Intoccabile il cosiddetto diritto al ritorno

Abu Mazen e Hamas concordano: nessuna modifica al piano saudita

Da un articolo di Khaled Abu Toameh

image_1623I profughi palestinesi non devono stabilirsi in Cisgiordania e striscia di Gaza, bensì nelle loro case originarie all’interno di Israele. Lo ha detto mercoledì il ministro dell’Autorità Palestinese per i rifugiati Atef Udwan, affiliato a Hamas. Udwan ha commentato in questo modo le notizie relative alla richiesta da parte di Israele e Stati Uniti che il summit della Lega Araba, previsto per la fine del mese a Riyad, modifichi il testo della “iniziativa di pace del 2002” (noto come piano saudita) soprattutto riguardo al cosiddetto diritto al ritorno (che Israele considera una sorta di “diritto di invasione”) e ai confini (che il piano impone come non negoziabili).
Anche Nabil Abu Rudaineh, un portavoce del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), si è opposto all’introduzione di cambiamenti nel testo dell’iniziativa saudita. “Siamo contrari a fare qualunque cambiamento al piano – ha detto – Il piano gode del sostegno di tutti i leader arabi e rappresenta la base giusta ed equilibrata per risolvere il conflitto arabo-israeliano”.
Udwan ha messo in guardia gli stati arabi dall’accettare le richieste israeliane e americane, ribadendo che i profughi devono poter tornare ai loro antichi villaggi dentro Israele. “Costringere i profughi nel mondo arabo a tornare in Cisgiordania e striscia di Gaza servirebbe solo gli interessi di Israele – ha detto il ministro palestinese – E realizzerebbe il desiderio di Israele di impedire ai profughi di esercitare il diritto al ritorno”.
Secondo Udwan, il ritorno dei profughi in Cisgiordania e striscia di Gaza avrebbe “gravi ripercussioni” perché la comunità internazionale lo vedrebbe come la soluzione del problema. Il ministro affiliato a Hamas ha escluso la possibilità che gli stati arabi accettino di introdurre modifiche al loro piano di pace. “Credo che nessun paese arabo accetterà di cedere sul diritto al ritorno – ha dichiarato – Il nostro popolo non accetterà mai questa concessione. Già in passato il nostro popolo ha totalmente respinto iniziative che ignoravano il diritto al ritorno dei profughi, tentando di reinsediarli dove sono o nel Sinai o in Iraq”.

(Da: Jerusalem Post, 15.03.07)

Nell’immagine in alto: La propaganda palestinese batte sul tema, rappresentato dal simbolo della chiave: come di consueto, nella mappa delle rivendicazioni Israele è cancellato

Vedi anche:

Hamas e il piano saudita

http://www.israele.net/sections.php?id_article=1204&ion_cat=18

Un negoziato onesto e coraggioso

http://www.israele.net/sections.php?id_article=197&ion_cat=18

Profughi e diritto al ritorno

http://www.israele.net/prec_website/nesarret/011prof.html

I tre articoli di cui sopra ora in: M. Paganoni, “Ad rivum eundem: cronache da Israele”, Proedi, Milano

http://www.israele.net/sections.php?id_article=1584&ion_cat=7