Il “Mein Kapf” di Khamenei: da leggere e meditare

Cancellare Israele e il “sionismo globale” con l’aiuto degli occidentali “non ancora soggiogati a Satana”

image_2435Il 3 e 4 marzo scorsi si è tenuta a Teheran la “Quarta conferenza internazionale a sostegno della Palestina, modello di resistenza”, alla presenza di 80 delegazioni da diversi paesi del mondo. Pubblichiamo qui di seguito ampi brani del discorso tenuto alla conferenza da Ali Khamenei, guida suprema della repubblica islamica iraniana. (Venerdì pubblicheremo estratti dal discorso tenuto alla stessa conferenza dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad)

Ali Khamenei: Ormai coloro che sostengono un approccio cosiddetto pragmatico nell’abbaglio che il regime sionista sia invincibile, e coloro che hanno ceduto e si sono arresi al compromesso dovrebbero aver capito il loro errore. … Sono passati sessant’anni da quando la Palestina è stata occupata [riferimento alla nascita di Israele nel 1948]. Durante questo periodo tutti i mezzi di potere materiale sono stati messi al servizio degli usurpatori: soldi, armi, tecnologia oltre a iniziative politiche e diplomatiche e al gigantesco impero dei mass-media. Eppure, nonostante questi sbalorditivi e vasti sforzi satanici, gli usurpatori e i loro sostenitori non sono riusciti a risolvere il problema dell’illegittimità del regime sionista, che anzi con il tempo è diventato sempre più difficile.
L’intolleranza dimostrata dai mass-media occidentali e sionisti e dai governi filo-sionisti verso la the mera proposizione di qualche interrogativo sull’Olocausto – usato come scusa per usurpare la Palestina – e verso ricerche su questo tema, è uno dei segni che indicano il loro stato di nervosismo e di incertezza.
Oggi l’immagine del sionismo nell’opinione pubblica mondiale è molto peggiore di quanto non sia mai stata nel corso della sua fosca storia, e interrogativi sempre più gravi vengono sollevati riguardo alla logica della sua creazione. … Si tratta di una grande lezione, sia per la Ummah [comunità] islamica che per i suoi nemici. È una lezioni per i nemici, che hanno cercato di creare una nazione e uno stato falsi e finti ricorrendo alla violenza e alla repressione, e di convertirli nel corso del tempo in una realtà irrefutabile, e di fare di questa ingiusta imposizione qualcosa di normale per il mondo islamico. Ed è anche una lezione per la comunità musulmana, soprattutto per la sua fiera gioventù e per la sua vigile coscienza, affinché sappia che ogni lotta condotta per il ripristino dei diritti usurpati non è mai vana, e che la promessa di Dio è autentica. …
Un grande abbaglio che si è impadronito delle menti di alcune persone è quello secondo cui il problema della Palestina è che un paese chiamato Israele sarebbe ormai una realtà di sessant’anni con cui bisogna riconciliarsi. Non so perché queste persone non imparano dalle realtà che hanno davanti agli occhi. Non è forse un fatto che paesi come i Balcani, il Caucaso, il sudovest asiatico hanno reclamato la loro identità ottant’anni dopo che l’avevano persa diventando parti del’ex Unione Sovietica? Perché la Palestina, che è parte del corpo del mondo islamico, non può reclamare la sua identità araba e musulmana? Perché la gioventù palestinese, che è tra le più sagaci e tenaci del mondo arabo, non potrebbe sconfiggere questa ingiusta realtà, con la sua volontà e determinazione?
Un altro grande abbaglio è sostenere che il negoziato è l’unico modo per liberare la nazione palestinese. Con chi si dovrebbero tenere questi negoziati? Con un regime usurpatore e prepotente che non crede ad altro che alla forza? Cosa hanno ottenuto coloro che sono caduti in questa trappola illusoria? …
Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono colpevoli del peggiore dei peccati per aver creato e sostenuto questo tumore canceroso, e sono parte in causa nel conflitto, non arbitri. … Anche il nuovo presidente americano, salito in carica all’insegna del cambiamento nella politica dell’amministrazione Bush, dichiara il proprio impegno incondizionato per la sicurezza di Israele, che significa difendere il terrorismo di stato, difendere l’ingiustizia e l’oppressione, difendere il massacro per 22 giorni di centinaia di palestinesi. …
Negoziare con enti associati alle Nazioni Unite è un altro esercizio inutile … Persino quando l’Assemblea Generale votò di definire il sionismo un’ideologia razzista, il Consiglio di Sicurezza non solo non si adeguò, ma anzi mantenne in pratica una posizione diametralmente opposta. …
La liberazione della Palestina non può essere ottenuta implorando le Nazioni Unite o le potenze dominanti, men che meno il regime usurpatore. La sola via per la liberazione è attraverso la lotta armata e la forza d’animo, attraverso l’unità d’intenti dei palestinesi e la professione dell’unicità di Dio [tawhid], l’inesauribile risorsa delle battaglie umane.
I pilastri della resistenza sono, da un lato, i gruppi combattenti palestinesi e ciascun singolo palestinese fedele e resistente, sia quelli che sono all’interno del paese sia quelli che sono all’estero. Dall’altro lato, i pilastri delle nazioni e dei governi musulmani, i dotti religiosi, gli intellettuali, le figure politiche e gli accademici. Se questi due pilastri resteranno fermamente al loro posto, non c’è dubbio che in ogni parte del mondo le coscienze risvegliate, i cuori e le menti che non sono stati rovinati dalle formule dell’impero mediatico nelle mani dell’arroganza sionista globale, accorreranno in aiuto delle vittime e di coloro cui sono stati negati i diritti, costringendo l’imperialismo ad affrontare una tempesta di pensieri, emozioni e azioni. Abbiamo visto un esempio di questa verità nei recenti giorni della magnifica resistenza di Gaza. I singhiozzi davanti alle telecamere del capo occidentale di una organizzazione di aiuti internazionali, le espressioni di simpatia da parte di attivisti di quelle organizzazioni, le grandi e appassionate manifestazioni pubbliche nel cuore delle capotali europee e delle città americane, le coraggiose prese di posizione di alcuni capi di stato in America Latina: sono tutti segnali che il mondo non islamico non è stato ancora completamente soggiogato dalle forze del male e della corruzione – quelle che il Corano chiama Satana – e che la strada è aperta perché la verità si manifesti.
Sì, la resistenza e la forza d’animo dei combattenti e del popolo palestinese, unite all’appoggio a all’aiuto a tutto campo da parte dei paesi islamici, spezzeranno l’incantesimo satanico dell’usurpazione della Palestina. Le prodigiose energie della Ummah islamica possono risolvere i problemi del mondo islamico, compresa la grave e urgente causa della Palestina. …
Cari fratelli e sorelle in tutto il mondo islamico: impariamo dall’esperienza. La nostra grande comunità, con il beneficio del risveglio islamico, possiede una forza tremenda. La chiave della soluzione dei tanti problemi dei paesi musulmani risiede nella risolutezza e nella solidarietà di questa meravigliosa galassia. La questione della Palestina è il problema più urgente del mondo islamico.
Talvolta si sente qualcuno dire che la Palestina è un problema arabo. Cosa significa? … Se vuol dire che i capi di alcuni stati arabi dovrebbero rifiutarsi di prestare attenzione alle invocazioni di aiuto rivolte dal popolo palestinese a tutti i musulmani, se vuol dire che possono collaborare con il crudele nemico usurpatore in un caso importante come la tragedia di Gaza condannando a gran voce coloro che non possono restare indifferenti al loro dovere di aiutare Gaza, allora è qualcosa che nessun musulmano o arabo dignitoso e coscienzioso potrebbe accettare, né si potrebbe risparmiare coloro che si fanno portavoce di tali critiche e rimproveri. … Offrire al popolo palestinese assistenza ad ogni livello e completo appoggio è un dovere congiunto condiviso da tutti i musulmani. I governi che criticano la repubblica islamica d’Iran e alcuni altri paesi musulmani perché assistono i palestinesi dovrebbero piuttosto farsi avanti e assumersi l’onere di tale appoggio, cosicché altri vengano sollevati da questo dovere islamico. Ma se non hanno la capacità e il coraggio di farlo, perlomeno apprezzino i ligi e coraggiosi passi fatti da altri, anziché criticare e creare ostacoli. …

(Da: Memri.org, 6.03.09)

Nella foto in alto: l’ayatollah Ali Khamenei durante il suo intervento alla conferenza per la Palestina. In primo piano, la mappa della Palestina: lo stato di Israele è cancellato

Si veda anche:
Le (istruttive) menzogne di Ahmadinejad

http://www.israele.net/sezione,,1510.htm