Erdogan come Ahmadinejad

Ha definito il sionismo un crimine contro l’umanità, davanti a Ban Ki-moon (che è stato zitto).

image_3673Intervenendo mercoledì a un convegno Onu, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha definito il sionismo “un crimine contro l’umanità” paragonandolo ad antisemitismo, fascismo e islamofobia.
“Dovremmo adoperarci per comprendere meglio la cultura e il credo degli altri”, ha detto Erdogan intervenendo all’apertura ufficiale a Vienna del quinto Global Forum “Alleanza di civiltà”, un organismo delle Nazioni Unite dedicato al dialogo fra occidente e islam. E ha poi aggiunto: “Invece vediamo persone che agiscono sulla base di pregiudizi, escludendo e disprezzando gli altri. Ecco perché è necessario considerare l’islamofobia un crimine contro l’umanità così come il sionismo, l’antisemitismo e il fascismo”.
L’organizzazione non governativa di monitoraggio “UN Watch”, con sede a Ginevra, ha denunciato le parole di Erdogan “che contraddicono radicalmente lo scopo stesso di un forum che si vuole votato alla tolleranza reciproca”, ed ha esortato il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon, “che era presente sul palco ed è rimasto in silenzio”, a prendere posizione e condannare l’affermazione del primo ministro turco. “Vogliamo ricordare al Segretario Generale – afferma UN Watch – che il suo predecessore Kofi Annan ha riconosciuto come un’espressione di antisemitismo la risoluzione Onu del 1975 che equiparava il sionismo al razzismo, e ne aveva accolto con favore l’abrogazione”. La risoluzione 3379 dell’Assemblea Generale dell’Onu, che definiva “il sionismo una forma di razzismo e di discriminazione razziale”, è stata abrogata dalla stessa Assemblea Generale nel 1991 con la risoluzione 4686.
“L’abuso che ha fatto Erdogan di un pulpito internazionale per istigare all’odio, e il suo ricorso a proclami in stile Ahmadinejad appiattendosi sul minimo comun denominatore del mondo musulmano – scrive UN Watch – non faranno che rafforzare la convinzione che l’attuale governo turco non intende abbandonare la linea dello scontro, rimanendo fondamentalmente indisponibile a porre fine alla sua ostilità verso Israele che dura ormai da di quattro anni”.
Nelle scorse settimane, affermano fonti governative a Gerusalemme, Israele aveva ripetutamente fatto sapere ad Ankara di essere interessato a creare una “dinamica positiva” nel deteriorato rapporto fra i due paesi affinché possano tornare a cooperare per promuovere gli interessi comuni. Tali messaggi sono stati inviati in vista del primo viaggio all’estero del nuovo segretario di stato americano John Kerry che si recherà in nove paesi, tra cui la Turchia dove è in arrivo venerdì.
Giovedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha condannato duramente le parole di Erdogan: “Si tratta – ha detto – di una dichiarazione cupa e falsa, di un genere che pensavamo non avesse più posto nel mondo”.

(Da: Jerusalem Post, Israel HaYom, Times of Israel, 28.2.13)

Si veda anche:

Turchia: un’altra autocrazia islamica emergente. E una minaccia per Israele.

http://www.israele.net/articolo,3577.htm

Lo scivolone della Turchia. Sembra una replica di ciò che accadde nel 1979 quando gli ayatollah presero il potere in Iran.

http://www.israele.net/articolo,3229.htm