Gay iraniani e israeliani sfilano insieme in Germania

A differenza di Madrid, la città di Colonia non si è piegata a pressioni e minacce.

image_2883Dopo che la comunità israeliana GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e transgender) è stata dichiarata “non gradita” alla manifestazione Gay Pride di Madrid, o forse proprio per quella discutibile decisione, domenica scorsa alla parata Gay Pride di Colonia, considerata una delle più grandi d’Europa (un milione e mezzo di partecipanti) si è potuto assistere ad uno spettacolo inedito: i rappresentanti della comunità omosessuale iraniana in esilio hanno voluto marciare fianco a fianco coi partecipanti della comunità omosessuale israeliana (che naturalmente non sono in esilio), abbracciandosi apertamente di fronte alla folla e alle telecamere dei mass-media internazionali accorsi a documentare l’insolito evento.
Come si ricorderà, poco meno di un mese fa gli organizzatori della parata Gay Pride di Madrid avevano comunicato all’ambasciata israeliana la decisione di cancellare l’invito alla delegazione israeliana, adducendo “motivi di sicurezza”: numerose organizzazioni palestinesi e pro-palestinesi, infatti, avevano esercitato pressioni e minacce in questo senso. “Eravamo stati invitati come organizzazione non politica – aveva dichiarato Mike Hamel, della Unione GLBT israeliana, esprimendo vivo disappunto – Si tratta di un’altra occasione di dialogo mancata”. “Una vergogna – era stato il commento di Yossi Levy, del ministero degli esteri israeliano – Israele è l’unico paese in tutto il Medio Oriente dove si tengono parate Gay Pride, dove gli omosessuali sventolano le loro bandiere e godono di diritti e rispetto. Questa primitiva politicizzazione e questa sfacciata capitolazione alla violenza e al terrorismo degli anti-israeliani cozza con i valori e i principi di non discriminazione tipici del Gay Pride”. Pochi giorni dopo, anche la cantante israeliana Dana International (l’unica cantante transessuale ad avere mai vinto un Eurofestival), che avrebbe dovuto esibirsi a Madrid nel quadro del Gay Pride, vedeva i suoi impegni all’estero annullati a causa delle pressioni e delle minacce esercitate dai gruppi palestinesi e filo-palestinesi.
Domenica scorsa, invece, la delegazione israeliana ha partecipato al Gay Pride in Germania su espresso invito della città di Colonia, e mentre sfilava con le bandiere israeliane e le bandiere arcobaleno del movimento gay, i membri della delegazione iraniana l’hanno raggiunta con le loro bandiere iraniane pre-rivoluzione khomenista.
Uno degli iraniani ha raccontato d’essere stato costretto a fuggire dall’Iran solo un mese fa, dopo che era stato identificato dalle autorità come attivista gay e di conseguenza fatto oggetto di angherie.
La delegazione israeliana ha sfilato in testa alla parata, accompagnata dal sindaco di Colonia, Jurgen Rutters.
“Anche i turchi si sono uniti a noi, insieme a rappresentanti dalla Russia, dall’Ucraina e da altri paesi dove la vita degli omosessuali è ancora molto difficile”, ha detto a YnetNwes Adir Steiner, che ha coordinato gli eventi del Gay Pride a Tel Aviv. “Uno di loro – ha raccontato Steiner – mi ha chiesto perché Israele non possa diventare rifugio per gli omosessuali iraniani perseguitati dal loro regime. Gli ho dovuto spiegare che le cose non sono così semplici e che l’Iran è un paese ostile, i cui cittadini non possono liberamente entrare in Israele”.
“La partecipazione di delegati di Tel Aviv – ha dichiarato Yaniv Weizman, rappresentane della municipalità della più grande città israeliana – costituisce un’eccellente opportunità per mostrare a decine di migliaia di partecipanti a questa manifestazione il bel volto di Israele, aperto e tollerante, e Tel Aviv come una delle città più affascinanti del mondo per i turisti gay”.

(Da: YnetNews, Israele.net, 5.7.10)

Si veda anche:

Giovane gay palestinese potrà riunirsi al suo partner israeliano

http://www.israele.net/articolo,2055.htm