Il Trio del Terrore

Un Iran nucleare potrebbe provocare la fine di Israele senza nemmeno schiacciare il bottone.

Di Benji Davis

image_2816La Casa Bianca di Obama ha messo i colloqui di prossimità (negoziati indiretti) fra Israele e Autorità Palestinese in vetta alla sua politica mediorientale nella convinzione che un successo in queste trattative innescherebbe un effetto domino positivo in tutto il resto della regione. In realtà, qualunque eventuale futuro accordo fra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) non contribuirebbe in nulla ad avvicinare la pace fra israeliani e palestinesi, né la riconciliazione dei contrasti fra occidente ed estremisti islamici.
Infatti, quand’anche venisse creato uno stato palestinese, il Trio del Terrore – Iran e i suoi lacchè Hamas e Hezbollah – ha la forza sufficiente per impedire qualunque transizione verso una situazione realmente tranquilla nel Vicino e Medio Oriente.
Hamas ha reintegrato le sue riserve di razzi ai livelli precedenti l’operazione israeliana nella striscia di Gaza del gennaio 2009. Il gruppo terrorista islamista palestinese ha anche migliorato le sue capacità in fatto di razzi: oggi ha a portata di mano razzi che possono arrivare fino ad abbattersi su Tel Aviv. Dall’altra parte, in Libano, coi suoi 40.000 razzi sponsorizzati dagli ayatollah e puntati su Israele, e con le migliaia di miliziani addestrati dagli ayatollah e asserragliati nei bunker, Hezbollah è già pronto per la prossima tornata con il vicino ebraico.
Dal canto suo l’Iran, stando alle agenzie di intelligence americane, ha creato abbastanza combustibile nucleare per uno “sprint veloce” verso la bomba. Considerando il costante appello dei capi iraniani per la distruzione di Israele e la loro adesione ad una versione apocalittica dell’islam (dove caos e violenza funzionano come meccanismi che favoriscono l’avvento dell’era messianica), nessuno può dubitare della disponibilità della Repubblica Islamica a fare uso della bomba.
Finora, però, nessun esperto né leader, nemmeno dall’osservatorio israeliano, ha sottolineato come, secondo logica, il Trio del Terrore potrebbe “cancellare Israele dalla mappa geografica” senza nemmeno prendersi la briga di schiacciare il fatidico pulsante. Ecco come.
Primo: causare la fine del processo di pace. Se un interlocutore arabo vorrà mai intavolare seri negoziati con Israele, non potrà fare nessuna concessione né accettare nessun compromesso con lo stato ebraico senza innanzitutto ponderare le conseguenze che queste scelte avrebbero rispetto alla Repubblica Islamica. Un Iran munito di armi nucleari potrebbe persino costringere Egitto e Giordania ad revocare i loro trattati di pace con Israele, il che porterebbe al massimo grado storico il pericolo di guerra in Medio Oriente. Angariate e soggiogate dal Trio del Terrore, Amman e il Cairo sarebbero persino spinte ad invadere il territorio israeliano, nel caso scoppiasse una guerra regionale.
Secondo: ridurre le opzioni militari d’Israele. Lo stato ebraico non godrebbe più della forza deterrente che oggi esercita verso i suoi vicini islamisti in Libano e nella striscia di Gaza. Un Iran munito di capacità nucleare fornirebbe a Hamas e Hezbollah razzi a più lunga gittata, e ben più letali degli attuali arsenali di razzi Katyusha e Qassam, senza doversi preoccupare della reazione di Israele. Con la minaccia di un Iran nucleare sopra la testa, Israele resterebbe con ben poche difese contro l’intensificarsi dei lanci di razzi ai suoi confini settentrionale e meridionale, e di conseguenza i suoi cittadini sarebbero forzati ad abbandonare le regioni periferiche concentrandosi nel centro del paese.
Terzo: indebolire l’economia d’Israele sino a un punto di non ritorno. In un sondaggio del 2007 il 27% degli israeliani intervistati disse che avrebbe lasciato il paese se l’Iran fosse riuscito a dotarsi di know-how nucleare. In quelle circostanze, non sarebbe una sorpresa se gli investitori stranieri e l’élite israeliana – imprenditori, specialisti high tech, uomini d’affari, intellighenzia, medici, avvocati, accademici – decidessero di abbandonare il paese. Con un quarto della popolazione israeliana in fuga verso la diaspora, un Iran nucleare riuscirebbe a causare la fine del sogno sionista: con gli ebrei in fuga dalla loro madrepatria alla ricerca di rifugio all’estero.
Anziché condannare Netanyahu per la politica edilizia del suo governo in questo o quel quartiere di Gerusalemme, una Casa Bianca realmente impegnata per la pace in Medio Oriente dovrebbe concentrarsi su come bloccare i finanziamenti e l’addestramento iraniano dei gruppi terroristi che tengono nel mirino obiettivi israeliani e occidentali, su come applicare sanzioni paralizzanti contro l’Iran attraverso una “coalizione di volonterosi”, e su come sollecitare i “moderati” di Ramallah a cessare le campagne di istigazione all’odio contro Israele con cui stanno indottrinando un’intera generazione di giovani.
L’amministrazione Obama deve rendersi conto che il maggiore ostacolo alla pace non è Israele, bensì la minaccia alla all’esistenza di Israele posta dal temibile trio Iran-Hezbollah-Hamas. E se questo Trio del Terrore dovesse diventare atomico, allora potrà conseguire il suo obiettivo di annientare lo stato ebraico senza nemmeno aver bisogno di schiacciare il fatidico bottone.

(Da: YnetNews, 3.5.10)

Nelle foto in alto: il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad con il capo del Politburo di Hamas Khaled Mashaal e il segretario generale di Hezbollah Hassan Nasrallah

Si veda anche:

Cinismo nucleare

http://www.israele.net/articolo,2814.htm

La minaccia iraniana nel Mediterraneo

http://www.israele.net/articolo,2656.htm