La crociera degli amici di Hamas

I sedicenti pacifisti non soccorrono i palestinesi, ma il regime di Hamas golpista e genocida

Di Caroline B. Glick

image_2835Per gentile concessione del primo ministro turco Reepc Tayyip Erdogan, giovedì Israele sarà nuovamente il bersaglio di un aggressione della propaganda jihadista sedicente pacifista. Una flottiglia di nove imbarcazioni, salpata all’inizio della settimana da Cipro alla volta di Gaza, arriverà quel giorno alle soglie di casa nostra. Scopo esplicito degli organizzatori è quello di portare illegalmente aiuto e conforto a Hamas, un’organizzazione terroristica fuori legge.
Da quando ha preso il potere nella striscia di Gaza tre anni fa (con un sanguinoso colpo di stato), Hamas, un movimento apertamente votato allo sterminio degli ebrei in tutto il mondo e all’eliminazione fisica di Israele, ha trasformato quel territorio in un santuario della jihad globale. Vi trattiene illegalmente da quattro anni l’ostaggio Gilad Schalit in condizioni di totale segregazione (contro ogni norma internazionale su detenuti e prigionieri di guerra), ed è impegnata in un’incessante attività di riarmo, finanziata dall’Iran, in vista dei suoi prossimi attacchi e attentati.
Oltre a fornire aiuto a Hamas, lo scopo dichiarato del movimento “Free Gaza” è quello di costringere Israele a garantire a Hamas uno sbocco al mare. Anche questo in violazione del diritto internazionale, che vieta espressamente a stati e soggetti non statali di fornire qualunque tipo di supporto a organizzazioni terroristiche.
Inviando quest’ennesimo gruppo di imbarcazioni, la Turchia e si suoi soci irlandesi, greci e svedesi mirano ad appropriarsi delle immagini della lotta degli ebrei per ottenere l’indipendenza dalla Gran Bretagna, prima della nascita di Israele.
Nel 1939, infatti, nel tentativo di accattivarsi i precursori di Hamas, le autorità del Mandato Britannico infransero la legge internazionale proibendo l’immigrazione ebraica nella Palestina mandataria, laddove la lettera di mandato della Società delle Nazioni ingiungeva specificamente alla Gran Bretagna di facilitare l’immigrazione ebraica in Terra d’Israele. Invece, a seguito dell’ondata terroristica araba degli anni 1936-39, Londra emanò un Libro Bianco che praticamente precludeva l’immigrazione ebraica: un atto che sbarrò le porte dell’unico posto al mondo dove gli ebrei d’Europa erano attesi e potevano essere accolti, contribuendo in questo modo a intrappolare sei milioni di ebrei nell’Europa di Hitler.
Dopo la guerra, gli inglesi mantennero in vigore il divieto all’immigrazione ebraica. Per combattere questa politica, la dirigenza sionista pre-stato d’Israele organizzò l’immigrazione clandestina (“Aliya Bet”): emissari ebrei perlustrarono il mondo alla ricerca di vecchie e spesso malridotte imbarcazioni grandi abbastanza da portare dall’Europa in Terra d’Israele gruppi di profughi ebrei scampati alla Shoà. La più emblematica di queste navi fu l’Exodus, che salpò dalla Francia nel luglio 1947 con a bordo 4.515 sopravvissuti all’Olocausto: essa rappresentò la risposta sionista alla nuova politica britannica che voleva costringere le navi di immigrati clandestini a tornare in Europa. I militari inglesi speronarono l’Exodus a Haifa e andarono all’arrembaggio della nave, uccidendo tre difensori ebrei. Poi costrinsero i passeggeri ad imbarcarsi su navi-prigione britanniche per riportarli in Europa. Le autorità francesi negarono alle navi il diritto di attraccare in Francia e così gli inglesi fecero rotta su Amburgo, in Germania, dove i profughi vennero obbligati a sbarcare. Le proteste internazionali contro la Gran Bretagna per l’affare Exodus misero talmente in imbarazzo Londra da indurla a modificare la sua politica, contribuendo ad aprire la strada all’indipendenza d’Israele, che si sarebbe realizzata dieci mesi più tardi.
Ora i governi turco, greco, svedese e irlandese si fanno complici di Hamas nel tentativo di espropriare gli ebrei delle immagini dell’Exodus e dell’eroismo del popolo ebraico negli anni che portarono alla rinnovata sovranità, e di proiettare quelle immagini su un’organizzazione che vorrebbe completare l’opera di Hitler. E cercano di stravolgere la realtà dipingendo Israele, che in conformità al diritto internazionale tenta di contenere e sconfiggere Hamas, come una combinazione di nazisti tedeschi e di imperialisti britannici.
Per ora gli è andata alla grande. Per il loro impegno a favore di un’organizzazione terrorista genocida, Erdogan e soci vengono celebrati come campioni dei diritti umani. Salvo sorprese, giovedì prossimo Israele patirà l’ennesimo disastro d’immagine quando le navi pro-Hamas si avvicineranno a Gaza. […]

(Da: Jerusalem Post, 25.5.10)

Nella foto in alto: Mairead Corrigan-Maguire, dopo essere sbarcata nella striscia di Gaza da una precedente “missione umanitaria” (ottobre 2008), riceve dalle mani del leader terrorista di Hamas, Ismail Haniya, una targa dono con la raffigurazione della mappa delle rivendicazioni territoriali palestinesi: lo stato di Israele risulta cancellato dalla carta geografica.

Si veda anche:

Hamas secondo Hamas

http://www.israele.net/articolo,2378.htm

La Carta di Hamas: un manifesto per la guerra santa contro gli ebrei, Israele e la civiltà moderna

http://www.israele.net/articolo,2360.htm

Basta guardare cosa fanno al loro stesso popolo

http://www.israele.net/articolo,2832.htm

Quel contributo arabo alla Shoà

http://www.israele.net/articolo,2797.htm

“Hamas usava bambini e ospedali come scudi umani”

http://www.israele.net/articolo,2803.htm