La barriera difensiva ostacola i nostri attacchi suicidi

Lo ha ammesso in tv il capo della Jihad Islamica palestinese

image_1450Ramadan Shalah, leader della Jihad Islamica palestinese, ha pubblicamente ammesso che la barriera di sicurezza israeliana tra Israele e Cisgiordania (il cosiddetto “muro”) rappresenta un importante ostacolo all’attività dei gruppi terroristici e che “se non ci fosse, la situazione sarebbe completamente diversa”.
La Jihad Islamica, sostenuta da Siria e Iran, è un’organizzazione fondamentalista palestinese responsabile di un gran numero di stragi perpetrate negli anni scorsi ai danni di civili israeliani. Nel 2005, durante il cosiddetto periodo di “calma” deciso da alcune organizzazioni armate palestinesi, la Jihad Islamica ha realizzato cinque attentati suicidi dentro Israele, e altri due nel 2006 (l’ultimo il 17 aprile alla stazione centrale degli autobus di Tel Aviv: 9 morti, 80 tra feriti e mutilati).
Lo scorso 11 novembre, durante una lunga intervistata all’emittente tv Al-Manar (di Hezbollah), dopo aver ribadito che gli attentati suicidi (“istishhad”) costituiscono la “scelta strategica” del popolo palestinese, per la prima volta Abdallah Ramadan Shalah ha riconosciuto che la barriera israeliana costituisce un ostacolo alla “lotta armata”. Ramadan Shalah ha spiegato che le organizzazioni terroristiche hanno tutta l’intenzione di continuare con gli attentati suicidi, ma la possibilità concreta di realizzarli e la scelta del momento dipendono da altri fattori. “Per esempio – ha detto – c’è la barriera di separazione, che costituisce un ostacolo alla lotta armata, e se non ci fosse la situazione sarebbe completamente diversa”.
Neli anni scorsi si è registrata una costante diminuzione degli attenti riusciti e della loro efficacia. A ciò hanno contribuiti diversi fattori, fra i quali – ora lo afferma anche uno dei capi terroristi – non la mancanza di determinazione da parte dei gruppi terroristici, bensì la costruzione (ancora parziale) della barriera di sicurezza che ostacola i loro tentativi di infiltrare attentatori suicidi all’interno di Israele.

(Da: www.intelligence.org.il, 15.11.06)

Cliccare su questo link per vedere la parte citata del filmato (con sottotitoli in inglese):

http://www.terrorism-info.org.il/malam_multimedia/Hebrew/heb_n/video/shelach_en.wmv

Vedi anche:
Barriere anti-terrorismo e pretesti anti-israeliani

http://www.israele.net/sections.php?id_article=58&ion_cat=18

Nella foto in alto: Ramadan Shalah intervistato dalla tv Al-Manar lo scorso 11 novembre.