Farsi capire

Unéquipe di scienziati dellIstituto Weizmann ha identificato alcuni dei principi basilari della comunicazione

image_1206Come facciamo a mettere le nostre idee in parole, in modo che le altre persone le possano capire? Quest’impresa piuttosto complessa implica tradurre un’idea in una sequenza uni-dimensionale, una successione di parole che devono essere lette o scritte una di seguito all’altra. Naturalmente il ricevente potrebbe anche non coglierne il significato: l’esprimere in modo efficace le proprie idee è considerata un’arte, o almeno una capacità ambita e importante.

Un’équipe di scienziati composta da fisici e ricercatori del linguaggio del Weizmann ha recentemente studiato a fondo questo processo, applicando metodi scientifici ad alcuni dei più importanti modelli della nostra cultura per quanto riguarda il trasferimento di idee: classici che, per comune ammissione, si fanno comprendere molto bene. Gli scienziati hanno creato strumenti matematici che permettevano loro di tracciare lo sviluppo delle idee in un libro. L’équipe internazionale comprendeva il prof. Elisha Moses del Physics of Complex Systems Department del Weizmann e il prof. Jean-Pierre Eckmann, un frequente visiting professor dell’Università di Ginevra, oltre al dott. Enrique Alvarez Lacalle ed alla studentessa ricercatrice Beate Dorow dell’Università di Stoccarda. Lo studio che descrive la loro ricerca è stato recentemente pubblicato nei Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

Poiché le sequenze di parole sono uni-dimensionali, mancano letteralmente di profondità. La nostra mente e la nostra memoria ci aiutano a ricreare idee complesse partendo da questa sequenza. La narrazione ‘codifica’ una struttura gerarchica. (Una struttura gerarchica ovvia in un testo è quella capitolo-paragrafo-frase). L’implicazione è che la nostra mente decifra la struttura codificata, permettendoci di comprendere il concetto astratto.

Per testare una struttura sottostante in sequenze di parole che sono note per la loro capacità di trasmettere idee, gli scienziati hanno applicato i loro strumenti matematici ad alcuni libri, tra cui scritti di Albert Einstein, Tom Sawyer di Mark Twain, la Metamorfosi di Franz Kafka ed altri classici diversi per periodo e stile. Hanno individuato delle ‘finestre di attenzione’ di circa 200 parole (circa un paragrafo) e, dentro queste finestre, hanno identificato coppie di parole che si trovavano frequentemente l’una vicino all’altra (dopo aver eliminato parole ‘insignificanti’ come i pronomi). Dalla lista di parole risultante e dalla frequenza con cui le singole parole apparivano nel testo, gli scienziati hanno usato l’analisi matematica per costruire una specie di rete di ‘concetti vettori’ – parole collegate che trasmettono le principali idee del testo.

Matematicamente, questi concetti vettori possono andare in molte direzioni, e leggere il testo può essere ritenuto un tour lungo i percorsi della rete ottenuta. I concetti vettori multidimensionali sembrano tessere una ‘rete di idee’. Il lavoro degli scienziati suggerisce che questa rete sia basata su una gerarchia simile ad un albero che può essere un sostegno basilare del linguaggio. Il lettore o l’ascoltatore può ricostruire la struttura gerarchica di un testo, e quindi lo spazio multidimensionale delle idee, nella sua mente, per afferrare ‘il significato inteso dall’autore’.

Moses: “I filosofi da Wittgenstein a Chomsky ci hanno insegnato che il linguaggio ha un ruolo evoluzionistico importantissimo nella formazione del cervello umano, e che svelare la struttura del linguaggio è un passo essenziale per comprendere la struttura del cervello. Il nostro contributo alla ricerca in questo campo basilare sta nella creazione di strumenti matematici che possono essere usati per stabilire la connessione tra concetti o idee e le parole usate per esprimerli, rendendo possibile rintracciare in un discorso o in un testo il percorso di un’idea in uno spazio matematico astratto. Possiamo capire teoricamente come la struttura dell’enunciazione di un’idea serva a trasmettere concetti e a ricostruirli nella mente del lettore. Una profonda questione che rimane aperta è se e come le correlazioni che abbiamo scoperto servano all’estetica del testo.’

La ricerca del prof. Moses è finanziata dal Clore Center for Biological Physics; dal Center for Experimental Physics e dal Rosa and Emilio Segre Research Award.

(Da: Weizmann Institute of Science, Pub. & Media relations dept, 08.05.06)