La minaccia fondamentalista

Bisogna essere inesorabili nello sforzo di sconfiggere ogni forma di odioso fondamentalismo.

Di Daniel Nisman e Avi Yesawich

image_3196[…] Il duplice attentato in Norvegia ha temporaneamente spostato l’attenzione del mondo dalla sequela di atti terroristici di matrice islamista. In Somalia, al-Shabaab [gruppo insurrezionale islamista] ha imposto il bando ai gruppi umanitari stranieri impedendo a centinaia di migliaia di somali di ricevere aiuti durante una della peggiori siccità e carestie che si ricordi. Nelle Filippine, Abu Sayaf – un affiliato di al-Qaeda – ha recentemente sequestrato due cittadini americani. Il fratello del primo ministro afgano, Ahmed Wali Karzai, è stato di recente assassinato dai Talebani. In tutto il Medio Oriente, gruppi laici che si battono per la libertà e la democrazia vengono attaccati dagli islamisti: per le strade della Tunisia, nelle chiese del Cairo, sulle montagne dello Yemen. E questa non è che una lista incompleta dei più recenti episodi di violenza dell’estremismo islamista.
A quanto pare Anders Breivik ha agito per conto proprio, senza l’assistenza di altri individui o organizzazioni. Non è collegato a una rete globale di fondamentalisti cristiani votati alla distruzione dell’islam. È una lupo solitario, un’eccezione nella società norvegese. Non si sentono – giustamente – apologeti cristiani o politici norvegesi che prendono le difese delle gesta criminali di Breivik, non si sente gente che proclama approvazione, non si tengono veglie in suo onore al lume di candela, né vi sono esponenti ecclesiastici che si schierano su vasta scala a sostegno delle sue azioni.
Si confronti tutto questo con il quadro all’indomani degli attentati dell’11 settembre e di quelli a Londra e Madrid, quando numerosi arabi e musulmani si riversarono nelle strade per manifestare aperto sostegno a quelle carneficine di matrice islamista. Oggi si incontrano facilmente imam estremisti che predicano contro i mali del liberalismo e il rifiuto dell’islam nel cuore dell’America, della Norvegia, dell’Olanda e della Gran Bretagna, solitamente senza nemmeno cercare di nascondere le loro infide intenzioni. Non basta. I paesi più instabili nel mondo sono quelli dove fiorisce il fondamentalismo islamico, insieme all’esportazione di terrorismo: che si tratti dell’insurrezione nella regione del delta in Nigeria, degli estremisti religiosi che prendono di mira i musulmani Ahmadi (corrente islamica pacifista) per le vie di Karachi, o i salatiti (fondamentalisti estremisti) che tentato di sterminare la popolazione cristiana copta in Egitto.
Di fronte a tale estrema violenza, le nazioni occidentali devono riaffermare le loro convinzioni liberali di fondo e continuare a combattere tutte le forme di estremismo. Mentre la Norvegia deve far fronte alla più violenta aggressione sul suo suolo dai tempi della seconda guerra mondiale, i popoli di Iraq, India, Pakistan e dozzine di altri paesi subiscono aggressioni di questo tipo su base quotidiana. Questi attacchi continueranno a propagarsi, a meno che non li si contrasti con vigore usando tutti gli strumenti a disposizione delle nazioni democratiche. Che sia di matrice musulmana, cristiana o ebraica, dobbiamo tutti essere inesorabili nel nostro sforzo di sconfiggere questa odiosa forma di fondamentalismo ovunque la si incontri: è il nemico giurato di ogni umanità, uguaglianza e decenza.

(Da: YnetNews, 26.7.11)

Per la foto in alto, si veda: “Sì, sono antisemita”

http://www.israele.net/articolo,2382.htm

Si veda inoltre:

L’indottrinamento da cui nascono carnefici come quelli all’opera a Itamar

http://www.israele.net/articolo,3083.htm

Perché finanziare una tv che indottrina all’odio?

http://www.israele.net/articolo,2297.htm