«Israele è il nostro nemico, la lotta armata in tutte le sue forme la nostra strategia»

Lo afferma un alto esponente dell’ala ''moderata e dialogante'' di Fatah.

image_3731Jibril Rajoub, vice segretario generale del Comitato Centrale di Fatah (il movimento del presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen), ha dichiarato in un’intervista che “la resistenza in tutte le sue forme” rimane la strategia del suo gruppo contro Israele, e ha definito lo stato ebraico “il nemico principale” di arabi e musulmani.
Rajoub, che ha svolto un ruolo chiave nei negoziati con Israele e oggi è a capo del Comitato Olimpico palestinese, ha dichiarato lo scorso 30 aprile alla tv libanese Al-Mayadeen che, per Fatah, “la resistenza contro Israele rimane all’ordine del giorno”, e ha precisato: “Intendo resistenza in tutte le sue forme. In questa fase riteniamo che la resistenza popolare, con tutto ciò che essa comporta, sia efficace e costi caro alla controparte”.
Nel lessico della politica araba, per “resistenza contro Israele in tutte le sue forme” si intende ogni forma di violenza, anche quella terroristica contro civili.
A suo tempo detenuto in Israele per aver lanciato una granata contro un autobus, dopo scarcerato Rajoub divenne capo della Forza di Sicurezza Preventiva dell’Autorità Palestinese in Cisgiordania e consigliere di Yasser Arafat per la sicurezza nazionale. Fra i firmatari dell’iniziativa ufficiosa israelo-palestinese di Ginevra del 2003, Rajoub è noto al pubblico israeliano per essere una delle maggiori personalità palestinesi comparse nel 2010 nel video di una campagna pubblicitaria volta a convincere gli israeliani dell’esistenza di un affidabile interlocutore di pace. Rajoub si rivolgeva direttamente alla popolazione israeliana dicendo in ebraico: “Io sono il vostro interlocutore”, e aggiungeva che “vi è consenso nel mondo arabo per il riconoscimento dell’esistenza di Israele in cambio della fine dell’occupazione”.
Nell’intervista lunga un’ora della scorsa settimana, resa nota mercoledì dal centro di monitoraggio Palestinian Media Watch, nell’esprimere preoccupazione per i toni islamici assunti dalla “primavera araba” Rajoub sottolinea che anche Fatah è un movimento rivoluzionario votato alla lotta contro Israele. E spiega: “Se me lo chiedete come palestinese, io dico: la nostra battaglia è contro l’occupazione israeliana, il nostro nemico principale, non [solo] in quanto palestinesi ma in quanto arabi e musulmani, è Israele e l’occupazione israeliana”.
Rajoub afferma che inserire la questione palestinese nel contesto della primavera araba danneggerebbe la causa palestinese; tuttavia fa appello a tutti gli arabi perché prendano parte alla “liberazione di Gerusalemme”, e critica l’inazione araba rispetto alla causa palestinese, alludendo al fatto che molti ricchi paesi arabi si rifiutano costantemente di aiutare finanziariamente l’Autorità Palestinese.
Rajoub difende i negoziati dicendo che si tengono per il semplice motivo che, al momento, i palestinesi non hanno sufficiente forza militare. E aggiunge: “Se ci fosse una mobilitazione [araba] per la liberazione di Gerusalemme, se venissero sfoderati soldi e spade in faccia al nemico sionista, sarebbe magnifico”. Lo stesso Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha affermato in diverse occasioni che se le nazioni arabe lanciassero una guerra contro Israele, “la Palestina si unirebbe a loro”.
Palestinian Media Watch cita anche una frase dell’intervista in cui Rajoub dice che se i palestinesi avessero armi nucleari le userebbero subito contro Israele, parole che nel contesto possono essere lette come un’affermazione retorica fatta per rintuzzare le critiche di coloro che in campo arabo attaccano Fatah per la sua dichiarata disponibilità a negoziare con Israele. “Per ora – afferma Rajoub nel sostenere l’immutata combattività di Fatah – noi non abbiamo l’atomica. Ma giuro, se avessimo l’atomica l’avremmo usata questa mattina stessa”.

(Da: Times of Israel, PMW Bulletin, 8.5.13)

Per vedere un breve spezzone dell’intervista (con sottotitoli in inglese):

http://palwatch.org/main.aspx?fi=472&fld_id=474&doc_id=8927

oppure http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=S_GcZLMSGk4

Si veda anche:

Per l’Autorità Palestinese, Israele non esiste nemmeno nelle parole crociate. E Tel Aviv è una «moderna città della Palestina occupata»

http://www.israele.net/articolo,3639.htm

Ministro di Abu Mazen: «Le pretese ebraiche sul Muro del pianto non hanno alcun fondamento religioso, storico o giuridico». Sono queste le basi dello “stato palestinese” riconosciuto dalla comunità internazionale?

http://www.israele.net/articolo,3621.htm

Picco dell’istigazione all’odio contro Israele, nelle istituzioni dell’Autorità Palestinese. Netanyahu: «La radice del conflitto è il rifiuto di Israele entro qualunque confine»

http://www.israele.net/articolo,3604.htm

Impudenza palestinese. Il Comitato Olimpico Internazionale si è piegato al ricatto (fasullo) di arabi e Autorità Palestinese

http://www.israele.net/articolo,3498.htm

Errata corrige: dove è scritto “Israele” leggi “Occupazione del 48”. Benvenuti nella neolingua orwelliana dell’Autorità Palestinese dove il terrorismo è resistenza, gli stragisti sono martiri e Gerusalemme è solo araba

http://www.israele.net/sezione,,3471.htm

«Tutto Israele è Palestina occupata». Ecco cosa insegnano ai bambini tv e testi scolastici dell’Autorità Palestinese

http://www.israele.net/articolo,3443.htm

Gerusalemme è solo araba, islamica e cristiana, secondo Abu Mazen e Autorità Palestinese. Infarcita di falsità l’opera di negazione della millenaria storia ebraica nella capitale d’Israele

http://www.israele.net/articolo,3436.htm

Israele cancellato dalle mappe dell’Autorità Palestinese. Sul quotidiano ufficiale di Abu Mazen, la costante rappresentazione del rifiuto di ogni compromesso territoriale

http://www.israele.net/articolo,3416.htm

Abu Mazen premia la giornalista che vorrebbe cacciare gli ebrei d’Israele in Germania e Polonia. “Per tutto ciò che ella ha fatto a sostegno della Palestina in Occidente”, recita la motivazione

http://www.israele.net/articolo,3402.htm

Abu Mazen, come Arafat, cancella la realtà storica della Gerusalemme ebraica. Intanto un capo terrorista Olp esorta all’unità palestinese per la lotta armata contro Israele

http://www.israele.net/articolo,3369.htm

La tv di Abu Mazen elogia i massacratori di Itamar. Celebrati come “eroi” i terroristi che fecero scempio di padre, madre e bambini della famiglia Fogel

http://www.israele.net/articolo,3347.htm

«Due stati? No, è tutta Palestina: Israele non deve esistere». Continua incessante l’indottrinamento sulla tv dell’Autorità Palestinese

http://www.israele.net/articolo,3344.htm

Secondo l’Autorità Palestinese, “uccidete gli ebrei” non è apologia di reato. A 70 anni da Wannsee, autorità religiose e politiche palestinesi aizzano l’odio contro gli ebrei

http://www.israele.net/articolo,3342.htm

Abu Mazen: “Non riconoscerò mai uno stato ebraico”. Senza infingimenti, alla tv egiziana il presidente palestinese loda anche i sequestratori di Shalit

http://www.israele.net/articolo,3276.htm

Alla tv per bambini palestinesi, Israele non esiste. I programmi dell’Autorità Palestinese indicano tutto Israele come “Palestina” da liberare

http://www.israele.net/articolo,2779.htm