For the record: Statura morale dei nemici d’Israele

Parole e gesti con cui è stato celebrato il ritorno in Libano del terrorista infanticida Samir Kuntar

A cura di M. Paganoni

image_2203Il 16 luglio 2008 Israele, costretto dal ricatto della milizia jihadista libanese Hezbollah, ha scarcerato e rimandato in Libano insieme ad altri 4 terroristi l’infanticida Samir Kuntar, in cambio delle spoglie dei due riservisti israeliani Ehud Goldwasser ed Eldad Regev, sequestrati e assassinati da Hezbollah.
Quelle che seguono sono alcune delle parole e dei gesti con cui è stato accolto il ritorno in Libano di Samir Kuntar.

16.07.2008 – Sul versante libanese della frontiera Hezbollah ha installato una sorta di arco di trionfo per accogliere i detenuti (fra i quali l’infanticida Samir Kuntar) scarcerati da Israele in cambio delle spoglie dei due ostaggi uccisi. Sull’arco si legge: “Israele versa lacrime di dolore, noi versiamo lacrime di gioia”.
16.07.2008 – Il governo libanese ha decretato una giornata di festa nazionale per celebrare “la liberazione di prigionieri dalle prigioni del nemico israeliano [tra i quali l’infanticida Samir Kuntar] e il ritorno delle spoglie dei martiri”.
16.07.2008 – Fra scene di giubilo e decine di bandiere libanesi, palestinesi e di Hezbollah, l’infanticida Samir Kuntar e gli altri quattro terroristi libanesi sono stati agghindati con l’uniforme della milizia jihadista (di cui Kuntar non ha mai fatto parte).
16.07.2008 – Appena giunto in Libano, l’infanticida Samir Kuntar ha pubblicamente ringraziato il capo di Hezbollah Hassan Nasrallah per aver preso in ostaggio i due soldati israeliani (uccisi) e per aver “risollevato l’onore dei libanesi”.
16.07.2008 – Wafik Safa, coordinatore di Hezbollah presente il giorno 16 al valico di Rosh Hanikra fra Libano e Israele, si è espressamente rallegrato per il fatto che la sua organizzazione è riuscita con successo fino all’ultimo minuto a tormentare le famiglie degli ostaggi e tutti gli israeliani lasciandoli nel dubbio circa la sorte dei due soldati.
16.07.2008 – Orchestra e guardia d’onore dell’esercito libanese schierate all’aeroporto di Beirut dove l’elicottero del presidente libanese Michel Sleiman ha portato i 5 detenuti (fra i quali l’infanticida Samir Kuntar) scarcerati da Israele in cambio delle spoglie dei due ostaggi uccisi.
16.07.2008 – Il presidente libanese Michel Sleiman ha ringraziato Hezbollah per la liberazione (con il ricatto, mercanteggiando sulle spoglie di due ostaggi assassinati) di cinque detenuti libanesi (tra i quali l’infanticida mai pentito Samir Kuntar), liberazione definita da Sleiman “una nuova vittoria”. Ha poi aggiunto: “La nostra gioia sarà completa quando il Libano recupererà la zona delle fattorie Shebaa e tutti i mezzi sono leciti per ottenerla”.
16.07.08 – Samir Kuntar alla TV Al-Manar: “La cultura della lotta armata è diventata la cultura delle generazioni che realizzeranno il sogno di annientare quella entità predatoria [Israele]. Permettetemi di commemorare un grande e leggendario comandante, l’eroe mujahid [combattente della jihad] e martire Imad Mughniyeh [il capo di Hezbollah per le operazioni terroristiche all’estero, responsabile di attentati con centinaia di vittime innocenti, ucciso a Damasco lo scorso febbraio]. Voglio dire solo una cosa: Hajj Imad, saremo degni del sangue da te versato solo quando costringeremo questo nemico a rimpiangere i tuoi giorni”.
16.07.2008 – Il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) si è espressamente felicitato con le famiglie dei 5 detenuti scarcerati da Israele in cambio delle spoglie dei due ostaggi uccisi, e in particolare con la famiglia dell’infanticida Samir Kuntar.
16.07.2008 – Nella striscia di Gaza e in varie città della Cisgiordania i palestinesi hanno festeggiato la scarcerazione dell’infanticida Samir Kuntar distribuendo dolci per le strade.
16.07.2008 – Il primo ministro di Hamas Ismail Haniyeh si è congratulato con l’infanticida non pentito Samir Kuntar e con Hezbollah “per la grande vittoria della lotta armata, che dimostra che la nostra strada è quella giusta. Dall’eroico campo di al-Bureij – ha aggiunto – mi congratulo ancora una volta con il Libano. Questa operazione è la migliore lezione che si potesse ricevere, una vittoria sull’occupazione che libera terre e prigionieri, una vittoria per la cultura dell’intransigenza e del rifiuto del compromesso. Oggi è un grande giorno per questa nazione, oggi i palestinesi iniziano una nuova era. Samir Kuntar, questo grande eroe che ha sacrificato 30 anni nelle prigioni israeliane per la causa della Palestina, è una vera leggenda”.
16.07.2008 -Il rappresentante di Hamas in Libano, Osama Hamdan, ha dichiarato che la scarcerazione di Samir Kuntar, “che uccise degli israeliani”, rappresenta un importante precedente che sarà usato nelle trattative per il rilascio dell’ostaggio a Gaza Gilad Shalit: “La scarcerazione di Kuntar – ha spiegato – apre la strada alla scarcerazione di un grande numero di prigionieri che, secondo Israele, si sono macchiati di reati di sangue, il che significa che verranno scarcerati anche coloro che hanno ucciso degli israeliani”.
17.07.2008 – Ziad abu al-Enain, direttore generale del Ministero dei Prigionieri del governo dell’Autorità Palestinese guidato da Salam Fayyad, nonché importante esponente di Fatah nei territori, ha dichiarato che “i palestinesi si congratulano con Hezbollah e con i suoi leader e inviano i loro migliori auguri a tutto il popolo libanese e tutti i palestinesi per il rilascio di un gruppo di eroi, guidati dal leader dei prigionieri Samir Kuntar”.
16.07.2008 – Abu Mujahed, portavoce dei Comitati di Resistenza Popolare, ha dichiarato a YnetNews che, “dopo le immagini delle bare dei due soldati, lo scambio dimostra che sequestrare soldati continuerà ad essere il modo più efficace, preferito e ideale per far rilasciare prigionieri palestinesi, in particolare quelli definiti dal nemico con le mani sporche di sangue”. Secondo Abu Mujehad, la lotta armata libanese e palestinese continuerà ad adoperarsi per prendere in ostaggio altri soldati allo scopo di far rilasciare detenuti “e ripristinare i nostri diritti, ora che è dimostrato al di là di ogni dubbio che nessun negoziato diplomatico può portare al rilascio di prigionieri e al ritorno dei diritti”.
16.07.2008 – “Oggi è una grande vittoria per il movimento della lotta armata e per Hezbollah”. Lo ha dichiarato il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri, che ha aggiunto: “Questo dimostra che il solo modo efficace per liberare prigionieri è prendere in ostaggi soldati israeliani”.
17.07.2008 – Secondo un sondaggio del Saban Center della Brookings Institution di Washington, il 26% degli arabi intervistati in sei paesi (tra i quali anche Egitto, Marocco e Giordania) ha indicato il capo di Hezbollah Hassan Nasrallah come loro leader più ammirato, contro il 16% che ha indicato il presidente siriano Bashar Assad e il 10% che ha indicato il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Il 99% degli sciiti libanesi ha detto che Israele è più debole e che prima o poi sarà annientato. Il 39% degli altri libanesi condivide questa opinione. Il prof. Rafi Israeli, dell’Università di Gerusalemme: “Nessuna sorpresa, quanto più un leader si dimostra sanguinario e barbaro, tanto più riscuote ammirazione nel mondo arabo”.
17.07.2008 – Manifestazioni in molte città palestinesi in onore dell’infanticida Samir Kuntar (scarcerato da Israele), di Dalal Mughrabi (la terrorista di Fatah che partecipò nel 1978 al massacro dell’autobus costiero: 36 morti) la cui salma è tra quelle restituite mercoledì da Israele, ed anche a sostegno di Omar Hassan al-Bashir, il presidente sudanese incriminato dalla Corte Penale Internazionale per il genocidio nel Darfour.
17.07.2008 – Fahmi Za’arir, portavoce in Cisgiordania di Fatah (il movimento di Abu Mazen), ha dichiarato che la sua organizzazione è fiera di tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita “per la rivoluzione e per il popolo palestinese”, definendo “eroiche e leggendarie” le gesta di Samir Kuntar (3 israeliani uccisi, tra i quali una bambina di 4 anni con il padre) e di Dalal Mughrabi (36 passeggeri israeliani uccisi su un autobus della linea costiera).
17.07.2008 – Fatah ha organizzato manifestazioni a Ramallah per celebrare la scarcerazione dell’infanticida Samir Kuntar e la restituzione della salma di Dalal Mughrabi. “Questa è una storica vittoria sull’arroganza israeliana”, ha dichiarato Ahmed Abdel Rahman, alto esponente di Fatah e consigliere di Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Rahman ha definito Kuntar “un grande combattente” e Mughrabi “una martire che ha guidato una delle più grandi operazioni dei combattenti per la libertà nella storia del conflitto”. “In questa importante giornata – ha concluso – Fatah saluta Hezbollah e i suoi leader e combattenti”.
17.07.2008 – Durante i festeggiamenti in suo onore, l’infanticida Samir Kuntar ha dichiarato di essere tornato dalla Palestina (Israele) solo per rientrarci, un domani, da vincitore con i suoi compagni di lotta. Kuntar ha anche ribadito di non provare alcun rimorso per i tre israeliani che ha ucciso nel 1979 (una bambina di 4 anni, il padre e un agente di polizia).
17.07.2008 – Durante una rara e fugace apparizione di persona a Beirut sud per i festeggiamenti in onore dell’infanticida Samir Kuntar, il capo di Hezbollah Hassan Nasrallah ha dichiarato: “Il tempo delle sconfitte è finito, ora è il tempo delle vittorie”.
17.07.2008 – Ahmad el-Abras, l’altro membro ancora vivo del commando di Kuntar che nel 1979 compì la strage a Nahariya (scarcerato da Israele nel quadro dello “scambio Jibril” del 1985), intervistato dalla tv di Hezbollah Al-Manar ha detto d’essere “pieno di orgoglio” e ha aggiunto: “Un giorno torneremo in Palestina [Israele] nonostante quello che tutti pensano”.
17.07.08 – Samir Kuntar alla TV Al-Manar: “Ieri a quest’ora ero nelle mani dei nemici, ieri a quest’ora ero ancora nelle loro mani. Ma adesso non c’è nulla che desidero di più che incontrarli di nuovo. Chiedo ad Allah di farlo accadere presto. Si illude chiunque pensi che la liberazione delle terre libanesi e delle Fattorie Shabaa [conquistate da Israele alla Siria nel 1967, ma dal 2000 reclamate dal Libano come pretesto anti-israeliano] possa portare alla fine di questo conflitto”.
17.07.2008 – L’infanticida Samir Kuntar ha presenziato a una cerimonia militare a Beirut davanti alla tomba di Imad Moughnieh (il super-terrorista Hezbollah ucciso a Damasco lo scorso febbraio, responsabile di atti terroristici che hanno provocato la morte di centinaia di innocenti) e ha giurato di “proseguire la guerra a oltranza” contro Israele. Il padre di Moughnieh si è congratulato con lui per la scarcerazione, e Kuntar ha risposto: “Dobbiamo questa vittoria a te e a Imad. Giuro su Allah e sul nome del suo sangue puro che continueremo lungo questa strada e non cederemo mai fino a quando raggiungeremo lo stesso status [di martire] che Allah gli ha elargito”.
17.07.2008 – Il ministro degli esteri iraniano Manouchehr Mottaki si è congratulato per “la bella notizia della liberazione” dell’infanticida Samir Kuntar e di altri 4 terroristi libanesi definendola “un’altra grande vittoria di Hezbollah e dell’amata resistenza islamista del popolo libanese”.
17.07.08 – Samir Kuntar alla TV Al-Manar: “Hezbollah ha continuato a cercare i dispersi, vivi o martiri. Non aveva nessuna ragione per compiere un’operazione in mio favore se non la sua fede nel valore della vita umana [sic]. Ricordo che il segretario generale [Nasrallah] una volta ha detto: ‘Se Samir Kuntar è in prigione, significa che tutto il Libano è in prigione’. Ecco il valore dalla vita umana”.
18. 07.08 – Samir Kuntar alla TV Al-Jadid: “C’è un morbo, in questa regione, chiamato stato di Israele, che noi chiamiamo ‘entità predatoria’. Se non poniamo fine a questo morbo, ci perseguirà sino in capo al mondo. Per questo è meglio sbarazzarsene”.
19.07.2008 – Il numero due di Hezbollah Naim Qassem ha lodato il cosiddetto “scambio di prigionieri” con Israele, e non ha escluso altre prese di ostaggi. In un’intervista al giornale del Qaatar Al Arab, Qassem ha detto che la milizia jihadista “ha pagato un prezzo ridicolo per il ritorno dei suoi prigionieri” aprendo la strada a Hamas per pretendere un prezzo elevato per il rilascio dell’ostaggio Gilad Shalit.
19.07.2008 – L’infanticida druso libanese Samir Kuntar verrà presto dotato di passaporto diplomatico palestinese. Il primo ministro di Hamas Ismail Haniyeh ha dichiarato d’aver dato disposizione in questo senso al suo ministro degli interni Said Siyam.

21.07.08 – servizio alla TV Al-Jadid:
Sceicco Atallah Hamoud, capo dell’Associazione Libanese per i Prigionieri e i Prigionieri Rilasciati: “Ecco un dono [un mitra] da parte della resistenza islamica per l’eroe liberato, il tenente colonnello Samir Kuntar. Mujahideen [combattenti della jihad] come Samir Kuntar e i suoi fratelli non si curano di se stessi perché hanno votato se stessi alla resistenza, alla causa, alla patria”.
Voce fuori campo: “Questo dono speciale della resistenza si combina con le parole di Kuntar, che ha giurato che questo mitra farà la sua parte nel vendicare il sangue dei martiri”.
Samir Kuntar: “Questo è il più bel regalo, dopo la libertà stessa. Desidero porgere il mio saluto alla resistenza islamica e al segretario generale Nasrallah per la loro fiducia. Innanzitutto, questo è il modo con cui la resistenza islamica riafferma la sua fede in me come combattente. In secondo luogo, questo mitra farà la sua parte, ad Allah piacendo, nel vendicare il sangue di Imad Mughniyeh”.

22.07.08 – Intervista alla TV Future:
Samir Kuntar: “Se mi domandate se ho ucciso degli israeliani, sì l’ho fatto, Allah sia lodato, e ne sono orgoglioso. Se ne avrò la possibilità, ad Allah piacendo, ne ucciderò ancora. Per quanto riguarda i bambini, questa è un’altra storia. Una ragazzina venne uccisa durante l’operazione, nel fuoco incrociato. In tutte le operazioni che comportavano la cattura di ostaggi israeliani, gli ostaggi vennero sempre uccisi dai proiettili delle forze israeliane. Lo stesso è avvenuto nella mia operazione”.
Intervistatore: “Cosa ha studiato [in carcere]?”
Samir Kuntar: “Scienze sociali”.
Intervistatore: “Ha completato il suo master?”
Samir Kuntar: “No, me lo hanno impedito. Altri fratelli [in carcere] hanno completato il master, ma a me l’hanno impedito per ragioni che non conosco”.
Intervistatore: “Intende completarlo ora?”
Samir Kuntar: “No. Ad Allah piacendo, farò un master diverso”.
Intervistatore: “In cosa?”
Samir Kuntar: “Un diploma di master in resistenza armata”.
Intervistatore: “Dunque Samir Kuntar questa sera sta dichiarando che…”
Samir Kuntar: “L’ho già dichiarato”.
Intervistatore: “Ha dichiarato che avrebbe fatto parte della resistenza, ma oggi lei sta dicendo che sarà un combattente armato e che condurrà operazioni militari per la resistenza islamica”.
Samir Kuntar: “Senza il minimo dubbio”.
Intervistatore: “E’ una cosa già decisa?”
Samir Kuntar: “Certamente, certamente, certamente. Lo dico tre volte”.

LA LETTERA DI KUNTAR A NASRALLAH
Già nel febbraio 2008, all’indomani dell’uccisione del terrorista internazionale Imad Mughniyeh in un attentato con auto-bomba a Damasco, Samir Kuntar – in quel momento ancora detenuto in Israele – aveva scritto una lettera al capo di Hezbollah Nasrallah nella quale celebrava il martirio e le gesta dei terroristi, e prometteva solennemente di continuare sulla via del terrorismo “fino alla completa vittoria”. Quello che segue è il testo della lettera di Kuntar (pubblicato su Al-Hayat Al-Jadida il 19 febbraio 2008, e diffuso in inglese da Palestinian Media Watch):
“Mio caro e venerabile comandate e leader, Segretario Generale Hassan Nasrallah, la pace sia su di te e sui nostri shahid [martiri], e possa la clemenza e la benedizione di Allah essere su di voi. La pace sia sugli uomini nelle schiere dei giusti. La pace sia su colui che ha dato senza prendere null’altro che il martirio, il più alto titolo d’onore al cospetto di Allah. La pace sia sulle schiere splendide e illustri che marciano verso l’eternità, verso gli uomini di gloria, dignità e orgoglio, verso coloro che hanno segnato la nostra via per centinaia di anni. La pace sia sull’ultimo che ci ha lasciati, sull’Hajji [pellegrino alla Mecca] e leader Imad Mughniyeh. La pace sia su di lui mentre tramanda il messaggio a coloro che aspettano il suo arrivo, mentre porta loro storie di gloria e vittoria, notizie di risolutezza e lealtà degli uomini che hanno adempiuto la promessa [l’operazione di sequestro dei due soldati israeliani venne chiamata Adempimento della Promessa], e notizie di coloro che ‘ancora attendono il martirio, ma non hanno cambiato determinazione’ [citazione dal Corano, Sura 33:23]. La pace sia su di lui mentre annuncia ai più venerabili fra i credenti che le schiere che attendono hanno scelto di sfoderare le spade, e le loro spade gridano ‘siamo ben lungi dall’essere logore’ [citazione di una frase di Nasrallah]. Possa la pace essere su di te, Hajji Imad. Il mio giuramento e la mia promessa è che il mio posto sarà sul fronte di battaglia, intriso del sudore del tuo dono e del sangue dei martiri più amati, e che continuerò lungo la via fino alla completa vittoria. Porgo a te, signore Abu Hadi [appellativo di Hassan Nasrallah] e a tutti i combattenti della jihad [guerra santa] le mie congratulazioni e la mia rinnovata lealtà”.

UN PAESE DEMOCRATICO E UN ALLUCE TUMEFATTO
Un commento di Anna Rolli (Agenzia Radicale, 22 luglio 2008):
Alcuni giorni fa, due soldati israeliani sono stati restituiti alle loro famiglie nella bara, dopo due anni di straziante dolore e di inutile speranza. I miliziani di Hezbollah li avevano rapiti e poi uccisi nell’estate del 2006, lasciando tutti all’oscuro sulla loro sorte. Alcuni giorni fa, Samir Kuntar, il mostro che nel 1979, sulla spiaggia di Naharia, aveva assassinato un giovane padre di fronte alla figlioletta di 4 anni e poi aveva afferrato quest’ultima per le gambe sfracellandole il visetto e la testolina sugli scogli del mare… Samir Kuntar, dicevo, è tornato in Libano, accolto ed acclamato dagli Hezbollah come un eroe.
Alcuni giorni fa, in Cisgiordania, a nord-est di Gerusalemme, in una piccola località chiamata Kfar Nahalim, alcuni soldati israeliani hanno arrestato un palestinese di 27 anni, di nome Abu Rachma, che stava manifestando contro il muro di difesa. Tra l’arrestato e i giovani soldati sono corse alcune male parole e uno di questi ultimi ha sparato, a distanza ravvicinata, un proiettile di gomma in direzione delle scarpe del giovane palestinese che è stato colpito all’alluce del piede destro che si è gonfiato. Un medico militare lo ha prontamente soccorso e constatato che l’alluce in questione era guaribile in pochissimi giorni perché “si trattava di offesa molto leggera” (l’alluce non era rotto ma solo tumefatto) lo ha rimandato a casa. L’intera scena, però, era stata filmata con una cinepresa amatoriale da una ragazzina palestinese di 14 anni appostata alla finestra di casa sua. Il risultato è stato il seguente: stamattina il video è andato in onda sui telegiornali di tutta Italia e di tutto il mondo e la propaganda anti-israeliana, com’era prevedibile, si è scatenata. Nel frattempo, in Israele, per ordine del procuratore generale, la polizia militare dopo aver visionato il video stava già svolgendo tutte le indagini del caso, il soldato era già stato arrestato e rinchiuso nel carcere militare di Akko in attesa del completamento delle indagini e del rinvio in giudizio e il portavoce dell’esercito israeliano dichiarava: “L’accaduto è grave. Il soldato non ha rispettato né gli ordini né il regolamento militare che prevede tassativamente di salvaguardare l’integrità fisica di chiunque sia fermato o arrestato. Il comportamento di un singolo ha rappresentato un grave danno per l’immagine dell’esercito…”.
Nel frattempo è di oggi la notizia (riportata da Maariv) che a Gaza, Aiad Sokar, un palestinese di 35 anni, è stato condannato a morte, senza regolare processo, con l’accusa di aver fornito informazioni agli israeliani riguardo gli spostamenti dei combattenti della Jhiad islamica. La sentenza di morte è stata consegnata a Ramallah, alla segreteria del presidente Abu Mazen, per l’autorizzazione a procedere. Quasi nessuno ne parla, come tutti sappiamo, una condanna a morte nel mondo arabo fa infinitamente meno notizia di un dito ferito per colpa di un soldato israeliano.

FORTUNATO IL LIBANO CHE HA PER VICINO ISRAELE (E NON L’IRAQ DI SADDAM)
Un commento di Fouad al-Hashem (Al-Watan, Kuwait, 21.07.08):
Samir Kuntar ha vissuto per ventinove anni nelle prigioni israeliane, dove ha potuto imparare l’ebraico e persino studiare in una delle università aperte del paese. Le immagini pubblicate dopo il suo rilascio testimoniano del suo ottimo stato di salute. Ora potrà iniziare una nuova vita andando al ristorante, mangiando humus con pinoli e carne, e fumare il narghilè. Sorseggiando un bicchiere di arrack potrà dire: “Grazie, Israele, per avermi trattato in modo tanto più umano di quanto non facessero Saddam Hussein e il suo partito del terrore”. Hezbollah e la famiglia di Kuntar dovrebbero ringraziare il cielo per averli creati vicini di Israele, e non dell’Iraq di Saddam. Altrimenti Kuntar non sarebbe tornato in patria portando con le sue gambe i suoi floridi 90 chili, bensì chiuso in un sacco di plastica contenente poche misere ossa, come ci vennero restituiti dall’Iraq i nostri poveri prigionieri…. I prigionieri kuwaitiani, benché fossero del tutto innocenti, vennero nutriti con pochi pezzi di pane duro come pietra e acqua sporca, per poi essere condotti tutti insieme nel deserto, dove vennero assassinati in perfetto stile nazista, e sepolti in anonime fosse comuni senza processo, né legge, né avvocati, né alcun coinvolgimento dei mass-media.

Nella foto in alto: Un’immagine celebrativa del terrorista infanticida Samir Kuntar, accanto alla consueta rappresentazione delle rivendicazioni territoriali palestinesi dove Israele risulta cancellato dalla carta geografica

Si veda anche:

Chi è Kuntar?

http://www.israele.net/articles.php?id=1369

Oggi esce di galera, col ricatto, uno spietato infanticida mai pentito

http://www.israele.net/articles.php?id=2184