I crimini di guerra di Hamas

Finalmente se ne accorge anche la stampa internazionale

image_2393Sono sempre più numerosi i giornalisti stranieri che, dimostrando migliore professionalità, hanno iniziato a scavare un po’ più in profondità negli avvenimenti relativi alla controffensiva anti-terroristica israeliana nella striscia di Gaza, al di là della cortina di propaganda e menzogne innalzata da Hamas. Da queste inchieste giornalistiche incomincia ad emergere qualche verità sul regime di terrore e di violazioni dei diritti umani imposto da Hamas ai palestinesi.
Ecco un paio di esempi.

HAMAS USAVA LE AMBULANZE PER TRASPORTARE I COMBATTENTI
Scrive il Sydney Morning Herald (26.01.09): Civili palestinesi residenti a Gaza durante le tre settimane di guerra con Israele raccontano le difficoltà d’essere rimasti in mezzo, fra Hamas e soldati israeliani, nel momento in cui gli estremisti del movimento islamista che controlla la striscia di Gaza cercavano di impadronirsi delle ambulanze. Mohammed Shriteh, 30 anni, è un autista di ambulanze immatricolato e addestrato dalla Mezzaluna Rossa Palestinese. Il suo primo giorno di lavoro è stato l’1 gennaio, sesto giorno di guerra, nel quartiere al-Quds. “Per lo più la guerra non era così frenetica o caotica come pensavo – dice Shriteh – Ci coordinavamo con gli israeliani prima di raccogliere i malati, perché loro hanno tutti i nostri nomi e i nostri numeri di documento e così non ci sparavo addosso”. Shriteh prosegue raccontando che il pericolo più immediato era piuttosto rappresentato da Hamas, che cercava di attirare le ambulanze nel cuore delle battaglie per portare al sicuro i suoi combattenti.

GLI SCUDI UMANI DI HAMAS
Scrive il Der Spiegel (23.01.09): La casa di Hail, un uomo sulla trentina, ha subiti danni leggeri: ci sono fori di proiettile sulle pareti del salotto e i vetri delle finestre sono rotti. Hail ha anche scoperto, dopo il cessate il fuoco, che i miliziani avevano usato la sua casa come base per le loro operazioni. La porta di casa era aperta e c’erano cavi elettrici nel corridoio. Quando Hail ha seguito i cavi, è arrivato alla casa del suo vicino che a quanto pare Hamas aveva minato. Mentre era seduto all’ingresso pensando a cosa fare, è arrivato un uomo: era di Hamas e aveva dimenticato qualcosa in casa sua. Hail lo lasciò entrare e l’uomo tornò fuori con un giubbetto antiproiettile, un lanciarazzi e un cinturone di munizioni. Un’ora dopo arrivò alla porta un combattente della Jihad Islamica che scomparve sul tetto per poi riapparire con una scatola di munizioni. “Hanno abusato delle abitazioni civili per i loro scopi – dice Hail con evidente disprezzo, pur cercando di mantenere modi educati – e questo non è giusto”.

Pur di ridurre al minimo le vittime civili, nella sua guerra contro Hamas Israele ha adottato misure senza precedenti come quella di effettuare migliaia di telefonate d’avvertimento agli abitanti delle zone a rischio. “Credo che nessun altro esercito nella storia delle guerre umane si sia mai spinto tanto avanti nello sforzo di ridurre al minimo le vittime fra civili e innocenti”, ha dichiarato alla BBC il colonnello britannico Richard Kemp.
Ciò nondimeno, di vittime civili ve ne sono state e non poche. Ma le cifre diffuse da Hamas e acriticamente rilanciate dalla maggior parte dei mass-media sono state molto gonfiate, ad esempio annoverando automaticamente fra i “civili” tutti i minorenni, compresi gli adolescenti che combattono nelle file dei gruppi armati, e tutte le donne, comprese le terroriste.
Secondo le valutazioni israeliane, dei circa 1.100-1.200 morti palestinesi, i civili erano 250. Il resto erano quasi tutti terroristi, probabilmente anche la piccola parte non ancora identificata trattandosi per lo più di giovani maschi sulla ventina.
Hamas è responsabile, sia moralmente sia in base al diritto internazionale, della maggior parte di queste vittime civili, avendo deliberatamente usato la popolazione locale come scudi umani: commettendo cioè un crimine di guerra. Sino al punto di impedire con le armi a gruppi di civili, bambini compresi, di allontanarsi dalle zone di combattimento; o di impadronirsi delle ambulanze per trasportare terroristi armati.
Anche le distruzioni sono state esagerate. Tim Butcher, un giornalista del Telegraph che conosce bene la striscia di Gaza, ha scritto (20.01.09): “Non c’è stato nessun bombardamento a tappeto di aree estese, nessun bombardamento di interi quartieri. I bersagli venivano scelti e poi colpiti, e quasi sempre con munizioni di precisione. Gli edifici vicini subivano chiaramente qualche danno e naturalmente ci sono stati degli errori, ma nella maggior parte dei casi ho visto che il vero danno è stato subito dall’obiettivo prescelto. Anzi, in generale sono rimasto colpito da quanto Gaza appaia esteriormente inalterata”.
I lanci di razzi da parte di Hamas, continuati per tutta la durata della controffensiva, costituiscono un doppio crimine di guerra: non solo vengono mirati sistematicamente contro i civili (circa il 15% della popolazione israeliana vive nel loro raggio di gittata), ma oltretutto vengono cinicamente lanciati a partire da postazioni a ridosso di abitazioni, scuole, ospedali, magazzini degli enti d’assistenza, moschee, edifici pubblici, e dallo stesso palazzo che ospita studi tv della stampa estera: fatti documentati non solo dai filmati aerei delle Forze di Difesa israeliane, ma anche dai mass-media internazionali.
Ha scritto Rod Nordland (Newsweek, 20.01.09): “Improvvisamente vi fu un terrificante rombo, peggio dell’esplosione di una bomba. Era un altro razzo Qassam di Hamas che veniva lanciato verso Israele, e la rampa di lancio mobile era stata schiaffata nel bel mezzo di quattro edifici residenziali, con tutti gli appartamenti pieni di abitanti”.
“Una cosa è evidente – si legge in una nota del ministero degli esteri israeliano – Finché verrà incolpato Israele, e non Hamas, di tutte le vittime civili, Hamas continuerà a usare i civili come bersagli e come scudi umani, infrangendo ogni più elementare norma del diritto umanitario internazionale”.
Per fortuna la verità incomincia a venire a galla, tanto che anche il Commissario Europeo per lo Sviluppo e gli Aiuti Umanitari Louis Michel, in visita nella striscia di Gaza, ha dichiarato: “Hamas ha una schiacciante responsabilità per quanto è accaduto a Gaza”, e ha aggiunto: “’Lo dico di proposito da qui: Hamas è un movimento terroristico e deve essere denunciato in quanto tale” (AFP, 26.01.09).

(Da: HonestReporting, MFA, 27-29.01.09)

Nella foto in alto: il Commissario Europeo per lo Sviluppo e gli Aiuti Umanitari Louis Michel, in visita nella striscia di Gaza

Si veda anche, dal Corriere della Sera:
“Così i ragazzini di Hamas ci hanno utilizzato come bersagli”

http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_21/denuncia_hamas_cremonesi_ac41c6f4-e802-11dd-833f-00144f02aabc.shtml

Hamas, censure e minacce nella Striscia

http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/28/Hamas_censure_minacce_nella_Striscia_co_8_090128008.shtml

Si veda inolte:

Immagini da una guerra etica

http://www.israele.net/articolo,2375.htm

Hamas: Usiamo donne e bambini come scudi umani

http://www.israele.net/articolo,2050.htm