Hamas: Restiamo fedeli ai nostri principi

Chiunque riconosca Israele verrà espulso dal movimento

Da un articolo di Ali Waked

image_1628Hamas ha un problema: convincere i suoi che Hamas è sempre la stessa. Mentre Israele denuncia la piattaforma politica del nuovo governo palestinese e a livello internazionale persistono forti perplessità sulle posizioni del governo Hamas-Fatah, il movimento jihadista palestinese è impegnato in una massiccia campagna interna per convincere aderenti e simpatizzanti che non ha abbandonato la propria ideologia e le proprie posizioni nonostante l’intesa di collaborazione raggiunta con Fatah. Hamas è impegnata a ribadire che la dottrina di fondo del nuovo governo Hamas-Fatah, varato sabato scorso, non costituisce in alcun modo un arretramento rispetto ai principi storici del movimento.
La stampa palestinese, tuttavia, riferisce di seri disaccordi all’interno del gruppo circa la piattaforma del nuovo governo. Ad esempio, il ministro degli esteri appena decaduto Mahmoud al-Zahar, di Hamas, durante un discorso tenuto lunedì si è scagliato contro il programma del nuovo governo definendolo debole e insufficiente.
Il parlamentare di Hamas Mushir al-Masri ha invece insistito nel dire che non vi sono disaccordi né fratture all’interno dell’organizzazione, e ha ribadito che i principi di Hamas non sono in alcun modo cambiati. La piattaforma del governo, ha spiegato al-Masri, costituisce il minimo comun denominatore che serve ad unire tutte le fazioni palestinesi, ma non esprime necessariamente tutti gli aspetti della posizione di Hamas.
“Non vi è alcuna possibilità che Hamas riconosca mai Israele – ha detto il ministro degli interni uscente Said Siam – Noi non tradiremo i nostri valori e non tradiremo la nostra terra. Noi lasceremo questo mondo come shahid (martiri) senza riconoscere Israele”. Siam ha aggiunto che qualunque membro di Hamas osi riconoscere Israele verrà immediatamente buttato fuori dal movimento. Siam non ha negato, tuttavia, che dal punto di vista dei principi di Hamas questo governo di unità nazionale non è l’ideale. Ma, ha spiegato, i sanguinosi scontri interni fra palestinesi rendevano necessario un compromesso.
Anche il portavoce di Hamas Ismail Radwan ha dichiarato che i valori del movimento non sono affatto cambiati. Hamas, ha sottolineato Radwan, considera le operazioni di “resistenza armata” un’opzione strategica per rispondere al nemico.
Queste prese di posizione di vari leader di Hamas indicano che in effetti all’interno del gruppo non sono mancate forti resistenze alla nascita del governo di unità nazionale, soprattutto per la firma di una piattaforma che non rispecchia interamente le visioni jihadiste del movimento.
Molti gruppi islamisti hanno severamente attaccato Hamas per aver “svenduto i suoi principi”. Il numero due di al-Qaeda Ayman al-Zawahiri ha violentemente attaccato Hamas in varie occasioni, compreso un messaggio video trasmesso dalla tv al-Jazzeera nel quale diceva di voler consolare i musulmani del mondo per la morte di Hamas come gruppo combattente. Hamas, diceva il vice di Osama bin Laden, ha svenduto i suoi principi in cambio di qualche poltrona nel governo palestinese, cosa che la dirigenza del gruppo si è affrettata a smentire nel modo più energico.
Nel frattempo, con un comunicato ufficiale Hamas ha anche smentito che la nomina di Muhammad Dahlan a consigliere per la sicurezza nazionale sia stata fatta in collaborazione con il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Hamas ha anzi criticato lunedì la nomina, dicendo che la figura di Dahlan è troppo controversa e non unisce i palestinesi. Fatah, dal canto suo, respinge le critiche sostenendo invece che la nomina è stata concordata dai due movimenti.

(Da: YnetNews, 19.03.07)

Vedi anche:

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http://www.israele.net/sections.php?id_article=1630&ion_cat=18