«In caso di guerra, Israele dovrà difendersi da una pioggia di razzi e missili»

Il sequestro di armi nel mar Rosso ha sventato il tentativo iraniano di neutralizzare le difese anti-missile israeliane

Missili iraniani nel porto di Eilat

Missili iraniani nel porto di Eilat

Le forze aeree israeliane si preparano ad affrontare decine di droni e missili da crociera, nell’eventualità di una prossima guerra. Lo ha detto il generale Shahr Shohat, capo del Comando della Difesa aerea israeliana, durante una conferenza sulla sicurezza tenuta lunedì a Tel Aviv presso l’Istituto per gli Studi sulla Sicurezza Nazionale, dedicata la tema “Le difese aeree nell’era moderna”.

Parlando delle nuove minacce alla sicurezza di Israele, Shohat ha sottolineato “l’intensa corsa agli armamenti” che sta avvenendo nella regione, come dimostrato fra l’altro dall’intercettazione israeliana, la scorsa settimana nel mar Rosso, di un carico di sofisticate armi iraniane dirette verosimilmente alla striscia di Gaza.

Nuovi sistemi d’arma, ha detto Shohat, sono in arrivo sui fronti settentrionale e meridionale d’Israele: vale a dire in Libano e nella striscia di Gaza. Ciò consentirà alle organizzazioni terroristiche di lanciare molti più razzi ed anche ordigni a guida GPS, rendendo molto più complicato il compito di difendere lo spazio aereo del paese.

Durante l’operazione “Colonna di nube difensiva” del novembre 2012, le organizzazioni terroristiche di Gaza lanciarono 1.500 razzi in una settimana, ha ricordato Shohat, il che rappresentava un aumento del 33% rispetto alla quantità di ordigni lanciati contro Israele in uno stesso arco di tempo durante la seconda guerra in Libano dell’estate 2006. “In un’eventuale prossima guerra – ha continuato il generale – ci troveremo ad affrontare decine di migliaia di razzi di ogni tipo e decine di droni (velivoli teleguidati), verosimilmente su entrambi i fronti”.

Per fare fronte a tali sfide, le Forze di Difesa israeliane stanno approntando un sistema di difesa aerea a più livelli che andrà a coprire l’intero spazio aereo israeliano con lo scopo di bloccare tutta una varietà di possibili minaccia dal cielo. Ma tutto questo non basta, ha aggiunto Shohat, e resta necessario effettuare una serie di sforzi, palesi e sotto copertura, per impedire ai gruppi terroristici di armarsi e prevenirne i loro attacchi.

Shohat ha sottolineato che la cooperazione con gli Stati Uniti, che ha definito “profonda e intensa”, rappresenta un aspetto fondamentale della difesa israeliana. Tale cooperazione si basa su addestramento congiunto, condivisione di informazioni e confronto reciproco su concezioni operative.

La difesa aerea israeliana si è guadagnata una reputazione internazionale per la sua efficacia, ha poi aggiunto Shohat citando dati da record in fatto di intercettazione di razzi a centinaia, e abbattimento di decine di velivoli ostili. “Registriamo un grande interesse da parte di altre forze armate a imparare da noi. Faccio fatica a immaginare come sarebbe oggi la vita nella città di Ashkelon senza la riuscita intercettazione alcuni mesi fa di almeno cinque razzi. Lo stesso vale per Eilat. Intercettazioni che si sono verificate senza alcun preavviso. Non esiste difesa aerea ermetica – ha concluso il generale – e la prova del fuoco sarà il vero momento della verità. Ma siamo in grado di ridurre al minimo i danni al fronte civile interno, al fine di preservare la continuazione della nostra vita quotidiana”. (Da: Jerusalem Post, 10.3.14)

Il raggio d'azione su Israele dei missili da 160 km di gittata, se fossero arrivati a Gaza

Il raggio d’azione su Israele dei missili da 160 km di gittata, se fossero arrivati a Gaza

Scrive Ron Ben-Yisha, su YnetNews: «Il sequestro del cargo Klos-C ha svelato e sventato una mossa strategica iraniana che, se fosse riuscita, avrebbe drammaticamente alterato gli equilibri di forza. La mossa mirava evidentemente a creare una situazione in cui, nel corso di un eventuale conflitto aperto, il sistema di intercettazione anti-missilistico delle Forze di Difesa israeliane sarebbe stato reso molto meno efficace o addirittura neutralizzato.

Stando a quanto risulta, infatti, il sistema “Cupola di ferro” non è in grado, se non con difficoltà, di intercettare missili pesanti e a medio-lungo raggio come gli M-302 di fabbricazione siriana sequestrati sulla nave iraniana. Questi missili di gittata fra i 90 e i 200 km, con una testata anche oltre i 140 kg, dovrebbero essere intercettati da un altro sistema detto “Bacchetta magica” (o “Fionda di David”), che è ancora in fase di sviluppo fra Stati Uniti e Israele. Questo cruciale sistema anti-missilistico, che non sarà operativo prima del 2016, andrà a costituire il “secondo livello” del sistema di intercettazione a più strati che la difesa israeliana sta approntando. Il terzo livello è costituito dal sistema anti-balistico Arrow o Hetz (Freccia), destinato a sostituire le batterie terra-aria Patriot contro i missili di gittata superiore ai 200 km, e che è parzialmente operativo nella versione Arrow 2 (mentre nel 2014 dovrebbe entrare in funzione la versione Arrow 3 a intercettazione eso-atmosferica).

Il raggio d’azione sull’Italia dei missili da 160 km se – per pura ipotesi – fossero posizionati a Lugano (clicca l’immagine per provare con altre località)

Dunque i missili che dovevano arrivare nel Sinai e nella striscia di Gaza avrebbero permesso agli alleati locali degli iraniani, schierati ai confini con Israele, di aggirare “dall’alto” il sistema “Cupola di ferro” e di schivare “dal basso” il sistema Arrow, potendo così raggiungere senza troppi ostacoli le più vaste concentrazioni di popolazione in Israele, soprattutto nelle aree metropolitane di Tel Aviv e della baia di Haifa.

Durante la seconda guerra in Libano (estate 2006) i missili M-302 (da 302 mm), progettati e realizzati in Siria, hanno dimostrato quanto possono essere letali e affidabili. Non sono armi particolarmente precise, ma la loro pesante testata esplosiva e l’affidabilità del loro motore ne fa dei pericolosi ordigni, relativamente economici, utilizzabili come “arma statistica” (vale a dire: per sparare nel mucchio), in grado di colpire grandi comunità civili e causare gravi perdite e danni: un’arma particolarmente adatta per chi punta a condurre una guerra squisitamente terroristica.

Recenti migliorie apportate al software del sistema “Cupola di ferro” permettono a queste batterie di fronteggiare anche razzi più pesanti di quelli a corto raggio e relativamente leggeri tipo Grad (Katyusha). Durante l’operazione “Colonna di nube difensiva”, Cupola di ferro era in grado di intercettare razzi medi del tipo Fajr-5 o M-75, realizzati in modo indipendente dai palestinesi, che hanno una gamma di oltre 70 km. Ma il limitato numero di batterie “Cupola di ferro” a disposizione delle forze israeliane renderebbe molto difficile contrastare una grande quantità di missili pesanti e a medio-lungo raggio come gli M-202 e M-302 che arrivassero da più direzioni contemporaneamente, per esempio da Libano e Gaza, o da Libano Gaza e Siria.

Ecco perché la Forza Quds iraniana ha organizzato un’operazione segreta così complicata, costata decine di milioni di dollari, anche a rischio che venisse svelata l’aperta violazione delle sanzioni delle Nazioni Unite da parte dei regimi iraniano e siriano. Ed ecco perché è così importante che le Forze di Difesa israeliane abbiano intercettato e sequestrato quel carico di armi.» (Da: YnetNews, 6.3.14)

“La comunità internazionale preferisce ignorare l’incessante aggressione dell’Iran e il ruolo che esso svolge nel massacro che si consuma in Siria – ha detto lunedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu passando in rivista l’arsenale di armi sbarcato nel porto di Eilat dal cargo intercettato nel mar Rosso – Preferiscono illudersi che l’Iran abbia abbandonato l’intenzione di dotarsi di armi nucleari. Ma se noi costruiamo qualche balcone in un sobborgo di Gerusalemme, si levano urla e strepiti. Il mondo è ipocrita. Queste armi erano destinate a terroristi di Gaza votati alla distruzione di Israele. Sono missili che avrebbero potuto colpire Tel Aviv, Gerusalemme e persino i sobborghi di Haifa. Cosi come ha nascosto queste armi, l’Iran nasconde il suo programma nucleare. Il mondo deve svegliarsi e impedire all’Iran di ottenere armi nucleari. I fatti concreti che vediamo su questo molo dimostrano che l’Iran non è cambiato”. (Da: Times of Israel, 10.3.14)

Le armi iraniane sbarcate sul molo di Eilat: