La coscienza palestinese

Perché i negoziati non si fermano, quando viene celebrata una stragista di donne e bambini?

Da un editoriale di Yisrael Hayom

image_2770I palestinesi possono tranquillamente dire: ecco qua una piazza nuova, intitoliamola alla memoria della più celebrata eroina della storia del nostro popolo, la leggendaria combattente per la libertà che si oppose all’occupazione e restò uccisa nell’adempimento del suo dovere, la santa martire Dalal Mughrabi, che Iddio l’abbia in gloria. Cosa fece Dalal Mughrabi? Oh, semplicemente con i suoi camerati sequestrò un autobus e fece strage di 37 israeliani, ferendone e mutilandone un’altra settantina. Bambini? Donne? Sì, certo: sono tutti soldati dell’esercito d’occupazione (nel senso dell’esistenza stessa di Israele), erano tutti figli della morte. E i negoziati di pace? Nessuna preoccupazione: gli ebrei muoiono dalla voglia di trattare con noi, quello che facciamo non importa nulla. E che si fa in quei negoziati? Si parla. Noi ci lamentiamo continuamente degli israeliani, chiediamo ulteriori allentamenti delle restrizioni e chiediamo fondi e ancora fondi, e poi ce ne usciamo con un bel comunicato stampa in cui diciamo che gli israeliani sono intransigenti e ostinati e che non vogliono accettare nessun compromesso. Tanto è quello che già pensano in molti, nel mondo dei mass-media. Tanto questi ebrei hanno un antica abitudine: prendersi la colpa di qualunque cosa. Come ebbe a dire un regista palestinese, autore di una pièce teatrale con Dalal Mughrabi come protagonista: “’Dalal è un simbolo della Palestina, noi la consideriamo come parte della coscienza palestinese”. Parole illuminati: ecco qual è la coscienza palestinese. E tutte le sciocchezze su colloqui di pace e accordi e cooperazione e tutte le altre ciance politiche sono solo schiuma sulla superficie della nostra storia insanguinata.

(Da: Yisrael Hayom, 11.3.10)

Nella foto in alto: i resti dell’autobus della linea litoranea israeliana dopo l’attacco del commando di Dalal Mughrabi (11 marzo 1978). Sbarcato sulla spiaggia, il commando di 11 terroristi provenienti dal Libano uccise dapprima un fotografo americano, poi sequestrò un taxi uccidendone gli occupanti, quindi procedette sparando sui passanti, e sequestrò due autobus, concentrando poi tutti i passeggeri su uno solo di essi. Fermati a un posto di blocco della polizia, durante lo scontro a fuoco che ne seguì Dalal Mughrabi fece esplodere a bordo delle cariche esplosive. In tutto morirono 37 israeliani, compresi dieci bambini. I feriti e mutilati furono 71. Tre giorni dopo le Forze di Difesa israeliane lanciavano l’Operazione Litani contro le basi terroristiche nel Libano meridionale.

Si veda anche:

For the record: Statura morale dei nemici d’Israele: parole e gesti con cui è stato celebrato il ritorno in Libano del terrorista infanticida Samir Kuntar

http://www.israele.net/sezione,,2203.htm

Quegli intellettuali un po’ stolti, e molto ipocriti

http://www.israele.net/articolo,2766.htm