Hamas e Autorità Palestinese: No a qualunque piano di pace se non c’è “diritto al ritorno”

Ma per Israele si tratta di un vero e proprio “diritto all'invasione demografica".

image_3120Hamas e Autorità Palestinese hanno entrambe respinto separatamente, sabato scorso, un piano di pace attribuito al presidente americano Barack Obama giacché esso prevedrebbe, fra l’altro, che i palestinesi abbandonino la rivendicazione del cosiddetto “diritto al ritorno” (vale a dire il “diritto” dei profughi palestinesi e dei loro discendenti di stabilirsi all’interno di Israele anche dopo la nascita del futuro stato palestinese accanto a Israele).
Secondo un articolo pubblicato sul New York Times la scorsa settimana, l’amministrazione Usa starebbe lavorando a una nuova iniziativa di pace che ruota attorno ad alcuni principi chiave: creazione di uno stato palestinese senza “diritto al ritorno”, Gerusalemme come capitale di entrambi gli stati, sottolineatura delle vitali esigenze di sicurezza di Israele (rispetto al Medio Oriente in generale).
“L’Autorità Palestinese ha già detto che rifiuterà qualunque iniziativa di pace che chieda ai palestinesi di rinunciare al diritto al ritorno”, ha dichiarato Nabil Sha’ath, esponente di rilievo della squadra negoziale palestinese che fa capo a Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Ribadendo che il cosiddetto “diritto al ritorno” costituisce un “diritto fondamentale” a cui i palestinesi non possono rinunciare, Sha’ath ha specificato: “Noi respingeremo qualunque piano di pace americano che ci chieda di cedere su uno dei nostri diritti basilari, il diritto al ritorno dei profughi”.
Sha’ath ha sottolineato che gli Accordi di Oslo, firmati da Israele e Olp nel 1993-95, prevedono negoziati su tutte le questioni centrali: dunque anche sui profughi, oltre a Gerusalemme, confini e sicurezza. (Israele, infatti, ricorda sempre che, stando a Oslo, anche i confini sono oggetto di negoziato, per cui le linee pre-’67 non possono essere considerate come il futuro confine fra i due stati). “Come può Washington pianificare una tale soluzione – si è chiesto Sha’ath a proposito dell’iniziativa attribuita a Obama – mentre non ci sono contatti fra Washington e Autorità Palestinese su questo tema?”.
Dal canto suo, il “governo” di Hamas che controlla la striscia di Gaza ha definito l’iniziativa attribuita a Obama un “campanello d’allarme che mette a repentaglio il diritto al ritorno”. Facendo appello a tutti i popoli arabi e islamici affinché sostengano il “diritto al ritorno” dei palestinesi, Hamas si è dichiarata totalmente contraria alla nuova iniziativa. “Il diritto al ritorno è un diritto legittimo e sacro che nessuno può cedere”, ha ribadito Hamas.

(Da: Jerusalem Post, 23.4.11)

DOCUMENTAZIONE
Cosa intendano i palestinesi per “diritto al ritorno” venne messo in chiaro in un memorandum della squadra negoziale palestinese guidata da Yasser Abed Rabbo, presentato il 1 gennaio 2001 in risposta ai parametri del presidente Bill Clinton per un accordo israelo-palestinese. Vi si legge: «It is important to recall that Resolution 194, long regarded as the basis for a just settlement of the refugee problem, calls for the return of Palestinian refugees to ‘their homes’, wherever located. The essence of the right of return is choice: Palestinians should be given the option to choose where they wish to settle, including return to the homes from which they were driven». [traduz: “È importante ricordare che la risoluzione 194, da tempo considerata la base per una giusta composizione del problema dei profughi, prevede il ritorno dei profughi palestinesi alle loro case, ovunque situate. L’essenza del diritto al ritorno sta nella scelta: ai palestinesi deve essere data la possibilità di scegliere dove vogliono insediarsi, compreso il ritorno alle case da cui furono allontanati”].

Nelle immagini in alto: La pubblicistica palestinese raffigura costantemente il “diritto al ritorno” (rappresentato dal simbolo della chiave) come la “riconquista demografica” di Israele e la sua cancellazione in quanto stato sovrano del popolo ebraico

Si veda anche:

Un negoziato onesto e coraggioso (nel 1997 Germania e Repubblica Ceca hanno firmato una dichiarazione di riconciliazione che affronta di petto la questione dei profughi tedeschi dai Sudeti)

http://www.israele.net/sezione,,197.htm

Basta col doppio gioco palestinese

http://www.israele.net/articolo,3086.htm

Il ”diritto al ritorno” e’ contro la pace

http://www.israele.net/articolo,1652.htm

Esiste gia’ la giusta formula per i profughi

http://www.israele.net/articolo,1639.htm

Haniyeh ai leader arabi: Niente compromessi sul ritorno in Israele

http://www.israele.net/articolo,1638.htm

Intoccabile il cosiddetto diritto al ritorno

http://www.israele.net/articolo,1623.htm

Il diavolo nei dettagli

http://www.israele.net/articolo,1958.htm