liberare “tutta la Palestina, dal mar Mediterraneo al fiume Giordano”.
Nota: dal 26 ottobre 1994 la Giordania è legata a Israele da un Trattato di pace.
Qui di seguito, i brani più significativi dell’articolo:

«Nel 44esimo anniversario della vessatoria aggressione sionista del 5 giugno 1967 contro la ummah araba, le ripercussioni di quella tragedia sono ancora chiaramente evidenti nel mondo arabo sottoforma di occupazione di tutta la Palestina, dal mar Mediterraneo al fiume Giordano, del Golan e delle Fattorie Shab’a, e nel fatto che il Sinai rimane una zona smilitarizzata in base agli Accordi di Camp David. Considerando le ragioni che portarono alla tragedia del giugno 1967 si vede che quelle ragioni sussistono tuttora. Gli stati arabi dall’Oceano [Atlantico] al Golfo [Persico] non hanno imparato la lezione della Naksa, e non hanno intrapreso le misure né adottato gli strumenti con cui poter passare dalla casella della sconfitta a quella della vittoria. In effetti, le occulte controversie fra alcuni paesi arabi rimangono come erano allora. Anzi, si sono moltiplicate e la politica di ostilità e alienazione è peggiore oggi di quanto fosse in passato. Lo conferma il grado di impotenza toccato dai paesi arabi negli ultimi quarant’anni. […]
In tutta la sua lunga e gloriosa storia, la ummah araba ha dimostrato la sua capacità di ottenere la vittoria e di espellere gli invasori e gli occupanti dalle terre arabe. Ha dimostrato che le sua capacità, le sue grandi risorse, la sua collocazione geografica e la sua storia gloriosa possono, tutte insieme, riportarla sulla prima linea degli eventi, strappandola a una posizione di mera reazione a favore di una posizione attiva e risoluta. […] Gli eventi della storia, sia antica che recente, hanno dimostrato che la ummah araba non ha altra via per garantire la propria sopravvivenza, per ricacciare l’aggressione sionista e per liberare la terra, Gerusalemme e la moschea di Al-Aqsa, se non quella dell’unità, dell’unificazione dei fronti, dell’utilizzo di tutte le risorse della ummah […]. La Giordania araba, sotto l’insigne guida hascemita, si è adoperata per edificare la solidarietà araba e risolvere le dispute fra arabi quale unica via per unificare i fronti in una posizione unita ed efficace, che sappia fronteggiare l’impresa sionista genocida che minaccia l’intera ummah. La Giordania ha investito tutte le sue capacità diplomatiche e materiali nel sostenere il fratello popolo palestinese e la sua giusta lotta per realizzare i suoi diritti storici e nazionali, il suo diritto ad istituire uno stato indipendente sulla sua terra nazionale, con Gerusalemme come capitale e il ritorno dei profughi. Nel 44esinmo anniversario dell’aggressione sionista contro la ummah del 5 giugno 1967, i fatti eterni risultano confermati: la lotta contro questo nemico è una lotta esistenziale più che una lotta territoriale, ed esige che la ummah adotti tutti i mezzi e le misure capaci di portare alla vittoria e alla cacciata degli invasori sionisti. […] A distanza di quattro decenni è dimostrato che l’intera ummah non ha altro nemico che il nemico sionista che continua a bandire il popolo palestinese dalla sua patria, a depredare i luoghi santi e a giudaizzare Gerusalemme.»

(Da: Memri, 21.6.11)

Nell’immagine in alto: La pubblicistica irredentista anti-israeliana illustra sempre senza reticenze l’obiettivo del revanscismo arabo: tutta la Palestina storica, dal fiume al mare; Israele deve essere cancellato dalla carte geografica.

Si veda anche:

Cronologia della guerra dei sei giorni

http://www.israele.net/sezione,,1726.htm