Fratelli Musulmani in Egitto come Hamas a Gaza: “Non riconosceremo mai Israele”

In discussione il trattato di pace del 1979.

image_3324I Fratelli Musulmani d’Egitto, la formazione che sta vincendo le elezioni parlamentari nel paese, non riconosceranno Israele in nessuna circostanza e potrebbero decidere di sottoporre a referendum il trattato di pace con lo stato ebraico. Lo ha affermato il numero due del movimento, Rashad al-Bayoumi, in un’intervista pubblicata domenica dal quotidiano arabo edito a Londra Al-Hayat.
L’annuncio giunge a pochi giorni dalla tornata conclusiva del processo elettorale lungo sei settimane con cui l’Egitto post-ribellione anti-Mubarak sta creando un parlamento che sarà incaricato di redigere la nuova costituzione dopo decenni di regime autocratico. Il movimento islamista di al-Bayoumi emerge con una netta affermazione, avendo ottenuto finora quasi la metà dei seggi parlamentari (con il 36.3% dei voti).
“I Fratelli Musulmani – ha dichiarato al-Bayoumi – non hanno firmato alcun accodo di pace. Abbiamo il diritto di chiedere al popolo e al parlamento eletto di esprimere la loro opinione sul trattato e verificare se il trattato non comprometta la libertà e la sovranità del popolo egiziano. Adotteremo misure legali adeguate in relazione all’accordo di pace [con Israele] – ha aggiunto al-Bayoumi – Per me non è affatto vincolante. Il popolo esprimerà il suo parere sulla faccenda”. Anche se i Fratelli Musulmani hanno intenzione di onorare temporaneamente i patti internazionali firmati dall’Egitto, ha osservato al-Bayoumi, “ogni parte ha il diritto di riesaminare il trattato” e la Fratellanza “intraprenderà un’azione legale contro il trattato di pace con l’entità sionista”.
Al-Bayoumi ha poi sottolineato che in nessuna circostanza i Fratelli Musulmani intendono riconoscere lo stato di Israele. “Forse che riconoscere Israele è una condizione necessaria per salire al potere? – si è chiesto nell’intervista – E’ una cosa fuori discussione, indipendentemente da quale sia la situazione. A nessuna condizione riconosceremo Israele. Israele è un’entità nemica, un occupante sfruttatore e criminale”.
Secondo al-Bayoumi, nessun membro della Fratellanza Musulmana egiziana ha mai incontrato né mai incontrerà rappresentanti israeliani. “Non mi permetterei mai di sedere con un criminale – ha detto – Noi non collaboreremo con Israele in nessuna situazione”.
La tornata finale delle elezioni parlamentari egiziane è fissata per martedì e mercoledì. L’altro partito islamista, Al-Nour, affiliato al movimento estremista salafita, attualmente al secondo posto nei risultati elettorali col 28.8% dei voti, ha recentemente dichiarato che intende mantenere l’accordo di pace con Israele pur sottolineando di voler utilizzare ogni possibile “strumento legittimo” per emendare quelle che definisce le “clausole da sfruttamento” del trattato, in vigore fra Egitto e Israele dal 1979.
(Da: YnetNews, Jerusalem Post, 1.1.12)

Nel frattempo, giovedì scorso, Hamas ha smentito che il capo dell’ufficio politico del movimento, Khaled Mashaal, abbia mai dato ordine all’ala armata di Hamas, le Brigate Izzadin Kassam, di cessare la “lotta amata” contro Israele. La smentita è giunta dopo che un servizio del quotidiano israeliano Ha’aretz aveva sostenuto che Mashaal aveva dato disposizione ai suoi uomini di sospendere gli attacchi contro Israele. Secondo il servizio, Mashaal avrebbe dato l’ordine “sulla base di intese” raggiunte col presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) durante i loro recenti colloqui al Cairo per la riconciliazione fra le fazioni palestinesi. Il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, ha definito l’articolo di Ha’aretz “insignificante”, sostenendo che non meriterebbe nemmeno una risposta.
Un rappresentante governativo israeliano ha confermato di non aver sentito parlare di nessun ordine del genere, tanto che l’articolo di Ha’aretz lo aveva fatto “sorridere scettico”. Il funzionario ha aggiunto che i lanci di razzi e mortai degli ultimi giorni dalla striscia di Gaza non possono essere avvenuti senza l’acquiescenza della dirigenza di Hamas. “Hamas – ha spiegato – non è un gruppo politico che usa il terrorismo come tattica. Hamas è terrorista nella sua stessa essenza.
Giovedì Barhoum, il portavoce di Hamas, ha ribadito che i palestinesi hanno il “legittimo diritto” di utilizzare la “lotta armata” contro Israele. Intanto il “ministro degli interni” di Hamas a Gaza, Fathi Hammad, ha dichiarato a una delegazione di sostenitori tunisini in visita a Gaza che i palestinesi intendono “perseguire la strada della resistenza armata contro l’occupazione israeliana” e che Hamas non riconoscerà mai Israele, né farà mai concessioni sul “diritto al ritorno” dei profughi palestinesi all’interno di Israele.
(Da: Jerusalem Post, 29.12.11)

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