LA PAROLA AI LETTORI

image_2756In questa sezione pubblichiamo una parte dei messaggi che giungono alla redazione di www.israele.net.

Chi desidera commentare questi messaggi o rispondere ai quesiti che essi pongono, può mandare un e-mail alla nostra redazione che valuterà di volta in volta se pubblicarlo o inoltrarlo direttamente all’interessato.

Per scrivere a www.israele.net:

http://www.israele.net/scrivi-alla-redazione.htm

(Naturalmente non verranno presi in considerazione messaggi anonimi)

MESSAGGI A ISRAELE.NET

4.6.13
Buongiorno, ho appreso con stupore e sdegno che ieri, lunedì 3 giugno 2013, l’Academie Geopolitique de Paris – che vanta nel suo consiglio numerosi accademici e diplomatici – ha dato spazio in una sua conferenza su “LES SANCTIONS RELATIVES À LA NON PROLIFÉRATION NUCLÉAIRE : ÉVALUATION ET APPRÉCIATION DES EXIGENCES ET DES CONSÉQUENCES” all’estremista di destra e negazionista italiano Claudio Mutti (vedasi: http://www.eurasia-rivista.org/les-sanctions-relatives-a-la-non-proliferation-nucleaire-evaluation-et-appreciation-des-exigences-et-des-consequences/19471/). Il signor Mutti è presentato come “professeur emerite”. E’ in effetti professore in pensione, ma di liceo, non avendo mai insegnato all’università. La sua notorietà è infatti dovuta non a meriti accademici, ma alla sua lunga militanza politica, che va dalla Jeune Europe del collaborazionista belga Jean Thiriart al sodalizio con Franco Freda, neonazista a lungo indagato per presunti legami col terrorismo stragista in Italia. La cosa più interessante è che il signor Mutti ha una casa editrice, Edizioni all’Insegna del Veltro, di cui v’invito a visionare il sito: http://www.insegnadelveltro.it Vi balzerà subito all’occhio il logo, che ricorda molto una svastica, ma ancor più inquietante è il catalogo. Abbonda di titoli d’autori nazisti come Karl Haushofer, Johann Von Leers, Savitri Devi, Julius Evola e di testi antisemiti tra cui le opere del negazionista francese Robert Faurisson. Lo stesso Mutti ha pubblicato un testo dal sapore negazionista, ma con un altro editore, intitolato Minima holocaustica, e che secondo lui dovrebbe costituire un’antologia di errori commessi dagli storici che sostengono la verità dell’Olocausto. Mutti non si è presentato solo alla conferenza: con lui anche Ali Reza Jalali, ricercatore di un “centro studi” CESE-M legato a Eurasia, la rivista diretta e pubblicata dallo stesso Mutti, che ha nel suo “comitato scientifico” anche il neonazista russo Alexander Dugin o l’italiano Claudio Moffa, docente universitario celebre per aver invitato Robert Faurisson a tenere una lezione all’interno del suo corso. Non posso che esprimere sdegno e rabbia per la decisione di un’istituzione francese apparentemente prestigiosa di dare spazio al negazionismo, e spero che voi possiate fare qualcosa per portare alla luce questo scandalo ed evitare che personaggi del genere abbiano ancora spazi di rilievo da cui spargere il loro veleno antisemita. Cordiali saluti Simone N.

4.6.13
Gent,ma Redazione, volevo fare un commento sulla condivisibilissima opinione del ministro Ya’alon concernente l’indottrinamento dei giovani palestinesi all’odio per Israele. Ecco, vorrei essere conciso. Credo che i “Registi” di tutto questo, i “pupari” di tutto questo non risiedano tutti in Palestina e non siano tutti “palestinesi”. Le metodologie mediatiche, raffinate, i vari contatti ad alti livelli (ONU, organizzazioni umanitarie) le infiltrazioni così sospette in vari tessuti sociali di molte Nazioni… ebbene tutto mi fa pensare a ciò che ho esposto. Grazie per la possibilità e per lo spazio datomi. Shalom Lorenzo O.

14.5.13
Spett. Redazione, vorrei fare una considerazione sul contenuto del vs articolo del 09/05/13 concentrato sulle dichiarazioni di Jibril Rajoub e della sua intervista. Bene… credo che una tale esplicitazione di intenti, di odio, nei confronti di Israele sia stata cosi’ chiara da non lasciare alcun dubbio… e mi stupisco che ci sia ancora “qualcuno” a livello internazionale che continui a non capire quale sia la verità. Sono rabbrividito inoltre nel leggere alcune frasi attribuite al Rajoub: “se i palestinesi avessero armi nucleari le userebbero contro Israele”. Ma è pazzesco… e piu’ pazzesco è che c’è chi sta ad ascoltare certe farneticazioni ed istigazioni ad una guerra santa del mondo Islamico contro Israele. Qualcuno ha ancora dei dubbi?? Poveri noi, povero mondo cieco. Grazie per l’attenzione. Lorenzo O.

13.5.13
Una cosa ignobile, tanto per cambiare! Speculare sulla “presunta” (falsa) morte di una piccola creatura con tanta cinica tranquillità! Certo, questo non è che l’ennesimo episodio… non so più cosa pensare. Forse – in questa autentica guerra del bene contro il male, dell’occidente libero e democratico contro l’islam oscurantista, violento e guerrafondaio – occorrerebbe studiare con competenti commissioni di esperti, una strategia di informazione “corretta”, aperta e democratica, atta a fare trionfare la verità! Questo bellissimo sito è già sulla buona strada! Viva la libertà! Viva la democrazia! Viva la VERA pace! Viva Israele! Roberto M.

6.5.13
Premesso che tutta la situazione mediorientale comprese le rivoluzioni arabe è tutt’altro che chiara e di esiti incertissimi, è chiarissimo che il governo Siriano ha torto e mente sapendo di mentire mentre Israele ha ragione. L’Europa però non si schiera e così facendo non capisce che la guerra durerà all’infinito. Aiutare i palestinesi sapendo che poi questi aiuti vengono subito convertiti in armi è criminale! Max T.

26.4.13
Ho letto con interesse l’articolo del Sig. Eitan Haber. La situazione mondiale è arrivata al limite del baratro e va fermata con ogni mezzo possibile prima che diventi irreparabile. Per svegliare l’occidente non resta da fare quello che fece, suo malgrado, Yamamoto, svegliare il gigante che dorme e costringerlo a combattere perché l’Europa non lo farà, perché l’Europa è stata già conquistata dall’islamismo. Leo P.

20-4-13
Ho letto la lettera del signor Nicola G. e risposta. Sono allibita dal fatto che venga negato che Israele abbia usato fosforo bianco, su Jenin etc. Aspetto che venga spesa qualche parola sui coloni – aggressivi, e li ho visti di persona – che occupano terre palestinesi, e sulle colonie considerate illegali a livello internazionale e sugli avamposti sempre dei pii ebrei coloni illegali anche per lo stesso stato ebraico (dato che così vuole definirsi). A ogni modo: e i 1500 MORTI di piombo fuso? Invenzione mediatica? Ma se vi va bene di NON VOLER continuare a vedere e che Israele continui a macchiarsi di crimini contro l’umanità… allora da vittime, certi ebrei votati al sionismo, sono divenuti carnefici. Ci sono eminenti storici israeliani-ebrei che cercano di far luce su ciò che molti non vogliono riconoscere: al Nakba. Ma non c’è peggior sordo, di chi non vuol sentire. Nora N.

12.4.13
Gentili amici di Israele.net,
prima di tutto volevo segnalarvi una gravissima operazione fatta da Etihad Airways, la compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti, che, presente alla Fiera turistica TTG di Rimini (ottobre 2012), come pure in tante altre Fiere turistiche in Europa e nel mondo (BIT di Milano, IBT di Berlino, Parigi, Monaco, Amburgo, Bruxelles, Londra, ecc.), regalava una bella mappa del mondo a colori in cartoncino a tutti, ideale per essere appesa in uffici, negozi, studi professionali, ecc. Peccato che in questa mappa mondiale (World Map) lo Stato di Israele non esiste: al suo posto, includendo anche Gaza e la Cisgiordania, c’é un’unica area verde (colore sacro all’Islam), la Palestina che i mussulmani desiderano si realizzi al più presto. Infatti il nome dello Stato non c’é (unico caso in tutta la mappa), perché ancora non esiste la Palestina come stato, ma lo é così “predisposto”. E’ una discriminazione da denunciare all’Onu, se fosse un organismo equidistante e indipendente. Provate a vedere in giro, se in qualche parte la trovate; noi ce l’abbiamo in ufficio, anche se, appena ce lo consentite, facciamo noi a penna la dovuta correzione e la scritta “Israele” dove manca. Nell’occasione, chiedo di poter essere iscritto all’Associazione Italia-Israele, grazie. Cordiali saluti Lucio M.

12.4.13
Difendere Israele sempre. Questo mio proposito mi reca conforto, mi aiuta a credere in me stesso: avere a cuore Israele è per me un atteggiamento quasi ‘istintivo’. Certo, nelle mie idee la ragione mi sorregge sempre però se ripenso con quale violenza verbale qua a Cagliari fui attaccato da un conoscente (verso cui avevo sempre avuto un rapporto amichevole) che difendeva con veemenza i Palestinesi sebbene cercassi di avere un approccio pacato alla questione strettamente politica: chi avevo davanti stava per “sferrarmi un pugno” se avessi continuato a esporre le mie idee. E poi altre provocazioni di diverse persone che ho dovuto mio malgrado ‘incassare’: quasi a sopportare con pazienza chi mi offende e sentire ogni sorta di menzogna sul popolo ebraico. Un cordiale Shalom. Marcello P.

28.3.13
Seguite Jewish News One: http://jn1.tv/ cultura e informazione allargano gli orizzonti! Fabrizio P.

25.3.13
Il premio Nobel Elie Wiesel nel comitato del Premio Genesis. Il premio Nobel aderisce con eminenti leader internazionali come Lord Jonathan Sacks, Fiamma Nirenstein, Natan Sharansky e Yuli Edelstein, al pluriennale impegno in favore del riconoscimento delle conquiste ebree e del loro contributo all’Umanità. New York, NY, 25 marzo 2013 – La Fondazione Premio Genesis ha annunciato oggi che Elie Wiesel, vincitore del Premio Nobel per la Pace e attivista dei diritti umani, si unisce a persone illustri di Argentina, Canada, Israele, Italia, Federazione Russa, Regno Unito e Stati Uniti in un’iniziativa globale volta a rafforzare il legame tra gli ebrei nel mondo e i valori culturali e spirituali che li uniscono. Nominato dal Time Magazine “il Nobel Ebraico”, il Premio annuale Genesis, del valore di 1 milione di dollari, sarà assegnato a un professionista esperto e internazionalmente riconosciuto proveniente da qualsiasi parte del mondo, che sia un modello nella propria comunità e che possa ispirare le più giovani generazioni ebree. Il Premio Genesis sarà consegnato a Gerusalemme nella primavera 2014 dal Primo Ministro Israeliano. Wanda G.

15.3.13
Carissimi amici israeliani, non riduciamo la elezione del papa come se fosse una questione di puro potere, il papa non è né un leader dei cristiani né un capo, ma il rappresentante di dio sulla terra, e di questi tempi di ateismo dominante, la vostra ironia non mi sembra proprio il massimo della intelligenza spirituale che da sempre vi caratterizza. Se si riduce tutto a una questione di potere e controllo dei sottoposti, allora vale per tutti la legge di Darwin anche per voi. Grazie. Domenico S.

5.3.13
Spett. Redazione volevo solo esprimere, in tutta umiltà, la mia più totale condivisione dei concetti e ragionamenti espressi dal dott. Yoram Ettinger nell’articolo del 04/03713 (I guasti dell’etnocentrismo benevolo). Condivido in pieno la sua analisi di questo “Relativismo e Buonismo intellettuale”. Grazie per aver dato spazio alle mie considerazioni. Lorenzo O.

20.2.13
Leggendo la “lettera” ripugnante di Nicola G. ,del 14 Febbraio, non ho potuto non ripensare agli effetti devastanti della propaganda goebbelsiana, che ancora oggi fa scuola e obnubila troppe menti. Non si può non ricordare questo, che ancora oggi viene utilizzato con successo, anche se noi faremo tutto il possibile per combatterlo: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.” “La propaganda è un’arte, non importa se questa racconti la verità.” Federico B.

14.2.13
Gentili signori, dalla lettura delle notizie e dai vari commenti (rispettabilissimi) dei vostri lettori,sembrerebbe che siate soltanto voi israeliani i buoni e tutti gli altri i cattivi. Giustamente, non si fa alcuna menzione della situazione e della condizione della popolazione palestinese sottoposta ad una ormai più che decennale occupazione militare, alle privazioni dei più basilari diritti umani,allo spoglio di loro terre per costruire case destinate ai coloni (persone che provengono dai posti più disparati del pianeta), coloni che vivono nel più assoluto agio in mezzo alla miseria a cui avete costretto con le vostre politiche dissennate un intero popolo, all’utilizzo di armi non consentite (vedasi l’impiego del fosforo bianco nell’ operazione
), all’uccisione di bambini palestinesi che tirano pietre contro militari che regolarmente arrestano, direi in maniera illegale, e detengono senza un processo e senza una valida contestazione giuridica, migliaia e migliaia di palestinesi, allo scempio che avete fatto a Jenin, alle uccisioni cosi, tanto per… da parte dei vostri militari di qualche agricoltore o pastore, della ragazza che passa per strada etc etc avrete sicuramente letto il rapporto Goldstone, cosa ne pensate?? Anche qui,come tutto del resto, e perche il mondo ce l’ha con voi,gli altri sono i cattivoni, solo voi siete invece quelli buoni e con le migliori intenzioni. Ma fino a che punto volete continuare con queste politiche? Mi rendo conto della complessità del contesto regionale, ma a mio avviso (che non ho nulla contro il popolo ebraico,anzi) è solo con la politica del dialogo e non dell’intransigenza e degli F-16 che si può costruire una situazione di pace nella regione. L’unica alternativa è quella di continuare nella costruzione di quello stato-ghetto che state realizzando fatto di muri e filo spinato. Ma non credo sia la soluzione migliore nell’interesse anche di isrlele nel lungo periodo. Scusate qualche errore di battitura non mi prolungo ulteriormente narrando altri fatti e altre efferatezze delle politiche dei vari Netanyau, Shamir… ai coloni oltranzisti e ultra religiosi,etc etc. Grazie e un sentito arrivederci. Nicola G.
RISPONDE ISRAELE.NET Ringraziamo il lettore per averci fornito un esauriente compendio dei pregiudizi, calunnie e sciocchezze che circolano imperterrite contro Israele (dalla menzogna di Jenin, alla bufala del fosforo bianco smentita persino dalla Croce Rossa, al Rapporto Goldstone sconfessato dal suo stesso autore ecc.), impermeabili ad ogni smentita, confutazione, testimonianza, dato storico e argomentazione ragionevole. Il che ci conforta nella convinzione che il lavoro di www.israele.net sia quanto mai necessario.

1.2.13
Ho sempre ammirato il vostro popolo, per la tenacia, l’intelligenza, la pazienza e la determinazione. Vi sono vicino con la mente e col cuore. Fabio B.

30.1.13
Sono felice di apprendere che Israele ha la costituzione. Me la mandate che mi piacerebbe leggerla? io se volete vi mando quella italiana. Grazie Marco P.
RISPONDE ISRAELE.NET Gentile Marco P., non sappiamo dove abbia “appreso” questa informazione. In realtà Israele (come il Regno Unito) non ha un unico documento costituzionale. Ha invece una serie di “Leggi Fondamentali” che, unite ai principi enunciati nella Dichiarazione di Indipendenza, formano un corpus giuridico di valore costituzionale garantito dalla Corte Suprema, che ha funzione di Corte Costituzionale.
Veda (in inglese): http://www.mfa.gov.il/MFA/Government/Facts+about+Israel-+The+State/THE%20STATE-%20The%20Law%20of%20the%20Land
Veda anche (in italiano): Tania Groppi, Emanuele Ottolenghi, Alfredo Mordechai Rabello, “Il sistema costituzionale dello Stato di Israele”, Giappichelli Ed, Torino, 2006.

30.1.13
Leggo sempre con interesse gli articoli dei giornali da voi riportati, mi piacerebbe così conoscere le “simpatie” politiche delle testate più importanti e diffuse di Israele. Francesco Z.
Veda, per uno sguardo d’insieme: Israele – 60 anni: Nascita e sviluppo di una stampa libera http://www.israele.net/sezione,,2046.htm

22.1.13
La vostra informazione è utilissima e mi aiuta moltissimo sul lavoro. Roberto L.

4.1.13
Concordo con Stefano, davvero uno spaccato della lotta eterna tra il bene e il male la vicenda del grandissimo soldato israeliano, assassinato dall’odio puro Hamas-Hezbhollah. Giac S.

2.1.13
Propongo che il Premio Nobel per la Pace venga dato alla famiglia di Netanel Yahalomi, 20 anni, soldato di I.D.F., ucciso da terroristi il 21 settembre 2012 al confine israelo-egiziano del Sinai, mentre si avvicinava alla recinzione di frontiera per portare a mano l’acqua necessaria ad assistere alcuni migranti africani. Ritengo la vicenda emblematica nella continua lotta fra il bene ed il male. E’ inopportuno riconoscere degni del “Nobel” cittadini dei vari continenti e Presidenti U.S.! Stefano R.

24.12.12
Le colonie che vengono erette in territorio palestinese meritano un discorso e una riflessione priva di pregiudizi. Sono disponibile ad ascoltare opinioni al riguardo, per convincermi che esse sono destinate ad avere un ruolo strettamente ‘strategico’ unicamente finalizzato alla pace. Lucio M.

21.12.12
Anche in Italia la propaganda anti-Israele raggiunge livelli notevoli anche se mascherati dalle parole. Credo che un vero movimento di opinione a favore della verità debba poggiare su persone veramente amiche di Israele e del suo diritto all’esistenza, chiunque esse siano e in maggioranza sono quelle che non compaiono né sui giornali né in tv. Sta agli ebrei italiani riunirle senza mendicare appoggi dai politici che (il voto all’ONU docet) venderebbero chiunque per i loro interessi di partito. Daniele B.

20.12.12
Le mie idee sono anti-sioniste e sono convinto della giustizia della causa palestinese, lo chiarisco per fugare ogni equivoco. Sono perplesso per la distanza ideologica, abissale, tra la mia posizione – che è quella palestinese – e la percezione della realtà che vedo proposta dall’altra parte che dà forma comunque ad una sua aspettativa. Sull’articolo di Marco Paganoni “Il discorso che Abu Mazen non ha fatto all’Onu”, mi viene solo una domanda: per quale ragione al mondo avrebbe dovuto farlo? Quello di Paganoni è un articolo, interessante, che appunto dà un quadro organico della distanza incolmabile tra una parte, le cui ragioni secondo me sono ineccepibili, e quella che per me è una sorta di visione sganciata dalla razionalità e dalla realtà umana. La mia curiosità è molto semplice: nelle valutazioni di Marco Paganoni, secondo lui, per quale ragione – principi di diritto internazionale, o di diritti civili, o razionalità di obiettivi – Abu Mazen avrebbe dovuto fare un discorso del genere? Gabriele B.

18.12.12
Grazie a tutti voi dell’Associazione Israele.net per l’autorevole precisazione del 16/12 fatta a un “distratto” lettore della vostra, nostra, rubrica di “scrivi alla Redazione”! E’ responsabilità personale di ognuno il ricercare la verità, sottraendosi dall’insidia della superficialità, del pressapochismo, dell’ignoranza e della demagogia: tutti i valori che hanno a che fare con la vita umana, la dignità della persona, il rispetto individuale e di popolo in ogni sua espressione, valgono ogni sforzo e ogni testimonianza. Nel mio commento del 27/11 sulla vera “linea politica” di Hamas, c’è da registrare l’ingresso ufficiale di Mahmud Abbas (Abu Mazen) e la sua Anp in tale linea, e gli effetti nefasti sono all’ordine del giorno. Anche settimana scorsa, infatti, nel West Bank abbiamo assistito al tentativo di uccisione di una ragazza israeliana, sedicenne, a cui hanno sparato contro sei colpi di pistola e solo miracolosamente non uccisa da parte di un gruppetto di terroristi; sabato 15/12 l’attacco di un terrorista verso una ragazza militare a un posto di polizia nella città di Hebron (l’attentatore armato di pistola, risultata poi un’arma giocattolo, ha puntato la stessa al collo della soldatessa dopo aver cercato di sopraffarla, rimanendo ucciso nel successivo scontro a fuoco); nella comunità di Sdei Avram, al confine con la striscia di Gaza, un terrorista infiltrato dalla stessa è stato “bloccato” quando ha attaccato una famiglia israeliana; lunedì 17/12, quattro infiltrati dalla “striscia” sono stati accolti dalle fucilate delle Forze di Difesa in terra di Israele (un presunto attentatore è rimasto ferito). Tutto fa pensare al ritorno della “linea politica” perseguita dai Feddayn di storica memoria, quando ogni notte, per uccidere, attraversavano i confini del neonato Stato di Israele. Un morto, un attacco al giorno, non fanno notizia, ma nell’economia di una linea terroristica i conti tornano sempre! Grazie ancora, Stefano R.

16.12.12
Sarebbe interessante avere una vostra opinione sull’odio trasmesso attraverso i bambini…..vi mando un link da youtube:
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=TMI4gbSOSVI#! Marco C.

RISPONDE ISRAELE.NET. Il video non mostra alcun tipo di educazione all’odio. Esiste una giornata, in Israele (Yom Ha’atzmaut, la Giornata dell’Indipendenza) durante la quale molte basi militari aprono le porte alla cittadinanza, analogamente a quanto avviene in altri paesi (in Italia, ad esempio, le caserme vengono aperte al pubblico in occasione delle celebrazioni del 4 novembre “Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate”, si veda: http://www.esercito.difesa.it/Storia/storia_esercito/1915_1918/4novembre/Pagine/4NovembreCasermeaperte111109.aspx ).
In Israele si tratta di una giornata in cui la popolazione, in un’atmosfera gioiosa, abbraccia le “sue” forze armate: quelle Forze di Difesa d’Israele (Tzva Hahagana LeYisra’el o Tzahal) fondate sul servizio di leva di tutti i cittadini, uomini e donne, senza le quali – questo il dato profondamente e diffusamente sentito – Israele e gli israeliani sarebbero già stati sterminati da tempo.
Il filmato (evidentemente girato in quest’occasione, oltretutto non in una base operativa bensì nel museo/memoriale delle forze corazzate, dove si trova fra l’altro un muro che riporta i nomi degli oltre 4.800 carristi caduti nelle guerre che Israele ha dovuto combattere) mostra bambini che giocano a fare i soldati: cosa totalmente diversa dall’addestramento paramilitare cui sono sottoposti i “balilla” palestinesi in certi campi e scuole palestinesi, ammaestrati a desiderare la morte da “martiri” stragisti.
Intervistati, i ragazzini israeliani parlano (con qualche ingenuità) della necessità di “difendersi” da nemici che attaccano (e citano “gli arabi”, certo: quali altri nemici dovrebbero temere, gli svizzeri?), ma non c’è nessuna traccia della cupa demonizzazione e disumanizzazione del nemico, dell’odio mortale, del fanatico culto del sangue e della morte che imperversano nell’indottrinamento anti-israeliano e anti-ebraico in cui vengono ancora cresciute intere generazioni di arabi e palestinesi.
Solo un occhio totalmente prevenuto non riesce a cogliere l’abissale differenza.

Si veda anche solo:

“Quando moriremo da martiri”: il nuovo hit delle canzoni per bambini arabi

http://www.israele.net/articolo,2874.htm

Indottrinamento al “martirio”. La tv di Hamas si dedica ad allevare una nuova generazione di terroristi suicidi

http://www.israele.net/articolo,2831.htm

“Bambini, massacriamo gli ebrei”. La tv per ragazzi di Hamas incita di nuovo all’odio antiebraico

http://www.israele.net/articolo,2623.htm

Dopo il Topolino terrorista, l’Ape Maia jihadista. Continua l’indottrinamento all’odio nei programmi per bambini della tv di Hamas
http://www.israele.net/articolo,1766.htm e link successivi

“Bambini addestrati alle armi nei campi estivi di Hamas”. Questa volta la denuncia viene dagli stessi genitori palestinesi

http://www.israele.net/articolo,1752.htm

“I nostri giovani terroristi, figli di una cultura di morte”. La sofferta denuncia di un intellettuale arabo che non si accontenta delle spiegazioni di comodo

http://www.israele.net/articolo,1734.htm

Hezbollah arruola bambini nelle sue milizie. Ragazzini indottrinati al punto di dichiararsi martiri

http://www.israele.net/articolo,1359.htm

La TV palestinese incoraggia di nuovo i bambini al martirio. Rimesso in onda un video clip sospeso anni fa per l’indignazione internazionale

http://www.israele.net/articolo,1284.htm

Gli ebrei uccidono i bambini. Questi ed altri slogan antisemiti su un sito web islamico egiziano rivolto ai bambini

http://www.israele.net/articolo,1163.htm

13.12.12
Il cosiddetto “stato osservatore” dei Palestinesi, secondo l’ONU, quando sarà denominato anche “stato canaglia”? Dopo quanti israeliani innocenti uccisi con lanci di missili su territorio israeliano? Lucio M.

10.12.12
Spett.le Redazione, mi domando l’utilità che può esservi nel pubblicare interventi di infelici individui accecati dall’odio contro Israele e, dunque, contro gli ebrei. Non saranno certo le pubblicazioni veritiere con notizie circostanziate nel portale Israele.net, ad opera di persone preparate ed equilibrate, a far aprire la mente a questi tristi figuri che si trovano a loro agio nei siti e nei blog antisemiti. Però fa male dover leggere questi luoghi comuni triti e ritriti, che sono desolanti e che mettono veramente malumore. Non abbiate timore di apparire a costoro dei “censori” per il fatto di non pubblicare simili obbrobri. Vi prego di avere un occhio di riguardo per tutti noi fedeli sostenitori di Israele, evitando pubblicazioni degne dei “migliori” eredi di Goebbels. Con stima Federico B.

10.12.12
La RAI, tv di stato, ha dato ampio spazio al ritorno a Gaza di Mashaal, come si trattasse di un eroe buono e liberatore dei palestinesi, trascurando di dire minimamente alcunché sul suo passato e presente di terrorista e organizzatore di attentati contro Israele. Una vera vergogna rispetto ad una corretta informazione. Lucio M.

9.12.12
Il governo italiano che ha votato all’Onu in quel modo vile e traditore se ne sta andando, finalmente. Lucio M.

9.12.12
Complimenti per l’interessante sito nel quale trovo molte informazioni obiettive sulla realtà israeliana e sul conflitto israelo-palestinese. Purtroppo su molti mezzi di informazioni non si trova altrettanta obiettività! Cordiali saluti Cristian P.

9.12.12
Al Signor Giac S. che io vada o meno in un paese arabo non credo cambi il mio discorso, che è diverso da quel che lei pensa. Non credo che gli arabi siano tutto terroristi, come non credo che tutti gli israeliani siano della destra nazionalista. Non credo che gli attuali governi di Israele e Gaza vogliano la pace, questo a danno dei cittadini inermi di ogni territorio. Credo fermamente nella libertà e che se i paese arabi non la conoscono devono conquistarla, ma senza le mie armi, senza i miei droni e i soldi alle fazioni che mi fanno comodo… Non credo che i palestinesi raccontino falsità da 50 anni, le cose sono complesse e non riconoscerne la complessità vuol dire essre in mala fede, per la guerra, per il non rispetto della vita umana. credo che se c’è una legge per il ritorno per gli ebrei ci deve essere per i palestinesi, che sono uomini e non animali. Credo che alcuni palestinesi, dopo umiliazioni infinite, non comprendano più le ragione della pace e siano accecati dall’odio oltre che dalla miseria. Credo che molti israeliani siano imbrogliati dal Jerusalem post e simili e credo che alcuni israeliani siano accecati dalla paura di un attacco su un bus o in una scuola, sempre che non piovano missili. Credo che l’unica cosa che possiamo fare è cercare di sostenere l’autodeterminazione dei popoli, rimuovendo gli ostacoli alla pace Il Jerusalem post è un ostacolo. Se lei crede che gli arabi ci impongano un voto o un altro.. credo che dovrebbe informasi meglio sulla geopolitica mediterranea e su ciò che l’Italia rappresentava, almeno prima del disastro Berlusconi. Qui in Italia non accetto nessun trattamento umiliante verso donne o verso lavoratori, nessun atteggiamento discriminatorio, nei loro paesi io non posso fare molto.. Ma mi chiedo se lei con i fondamentalisti cattolici, con gli affaristi di Cl, con i cattolici del mattone e del cemento sia così duro. Credo che un atteggiamento come il suo, e come molti altri, rende solo ingiustizia, l’opinione pubblica deve sostenere la pace e il perdono. Non è buonismo, è buona politica. Sergio C.

9.12.12
Caro popolo Israele, il segreto che Dio-Geova vi da la vittoria, dipende della vostra fede nelle Sue promesse. E’ arrivato il momento di orientarvi secondo le indicazioni predette nelle profezie. Anche se i tuoi amici, “Tutti i tuoi amanti ti hanno dimenticata, non si prendono cura di te”- Geremia 30:14, e i tuoi nemici,< (Salmo 83:1, 12-18) Luca 21: 28 Ora, quando queste cose cominceranno ad accadere, guardate in alto e alzate le vostre teste, perché la vostra redenzione è vicina». Lasciamo stare le persone che ignorano i vostri Libri Sacri, ora è il momento di credere come mai prima. Flora P.

6.12.12
Shalom Israel sei meravigliosa ed eterna. Ti amo con tutto il mio cuore. Anna G.

6.12.12
Dopo la reazione difensiva israeliana agli attacchi terroristici stragisti, siamo di nuovo alla negazione, da parte di talune forze politiche e “culturali”, del diritto alla difesa del democratico stato libero di Israele, con la più spudorata falsificazione della verità! …In qualche modo – allo stato – parrebbe che i terroristi assassini e stragisti di Hamas abbiano raggiunto il loro risultato: cioè, dopo aver del tutto immotivatamente, deliberatamente e proditoriamente bombardato il territorio Israeliano con una pioggia di micidiali razzi esplosivi, diretti su obiettivi civili e, preferibilmente, su luoghi affollati come scuole, mercati, ospedali e quant’altro, hanno atteso la prevedibile (almeno che non si debba ipotizzare un governo che abdichi ai suoi doveri di tutela della popolazione civile e stia a guardare inerme mentre la gente muore o rimane storpiata) legittima difesa delle Autorità di Gerusalemme preposte alla difesa della popolazione civile. Poi, con la complicità di talune/i molto faziose/i associazioni, enti, gruppi, partiti e quant’altro in occidente (tutti di una evidentissima ed incontestabile aprioristica faziosità “filo-Hamas” e “filo-palestinese”), nonché di parecchi governi di pari pensiero in occidente e nel mondo, hanno “cambiato le carte in tavola” e, falsificando spudoratamente la verità, si sono “trasformati” – loro e quanti li fiancheggiano e coprono -in “povere vittime innocenti”, “aggredite” da quei “cattivacci” di israeliani che “hanno osato” difendersi e “rispondere al fuoco per salvare la loro popolazione inerme”! Ancor più terribile è la consueta strategia dei terroristi stragisti (…dei quali francamente c’è da avere il terrore per averli alla frontiera, ovvero per Israele …alla “porta di casa”!) di nascondersi letteralmente, nel compiere i loro famigerati “lanci di morte”, dietro alle loro stesse donne e bambini, utilizzando come basi dei lanci di missili esplosivi scuole, ospedali o moschee! C’è da chiedersi quale reale potere abbia il governo palestinese – col quale Israele, a detta dei falsi “benpensanti” filo-arabi dovrebbe umilmente trattare in posizione di inferiorità – dato che non ha nessuna autorità per mantenere l’ordine e soprattutto per impedire attacchi terroristici contro il democratico. libero e democratico stato di Israele. Questo, naturalmente… a meno di non dover pensare che in qualche modo sia esso stesso “colluso” con i banditi in questione! Con amicizia. Roberto M.

6.12.12
Vi scrivo riguardo l’articolo “Il discorso che Abu Mazen NON ha fatto all’Onu” vi viene mai il dubbio di non essere completamente dalla parte della ragione? lungi da me difendere una delle due posizioni, secondo me entrambe sbagliate, quelle dei sionisti da una parte e quelle di Hamas dall’altra a prescindere da ciò comunque è anche vero che i palestinesi in Palestina c’erano prima che gli ebrei la rivendicassero come loro stato (dopo la II guerra mondiale senza risalire alla bibbia) di conseguenza gli ospiti sareste voi comunque in tutti i casi le trattative si fanno cercando di mediare tra le istanze dei due popoli non volendo imporre le proprie condizioni. Roberto B.

5.12.12
Avete anche delle ragioni? e da dove vengono le vostre ragioni.. dai libri sacri… Vergognatevi state facendo ai Palestinesi quello che vi fecero i nazisti… dovete concedere un futuro a quelle persone che martoriate sistematicamente sono Indignato. Alessandro D.G.

4.12.12
Il riconoscimento della Palestina, o almeno di un pezzo della Palestina, visto che Hamas e altri gruppetti non si riconoscono in questo, è un inno al piegar la testa di fronte a minacce più o meno velate dell’arma del terrorismo se non accettata. L’Italia è stata pronta ad obbedire in modo pavido a questo ricatto, tradendo quello che in quell’area geografica è più vicino a lei: la democrazia, la cultura e lo stile di vita del popolo israeliano. Vedremo ora a quali scuse si appelleranno i vari gruppi palestinesi per continuare la loro politica di odio e violenza. Shalom Israele. Luigi G.

4.12.12
GB, Spagna, Francia hanno convocato gli ambasciatori di Israele per rimostrare alle decisioni del Governo d’Israele per i nuovi insediamenti… Non mi risulta che abbiano mai convocato i rappresentanti Di Hamas e di Al Fatah quando per passatempo lanciavano missili sulle abitazioni civili d’Israele. Ah è vero, dimenticavo, l’emiro del Qatar sta promettendo a destra e a manca investimenti in Europa, quindi si può sacrificare Israele. Ferruccio B.

4.12.12
Io sono addolorato ed ho già inviato alla vostra Ambasciata in Italia il mio personale dispiacere per la sporca votazione che il rappresentante del governo italiano ha fatto nei confronti dello Stato d’Israele! Sono solo un cittadino italiano filo israeliano, e non conto nulla politicamente, ma difendo Israele in ogni luogo dove mi trovo. Shalom Marco G.

4.12.12
Prima di tutto a Sergio 3.12.12, ti do una promozione sul campo, devi andare a vivere in qualunque paese arabo islamico, e magari portaci la tua donna, il tutto per 1 anno non molto come vedi, non sono cosi cattivo da condannarti a vivere per tutta la vita in quei paesi, poi se di te rimarrà qualcosa della tua indole buonista e irresponsabile, torna e raccontaci la meravigliosa avventura; scherzi a parte, cari e stimatissimi amici tutti di Israele, adesso avete capito che cosa è l’Europa, ma già forse lo sapevate, comunque molti in Europa e tra questi il sottoscritto sanno che i capi dei governi, essendo tutti corrotti dal potere e ricattabili da qualunque emiro gonfio di petrolio e dollari, vi hanno per l’ennesima volta consegnati alla brutalità e ferocia terroristica di Hamas-Hezbollah, ma credo la maggioranza delle persone europee sono solidali con Israele, io di questo non ho dubbi, perché se fosse il contrario, allora si, penserei seriamente a chiedere asilo politico, o a voi o agli Usa o a qualche altra nazione civile rimasta al mondo. Grazie di esistere, resistete sempre e resistete anche per noi, ormai rintronati dal potere vigliacco e corrotto, dove una stampa mantenuta e filo Hamas ci sta lavando il cervello da 50 anni. Giac S.

4.12.12
L’azione mirata dell’istigazione all’odio contro Israele che leggo nei rimandi da voi citati NON filtra nei nostri media tv, eppure viene detto che l’Italia è “amica” di Israele… se Israele ci crede davvero penso seriamente che si sbaglia: il voto all’ONU lo ha dimostrato nonostante il balletto di parole dette dal Governo per giustificare un atto prematuro e pericoloso per Israele. Israele vive, è questo che rode! Shalom. Claudio B.

3.12.12
L’odio di cui parlate ve lo portate dietro dovunque andate. Fate un esame di coscienza e vedrete che è colpa vostra. Smettetela con il solito vittimismo e cercate di rendervi più simpatici. Alla fine vedrete che avrete tutto da guadagnarci. Angelo C.

3.12.12 (a proposito de: Il discorso che Abu Mazen NON ha fatto all’Onu – http://www.israele.net/sezione,,3606.htm ):
Caro Marco, ho letto il tuo pezzo su IC. Perfetto ed amaramente fantastico. L’ho messo in memoria tra le cose da leggere ai miei ospiti. Grazie. Angela P.

3.12.12 (a proposito de: “Il discorso che Abu Mazen NON ha fatto all’Onu” – http://www.israele.net/sezione,,3606.htm ):
Mi pare che Paganoni dimentichi il Qoelet: c’è un tempo per ogni cosa. Le dichiarazioni che egli ritiene che Abu Mazen avrebbe dovuto fare sarebbero effettivamente opportune o addirittura necessarie, ma non è logico attendersele all’inizio di una trattativa, anzi quando la trattativa non è neppure iniziata e non si sa se e quando inizierà. Sono dichiarazioni tipiche di un solenne discorso a margine della firma di un trattato di pace; pretenderle in via preventiva da un soggetto debole, schiacciato tra la politica muscolare di Israele e la concorrenza micidiale di Hamas, è come biasimare il Toro perché ha perso 3 a zero con la Juventus… La magnanimità è dei forti e l’Autorità Nazionale Palestinese non lo è, e non solo per errori suoi. Peraltro, è ingiusto tacere il fatto che per decretare “la fine di ogni violenza contro Israele” Abu Mazen ed il suo governo non hanno atteso la nascita dello stato di Palestina, visto che in Cisgiordania le violenze sono sotto controllo da anni per precisa volontà dell’ANP. La pace si fa con i nemici, purché siano nemici con i quali si può parlare. Abu Mazen è, finalmente, un nemico con il quale si può parlare. Ed è sgradevole l’impressione che sia proprio questo a suscitare l’ira cieca e funesta del governo Netanyahu. Luciano B.

3.12.12 (a proposito de: “Il discorso che Abu Mazen NON ha fatto all’Onu” – http://www.israele.net/sezione,,3606.htm ):
Ci hanno messo 65 anni ad accettare metà della risoluzione approvata dall’Assemblea Generale il 29 novembre del 1947 (la metà riguardante l’Arab State). Magari fra 65 anni accetteranno anche l’altra metà! Stefano P.

3.12.12
Chiedo che israele.net non si associ ai giornali che sostengono le rappresaglie del governo israeliano. Sono certo che la maggioranza degli israeliani non è d’accordo con questa politica. La questioni dei soldi negati o gli alloggi a Gerusalemme est non rendono onore ad una nazione come quella israeliana. Basta rappresaglie ingiuste, basta sofferenza. Andando all’ONU non hanno sparato a nessuno. Sergio C.

30.11.12
La votazione all’Onu dell’Italia, pur essendo cittadino italiano, non mi rappresenta, mi trova totalmente contrario. Cordiali saluti, Raffaele F.

30.11.12
Viva in eterno lo Stato di Israele, unico baluardo di democrazia e civiltà nel Medio Oriente. Donato M.

30.11.12
Gli stati membri dell’Onu si sono comportati male per interessi politici, ma l’Italia fa proprio schifo ad aver votato a favore dei palestinesi. Con Berlusconi, forse, questo non sarebbe successo. Alberto M.

30.11.12
Gentile direttore e redazione, volevo attraverso voi esprimere la solidarietà allo stato di Israele. Non sono d accordo con ciò che lo stato italiano ha votato ieri all’ONU. Ritengo l’Italia dovesse votare no. Sono cattolica e vi considero fratelli nella Fede, figli dello stesso Dio. Appartengo al partito della Lega Nord, il cui segretario Maroni ha espresso pubblicamente la vicinanza ad Israele. Volevo solo dirvi che in Italia molti non sono d’accordo con la decisione presa all’Onu. Vi auguro ogni bene. Voi siete e rimarrete il Popolo prediletto. Cordiali saluti. Barbara S.

30.11.12
il governo Monti rappresenta solo sé stesso ed i suoi amici stretti (tutti con nomi e cognomi ben precisi). Si è sempre distinto per non averne azzeccata una in tutti i campi, oggi anche in politica estera. Tradisce gli italiani ogni giorno, vessandoli e privandoli dei propri diritti.
Oggi Israele, che non poteva che esser tradito da un governo del genere, ha la piena consapevolezza di come si sentono, quotidianamente, milioni di onesti cittadini italiani.
W l’Italia W Israele. Andrea S.

30.11.12
La Germania si è semplicemente astenuta insieme alla Gran Bretagna e l’Olanda, mentre in U.E. il plauso, l’unico, deve essere per la Repubblica Ceca. Vergogna solo per l’Italia! Pier M.

30.11.12
I tedeschi forse vogliono farsi perdonare per i 6 milioni di ebrei sterminati. Sarà anche vero. Resta però il fatto e l’amaro in bocca che in Europa solo la Germania si sia veramente distinta da tutti gli altri Stati dell’UE. Compresa l’Italia dei voltagabbana. Che rabbia e che tristezza… Comunque il mio cuore batterà sempre per Israele. Fabrizio P.

30.11.12
Io invece sono felice del voto dell’Italia. Questo non vuol dire non rispettare Israele, ma vuol dire amare la pace. Tutti hanno diritto alla pace, e sono i governi, specie se estremisti, che non la vogliono. Adesso mi aspetto una lotta dura contro chi lancia i razzi ma anche uno stop alle colonie o un uso ragionevole della forza militare. Israele è nato dopo la tragedia immane con gli errori di tutta la comunità internazionale, dei paesi arabi e del primo governo israeliano. Non sono gli israeliani o i palestinesi di oggi a doverne ancora pagare il prezzo. Siate per la pace, e per la libertà per tutti. Sergio C.

30.11.12
L’Italia vota sì per riconoscere alla Palestina lo status di “osservatore”: è una vergogna. Scusatemi con il popolo di Israele. Michele F.

29.11.12
Sono schifata dalla decisione del governo italiano per l’amore che porto ad Israele. Sarò sempre dalla vostra parte come lo sono sempre stata. Un abbraccio. Stefania M.

29.11.12
“Guardati dagli amici che dai nemici ti guarda Dio”. Ancora una volta si evidenzia la doppiezza dell’Italia, d’altronde noi i palestinesi li abbiamo sempre favoriti in ogni maniera. Il rispetto lo si guadagna anche combattendo per gli amici, non certo tenendo il piede in due o tre scarpe. Ferruccio B.

29.11.12
Sono italiano e vi assicuro che non condivido voto Onu del nostro governo. Lucio M.

27.11.12
La scuola dell’odio è sempre aperta! Se nei territori contesi è più che accennata la terza intifada, l’attacco terroristico perpetrato ad uccidere una giovane mamma e i suoi due figlioletti conferma la vera “linea politica” di Hamas. La sfortuna personale del terrorista in questione non è stata quella di impattare in un proiettile delle Forze di Difesa, ma quella di essersi “confrontato” con una donna d’Israele (vedi mio riferimento del 4/9/12)! Per rimarcare,poi, della presunta superficialità di alcuni commentatori filo-palestinesi di questa rubrica: boicottare i prodotti made in Israele, significa togliere ogni speranza di reddito alle numerosissime famiglie arabe che, del lavoro nei Kibbutz e non solo, traggono l’unica risorsa economica possibile nell’attuale contesto socio-economico del West-Bank, della Giudea e della Samaria: diavolo! non si può campare di solo terrorismo… Per i fondamentalisti che , comunque, intendessero perseguire un vero boicottaggio di tutti i prodotti e tecnologie esportati da Israele, suggerisco di procurarsi clava, almeno un accendino per attizzare un focherello e… a rivolgersi al più vicino gruppo speleologo: buona fortuna! Stefano R.

25.11.12
Viva ISRAELE, l’Europa e non solo si “svegli”! Se cade Israele, tutto il mondo occidentale dove alla sera si può andare a bere una birra con i propri amici… potrebbe in futuro diventare una utopia, sono stato nell’ottobre 2011 in Israele, anche se in partenza dall’aeroporto di Malpensa Italia, mi hanno fatto i più svariati controlli di sicurezza (ma capirete la situazione che vive lo Stato di Israele). Non é diverso da dove vivo il in Italia, non si vive in una atmosfera di terrore, almeno se i terroristi non inizino a lanciare razzi, e comunque penso che sia un diritto che si difenda (Israele), anche io reagirei se qualcuno minaccia la mia casa, la mia famiglia, e la libertà ! Shalom, Giorgio C.

24.11.12
Desidero esprimere vicinanza ed affetto a tutti gli ebrei miei fratelli maggiori per le orribili frasi che ho udito in tv provenienti dalla curva laziale durante Lazio-Tottenham. Paolo F.

23.11.12
Pur non essendo ebreo ma come fratello esprimo fortissimo sdegno contro il raid nazista a Roma contro i tifosi inglesi e condivido le preoccupazioni di Pacifici. Dobbiamo alzare la guardia. Massimo D.

22.11.12
Non riesco a spiegarmi come mai la maggior parte dei mass media continua a parlare di bambini palestinesi uccisi e feriti e in secondo piano parlano molto poco dei civili Israeliani colpiti dai razzi sparati da questi ignobili personaggi ( Onore ad Israele) per essersi difeso. Pietro G.

22.11.12
Sono vicino ai nostri Fratelli in Terra di Israele. Che il Dio degli eserciti protegga la Nazione. Vincenzo U. L.

22.11.12
Si contano molti morti in queste ore tra la popolazione palestinese, morti che ricadono sui giochi politici di Hamas e dei gruppetti radicali, meri strumenti delle attività manovriere e terroristiche di Iran e Siria. Ma quando crescerà la dirigenza politica palestinese e inizierà realmente a parlare e a volere la Pace, rifiutando di essere solo uno strumento nelle mani di chi protegge il suo potere nascondendosi dietro i miti religiosi? Perché ogni volta che Israele tende la mano l’unica soluzione di cui sono capaci è quella di tentare di morderla quella mano tesa? Israele ha tutto il diritto etico e politico di difendersi da chi la usa come parafulmine per le sue incongruenze politiche ! Shalom Israele. Luigi G.

21.11.12
Dio continui a benedire Israele! Continui a dare saggezza ai suoi governanti! Angela F.

22.11.12
Che Dio protegga il suo popolo Israele da tutti gli attacchi dei suoi nemici spirituali e materiali e gli conceda la sua pace. Benedetto V. M.

21.11.12
Gentile redazione, vi scrivo per avere informazioni sulla reale possibilità che a Gerusalemme venga riedificato il tempio. Vorrei sapere se tale opera è davvero una priorità per lo stato ebraico ed i suoi cittadini, oppure no, e se sì, quali sono gli impedimenti reali per l’attuazione di questa opera. Con stima. Gaetano N.
RISPONDE ISRAELE.NET. Lungi dall’essere una priorità dello stato ebraico, Israele e israeliani non pensano affatto di costruire fisicamente un “Terzo Tempio”, un’idea propugnata solo da un piccolo gruppo apocalittico-estremista noto come “I fedeli del Monte del Tempio” a cui polizia e Alta Corte israeliana vietano regolarmente, per ovvie ragioni di ordine pubblico, di tenere cerimonie sulla spianata delle moschee (gestita dal Waqf islamico).

21.11.12
Dio qui non centra niente. La questione è territoriale. Israele dovrebbe smettere di occupare le terre dei palestinesi con una politica di annientamento tramite l’avanzata delle colonie israeliane in Palestina. Vergogna, vergogna, vergogna. Sono sempre stata pro Israele ma anche pro Palestina nel senso che non dev’essere una questione di contrapposizione manicheista. In passato era difficile sapere da quale parte stare ma oggi sappiamo che Israele si sbaglia e agisce nell’illegalità occupando terre in modo criminale e poi, quando i palestinesi rispondono, ecco la scusa per bombardare. Per quanto mi riguarda… nel mio piccolo io non acquisto più nessun prodotto israeliano. Gli Stati occidentali, che potrebbero si fare molto, sono conniventi con questa vergogna. Un boicottaggio alle industrie chimica, bellica (una delle più grosse al mondo) e informatica di questo paese sarebbe più efficace che miglia di discorsi che si fanno in vanno. Marcelo N.

20.11.12
Il problema è che abbiamo capito anche troppo di Israele e non potete continuare all’infinito ad uccidere tutti quelli che non vi danno ragione. Sappiamo bene che i crimini di Israele sono stati più spesso premiati che puniti, ma alla lunga un’organizzazione basata sul crimine crolla da sola. Michele T.

20.11.12
Ho notato persone che attraverso questo spazio “scrivi alla redazione” si pongono domande tipo: “come hanno fatto i missili iraniani a finire nelle grinfie dei terroristi presenti nella striscia di Gaza” o che “chiedono ad Israele di non attaccare!”; sarebbe sufficiente leggere con meno approssimazione le notizie e gli articoli correlati di questo sito per avere tutte le risposte e riflettere con la propria testa. Esistono poi, anche tutta una serie di links che permettono una “lettura” meno superficiale di quanto avviene nello Stato d’Israele oggi, ieri e …l’altro ieri. Avete avuto modo di visionare i filmati contenenti anche il lugubre suono degli allarmi antiaerei ed il fragore delle esplosioni dei missili antimissili sopra le città israeliane? E’ quanto di più angosciante si possa immaginare, e mi fanno venire in mente i racconti dei miei nonni quando dicevano dei bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale: come è devastante l’odio nel proprio cuore se si sparano oltre 500 missili in 4 giorni (senza contare gli altri 11.400 negli ultimi 10 anni) verso città e cittadini inermi! E quanto folle sia il tentativo di fare “guerra elettronica” verso i sistemi di difesa israeliani messi in atto da delinquenti che non hanno niente di meglio da fare (andate a lavorare, pirla!). Un ultimo sfogo: lo sapete che 1/6 dei missili lanciati dai terroristi ricade nel territorio di Gaza? Quante vittime provocano nei cittadini della “striscia”? Molte, visto che sparano dalle case, dalle scuole, dalle moschee… Stefano R.

19.11.12
Il Comitato nazionale dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° Giorno esprime tutta la sua vicinanza ad Israele e nel contempo il suo orrore e la sua più sentita partecipazione al dolore dei familiari delle vittime di entrambe le parti, sia israeliana che palestinese, per quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza. Nessuna logica può giustificare atti simili, pertanto il Comitato nazionale dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° Giorno condanna senza appello ogni forma di violenza; chiede a Dio la forza, il coraggio e l’intelligenza per contrastare ogni forma di violenza e fermare tutte le guerre in nome del dialogo reciproco e della comprensione del valore della vita umana al di sopra di ogni altra cosa. Shalom Israel ! Pier M.

19.11.12
Capisco le vostre ragioni. Spero che le vostre decisioni su Gaza vi portino ad una condizione di miglior sicurezza. Shalom. Lucio M.

19.11.12
Preghiamo (la chiesa evangelica di Roma) intensamente per Israele. Il Signore benedica il suo popolo, lo liberi dai suoi nemici e da coloro che l’odiano. Aurelia S. L. A.

19.11.12
Dovete mandare messaggi di pace, dovete opporvi a questa guerra. Il vostro Dio non perdonerà gli uomini che non avranno operato per la pace. Avete un grande compito, immenso: salvaguardare la vostra preziosa terra, cuore nevralgico dell’umanità, dimostrare la dignità dei popoli, dimostrare che l’uomo e’ degno dell’amore di Dio. Non cedete alle pulsioni di vendetta, non aggiungete odio a odio. Avrete sulla coscienza vittime innocenti, peseranno su di voi per l’eternità. Esistono soluzioni di pace, bisogna solo che i sentimenti positivi inizino a prevalere su quelli negativi, occorre che qualcuno dia il buon esempio. la vostra terra e’ la culla delle Religioni, e’ così che rispettiamo il nostro Dio e la Sua Parola? Ilaria C.

18.11.12
Piena solidarietà al popolo e al governo israeliano. Tuttavia… come ha fatto Hamas ad armarsi in quel modo?Controlli allentati? Un’aiutino turco? Maurizio M.

18.11.12
Sempre vicina al popolo Israeliano costretta a discussioni infinite con chi in mia presenza offende gli ebrei o il popolo israeliano. Una delle frasi che non tollero perché secondo me è una delle più razziste è “io non ho nulla contro gli ebrei poverini, ma odio e disprezzo gli israeliani”. Ecco secondo me la traduzione di questa frase è: gli ebrei li tolleriamo, se sono sparsi per il mondo, ospiti di generosi stati che li ospitano e li trattano quasi come gli altri cittadini, ma non devono avere un loro stato un loro governo un presidente che li rappresenti che difenda il loro diritto alla libertà al rispetto. Il rispetto e l’ammirazione per il popolo israeliano mi è stato insegnato da papà, crescendo è aumentato a dismisura. Penso ai racconti dei miei genitori che hanno vissuto in prima persona la seconda guerra mondiale, papà è stato mandato in Russia, mamma mi racconta della paura che provava al suono delle sirene che segnalavano l’arrivo degli aerei, tutto questo è durato per 5 anni e a distanza di 67 anni è ancora fonte di angoscia per loro, poi penso a come sono costretti a vivere in Israele con il costante terrore di essere bombardati di essere vittime di attentati, con le costanti minacce degli stati vicini che ripetono continuamente di voler distruggere Israele e mi domando se 5 anni di guerra hanno segnato così profondamente i miei genitori le persone che vivono in Israele sono decisamente meravigliosamente forti. Alla luce di queste mie riflessioni, spero di non essermi dilungata troppo, sono vicinissima a voi e vi sostengo come vi ho sempre sostenuto. Continuate così difendete il vostro diritto ad esistere e a vivere serenamente vi sono vicina grazie di esistere. Elena F.

18.11.12
In questi momenti di difficoltà il mio sentimento verso Israele è ancora più forte. I malvagi avranno la loro paga! Marcello P.

18.11.12
Più che un commento una domanda: come è possibile che una tale quantità di razzi Iraniani sia finita nella striscia di Gaza, il peggio deve ancora venire. Il problema non sono tanto i palestinesi di Gaza quanto chi li arma Egitto ed Iran. Dunque colpire duro i mandanti e gli esecutori. Questo è il dovere di Israele se vuole difendere la sua popolazione prima che il prossimo razzo sia armato da una testata nucleare iraniana. Mario V.

18.11.12
Secondo me non credo che avete intenzione di fare una vera pace. Deve cessare ogni forma di violenza. Giovanni B.

17.11.12
Israele ha il diritto ed il dovere di difendersi. L’Europa, ormai in ostaggio di milioni di musulmani, ha paura di schierarsi a fianco d’Israele. I palestinesi non vogliono la pace. Sempre, dovunque e comunque a fianco d’Israele. Ferruccio B.

17.11.12
Nel momento in cui, ancora una volta, la gente nel Sud – e per la prima volta centrale – Israele è sotto la minaccia dei razzi lanciati da Gaza, jcall, la rete europea Ebraica per Israele e per la pace, esprime la sua piena solidarietà con il popolo israeliano e il suo sostegno alle famiglie in lutto e ai feriti in questa nuova ondata di violenza per i quali fazioni estremiste palestinesi sono il primo responsabile. Il nostro pensiero va anche alle vittime civili palestinesi nella Striscia di Gaza, che pagano il prezzo elevato di un confronto derivante dalle politiche di Hamas, che esercita potenza totale a Gaza. Proprio mentre riaffermiamo il diritto di Israele di difendere le sue popolazioni e il suo territorio, temiamo che il conflitto israelo-esercito operazione in corso contro lanciarazzi si tradurrà in molte vittime civili a Gaza, come è stato il caso troppe volte in passato. Sappiamo che questo è proprio l’obiettivo perseguito dagli estremisti palestinesi che vogliono innescare una conflagrazione nella regione, sperando così di mobilitare a loro favore i nuovi poteri degli stati arabi. Anche se l’operazione israeliana raggiunge gli obiettivi militari, che sono stati fissati, non sarà in grado di impedire al turno successivo. Noi rivendichiamo la nostra parte che la fine del circolo vizioso della violenza, che le popolazioni civili di entrambe le parti devono sopportare, soprattutto, richiede una seria ripresa dei negoziati tra il governo israeliano e l’Autorità palestinese. Una ripresa dei negoziati farebbe inoltre rafforzare il presidente Mahmoud Abbas, che ha fatto richiesta per un po’ di tempo la sua opposizione all’uso del terrorismo e della violenza, e comporterebbe quindi il ritorno della pace e della sicurezza. Si ricorda che la comunità internazionale – per quanto ci riguarda l’Unione europea – del loro dovere di aiutare i due popoli, a negoziare un cessate il fuoco nel più breve tempo possibile, e quindi per aiutarli a risolvere questo conflitto sulla base dei “due popoli, due stati” principio, prima che sia troppo tardi. Gli estremisti che attualmente dettano l’ordine del giorno non deve avere l’ultima parola. Il consiglio europeo jcall. Fabrizio P.

17.11.12
Mi sento vicino al vostro popolo. Leonardo T.

17.11.12
Vorrei segnalare il sito Wavevolutio.org, ma sopratutto il commento di Ettore Greco ad una mia domanda sulle elezioni USA sul blog di Cesare De Carlo su QN Quotidiano nazionale. Mi sembrava di essere in un incubo: ancora oggi I protocolli di Sion come “prova” del complotto sionista; lo trovate alla data 30/10/2012. Saluti, Luisella R.

16.11.12
Speriamo nella pace il prima possibile. Pace vera e duratura per tutti. Pace con rispetto dei diritti basilari di tutti i popoli. Un abbraccio. Sergio C.

15.11.12
Pare che siano re iniziate le mattanze del potere – Hamas e Hezbollah – come le periodiche transumanze dai pascoli ormai secchi e freddi, si ripresentano, evidentemente sono finiti i soldi di Usa, Europa, emiri e finanzieri vari, ora tocca a voi sommo e ideale capro espiatorio, pagare il potere di sangue e crimini di questi galantuomini figli di Allah e dintorni, stavolta però quando sacrosantamente reagirete per difendere il vostro sacro diritto alla esistenza, non vi fermate, finite l’opera e suggellate la fine di questi cialtroni. Grazie comunque di tutto, siete l’ultima e forse l’unica frontiera di civiltà rimasta nel Mediterraneo e in Europa. Liberateci dal ricatto petrolifero e sopratutto liberate le donne arabe dall’inferno in cui vengono condannate sin dalla nascita. Oltretutto, l’obiettivo unico che i poteri criminali hanno è solo quello di provocarvi e aggredirvi, con qualunque pretesto, non ha nessuna importanza il motivo, tenere Israele sotto scacco sempre, per loro e’ il miglior modo di puntellare il potere che altrimenti non saprebbero in nessuna maniera mantenere, se non scagliando le masse feroci e sfruttate da essi stessi, contro di voi. La storia e’ sempre uguale a se stessa, tragicomicamente uguale, il potere e’ sempre lo stesso. Giac S.

15.11.12
Non credete che se Israele cessasse le sue decennali aggressioni con gli insediamenti illegali secondo il diritto internazionale, forse l’Hamas e altri avrebbero meno legittimazioni alle loro azioni? Personalmente vedo uno Stato (Israele) che forte della sua supremazia militare (grazie agli aiuti che sappiamo) impone la propria legge ad un popolo (a cui si disconosce la sovranità) inerme. Mi dispiace dirlo, ma malgrado la mia ammirazione per gli amici ebrei (intelligenza, cultura, ecc.) non posso tollerare che la violenza del forte contro il debole. Come Israele ha ottenuto nel 48 (con anche azioni di terrorismo) ciò che voleva, tra cui la dichiarazione unilaterale dello Stato poi avvallata dall’Onu (ciò che ora non è permesso ai Palestinesi) occorre che anche ai Palestinesi siano concessi i loro legittimi diritti come più volte richiamato dallo stesso Onu e disatteso da Israele. Danilo B.

12.10.12
Mi permetto di segnalare i siti del Dott. Massimo Ragnedda come esempio di propaganda anti israeliana. Addirittura si attribuisce ad Israele la fine del sogno di un medio oriente senza armi nucleari… Poco sopra comunque inneggia a Chavez come vittima di disinformazione. Vittima lui, non chi lo opponeva ed è “casualmente” morto durante la campagna elettorale. Bello sport capovolgere il vero. Paolo F.

9.10.12
Segnalo anche – Il nemico occulto – Un Documentario Sulla Questione Ebraica – che appare su youtube: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=mFbk3BKwcyg# !
Fabrizio P.

8.10.12
Cercando su google un sito di cognomi ebraici per sapere se il mio c’era, tra i PRIMI RISULTATI ecco dei link di siti fortemente antisemiti che secondo me andrebbero chiusi:
http://holywar.org/italy/txt/cogno.htm (io questo film lo conosco, rendiamoci conto di che cosa divulgano questi qua!)
la home è http://holywar.org

http://dagobertobellucci.wordpress.com/2011/07/01/i-cognomi-degli-ebrei-in-italia

questo è un forum di psicopatici: http://www.stormfront.org/forum/t719915
voi che ne dite? li conoscevate? aggiungo che questi qui hanno preso gli elenchi da siti che parlano di ebraismo in Italia, siti seri e assolutamente filoebraici (es.: http://www.siciliaebraica.it/Cognomi%20Ebraici.htm ), da cui però sono stai presi gli elenchi a scopo antisemita; forse andrebbero avvisati, se non altro per esercitare il diritto d’autore per gli articoli? buon lavoro! Maddalena R.

5.10.12
A mio sommesso parere allo stato l’Iran non dispone di un vettore per il lancio offensivo di una arma nucleare, tuttavia non è un buon motivo per stare tranquilli, un paese permeato di fanatismo religioso è assolutamente imprevedibile e quindi la minaccia non è assolutamente da sottovalutare. La soluzione militare è sempre possibile ed è alla portata di Israele in grado perfettamente di neutralizzare i siti di produzione e stoccaggio del materiale fissile. Ma sarebbe opportuno non usarla se non come ultima ratio, il problema è che né l’Europa né l’America fanno passi significativi per scoraggiare l’Iran e i movimenti collegati dimostrando così una forte miopia e una visione strategica pessima. Come si dice sempre meglio prevenire che curare. Massimo T.

29.9.12
Congratulazioni per il vostro interessante sito web. Mi chiedevo se potete pubblicare il testo integrale del discorso all’Onu di Netanyahu (anche solo in inglese) perché pare strano, ma su Internet si trovano solo versioni sforbiciate e riassunti di comodo (e seguire il video su youtube per più di 10 minuti è un po’ dura per chi, come me, non è di madrelingua inglese). Comunque grazie e continuate così! Paolo A.
RISPONDE ISRAELE.NET. Questo il link al testo integrale, in inglese, del discorso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 27 settembre u.s.:

http://www.mfa.gov.il/MFA/Government/Speeches+by+Israeli+leaders/2012/PM-Netanyahu-addresses-UN-27-Sep-2012.htm

17.9.12
Potete rispondere al seguente quesito: Come mai Arrigoni fu ucciso? grazie. Lorenzo B.
RISPONDE ISRAELE.NET. Suggeriamo di consultare la seguente rassegna stampa:

http://www.informazionecorretta.com/find.php?find=arrigoni

12.9.12
Mi permetto di segnalare la situazione scandalosa inerente la gestione degli interventi su YouTube: quando ho segnalato che a mio avviso l’islam non è per la libertà di pensiero il filtro è stato lungo prima di veder pubblicato il mio intervento… Quando poi mi son permesso di spendere poche parole pro Israele mi è stato consigliato da altri utenti di uccidermi o roba del genere. Niente filtro ovviamente. Ciao da Pistoia, Paolo F.

11.9.12
Shanah Tovah Umetukah. Che l’anno nuovo ci porti nuove realizzazioni, la crescita personale e collettiva, la fine del terrorismo, dell’antisemitismo e delle minacce alla pace, alla libertà, alla dignità degli esseri umani! Fabrizio P.

7.9.12
Grazie a voi possiamo conoscere ciò che accade in MO, compresi i deliri religiosi che hanno fomentato nei secoli e fomentano ancora oggi, odio e persecuzione. Claudio B.

4.9.12
U.S., Ucraina, Argentina, Etiopia, Brasile, Francia, Russia, India: la Legge del Ritorno, “ALIYAH”, permette agli Ebrei di tutto il mondo di “salire a Gerusalemme” e divenire cittadini nello Stato d’Israele. E’ argomento attuale, il possibile arruolamento nelle Forze di Difesa Israeliane, o in Servizi utili allo Stato Ebraico, di uomini e donne di religione diversa da quella ebraica, e non sull’integrazione delle soldatesse in IDF. In un esercito, forse esempio unico al mondo, in cui esiste un “decalogo” etico di comportamento sul campo di battaglia e dove, come in tutti gli eserciti l’obbedienza al “grado” è assoluta, la componente femminile diventa un plus fondamentale proprio per le caratteristiche insite dell’ “essere donna”, le quali portano a colmare le lacune antropologiche dell’ “essere uomo”. Nei due anni di Servizio Militare obbligatorio, le donne israeliane, nella preparazione al combattimento, non hanno “sconti” per cui si debba pensare che siano meno preparate dei colleghi maschi ( i quali, comunque, hanno un anno in più di Servizio da svolgere ). A cominciare dal Giuramento di Fedeltà, le donne di IDF promettono con “ANI NISHBAT” Fedeltà alla Patria con ogni mezzo, appoggiando al proprio fucile ed al proprio cuore il libro della TORAH ! E’ proprio la doppia componente di essere Ebrei ed Israeliani, in Terra di Israele, che porta a dare un Valore aggiunto rispetto ad altri eserciti; già nello scorso mese di giugno avevo sottolineato nella vostra preziosa rubrica, come la guerra, il combattimento armato, rappresentano sempre una tragedia per l’uomo: solamente se si è animati nel cuore e nella mente dell’Amore verso la propria Religione e verso la propria Nazione ( o dell’odio verso la Nazione e la religione che si combatte) che si evitano le drammatiche conseguenze del post-combattimento ( vedi suicidi negli eserciti anglo-statunitensi). Mi permetto di essere certo della perfetta integrazione della Donna in IDF e nella Società Israeliana. Mi permetto anche di suggerire ad eventuali intellettuali, a corto di argomenti, di dissertare magari un poco sull’occupazione, da non confondere con “territorio conteso” della Turchia su quel territorio europeo che si chiama Cipro: è dal 1974 che la Nazione ottomana occupa l’isola-Stato militarmente ed incivilmente ( vedere la fine che hanno fatto i luoghi di Culto Cristiani ). Grazie per la vostra gradita attenzione, Stefano R.

1.9.12
Voglio toccare un argomento discusso poco nello stato d’Israele che suscita, però, interesse da parte di molti intellettuali. Le forze armate israeliane sono moderne e efficienti ma hanno un realtà ben diversa da altri eserciti sparsi per il mondo e incompatibile con le leggi bibliche, ovvero il servizio militare obbligatorio femminile e la presenza delle donne nei vari reparti armati in linea generale. I nostri antenati ebraici non avrebbero mai approvato una simile situazione che non ha niente in comune con i dettami dell’ebraismo e con i presupposti e gli ideali con cui è stata creata la nostra nazione. Qualcuno potrà dire che l’apporto di “soldatesse” è indispensabile viste le tensioni belliche ostili che tutti sappiamo ma è riprovato che non è così. Infatti l’esercito sarebbe ampiamente al completo senza la leva obbligatoria femminile e sopratutto l’inserimento, nei vari rami armati, delle donne. Il risultato di una esclusione del sesso femminile dai contingenti militari porrebbe una stabilità di relazioni migliore nei vari organici maschili e un ottimo senso di appartenenza alla patria. Abbiamo poi dimostrazioni dell’inefficacia di relazioni tra soldati e soldatesse per un corretta condotta che miri al perfezionamento delle truppe. Tensioni tra i due sessi sono all’ordine del giorno, in quanto è difficile per un soldato maschio farsi dare degli ordini di servizio dal sesso opposto. Siamo in tempi molto duri in cui anche la nazione ebraica deve fare scelte difficili e impopolari per l’ordine del paese. Giovanni F.

31.8.12
Il mondo sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia millenaria: Israele è l’unico paese democratico e libero nel turbento medio oriente, non capire che Istraele è un faro di libertà e di pace è grave anzi gravissimo, Israele non vuole la guerra ma è costretta a farla per pura difesa. Sono consapevole che fare la guerra è molto più facile della pace, ma la pace è un percorso lentissimo e molto difficile ma assolutamente irrinunciabile. Mi auguro veramente che la pace dispieghi finalmente le sue meravigliose ali. Massimo T.

9.8.12
Per rispondere a Robi F. del 17.5: il sito più indicato è: www.fidf.org Cordiali saluti, Stefano R.

8.8.12
Siete bravi, complimenti bel sito. Fabio Z.

30.7.12
Mitt Romney accolto con entusiasmo in Israele, sia per il suo record molto grande di commenti pro-israeliani, e poi perché non è Obama. Bisogna riconoscere onestamente che Mitt Romney ha davvero molto di pro-Israele ed è altrettanto altamente sospetto nel mondo arabo. Gli israeliani, a loro volta, sono molto diffidenti nei confronti di Obama. Fabrizio P.

29.7.12
Rinnovo il mio affetto per Israele. Mario V.

27.7.12
Doppia capitale per Israele: la videoprotesta contro la Bbc. Sul sito dedicato alle olimpiadi l’emittente scrive che la sede del governo di Israele ”è Gerusalemme, anche se la maggior parte delle ambasciate si trova a Tel Aviv”. Due capitali, insomma, non una, segnate entrambe anche sulla cartina del Paese. Secondo gli atleti si tratta di una provocazione, con l’obiettivo di defraudare Gerusalemme del titolo di capitale e mettere in difficoltà il governo israeliano. “Non vogliamo che la politica entri nei giochi” ha detto il manager del team, che nel frattempo però ha deciso di non lasciare correre e di rispondere alla BBC con un video (caricato su YouTube da una tv israeliana) in cui tutti gli atleti dichiarano “di rappresentare orgogliosamente lo stato d’Israele e la sua capitale, Gerusalemme” . Fabrizio P.

25.7.12
Salve,io sono un ragazzo rumeno di Torino e volevo dirvi che io sono dalla vostra parte. Viva l’Israele Teodor Nicolaie S.

25.7.12
Quanto sarebbe bello e auspicabile la pace fra i due popoli, il rispetto reciproco, la fiducia reciproca, la dignità reciproca. Non è possibile che a distanza di anni-decenni non si trovi Politici capaci e desiderosi a raggiungere una Vera Pace. Nell’attesa ci tocca assistere a dolori insopportabili sia dall’una e dall’altra parte. Ma chi ci guadagna? Qui non si tratta di chi è più cattivo qui si tratta di PACE, bisogna meditare! Io credo fermamente che la Pace è possibile se c’è la Buona volontà, so che vi sono troppe spinte e strattoni da parte di faccendieri e quant’altro, ma credo anche che tutti amiamo la Vita e su questo fondamento si può e si deve costruire la pace. Vivere in pace è un diritto non un’aspirazione. Veramente commossa e rattristata per i ragazzi che nei giorni hanno perso la Vita e penso al dolore dei loro cari. Porgo le mie sentite condoglianze. Annunziata A.

20.7.12
Svolgendo una ricerca didattica in riferimento alla prima città murata del mondo, Gerico, ho letto la corrispondente pagina di Wikipedia ad essa dedicata. Essa utilizza sistematicamente il termine occupazione quando parla d’Israele e addirittura l’accredita nello Stato di Palestina. Vi invito a prenderne visione e a modificarne il testo secondo una visione storica e non di parte. Grazie e Cordiali Saluti Giulio Gherardo S.

20.7.12
Un abbraccio alle vittime e ai familiari di chi è rimasto ucciso in questo ultimo attentato. Incredibile come ancora degli innocenti debbano pagare con la vita la follia dei violenti. Sergio C.

19.7.12
Oggetto: attentato in Bulgaria. Le mie più sentite condoglianze per le vittime del vile e barbaro attentato in Bulgaria. Che i responsabili di questo attentato siano individuati, arrestati e consegnati alla giustizia quanto prima! Renato M.

17.5.12
Salve, sono Robi, innamorato di Israele sotto tutti i punti di vista… sono militare, cercavo un forum o qualcosa del genere per conversare e sentire opinioni… ma non italiano, in Israele sarebbe meglio, o forum di militari per scambio esperienze… sapete aiutarmi? grazie. Robi F.

13.7.12
Gentilissima Redazione, trovo il sito molto interessante ed essendo interessata ad apprendere l’ebraico, vorrei sapere se a Cagliari è possibile frequentare corsi di lingua ebraica. Grazie Distinti Saluti Elisabetta C.

8.7.12
Buongiorno, dopo oltre un anno mi permetto di scrivervi nuovamente. Ho molto rispetto per il popolo israeliano e capisco che sia difficile vivere circondati da governi nemici. Quello che non capisco sono le detenzioni amministrative anche se si dice che possano servire per evitare attentati. Penso che questa vi alieni la simpatia di molte persone. Comunque grazie per il vostro sito molto utile nello spiegare Israele Gianni P.

5.7.12
Salve, come cattolico praticante conosco attraverso la Bibbia fino ad un certo punto e dal punto di vista cattolico la storia di Israele antico. Mi piacerebbe conoscere questa storia da un’altro punto di vista e conoscere anche la storia dell’attuale stato moderno di Israele. Grazie Roberto L.
Veda: PER CAPIRE ISRAELE http://www.israele.net/sezione,,1039.htm

31.5.12
Un nostro articolo sul programma nucleare iraniano e la presenza iraniana in Siria. Vi preghiamo di diffondere. No Pasdaran. Grazie Mario M.

http://nopasdaran2.wordpress.com/2012/05/31/liran-parchin-siria-massacro-hula-nucleare-diritti-humani

31.5.12
Ehud Barak sull’Iran: «Come nel ’67, Israele è con un coltello alla gola». La maggior parte di israele non ha un coltello alla gola, ma una mela marcia in testa!!! VIttimisti!!! Allarmisti!!! e terroristi che non siete altro. Roberto F.

30.5.12
Shalom, cerco un programma di videoscrittura in ebraico, mi risulta ce ne sia uno che si chiama “Dagesh” e permette di scrivere con i punti. Sapete indicarmi il sito su cui si può acquistare? Grazie Enrico R.

30.5.12
E certo che cristiani ed ebrei sono entrambi spregevoli, alla pari, noi cristiani apparteniamo ad una radice ebraica certa: Cristo. Ma come sono intelligenti! Alessandro F.

30.5.12
Buongiorno. Vorrei segnalarvi questo seminario itinerante organizzato da associazioni che diffondono odio anti sionista a Verona. Come può Israele permettere che tali soggetti portino avanti i loro scopi proprio nel suo territorio? Grazie dell’attenzione Gisella T.
Israele e Territori palestinesi: 1) Seminario itinerante di confronti (giugno); 2) Pax Christi (agosto): devo tornare in Palestina; 3) Tavola della pace (ottobre): Missione di Pace in Israele e Palestina

30.5.12
Buongiorno, sono un blogger e vi scrivo perché sto scrivendo un articolo sui fatti avvenuti due settimane fa vicino a Asira al-Qubliya, un villaggio palestinese in Cisgiordania. Coloni israeliani che sparavano sui palestinesi. C’è un video che gira tra l’altro in rete. L’esercito israeliano dice che è incompleto e non rispecchia ciò che è successo veramente. Ma ho dubbi e perplessità. Un altro sito che cura l’informazione su Israele non mi ha risposto alle domande. Devo dedurre che la verità è quella che i coloni hanno sparato senza motivo ai palestinesi (ferendone uno)? L’esercito era lì ma non sembrava intervenire. Io sono stato in Israele e amo quel paese. Ho molti amici. Potete gentilmente rispondermi? Vi nominerò per correttezza nel mio blog. Grazie Samuele B.
RISPONDE ISRAELE.NET. Talvolta accade che scontri e tafferugli fra gruppi di palestinesi e di israeliani in Cisgiordania vengano filmati da una o da entrambe le parti e che poi di questi filmati, piuttosto lunghi, vengano diffusi sul web solo brevi frammenti di pochi minuti, per lo più “accuratamente selezionati”. Circa gli incidenti del pomeriggio di sabato 19 maggio presso Asira al-Kabaliya (che sarebbero iniziati con l’incendio di alcuni campi e lanci di pietre da parte palestinese e sfociati nello sparo di alcuni proiettili di gomma da parte israeliana), un resoconto professionale ed equilibrato lo può trovare (in inglese) su questa pagina di YnetNews:

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4231791,00.html

29.5.12
Ancora grazie per le informazioni che fornite, sui media italiani trionfa il populismo filoarabo. Paolo F.

28.5.12
Sono appena tornato da un viaggio di 15 giorni in Israele con mia moglie. Sebbene sia un cattolico praticante non ho seguito ne’ un pellegrinaggio ne’ un viaggio organizzato, ma ho semplicemente visitato Israele come turista: ho scoperto un paese meraviglioso, sia dal punto di vista paesaggistico che da quello urbanistico, per non parlare delle persone sempre gentili ed amichevoli. Fra le tante cose che ho avuto la fortuna di vedere, quella che mi ha colpito di più è il numero incredibile di bambini: me lo aspettavo da parte delle famiglie ortodosse e forse anche dai coloni, ma invece dappertutto vi erano coppie con almeno 2-3 bambini. Mi chiedo: va bene l’amor di patria (6 milioni di israeliani circondati da centinaia di milioni di mussulmani), ma per forza ci deve essere la mano del governo sottoforma di aiuti alle famiglie (asili, part-time, sgravi fiscali, assegni famigliari ecc). Vi sarei grato se poteste rispondere a questo mio quesito/dubbio. Un grazie in anticipo ed ancora complimenti per un eccezionale paese che purtroppo ho scoperto solo adesso. Francesco Z.
RISPONDE ISRAELE.NET. Scrive il prof. Sergio Della Pergola, demografo dell’Università di Gerusalemme: “Il dato di maggiore interesse è la quasi assoluta invarianza nel tasso di fecondità delle dorme ebree nate in Israele appartenenti alla seconda generazione delle figlie delle immigrate, fermo fin dagli anni Cinquama fra i 2,5 e i 3 figli in media a donna. È difficile trovare al mondo un’altra serie di dati che nell’arco di mezzo secolo abbia mantenuto un profilo talmente immutabile. Il fatto e ancora più notevole alla luce dell’aumento di circa dieci volte nei livelli di istruzione universitaria e di impiego nell’arco di tempo considerato nella popolazione femminile ebraica nata in Israele. La chiave di lettura della fecondità israeliana sembra dunque legata non tanto alle mutazioni socioeconomiche quanto alla progettualità che diviene la condizione primaria della riproduzione in un contesto di pianificazione familiare efficiente e molto diffusa. Il desiderio di un figlio e una puntata sul futuro. La maggiore natalità israeliana e la sua straordinaria stabilità non riflettono le scelte di una minoranza molto religiosa, ma una vasta e generalizzata preferenza per il modello classico della famiglia nucleare. Il prolungato baby boom israeliano – ribadendo il fatto che si tratta di un paese sviluppato – è emblematico della capacità di credere in un ideale di comunità e di società che riesce evidentemente a superare le difficoltà contingenti nel nome di un ideale più forte e consolidato”. (S. Della Pergola, “Israele e Palestina: la forza dei numeri. Il conflitto mediorientale fra demografia e politica”, Bologna, Il mulino, 2007, p.138)

28.5.12
Vorrei sapere se la parola ebraica “khugh”(Is 40.22) che definisce sia la forma dei cieli e della terra, possa significare anche “uovo/ovale”. Gianni S.

28.5.12
Buongiorno, recentemente ho visto un video di Grillo sulla informazione, parlava della MEMRI. E’ possibile che traduca male, volontariamente, dall’arabo all’inglese? A me sembra stranissima una cosa simile. Spero vogliate aiutarmi a capire. Grazie Massimo D.
RISPONDE ISRAELE.NET. Sia MEMRI (Middle East Media and Research Institute), fondato nel 1998, sia PMW (Palestinian Media Watch), fondato nel 1996, sono enti seri e professionali che si avvalgono di uno staff di traduttori di tutto rispetto. D’altra parte, entrambi mettono sempre a disposizione la versione in lingua originale di tutti i documenti che traducono, per cui chiunque può controllare – o far controllare – l’attendibilità del loro lavoro. La realtà è che questi due centri, insieme a pochi altri, hanno colmato un vuoto di conoscenza tanto banale quanto cruciale (prima di loro, politici giornalisti e opinionisti occidentali erano semplicemente all’oscuro della pubblicistica mediorientale), e questo evidentemente dà molto fastidio.

13.5.12
Sento nel mio cuore un sentimento di rispetto e di amicizia per il coraggioso popolo ebraico. Il Signore vi benedica! Roberto G.

9.5.12
Salve, volevo informarvi dello spettacolo, di cui sono autore, Traditori, che andrà in scena a Roma il 31 maggio e il primo giugno, al teatro dell’orologio. I tre sospettati della delazione della famiglia Frank sono chiusi in un alloggio segreto simile a quello di Anna. Metteranno in scena la colpa, la rabbia, il non senso di quella tragedia e la povertà che resta in chi non accetta le ragioni della propria colpa. Spero vogliate vederlo. Da lettore del vostro sito, spero di potervi incontrare. Sergio C.

9.5.12
Sto cercando dei vecchi film su donne sioniste da proiettare per la Giornata delle Bibbia Adei-Wizo-Livorno in programma il 3 giugno. Grazie in anticipo per l’attenzione e per tutto ciò che fate. Silvia O.

14.4.12
Buongiorno, gradirei sapere se alcune università israeliane sono presenti in Italia. Grazie, Gianpaolo S.

13.4.12
Dal 23 al 25 aprile io con mia moglie faremo sosta a Gerusalemme. In realtà Gerusalemme è la tappa più importante del nostro pellegrinaggio di otto giorni in Terra Santa. Visitiamo Israele per la prima volta e saremo turisti per otto giorni ma ciò non ci basta perché vogliamo anche se solo per pochi giorni immergerci nella realtà quotidiana di una città così tanto conosciuta, controversa, discussa…, amata e odiata. Noi la conosciamo soltanto attraverso i giornali, i libri, la tv, ma ciò non è sufficiente per conoscere una città nuova, un mondo così differente dal nostro, mi rivolgo a voi perché ci piacerebbe avere un contatto diretto con le persone, con chi ci vive da poco o da sempre, anche solo per il tempo necessario per prenderci un caffè o per mangiare insieme un falafel, per scambiare quattro chiacchiere magari verso sera, sotto ad uno di quei tramonti spettacolari, che ce ne parlano tutti, sopra ai tetti di Gerusalemme. Ci auguriamo che qualcuno colga questo nostro desiderio di amicizia e di informazione. Luca D. siomnes@libero.it

12.4.12
Dietro le vs considerazioni c’e’ un palese rifiuto di conoscere la verità. I palestinesi nei vs confronti sono come Davide contro Golia. E voi continuate a violare quotidianamente i diritti umani. Vincenza P.

RISPONDE ISRAELE.NET. Oltre agli innumerevoli articoli pubblicati sul nostro sito che pongono l’ostilità verso Israele nel ben più ampio contesto mediorientale (basti ricordare l’Iran), si vedano almeno le seguenti immagini, prima di parlare di Davide e Golia
Israel and the Surrounding Region:

http://www.mfa.gov.il/MFA/Facts+About+Israel/Israel+in+Maps/Israel+and+the+Surrounding+Region.htm

Population in Millions:

http://www.mfa.gov.il/MFA/Facts+About+Israel/Israel+in+Maps/Population+in+Millions.htm

Israel Size Comparisons:

http://www.mfa.gov.il/MFA/Facts+About+Israel/Israel+in+Maps/Israel+Size+Comparisons.htm

Circa i diritti umani, veda perlomeno “Se il Consiglio Onu per i diritti umani si copre di ridicolo”, e link collegati:

http://www.israele.net/articolo,3396.htm

12.4.12
http://www.corriere.it/reportage/cultura/2012/cronache-gerusalemme–parte-4_e084d9aa-83aa-11e1-8bd9-25a08dbe0046.shtml#31 Cosa ne pensate? Sergio C.

RISPONDE ISRAELE.NET. Si veda: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=110&id=43948

10.4.12
Buongiorno, ho appena terminato di leggere l’edizione italiana di Start-up Nation: The Story of Israel’s Economic Miracle by Dan Senor (Laboratorio Israele. Storia del miracolo economico israeliano). Finalmente ho capito molte cose, fra cui l’opportunità che offre Israele nel campo della tecnologia. A noi interesserebbe avere un partner israeliano in grado di condividere con noi lo sviluppo delle nostre tecnologie (anche per arricchirle) oppure, valutando i costi, creare una nostra succursale in Israele dove impiegare degli sviluppatori software. Ora per noi il problema e’ capire come trasformare questo proposito in realta’, potreste cortesemente darci qualche consiglio: tipo a chi ci potremmo rivolgere, qualche utile contatto, ecc? Grazie mille. Un cordiale saluto. Massimo B.

7.4.12
Salve, vorrei collezionare i francobolli di Israele come posso fare, e se c’è la possibilità di contattare l’ufficio postale per fare una collezione di tutti i francobolli che escono ogni anno? Grazie per la risposta Saluti Romano C.

6.4.12
Israele e’ l’unico posseditore di armi nucleari del Medioriente e non ha mai aderito al Trattato di Non Proliferazione e non ha mai permesso ispezioni ai suoi siti… ultimamente minaccia interventi armati… chi è più pericoloso per la pace l’Iran o Israele? Anton Giulio L.

RISPONDE ISRAELE.NET. Si veda l’articolo del nostro direttore “Il nucleare necessario: chi ha da temere dalla bomba israeliana? Solo chi vorrebbe avere mano libera per una guerra totale contro Israele” http://www.israele.net/sezione,,1401.htm
Si veda anche la dichiarazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a proposito della “poesia” pubblicata su alcuni giornali internazionali dallo scrittore tedesco Gunter Grass: “La vergognosa equiparazione morale fatta da Gunter Grass tra Israele e Iran, un regime che nega la Shoà e minaccia di distruggere Israele, dice poco su Israele, ma dice molto sul signor Grass. E’ l’Iran, non Israele, che minaccia la pace e la sicurezza del mondo. E’ l’Iran, non Israele, che minaccia altri stati di annientamento. E’ l’Iran, non Israele, che sostiene organizzazioni terroristiche che sparano razzi su civili innocenti. E’ l’Iran, non Israele, che appoggia il massacro che il regime siriano fa del suo stesso popolo. E’ l’Iran, non Israele, che lapida le donne, impicca gli omosessuali e reprime brutalmente decine di milioni di propri cittadini. Per sei decenni il signor Grass ha nascosto il fatto che era stato un membro delle Waffen-SS. Dunque forse non deve sorprendere che si scagli contro il solo e unico stato ebraico, da lui definito la più grande minaccia alla pace mondiale, e che si opponga al fatto di fornire a Israele i mezzi per difendersi. Ma ogni persona corretta, in ogni parte del mondo, non può che condannare con forza tali affermazioni indegne e ignoranti”.

6.4.12
POESIA CONTRO L’ANTISEMITISMO. Strano sarà il tuo gioco di sorprese: / allorché / in fallo coglierò il / suo vedere che non vede se non / ombre agitare banderuole / di concetti non concétti, / volgarissimi cartelli “indicatori”. / Sovvieni dunque: / a ragione quel Dio del roveto / rivendica dei Molti l’Infinito. / Né v’ha ragione in / chi, / lettore grossolano, / Quel Gran Popolo irride / Del Gran Dio. / Antonio F.

30.3.12
Per Massimo D. Sudan: la pulizia etnica mira ai cristiani del Sudan. MA NIENTE A CHE VEDERE CON ISRAELE ! I cristiani e le chiese diventano uno dei bersagli principali nel folle piano di conquista del presidente sudanese Omar al-Bashir. La vera e propria pulizia etnica del presidente sudanese Omar al-Bashir è in questo periodo rivolta contro la popolazione delle montagne di Nuba e in particolare contro i cristiani di quell’area, secondo il parere di operatori umanitari impegnati nella zona. Da mesi le milizie del Sudan (nord) guidate dal presidente Omar al-Bashir stanno devastando il Kordofan, dove si trovano le montagne di Nuba e in particolare il distretto di Abyei, un’area considerata un ponte fra il nord arabo (Sudan) e il sud cristiano e animista (il nuovo stato chiamato Sudan del Sud) che, fertile e soprattutto ricca di petrolio, è rivendicata da entrambi gli stati. Bombardamenti, esecuzioni, torture, rapimenti, saccheggi e distruzione sono le armi usate dalle milizie del presidente per piegare la popolazione di questa zona e per rivendicarne il territorio. In tutto questo, oltre alle migliaia di profughi in fuga, va segnalato il fatto che a volte a morire sono sia cittadini musulmani che cristiani, ma che all’estero il folle dittatore del Sudan pubblicizza il suo genocidio come una sorta di jihad (guerra santa islamica) contro gli infedeli, attraverso atti eclatanti come la distruzione di chiese e l’uccisione di cristiani, e questo per guadagnare il supporto delle nazioni islamiche. Così i cristiani e le chiese diventano uno dei bersagli principali nel folle piano di conquista di questo crudele assassino. La Corte Penale Internazionale ha accusato quest’uomo di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nel brutale conflitto del Darfur, ma tali accuse non scalfiscono i suoi intenti, poiché di fatto da mesi sta inscenando un altro genocidio nel Kordofan. Secondo le nostre fonti, ci sono giorni in cui nelle montagne di Nuba le milizie appoggiate da quest’uomo si muovono casa per casa alla ricerca di cristiani e di africani indigeni (quindi non arabi, non musulmani) per ucciderli o cacciarli, mentre il governo bombarda alcune aree sfigurando questa parte della nazione. “Il nord islamico vede i cristiani di Nuba come degli infedeli che hanno bisogno di essere islamizzati attraverso la jihad. Ma il focus di questa guerra è la pulizia etnica, con un mix complesso di motivazioni politiche e religiose”, ci ha raccontato una nostra fonte. Fabrizio P.

29.3.12
Vorrei rassicurare Isabella Z. C’è stato il minuto di silenzio in Francia, nelle sedi istituzionali e nelle scuole di ogni ordine e grado (facoltativo solo nelle scuole materne). Così come ripetute marce silenziose a Tolosa e Parigi, e dibattiti dedicati al massacro sulle reti nazionali. Anche se in questi ultimi, al di là dell’espressione unanime di un orrore che pareva sincero, oggetto di riflessione era soprattutto l’attacco inferto in generale ai “valori repubblicani” da un figlio della repubblica… e nipote dell’immigrazione. Monica C.

28.3.12
Salve volevo chiedere della situazione del Sudan, mi hanno detto che molti si rifugiano in Israele, è vero? sto cercando di difendermi dall’antisemitismo crescente ovunque, su internet, nella società e soprattutto nell’ambiente in cui lavoro. Grazie buona serata Massimo D.

26.3.12
Per quanto riguarda l’atrocità che c’è stata a Tolosa, quello che mi lascia perplessa al di la del ,è che non c’è stato un cordoglio a regola per questi bimbi, tipo un minuto di silenzio in Francia o talk show che ne abbaino fatto degli approfondimenti, non so io non ho visto niente di ciò che normalmente i media o le autorità fanno. Ci hanno fatto seguire invece il braccaggio di un estremista e una volta morto più niente. Isabella Z.

25.3.12
Sull’articolo riguardante Catherine Ashton. Siamo ancora in lutto per i bimbi di Tolosa. Che al mondo delle persone libere vengano rincorse e uccise per la cultura di provenienza è un disastro per noi tutti. Ma vi prego, non offendete la memoria di chi cade sotto i colpi della violenza. Per altri motivi, ma non importa, in altre situazioni, ma non importa, anche a Gaza i bambini muoiono sotto le bombe, come in Israele, come in altre parti disgraziate del mondo. E non è sufficiente annunciare l’attacco per essere innocenti, questa è ipocrisia. I morti sono morti, non c’è altro, invece le colpe restano ai vivi, a tutti. A tutti. UN bambino di Gaza è solo un bambino, come a Tolosa o a Milano o New York, mi dispiace che voi, e per voi, per l’articolo pubblicato… Un saluto. Sergio C.

22.3.12
Le parole sono inutili davanti a certe barbarie, i bambini non si uccidono, perché così si distrugge l’umanità, la storia, la cultura e il futuro. Non ho mai visto israeliani uccidere o maltrattare bambini palestinesi né per vendicare qualcuno né per altro motivo e chi lo dice dovrebbe vergognarsi di aizzare animi già esacerbati. Carlo B.

22.3.12
Sono concorde con l’articolo di oggi sul sito. C’è tanta gente che discredita l’operato di un popolo che cerca giustamente di difendersi dal terrorismo. Isabella Z.

21.3.12
La mia piena solidarietà per il barbaro attentato a Tolosa. Franco M.

21.03.12
Poco conterà ma sappiate che io, Stefano G., sono e sarò sempre al vostro fianco. Lunga vita a Israele ed ai suoi eroici cittadini.

20.3.12
Ancora una vile strage contro israeliani inermi. Questa volta si è trattato sicuramente di un folle, ma di sicuro caricato dall’odio internazionale verso il vostro popolo abilmente alimentato da quanti usano gli israeliani con parole benevole, per propaganda, ricordando le terribili stragi naziste, e subito dopo li dipingono come carnefici quando reagiscono alle stragi di terroristi vigliacchi. Un forte abbraccio alle povere famiglie. Carlo M.

20.3.12
E’ successo ancora. Stavolta in Francia. Non ci sono abbastanza lacrime per piangere questi bambini innocenti. Negli scuolabus, nelle loro case, nelle loro scuole, in Europa, in Israele, ovunque nel mondo la follia antisemita si accanisce contro i piccoli innocenti, traendone un perverso piacere. Piacere aumentato dal vedere come i mass-media minimizzino, comparino, paragonino, giudichino, associno ed infine dimentichino. Perché bambino ebreo, ancora oggi, in fondo, è un ebreo. Non finirà mai? Io non sono ebreo, ma importa? Le lacrime, come il sangue, sono uguali per tutti gli esseri umani. Ed oggi, ancora una volta, piango con voi. Con l’abissalmente triste consapevolezza che non sarà l’ultima. Siate forti. Fabrizio C.

20.3.12
Il Comitato nazionale dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° Giorno esprime tutto il suo orrore e la sua più sentita partecipazione al dolore dei familiari delle vittime e di tutto il popolo ebraico per la strage di 3 bambini e di un rabbino presso la scuola ebraica Ozar Hatorah di Tolosa. Nessuna logica può giustificare atti simili, ma sarebbe sbagliato attribuire tali delitti solo ad episodi isolati di follia. Il razzismo, di cui fa parte l’antisemitismo, si nutre di un tipo di “cultura” e di atteggiamenti che inneggiano all’intolleranza, al sospetto, all’emarginazione del diverso. Il Comitato condanna senza appello ogni forma di razzismo e di violenza; chiede a Dio la forza, il coraggio e l’intelligenza per contrastare ogni forma di violenza e promuovere una cultura centrata sulla legalità, sull’accoglienza e sulla solidarietà. Fabrizio P.

15.3.12
Spettabile israele.net, un grazie sincero per la vostra preziosa opera di comunicazione e di approfondimento delle tematiche legate a Israele specie in una fase geopolitica delicatissima come questa. Un cordiale saluto Maurizio B.

15.3.12
Israele deve tener duro! Non si debbono raccogliere le provocazioni. Spero proprio che non avvenga un conflitto con l’Iran. Però auspico una ‘pioggia di carboni ardenti’ verso coloro che odiano visceralmente il popolo ebraico e intendono distruggerlo. Erez Israel non sei sola! Marcello P.

15.3.12
In Ge 3.20 l’uomo chiama la donna “eva” o madre dei viventi (= così è tradotto generalmente). In relazione al testo “hawwah” ha qualche significato, anche solo di sfumatura, che non traspare nelle traduzioni? Sarei grato se me lo spiegaste. Gianni S.

11.3.12
Buonasera, sapete che sono un vostro grato lettore, è importante il lavoro che fate. Ma, dicendo comunque che non sono d’accordo sul fatto di dare più spazio a giornali di destra perché gli altri hanno già visibilità in Italia, vorrei davvero che da voi e da noi lettori appassionati nasca una proposta (ancora un’altra si..) per il rifiuto della violenza in Israele. Chi ama Israele deve chiedere al proprio governo di rinunciare alla violenza anche quando il territorio viene bombardato dalla striscia. Deve essere più forte della violenza, deve essere un’oasi di pace e di diritto in medio oriente. E se si trova costretta a rispondere allora la risposta sia equilibrata all’attacco. Come spesso giustamente notate, se Israele parla sembra che abbia sparato ma se riceve missili, e molti, specie a sinistra, ne parlano appena e in maniera ingiusta e inammissibile. Ma che fare? Chi deve e può prendere per tanti e tanti motivi storici, economici e oramai di forza, l’iniziativa della pace? Non con altri incontri mediati da superpotenze, non giocando a scacchi con i nemici, ma non usando la violenza militare. Ci sarebbe molta differenza nell’opinione pubblica mondiale per una guerra fra Israele con l’Iran, o ieri con la Siria, piuttosto che con la popolazione disperata e strumentalizzata della striscia. Siamo tutti uomini, ognuno ha diritto a esistere e governarsi come ogni israeliano, ogni palestinese, ogni italiano e chiunque nel mondo, è banale… Che Israele non risponda, che si difenda e che risponda con intelligenza e senza uccidere più, mai più. Un paese come Israele non è degno della violenza, né subita né commessa. Ha una storia troppo importante per tutti noi. Forse la pace e la democrazia potranno essere d’esempio anche fra quei popoli che oggi ancora non riescono a pensare in maniera diversa. Un saluto. Sergio C.

8.3.12
Bello e interessante questo sito, solo una cosa, non potete usare un carattere più grande per leggere meglio? Grazie Isabella Z.

7.3.12
Non mi considero un esperto, ma l’articolo di Barry Rubin su JP del 4 scorso mi è sembrato molto importante; sul piano informativo, ma non solo. Esso infatti richiama l’attenzione sulla natura dei conflitti nell’ambito di una cultura (“primitiva” o “tribale”) in cui la religione è considerata (ed è, almeno per ora) il fattore principale di appartenenza sociale, ben più di quanto lo siano quelli etnici – peraltro riguardanti solo determinate aree del vasto mondo mussulmano – e quelli considerati tipicamente “politici”, cioè i rapporti interstatuali. Questi sono comunemente definiti “internazionali”, perché l’identità fra stati e nazioni è un assioma imposto dalla cultura ancora dominante, detta occidentale; ma a ben guardare, la maggior parte dei conflitti nel mondo attuale, dopo l’ubriacatura delle due Guerre, non hanno più un prevalente carattere internazionale. Le nazioni sembrano più vive e vivaci che mai, ma a indebolirsi, forse definitivamente, è il loro legame con i “corrispondenti” stati (che in realtà corrispondevano soprattutto agli interessi di specifiche burocrazie, lobby industriali, combinazioni di interessi esterni e simili). Forse i musulmani, nell’estremo semplicismo della loro religione, stanno riuscendo a fare il salto di cui il mondo intero avrebbe bisogno, cioè a liberarsi dello schema “romano” degli stati come unico e assorbente fattore di aggregazione, esclusivamente territoriale? Marcello A.

6.3.12
La prossima settimana è la festa di Purim. È tempo di pregare e di affrontare gli Haman di oggi. La festa ebraica di Purim ha sempre avuto, per ECI, un significato speciale. Nel 2003, subito dopo la fine dell’incontro nel quale fu presa la decisione di fondare la coalizione, scoprimmo che era il giorno di Purim. Purim è naturalmente la festa ebraica che commemora la liberazione del popolo ebraico dalla distruzione, nell’antico impero persiano, a causa di un complotto di Haman, come ricordato nel libro di Ester. Solo pochi anni più tardi, nel 2006, siamo stati confrontati da una versione moderna di Haman, quando il leader iraniano Ahmadinejad fece sapere del suo progetto di visitare Berlino per assistere alla partita della nazionale iraniana, durante i mondiali di calcio. Si trattava dello stesso luogo in cui un altro moderno Haman, Adolf Hitler, veniva celebrato esattamente 70 anni prima. In poche settimane fummo in grado di mobilitare le persone per pregare, per protestare contro i piani di Ahmadinejad con una petizione via internet, comprando spazi pubblicitari e parlando ai membri dei parlamenti per bloccare questi piani. Poi accadde l’inaspettato: Ahmadinejad decise di rimanere a Tehran. Il mondo reagì in tempo e noi esprimemmo chiaramente la nostra volontà di prendere una posizione al fianco del popolo ebraico. Ogni anno, nella festa di Purim, ci si ricorda della minaccia per l’esistenza del popolo ebraico attraverso la storia del tentativo di Haman di sterminare tutti gli ebrei dell’impero persiano. Duemila e cinquecento anni dopo lo spirito di Haman è ancora vivo ed attivo nel mondo; leader come Ahmadinejad e terroristi come Hezbollah e Hamas hanno lo stesso obiettivo, cancellare il popolo ebraico. Come potremo avere successo nel 2012? In questo tempo abbiamo bisogno di un miracolo più grande di quello del 2006; Ahmadinejad sta per ottenere la bomba atomica colla chiara intenzione di cancellare Israele dalle mappe geografiche. Come movimento di preghiera, di istruzione e di sostegno abbiamo bisogno che i nostri amici preghino e digiunino per la protezione del popolo ebraico. Unitevi in preghiera con noi nel giorno del Purim e per tutto il mese de marzo. Preghiamo che l’intervento dell’Eterno degli eserciti celesti salvi Israele dalla minaccia mortale dell’Iran. Marco P.

6.3.12
C’è in Sicilia una piccola comunità di siciliani che ama particolarmente il vostro popolo, siamo sempre al vostro fianco difendendovi e lottando spiritualmente insieme a voi. L’amore per HaShem ci costringe. Shalom Erez Israel. Rossella C.

4.3.12
Scrive Giorgio Gomel (“Mc Carthy in Israele” di Giorgio Gomel, HaKeillah, gennaio 2012): “Un’ondata di maccartismo minaccia il tessuto democratico di Israele. Una serie di leggi già approvate o sottoposte alla Knesset da partiti di governo – Likud e Yisrael Beitenu – compromettono gravemente il funzionamento della democrazia. Tendono a trasformare il sistema politico in una democrazia limitata, soffocando il dissenso, le libertà individuali, l’indipendenza dell’ordine giudiziario”. E’ un quadro dal di dentro della situazione in evidente degenerazione della “democrazia israeliana”. il resto dell’articolo e’ anche più inquietante. Inoltre per quale ragione, come ha scritto qualcuno dei lettori , l’Europa dovrebbe approvare una guerra preventiva di Israele… su quali basi? fino ad oggi nessuno ha dimostrato che il programma atomico iraniano e’ bellico… solo il mossad… il diritto di difesa non puo’ prevedere l’attacco preventivo tra l’altro su accuse totalmente non provate… esistono organismi internazionali adeguati a questo che stanno lavorando quindi questo clima di minacce di guerra rappresenta un pericolo per la pace… io credo invece che si siano ben altri motivi per un attacco all’Iran. Se Israele attacca avra’ tutti contro perche’ questo attacco sconvolgera’ non solo la regione ma il mondo intero con una crisi senza precedenti… e allora non credo che Israele dovra’ lamentarsi per un aumento di antisemitismo… sara’ una logica conseguenza. Questo governo semifascista sta portando lo stato di Israele ad una situazione non solo di isolamento ma in caso di attacco premeditato immagino oltre alle distruzioni che subirà avra per molto tempo il marchio di stato guerrafondaio… sempre se esistera’ ancora… Anton Giulio L.

2.3.12
Israele ha bisogno di maggiori sostegni internazionali per rimanere uno stato democratico! Le varie organizzazioni palestinesi devono riconoscere lo Stato d’Israele e vivere in pace sulla stessa terra! Fabrizio P.

2.3.12
Lucio Dalla, 1943-2012: “Cari amici, mi ha colpito come ultimamente alcuni artisti di pregio, come Leonard Cohen ed Elton John hanno reagito alle vili campagne di boicottaggio che colpiscono sovente Israele, e hanno portato con raggiante quiete il loro messaggio di musica e di pace al popolo ebraico nella sua Terra. L’armonia non solo della loro musica, ma della gioia, della gratitudine, dell’entusiasmo del pubblico parlava da sola: Israele è un Paese pieno di sogni, di amore, di desiderio di pace e vi mando questo messaggio per dirvi che io lo amo. Qui dopo l’incredibile persecuzione nazista del grande popolo che vi era nato, esso ha ritrovato la forza di costruire e di vivere pienamente l’arte, la scienza, la medicina, l’agricoltura e purtroppo ha dovuto farlo sempre in condizioni di guerra. Spero con tutte le mie forze che giunga anche il tempo della pace e della giustizia per quel Paese, e penso che tutti debbano cominciare ad aiutare dicendo con chiarezza: è tempo di smetterla di aggredirlo con bugie e mistificazioni che ce ne danno un’immagine completamente diversa dalla realtà! Auguri, Israele, io sono con te dalla parte della verità della storia e della vita.” Con queste parole, ricordate dalla vicepresidente della Commissione Esteri della Camera onorevole Fiamma Nirenstein, il cantante Lucio Dalla, recentemente scomparso, si era rivolto agli organizzatori della manifestazione “Per la Verità, per Israele” svoltasi nell’ottobre del 2010. Fabrizio P.

27.2.12
Negare la plurimillenaria ebraicità di Gerusalemme, in barba alla stessa Bibbia, alla storia, alla tangibile archeologia che porta sempre più alla luce gloriosi ed imponenti ruderi e reperti. Negare nella città Santa addirittura l’esistenza di un “Tempio Ebraico” …beh! Mi sembra, oltre che ignobile e chiaramente falso, soprattutto tremendo! Tremendo perché, su queste basi, mai nessun passo concreto si potrà fare sulla via della vera pace, tremendo perché – se le massime autorità arabo-palestinesi (che dobbiamo presumere …”acculturate”) mentono così spudoratamente – potrà mai aprire gli occhi alla verità la stragrande maggioranza della popolazione araba, specialmente quella meno “erudita”?! In questo modo si mantiene, premeditatamente, un’intera popolazione nella menzogna e nell’oblio …fomentando l’odio anti-ebraico! Bene fa il Primo Ministro del democratico ed occidentale Stato di Israele a parlare apertamente di “istigazione all’odio”. Credo che simili assurde affermazioni si possano tranquillamente paragonare all’apologia del “negazionismo” dell’Olocausto di alcune frange politico-culturali anche in occidente. Circa l’asserita “persecuzione” – più o meno blanda – che Israele porrebbe in essere nei riguardi dei culti islamico e cristiano …beh …non oso pensare a cosa potrebbe accadere alla Chiesa Cristiana in un territorio effettivamente governato da islamici …oltranzisti! Non c’è dubbio! “Il tempo è galantuomo”! Israele deve continuare – anche se ciò a volte è molto arduo – sulla via maestra che egregiamente segue: …quella della democrazia! Roberto M.

15.2.12
Un saluto e complimenti per la puntuale opera di controinformazione. Roberto B.

13.2.12
Gentili Signori, considerando le giornaliere notizie che giungono dalla Siria, sareste così gentili di rintracciare coloro che si strappano le vesti o incendiano bandiere israeliane; dove sono questi soggetti, ora che bambini arabi hanno bisogno del loro aiuto, dove sono i vari pacifisti a senso unico, le donne in nero per esempio, o i vari comitati pro palestinesi? Perché non fate sentire la vostra voce, vigliacchi e falsi? Shalom a tutti Giorgio B.

10.2.12
Cosa avverrà in Iran? Nonostante la minaccia Iraniana nei confronti di Israele sia uno dei problemi maggiori da monitorare quest’anno, ECI (European Coalition for Israel) non vuole speculare su un’eventuale resa dei conti militare. Comunque, il nostro messaggio per i leader europei è stato costante e chiaro. L’Unione Europea ha la responsabilità di bloccare l’acquisizione della capacità nucleare da parte dell’Iran. In una dichiarazione, che è stata presentata al paramento europeo in molte occasioni, ECI afferma che “se le altre opzioni falliscono, il Parlamento Europeo dovrebbe emettere una risoluzione dichiarante la legittimità di Israele a difendersi, usando ogni mezzo necessario”. Fabrizio P.

7.2.12
Vorrei sapere perché Israele.net non informa mai, sui gruppi di intellettuali, che sono tanti, progressisti, l’informazione, sarebbe più completa. Un saluto Gianni S.

RISPONDE ISRAELE.NET. Non ci è del tutto chiaro cosa intenda per “gruppi di intellettuali progressisti”. Maître à penser come Amos Oz, David Grossman e A.B. Yehoshua sono molto tradotti in italiano, vengono intervistati e interpellati di frequente dai maggiori organi d’informazione italiani, e sono spesso invitati in Italia per dibattiti e conferenze. Non ci pare che pubblicarli su israele.net aggiungerebbe granché al discorso pubblico, cosa che invece cerchiamo di fare offrendo ai lettori italiani una (piccola) parte dei tanti analisti, editorialisti e commentatori israeliani (ebrei e non ebrei, e di estrazioni politiche diverse) che da noi non vengono mai ascoltati né tradotti.
Veda, a tal proposito:
L’Israele che piacerebbe a mass-media, pacifisti ed esperti occidentali

http://www.israele.net/articolo,3314.htm

5.2.12
Buongiorno a tutti; mi ritengo fortunato a conoscere il sito di ISRAELE.NET, e cerco di farlo conoscere. E’ per questo che non mi ha sorpreso apprendere dalle prime pagine dei quotidiani nazionali che Israele è intenzionato a difendere i propri diritti di popolo e di Nazione da qualunque attacco e contro chiunque: è bello sapere la verità e saper discernere le falsità ed i pressapochismi di chi è partigiano e succube di ideologie contrarie alla Verità (sono cristiano cattolico). Nella piccola cittadina ove risiedo, in Lombardia, storicamente c’è sempre stato un fervore missionario, e ne andiamo fieri: tra loro abbiamo una sorella consacrata che presta la sua opera missionaria presso l’ospedale La Sacra Famiglia in Nazareth, unica struttura generalizia di fondazione cristiana in Israele. Mensilmente ci scrive e ci aggiorna di come e di cosa si vive nella regione (Galilea): ogni volta è come l’aprirsi di una finestra sulla “verità”: sono alcune settimane che, in ospedale, eseguono prove di allarme contro eventuali attacchi di tipo chimico-batteriologico, imparando ad adoperare e a far adoperare anche le maschere antigas. La struttura è dotata di pronto soccorso in caso di attacchi convenzionali (nell’ultima recente guerra in territorio libanese contro Hezbollah, i civili feriti hanno fatto riferimento proprio a questo ospedale, i cui medici appartengono alle tre Fedi e lavorano “spalla a spalla”). Cosa fa pensare tutto ciò? Quanto sia triste che l’uomo perda la sua meraviglia di essere creatura di Dio a favore del male. Grazie per la vostra attenzione, Stefano R.

3.2.12
Salve, ho letto su Repubblica l’intervista a David Harris. Vorrei porvi una questione. Spesso mi capita di sentir confondere da qualche razzista, magari politico di razza, l’antisemitismo con la critica del governo israeliano. Mi è anche capitato di sentire o leggere, Fiamma Nierenstein ad esempio, lo stesso concetto usato in modo contrario, a difesa di Israele. Non credete che sarebbe opportuno, sia per la memoria della Shoah come per la libertà di Israele, non confondere mai le due cose? Poter criticare un governo rende implicito il fatto che Israele esiste ed è un paese libero, che ha una storia difficile ma che deve trovare la pace. Non trovo giusto né vantaggioso rispondere alle critiche ad Israele con la memoria della catastrofe. Ho anche sentito Riccardo di Segni alla tv parlare della Shoah e del rapporto struggente che molti ebrei hanno con la memoria, fino forse a innestare un’idea di morte in una religione di vita. Forse allora dividere le due cose, antisemitismo e governo israeliano, non potrebbe giovare agli ebrei europei anche in questo senso? Grazie Sergio C.

RISPONDE ISRAELE.NET. E’ senz’altro giusto e necessario tenere ben distinto l’antisemitismo (odio pregiudiziale anti-ebraico) dalla critica – legittima – all’operato di qualunque governo, compreso quello israeliano: che infatti tutti possono esercitare democraticamente ogni giorno anche all’interno di Israele. Ma è altrettanto giusto e necessario – diremmo: doveroso – individuare, documentare e denunciare l’odio pregiudiziale antiebraico ogni volta che si manifesta sia esplicitamente (e gli esempi purtroppo abbondano), sia sottoforma di viscerale anti-israelismo. “Con gli anni – ebbe a scrivere Paolo Mieli sul Corriere della Sera (8 novembre 2003) – ho imparato a distinguere tra i rilievi a questo o quell’ atto dello stato di Israele e il ‘rilievo assoluto’, cioè quello di chi in ogni vertenza che ha opposto Israele ad arabi o palestinesi, sempre (sottolineo: sempre) ha dato contro al primo e preso le parti degli altri. Ripeto: sempre. E allora mi domando: siamo sicuri che si tratti di critiche?”. Noi di israele.net siamo perfettamente d’accordo con il presidente Napolitano che nel gennaio 2007 si espresse contro “ogni rigurgito di antisemitismo, anche quando si travesta da antisionismo”.

Veda ad esempio:

Secondo l’Autorità Palestinese, “uccidete gli ebrei” non è apologia di reato

http://www.israele.net/articolo,3342.htm

È cambiato il mufti, non è cambiata la volontà genocida

http://www.israele.net/articolo,3349.htm

Cadono i dittatori, non cade l’odio anti-ebraico

http://www.israele.net/articolo,3312.htm

Quell’antisemitismo dei cristiani d’oriente

http://www.israele.net/articolo,3218.htm

2.2.12
Come si suol dire: “le chiacchiere stanno a zero”. Il democratico (ripeto, democratico) Stato Libero di Israele, dove finalmente è tornato a vivere, ricongiungendosi ai fratelli rimasti in Patria, buona parte del suo (ripeto ancora, “suo”) popolo in diaspora, etno-culturalmente omogeneo ma al tempo stesso “variegato” (cosa che interpreto come una grande ricchezza), copre una minima parte dei suoi confini storici… e quando parlo di storia parlo – correggetemi se sbaglio – di “appena” 4.000 anni di civiltà. Non è un mistero quanto noi cristiani – e come cattolico lo so bene – dobbiamo a questi “Fratelli maggiori” (come li ha definiti un grande Pontefice). Or bene, al di là d’una realisticamente necessaria politica di cautela ed oculatezza, credo che – almeno moralmente – il sorgere di questi insediamenti abbia fior di ragioni. In primis – e questo è importante – non “fanno male a nessuno” e, anzi, allargano l’apporto di civiltà del popolo ebraico. Essi sorgono in zone non abitate, sovente desertiche o inospitali, e certo non “cacciano” di casa nessun vicino. Altro argomento che ritengo importante (ma questo non è che un “pensiero”, forse un po’ idealistico, che tale intende – almeno per ora – rimanere), è quello della necessità di spazio (mi verrebbe di usare l’aggettivo “vitale”, se tale termine non fosse ormai inflazionato negativamente) che Israele ha… ma sia ben chiaro: dentro quelli che comunque sono i confini di “casa sua”! Praticare con ogni mezzo, quindi, da Stato democratico, moderno ed occidentale quale Israele è, la strada del dialogo con le autorità “arabe” (preferisco usare tale aggettivo, piuttosto che “palestinesi”, poiché mostra con chiarezza chi, alla fin fine, siano effettivamente gli interlocutori, eventuali purtroppo), anche se praticamente – al momento – sappiamo bene come appaia impossibile… è sempre auspicabile… magari con una qualche forma di “indennizzo” (…?), formula che non considero sottomissiva, dato che, col tempo, sicuramente si mostrerebbe vincente. Roberto M.

27.1.12
Sono nato nel 1948 ma mi inginocchio e piango per la nostra cattiveria. Renato P.

27.1.12
Il 27 gennaio 1945 vennero aperti i cancelli di Auschwitz, dove persero la vita oltre un milione di persone, nei modi più atroci ed efferati che la mente umana rivoltata al male abbia mai potuto concepire. Molte persone furono perseguitate, internate e barbaramente assassinate “colpevoli” soltanto di avere fede, idee, valori, ed etnia diverse rispetto a quelle del pensiero dominante. Non ricordare le lezioni della storia comporta essere condannati a ripetere gli errori! Fabrizio P.

27.1.12
Per motivi di mia informazione mi sto occupando di materiale in rete pescato su siti abbastanza “ostili” nei riguardi dell’ebraismo. Una di queste informazioni riguarda la presunta o vera ebraicità di Hitler. Di recente è stato scoperto un cromosoma nei parenti del defunto Fuhrer che lo ricollegherebbe ad un’origine ebraica. La leggenda precedente che lo voleva discendente di una violenza carnale perpetrata da un riccone ebreo sulla sua nonna era stata smontata con una certa facilità… ma coloro che hanno lanciato questa leggenda potrebbero in realtà riferirsi ad una voce che già circolava sulle origini della famiglia di Hitler, magari anteriore all’epoca del presunto stupro? In pratica, mi sono chiesto, può darsi che Hitler avesse qualche ascendenza ebraica ma molto datata e questo spiegherebbe tante cose. L’uomo si vergognava certamente dei trascorsi di sua nonna, detestava gli ebrei viennesi quando li incontrava e questa “voce” lo faceva andare in paranoia a causa dei suoi complessi. Gradirei una chiarificazione se possibile. Grazie. Gianni S.

18.1.12
Grazie della risposta. Immagino che l’opinione pubblica israeliana abbia un modo di sentire diverso dal nostro. Ma voglio ancora chiedervi una cosa. Secondo voi, quanto davvero giova ad Israele un giornale come il Jerusalem Post? Un saluto. Sergio C.

RISPONDE ISRAELE.NET Giova a Israele avere una stampa libera e vivace, con una vasta gamma di approcci e posizioni diverse (anche all’interno di ciascuna testata). Veda: “Israele – 60 anni: Nascita e sviluppo di una stampa libera”:

http://www.israele.net/sezione,,2046.htm

17.1.12
Cosa ne pensate? http://www.internazionale.it/opinioni/gideon-levy/2012/01/15/israele-minaccia-una-nuova-guerra Sergio C.

RISPONDE ISRAELE.NET. Pensiamo che Gideon Levy è un opinionista israeliano screditato. Ci basta ricordare quando, nell’ottobre 2007, venne al “Festival della storia” di Savignano (CN) a sostenere – fra altre amenità – che, se non esistono casi di donne palestinesi stuprate da soldati israeliani, è perché “gli israeliani sono così razzisti da non volerlo fare”… Anche dell’articolo che lei cita basta l’inizio, dove afferma che “Khaled Meshal, il capo di Hamas, ha ordinato all’ala militare della sua organizzazione di sospendere gli attacchi terroristici contro Israele”: naturalmente senza ricordare che la notizia è stata categoricamente smentita da Mahmoud Al-Zahar, co-fondatore e membro della dirigenza di Hamas (come da noi riportato: http://www.israele.net/articolo,3331.htm ). Gli articoli di Gideon Levy non sono inchieste informative né analisi ragionate, ma volantini ideologici che in Israele non influenzano l’opinione praticamente di nessuno. Non ci stupisce che vangano proposti da “Internazionale”, una rassegna stampa che non ha mai cercato davvero di offrire al lettore israeliano un onesto panorama del dibattito pubblico in Israele. Veda, a questo proposito: “L’Israele che piacerebbe a mass-media, pacifisti ed esperti occidentali”, di Barry Rubin ( http://www.israele.net/articolo,3314.htm ). Veda anche: “Riarmo di Hamas: forze israeliane pronte a reagire”, di Yaakov Katz ( http://www.israele.net/articolo,3337.htm ).

10.1.12
Complimenti per la vostra attivita’ e buona continuazione. Shalom. Giorgio P.

10.1.12
Siete semplicemente affetto da isterismo collettivo… ascesa al potere dei fratelli musulmani sono soltanto i risultati di questa strategia malata e ceca del occidente e israele… dal punto di vista politico strategico chi è più forte rispetto a 20 anni fa israele o i fanatici religiosi islamici ? qui o si cambia l’approccio strategico politico o si va casa. Arman A.

9.1.12
Vorrei tanto scoprire di “non aver ragione”, ma temo, gentile Lorenzo, che i “Fratelli Musulmani” se ne stra-infischino di questi (per loro) “dettagli”! Quella è gente che – sotto sotto (e neanche troppo velatamente) – mira ad una repubblica islamica integralista (ed oscurantista) di stampo fortemente “filo-arabo” (in senso lato), “filo-iraniano” se non addirittura “filo-talebani”. Potrebbero sempre contare sui fiumi di petrodollari di alcuni paesi dell’area. Roberto M.

8.1.12
Hanno poco da cantare vittoria sia Hamas che gli egiziani. Se l’Egitto non onorerà gli impegni, il congresso Usa (che non è in mano a Obama) taglia i fondi al paese delle piramidi. Sono già messi malissimo per via del turismo che è sparito, figurati se non prendono manco i quasi 2 miliardi di dollari dagli Usa. Lorenzo C.

8.1.12
Va a finire che rimpiangeremo Mubarak, per la stabilità della regione. Mario Z.

8.1.12
bla bla bla… se si sostiene che la Palestina è uno stato, come dice l’araba Onu, è come dire che il Molise è una repubblica autonoma rispetto all’Italia. Da 5772 anni esiste solo Israel. Alessandro C.

6.1.12
L’Onu farebbe bene a preoccuparsi di ben altro che di dar credito a persone sostenute dall’Islam per la cancellazione d’Israele, io sono indignata per il riconoscimento di questo organo, evidentemente i partecipanti hanno degli interessi occulti. Carmela C.

4.1.12
Ci sono Cristiani di tantissimi tipi,come di Ebrei ce ne sono di tantissimi tipi. Io per esempio se amo Israele è perché la Chiesa mi ha fornito testi per approfondire la conoscenza dei miei Fratelli maggiori.Credo che il sinonimo di antisemitismo sia “ignorante”, come il sinonimo di anticristiano sia “cocciuto”. Ratzingher dice che sia la religione che la razionalità siano un male, e voi dite che agli estremi c’è sempre il fuoco… sia Noi che Voi condividiamo il linguaggio antico come condividiamo il linguaggio Nuovo cioè quello della scienza. Io ho sempre avuto problemi a dialogare con gli Ebrei, non vogliono dialogare. Io sono troppo giovane per definire la “Verità” sulla Nostra storia e sono troppo sottomesso a D_O per credere a tutti quei libri, i Vostri e i Nostri… Non ho mai sentito il Papa dire male del Vostro Gran Rabbino ma ho sentito Ebrei dire: “Noi eravamo in piena “Notte” e il Vaticano non ha mosso un dito!”… Salvatore G.

4.1.12
Gli israeliani? Capaci, forti, coraggiosi, creativi, civili, democratici, intraprendenti, pazienti all’infinito, amanti della liberta civile. Conseguenze di queste vostre peculiarità personali? Sarete perseguitati da tutti i poteri malvagi, criminali e invidiosi per l’eternità. Rimedi? Difendetevi sempre con le unghie e con i denti. La tecnica del capro espiatorio non funzionerà più, potenti di tutto il mondo di fronte a Israele vi dovrete arrendere. Grazie di esistere. Domenico S.

3.1.12
Gentili signori, mi rivolgo a voi per chiedere la vostra collaborazione per una ricerca che sto conducendo su un campo di profughi, reduci dai campi di concentramento tedeschi, che soggiornò nel mio paese, Bacoli (Na) tra il 1945 ed il 1946 prima di partire per Israele il 6 agosto 1946. Il viaggio fu compiuto sulla nave francese Ideros-Amiram Schochat che giunse, prima in assoluto, in Israele il 16 agosto. La mia ricerca è partita da una richiesta di collaborazione del prof. Ilan Braun ma poi si è allargata per una curiosità insita nei bacolesi (forse si vorrebbe conoscere una parte della propria storia) perché nel mio paese, per motivi non ancora ben chiari (forse per la presenza di una colonia di ebrei marrani) c’è una forte presenza di nomi riferibili alla Bibbia (Giosuè, Mosè, Giuditta, Abramo, Anania, Giona, Giuda Taddeo ed altre tra cui il mio). Ho trovato alcuni contatti (il Museo di Hatlit) ma sto incontrando molti problemi per la mia scadente conoscenza dell’inglese. Vi chiedo: è possibile da parte vostra offrirmi collaborazione per contattare i sopravvissuti (ce ne dovrebbero essere almeno una decina) e chiedere loro cosa ricordano della permanenza a Bacoli. Vi ringrazio anticipatamente e resto in attesa di possibili positivi riscontri. Samuele G.

3.1.12
Amo il popolo Israele, perché Geova il Suo Dio lo ama! Prego per la sua vera pace: Salmo 122:6 Flora P.

1.1.12
E’ la “Primavera Araba”! Infatti “fioriscono” l’ignoranza, il razzismo e l’odio contro Israele… Confidiamo in un prossimo cambio di stagione… Umberto F.

1.1.12
Un augurio di un anno felice e sereno a tutti voi della redazione. Guido S.

1.1.12
Sono un medico, cattolico, da sempre filo-israeliano: mi affascinano da sempre la storia e la grande tenacia del popolo ebraico a cui auguro un 2012 di prosperità e che avvicini ulteriormente i nostri paesi. Antonio C.

1.1.12
Israele ultimo confine della civiltà contro ignoranza e oscurantismo. Tommaso B.

1.1.12
Già! 4.000 anni di presenza e civiltà – come sempre più ci dimostrano i ritrovamenti archeologici – non si possono cancellare… anche se talune bellicose popolazioni estranee e seminomadi, sull’onda delle loro invasioni in tutta l’area medio-orientale (…ed anche nell’odierno Maghreb e nel sud dell’Europa mediterranea), si sono “semisedentariamente” installate in loco e, approfittando della diaspora e della momentanea assenza di un Paese israeliano libero ed autonomo, riprodotti in vasto numero. Credo che Israele abbia tutta la potenzialità per divenire un Paese tecnologicamente all’avanguardia. Roberto M.

1.1.12
Mi piace sempre di più questo meraviglioso paese. Barbara B.

1.1.12
Ormai ho smesso di stupirmi di come le persone si ergano a giudici supremi, senza peraltro spiegare le proprie motivazioni, ammesso che siano frutto delle loro esperienze e non i soliti pensieri inculcati da letture di quotidiani scritti da giornalisti professori di politica estera, ma che del Medio-Oriente, conoscono solo la geografia delle cartine geo-politiche riportate sugli atlanti. Non per questo scarto a priori tali dichiarazione, ma le analizzo in base alle mie esperienze, vado spesso in Israele, allora percorro con la mente i miei ultimi viaggi, in quei posti dove secondo alcuni Israele commette questi crimini contro l’umanità.
Comincio sbarcando all’aeroporto Ben Gurion, dove a maggio del 1972, quando ancora si chiamava Lod, terroristi filo palestinesi dell’armata rossa, di origine giapponese ed addestrati in Libano, con armi semiautomatiche e bombe a mano, seminarono morte e terrore tra i passeggeri in sosta al ritiro bagagli, uccidendo una trentina di persone e ferendone molte di più, tra questi donne e bambini, sia Ebrei che Cristiani pellegrini in Terra Santa. Mi si potrebbe contestare che sono passati più di trent’ anni e anche se sono convinto che non esista prescrizione per le stragi d’innocenti, arriverò a tempi più recenti, prendo un taxi direzione Tel Aviv, attraversando il centro all’incrocio tra King George Street e Dizengoff ecco il centro commerciale omonimo (Dizengoff), che nel marzo del ’96 alla vigilia della festività del Purim, è il teatro di uno dei più infami attentati a civili, compreso donne e bambini, Israeliani e turisti di varie nazionalità. Ricordo che quello fu solo il quarto attentato avvenuto in Israele, in meno di dieci giorni più di 60 morti e centinaia di feriti, insieme al centro Dizengoff, l’attentato all’autobus 18 in Jaffa Road a fine febbraio, stesso giorno a Ashkelon un attentatore suicida miete vittime innocenti alla fermata di un autobus e due giorni prima dell’attentato al centro commerciale di nuovo l’autobus 18 subisce un nuovo attentato con 19 vittime più diversi feriti. Ora basta, potrei andare avanti all’infinito sino ai giorni nostri, o partire da date antecedenti a queste, sino ad arrivare al ’44, ma credo che questo basti a dar da pensare, credo che certi appellativi siano più appropriati ai componenti di quegli attentati, siano essi di Hamas, Fatah, ecc. lo chiedo in memoria delle vittime di queste ed altre stragi, collegate il cervello prima di parlare, guardate ciò che accade e giudicate con il Vs. pensiero, non con le letture di giornalisti sopra citati, ma se non avete voglia di pensare con la Vs. testa, allora fate a meno di riportare certe stupidaggini. Mi chiedo spesso se ci sarà mai pace in Terrasanta ed anche se su questo ho una mia convinzione, che terrò per me, auguro un nuovo anno di serenità a tutto il popolo d’Israele. Luca Fabrizio V.

1.1.12
ho letto l’articolo del Jerusalem Post “L’atomica, tra Pyongyang e Tehran”, il fatto è che le stesse considerazioni possono essere fatte per Israele. L’avere armi atomiche fa di chi le possiede un pericoloso elemento per la pace mondiale. Israele non ne è affatto escluso visto le minacce che sta facendo in continuazione. Siete inquietanti. Anton Giulio L.

28.12.11
Dobbiamo rassegnarci a vedere l’ascesa di questi nemici d’Israele, ma gli occhi di Dio sono su questa nazione e chi la tocca, tocca l’occhio di Dio, ci penserà Lui a fare giustizia. Carmela C.

23.12.11
Un Augurio di pace e felicità a tutti gli amici ebrei! Sono un cattolico focolarino, cristiano ma molto… molto vicino al mondo ebraico. Pippo C.

23.12.11
Caro Stato di Israele, ricevi un Augurio di Buon Natale e che il 2012 sia un anno di Pace e di Prosperità. Gian Pietro P.

21.12.11
Shalom, coloro che traggono “vanto” dell’uccisione dei figli d’Israele sono solamente dei malati cronici psicologicamente e vanno contro la loro fede in Dio, una cosa è certa “Israele” è la volontà del nostro Dio per cui non sarà mai sola. Shalom. Alberto A.

22.12.11
Abu Mazen e’ stato l’organizzatore della strage di Monaco. E non e’ mai cambiato. Mario K.

21.12.11
Israele è un popolo Libero? Democratico? ma di cosa stiamo parlando … ?!?!?!?!?! ? Ma stiamo scherzando??? … Purtroppo, da quando è morto uno dei miei migliori amici in Palestina per colpa vostra non posso accettare (stronzate) affermazioni di questo tipo!!! scrivo solo per diffendere simone del post del 02/12. Israele non può mai divendare una nazione vera. Mi dispiace!!! Costantino P.

20.12.11
…Un classico! Per essere “à la page”, “alla moda”, “moderni”, “democratici” (…di un certo tipo), “illuminati”, “impegnati nel sociale” e “progressisti” (…ammesso che tutte queste siano poi – nel senso che taluni gli danno – delle autentiche qualità!), bisognerebbe “semplicemente” (si fa per dire) essere completamente filo-arabi, anti-sionisti, antiebraici, contro l’Israele “fascista” (…anche qui si fa – molto – per dire) ed affamatore del popolo palestinese. Ma, soprattutto… pronti ad ogni comprensione verso il terrorismo islamico definito troppo spesso “legittimo” (!!!) ed ad ogni “legittima rivendicazione”, ovvero tutto quello che vogliono (…spero che l’ironia – amarissima – traspaia a sufficienza!) delle cosiddette autorità palestinesi…” Roberto M.

19.12.11
Se si vogliono riforme, pari diritti, allora tutti devono sottoscrivere un patto d’amicizia e di pacifica convivenza, non si possono avere diritti senza doveri! Se gli islamici smettono di avere come obiettivo la distruzione di Israele per distruggere questo unico faro di democrazia nel medio oriente, si può parlare altrimenti siate come “il fariseo ed il pubblicano” Carmela C.

14.12.11
al sig Simone del 2.12.11: certo questo sito si conferma, leggendo le reprimende di questo tal Simone che fa rima con sapientone, che sia davvero un sito autenticamente libero e democratico, comunque il consiglio a tutti i moralisti usa e getta, seminati come la zizzania a ogni angolo di società è sempre lo stesso, andate a vivere in una società araba o islamica che dir si voglia, e portatevi giacché ci siete anche le vostre mogli e fidanzate, questa è la punizione più orrenda che a un moralista di professione può capitare, invece di vomitare professionalmente nel piatto dentro il quale mangia. amici israeliani dopo questo ennesimo pogrom vomitato da questo Simone, vi ammiro e stimo ancora di più. Domenico S.

7.12.11
Buongiorno, chiedo scusa, gradirei avere una informazione che solo voi, penso, potete dare. Mio marito, in uno dei suoi viaggi, ha acquistato (o Belgio o Olanda) una busta contenente tre francobolli e 4 monete, il tutto commemorativo della guerra dei 6 giorni in Israele; pare che numismaticamente non siano conosciute. Voi potete dirmi qualche cosa in merito? Vi ringrazio e distintamente saluto. Egle P.M.

5.12.11
Dal 1967, anno in cui ho scoperto Israele, sono diventato amico degli israeliani, un popolo da amare. Gaetano M.

3.12.11
Certo è preoccupante la piega che hanno preso le libere elezioni in Egitto, ricorda quella presa dalla Germania quando liberamente elesse Hitler cancelliere. Lo dico anche come donna, come cristiana e come occidentale. Io mi sento un po’ minacciata da questi e a me sinceramente, confrontandoli con “personaggi” nefasti della storia, mi ricordano un po’ le SS. Speriamo bene, il mondo non ha bisogno di ulteriori segnali di negatività. Paola T.

2.12.11
Fa specie leggere su un sito che dovrebbe raccogliere commenti di persone che simpatizzano per l’unica democrazia del medio oriente, commenti squisitamente razzisti. Vorrei ricordare a tutti voi, che accusate gli arabi di integralismo religioso, che lo stato di Israele basa la sua legge e la sua stessa esistenza su fondamenti religiosi. “Siamo qui perché Dio ha detto che questa è la terra promessa”. Per questo si sono fatte guerre, si sono uccise persone. Per dirla in breve, Israele non è molto diverso dagli stati che accusate di fondamentalismo religioso. Tifa solo per un altra squadra. Il fatto che ora alcuni reggenti amici siano stati costretti a fuggire, scacciati dall’ira delle nuove generazioni, è evidentemente un problema per Israele. Forse è giunto il tempo di fare in modo che nasca uno stato palestinese, forse è giunto il tempo di lasciare ai palestinesi il territorio compreso nei confini del 67 (almeno quello). Forse è giunto il momento di finirla di costruire case in West Bank. Di costruire strade che usano solo gli ebrei. Di sfruttare le risorse palestinesi della valle del Giordano (e non solo quelle). Forse è finalmente giunto il tempo che Israele dimostri di essere una democrazia. Oppure via la maschera. Un saluto a tutti. Simone C.

RISPONDE ISRAELE.NET. Naturalmente i lettori che scrivono a israele.net si assumono la responsabilità delle opinioni che liberamente esprimono (anche se a noi pare che, salvo eccezioni, definire “squisitamente razzisti” i loro commenti costituisca un giudizio grossolanamente sommario e sostanzialmente infondato). Quel che ci preme invece puntualizzare sono alcune affermazioni di fatto che non corrispondono alla realtà.
Lei afferma che Israele “basa la sua legge e la sua stessa esistenza” su una promessa divina. Non è vero. Le leggi in Israele sono solo quelle approvate dal parlamento (Knesset), basate su un corpus di “leggi fondamentali” di valore costituzionale e sui principi enunciati nella Dichiarazione d’Indipendenza (1948). Quest’ultima enumera anche i titoli di legittimità dell’esistenza dello stato, là dove parla della terra dove “è nato il popolo ebraico”, dove “si è formata la sua identità spirituale, religiosa e politica”, dove “ha vissuto una vita indipendente e ha creato valori culturali con portata nazionale e universale”; parla di un “attaccamento storico e tradizionale” a quella terra e di un’antica aspirazione al “ripristino in essa della libertà politica”; di “generazioni che sono tornate in massa, costruendo villaggi e città e creando una comunità in crescita, che controlla la propria economia e la propria cultura”; parla di un diritto del popolo ebraico sancito dalla Società delle Nazioni (1922) e dalle Nazioni Unite (1947); parla della necessità, dopo la Shoà, di “spalancare le porte della patria a ogni ebreo”; parla del “contributo dato dalla comunità ebraica di questo paese” alla lotta contro nazismo e fascismo; e parla del “diritto naturale del popolo ebraico a essere, come tutti gli altri popoli, indipendente nel proprio Stato sovrano”. Pochi altri stati al mondo possono vantare altrettanti titoli di legittimità, formale e sostanziale, senza che la Dichiarazione d’Indipendenza parli mai di promesse divine.
Lei accenna, poi, a “strade che usano solo gli ebrei”, che nella realtà non esistono. Esistono invece strade riservate alle sole auto con targa israeliana, e non è affatto la stessa cosa. Come ha spiegato Tamar Sternthal (YnetNews, 19.02.07), “tutti gli arabi israeliani, e i cittadini israeliani di qualunque fede o etnia, hanno esattamente lo stesso diritto dei cittadini ebrei di percorrere quelle strade”, il cui uso è limitato ai veicoli con targa israeliana per ovvie ragioni di sicurezza. La “razza” non c’entra niente. Infatti gli arabi israeliani le usano di frequente. Tant’è vero che un arabo israeliano, Wael Ghanem, venne ucciso il 7 agosto 2001 su una di queste strade, presso Kalkilya, in un’imboscata di terroristi palestinesi convinti – loro sì secondo una logica razzista – di colpire un ebreo. Stessa sorte è toccata a un monaco greco ortodosso, Georgios Tsibouktzakis, ucciso il 12 giugno 2001 da terroristi palestinesi su una di quelle strade che essi evidentemente credevano – come i propagandisti anti-israeliani – riservate a “soli ebrei”. E di nuovo, l’11 giugno 2006, un arabo di Gerusalemme est, Marwan Abed Shweika, è stato ucciso sulla superstrada 443. Insomma, sulle strade che lei definisce “per soli ebrei” hanno tragicamente trovato la morte dei cittadini arabi musulmani e greci ortodossi. Casomai – conclude la Sternthal – il vero razzismo sta in coloro che “si dimenticano” di quel 20% di israeliani non ebrei che usano regolarmente quelle strade perché godono degli stessi diritti della maggioranza ebraica.
Potremmo continuare con gli altri “capi d’accusa” da lei elencati. In effetti lettere come la sua, così disinformate sulla realtà dei fatti, ci convincono viepiù della necessità dell’opera di informazione a cui è dedicato lo sforzo di israele.net

2.12.11
Purtroppo l’esperienza di Stati che erano fari di democrazia occidentale, come la Francia e i Paesi scandinavi, non incoraggia ottimismo. Vittorio L.

2.12.11
Un serio pericolo non solo per Israele, ma per tutto l’occidente. Questo fondamentalismo oltranzista ed oscurantista, questo “regresso” socio-politico-culturale, questi fautori di barbe lunghe e veli (…quando non dello chador) fanno semplicemente paura. Speriamo in una tenuta della democrazia perché se no sarebbe un problema per tutti. La mia più incondizionata solidarietà al piccolo democratico Stato libero di Israele – baluardo dell’occidente libero – nonché ai cristiani ed ai democratici egiziani. Roberto M.

2.12.11
Ed ora sono tutti spariti i sostenitori della “democrazia” araba. Con la stessa miopia che portò il mondo occidentale ad appoggiare Komehini anche se un po’ deridendolo ora hanno appoggiato “la democrazia diretta” come se fosse un esercizio indipendente dalla cultura del popolo votante. Francesco P.

30.11.11
L’idea sionista non sarebbe iniziata solo con Theodor Herzl, ma molto prima, con Moses Hess, il cui “Roma e Gerusalemme”, del 1862, precede di ben 34 anni “Der Judenstaat”. Fabrizio P.

23.11.11
In riferimento all’ultima notizia dello scienziato, riconosco che voi siete veramente il Popolo Eletto. Arrivederci e buona giornata. Maria Rosaria F.

23.11.11
Volevo solo complimentarmi con il Jerusalem Post per l’articolo sul presunto apartheid di Israele nei confronti degli arabi. Maurizio P.

23.11.11
L’ambasciatore iraniano in Italia ha affermato che Israele finirà come l’apartheid in Sud Africa. Personalmente non ho mai, purtroppo, scommesso un centesimo sulla primavera araba che, salutata dal mondo come fosse una liberazione pari a quella dal nazi-fascismo, in realtà già dava i suoi segni di debolezza. Niente processi, scontri, lancio di pietre, armi a destra e sinistra passando per guerrieri, che più verosimilmente avrebbero dovuto avere in mani pennarelli e non AK 47. L’idea di rivoluzione all’europea è fallita. Perché il contesto sociale e religioso è diverso da quello europeo (giudaico cristiano!). La pace è molto lontana, e chi credeva che questi popoli si sarebbero auto gestiti credo dovrà ricredersi. Ma il problema è che li vicino c’é un piccolo Stato odiato da tutto l’islam. Non a caso il primo provvedimento egiziano su Suez è stato in chiave antisemita per portare aiuti a Gaza. L’odio verso Israele non poteva far altro che confermare e rafforzare l’idea di fallimento della primavera araba. Una primavera che è durata molto poco, ma che ci prospetterà, come avete detto voi, un inverno molto lungo e rigido. Filippo C.

21.11.11
Israele sei l’ultimo baluardo di democrazia e libertà contro i barbari della cosiddetta primavera islamica, sono vecchio (61), ma la stella di Davide deve vincere contro i mostri. Shalom Israel. Alessandro D.

17.11.11
“Secondo voi cosa significa *morte a Israele?* [ http://www.israele.net/articolo,3278.htm ] mi ricorda Salmo 83, versetti da 1 a 4 e da 12 a 18. Sandro P.

16.11.11
Relativamente alla questione dell’Iran sono assolutamente d’accordo con le varie opzioni anche militari ma più che mai ora risulta necessario coinvolgere l’intero mondo politico europeo. Sarebbe molto difficile intraprendere una azione militare senza l’appoggio delle maggiori nazioni europee oltre ovviamente agli USA. Questo determinerebbe un ulteriore isolamento dello Stato di Israele: situazione da evitare accuratamente. Cordialmente Francesco P.

14.11.11
Per la difesa dei confini di Israele, l’utilizzo di “droni” armati, possono divenire il deterrente più importante (dopo il muro) contro l’attività terroristica palestinese: stanno arrivando anche ai soldati italiani in Afghanistan e, a maggior ragione, gli U.S.A. devono fornirli per la difesa di Israele. E’ evidente che l’occidente ed altri Paesi arabi “sfrutteranno” la necessità di Israele di attaccare e a distruggere le installazioni nucleari iraniane: suggerisco di utilizzare tutta la propaganda possibile per far valere, anche in Italia, le ragioni di esistere di ogni popolo. I neo-nazisti sono proprio quelli che gridano nazisti ad Israele. Grazie per l’ospitalità, Stefano R.

7.11.11
Premetto che non sono ebrea, né per nascita né per religione, ma volevo comunque portare la mia solidarietà al popolo d’Israele. Ciò che mi rattrista è che questo popolo ha sempre dovuto combattere non solo con i paesi con cui è “in guerra” ma soprattutto con l’ostilità sempre dimostrata anche da parte di tanti. Non è stato sufficiente il sangue dei milioni di ebrei (grandi e piccoli), sacrificati durante la seconda guerra mondiale, per far nascere almeno un po’ di solidarietà per questo popolo. E nemmeno ciò che Israele fa per aiutare chi ha bisogno (è sempre tra i primi ad aiutare quando ci sono terremoti o quando c’è bisogno, anche se si tratta di paesi con cui è in guerra) basta a far nascere un briciolo di simpatia da parte di tanti… colpa della propaganda, forse? Non so. Per quello che può servire, comunque, un abbraccio. Maria Carmen S.

6.11.11
Nel luglio 2012 sarò, dopo anni di attesa, ospite di Israele, un viaggio organizzato a cui ho aderito. Sono un amico degli ebrei, degli israeliani. Condivido le linee politiche, i Palestinesi strategicamente hanno sbagliato molte iniziative e mai veramente voluto la pace. Enzo B.

2.11.11
Lo stato di Israele deve portare pace e non guerra, diritti umani e dialogo, come Gesù ha insegnato. Andrea F.

2.11.11
In merito all’articolo sulle deformazioni della storia che i libri palestinesi contengono, la stessa cosa la fanno gli israeliani nei loro libri di testo dove la storia della Palestina è alterata e nascosta (ci sono documenti che lo attestano). Quindi non mi pare che abbiate da lamentarvi. In questa situazione non si sa chi sia più cialtrone. La cultura è cosa diversa da diatribe politiche. Anton Giulio L.

RISPONDE ISRAELE.NET. Al di là di ogni diatriba storiografica (veda ad esempio: “Le falsa narrazione palestinese non va insegnata come storia”: http://www.israele.net/articolo,2976.htm ), sfidiamo chiunque a dimostrare che i testi scolastici israeliani contengano espliciti pregiudizi razzisti, istigazioni all’odio e alla guerra santa, insulti gratuiti o spudorate falsificazioni come quella del francobollo del Mandato Britannico documentata nell’articolo cui lei si riferisce (“Indegni dell’Unesco: http://www.israele.net/articolo,3273.htm ).

2.11.11
Protestate per l’ingresso della Palestina nell’Unesco ribadendo che un eventuale ingresso dovrebbe avvenire solo dopo un accordo di pace, peccato che state togliendo un pezzettino alla volta terra al futuro stato, poi continuate ad affermare che è tutta colpa dei palestinesi che minacciano l’esistenza d’Israele, io vedo l’arroganza d’Israele che prendendo tempo riesce a soffocare qualsiasi speranza di pace… siete peggio dei nazisti. Andrea B.

RISPONDE ISRAELE.NET. L’insulto “siete peggio dei nazisti” è talmente triviale che non meriterebbe alcuna risposta. Se tuttavia lei è ancora disposto ad ascoltare argomenti diversi dai suoi, e senza insultare, veda anche solo i seguenti articoli:
“Condoleeza Rice: Restai scioccata dal no di Abu Mazen all’offerta di Olmert”

http://www.israele.net/articolo,3270.htm

“Ecco lo Stato rifiutato dai palestinesi: Haaretz ha pubblicato la mappa dell’offerta di Olmert lasciata cadere da Abu Mazen”

http://www.israele.net/articolo,2698.htm

“Olmert: Offrii ai palestinesi il migliore accordo possibile. Invano”

http://www.israele.net/articolo,2617.htm

e gli altri ad essi linkati.

2.11.11
Vergognatevi! Viva la palestinese e che diventi uno stato a tutti gli effetti! Gabriele A.

31.10.11
Sono molto furibondo con l’Unesco, è vergognoso dare alla Palestina il diritto di entrare nell’Unesco. E’ sconcertante, dicono la cultura e l’educazione? Sì certo, a odiare Israele e fomentare la violenza e l’odio. Come l’italiano ucciso da Hamas che era in una ong. Quando vedo alle manifestazioni della pace le bandiere palestinesi mi si accappona la pelle. Sono loro che non vogliono la pace. Ricordo che il signor Arafat non ha voluto firmare i trattati di pace di Camp David e gli hanno dato il Nobel per la pace, che dire dai, il più importante premio per la pace ad uno e al suo popolo che vuole la guerra ed ammazza. Punto secondo, fermiamo Ban Ki Moon prima che gli dia un seggio all’Onu, non se lo meritano. Marco C.

26.10.11
Il loro scopo è la cancellazione pura e semplice, dal suo territorio (quattro-cinquemila anni appena di civiltà), del libero Stato di Israele… Roberto M.

21.10.11
Non sono ebrea, ma assolutamente solidale con Israele ed il suo sfortunato popolo. Essendo appassionata di storia antica e saggistica mi sono documentata sulla storia del popolo ebraico, ma c’è una lacuna che non sono riuscita a colmare e voi potete certamente aiutarmi. Vorrei sapere quello che è successo dopo il 79 d.C. al popolo ebraico e come e perché è iniziato a scomparire dalla terra che ora, giustamente è ritornata ad esso. Andate avanti sempre così uniti e non permettete mai a quegli arroganti degli arabi di sopraffarvi. A presto Emanuela S.

RISPONDE ISRAELE.NET. Cara Emanuela S., una sintesi molto breve ma efficace (aggiornata al 2007) è disponibile al seguente link http://www.israele.net/sezione,,2166.htm (bisogna attendere un po’ l’apertura del documento, perché ha molte immagini). Tra la vasta letteratura sull’argomento (in italiano), ci sentiamo di consigliarle per lo meno:
BALBI ROSELLINA, “Hatikva: il ritorno degli ebrei nella terra promessa”, Milano, A. Mondadori, 1986, pp, 161.
BRENNER MICHAEL, “Breve storia degli ebrei”, Roma, Donzelli, 2009, pp. 352.
CALIMANI RICCARDO, “Storia dell’ebreo errante: dalla distruzione del Tempio di Gerusalemme al Novecento”, Milano, Oscar Mondadori, 2003, pp 562.
JOHNSON PAUL, “Storia degli ebrei”, Milano, TEA, 1994, PP. 716.
POTOK CHAIM, “Storia degli ebrei”, Milano, Garzanti, 2003, pp, 595.
SESTIERI LEA, “Gli ebrei nella storia di tre millenni : vicende di un anticonformismo”, Roma, Carucci, 1980, pp, 344.
Veda anche:

http://www.israele.net/sezione,,1039.htm

http://www.informazionecorretta.com/main.php?sez=300&cat=rubrica

19.10.11
Voglio esprimere tutta la mia felicità per la liberazione di Gilad Shalit. Lo scambio di 1 soldato contro mille terroristi dimostra per me la superiorità di Israele rispetto ai suoi nemici. Superiorità che è morale molto prima che politica, economica e militare. Quando i palestinesi e gli arabi lo capiranno forse la pace sarà davvero fattibile. Dario B.

Dario Bellocchi Piacenza
19.10.11
1000 per 1. Ma quanto vale una vita? Israele ha dato al mondo un esempio di civiltà e di amore per il prossimo. Viva Israele! Filippo C.

19.10.11
Ovviamente gioisco per la liberazione del grande soldato israeliano tenuto ostaggio dei delinquenti Hamas. Ma avrei preferito che i 500 o 1000 delinquenti liberati da voi fossero dove meritano di stare cioè 3 metri sottoterra a fare da concime al deserto (non solo geologico) che li ha abortiti. Viva Israele. Domenico S.

19.10.11
Gioisco con voi per la liberazione del militare Gilad Shalit. Che Dio lo benedica! Alberto C.

18.10.11
Diciamo che non bastano mille caproni-terroristi a ripagare il valore di un soldato israeliano… Non servono altre parole. Bentornato Gilad! Rodolfo G.

18.10.11
Bentornato a casa, Gilad! Ti abbraccio da lontano, anche se non mi conosci: lasciami condividere con te questo momento di gioia. E lasciami dire la mia ammirazione per la forza morale e la grandezza d’animo del tuo paese, che ancora una volta mi sorprende. Shalom. Bruno G.

17.10.11
Amo il mio paese, l’Italia, eppure non posso fare a meno di confrontarlo con l’altro paese che ammiro tanto, Israele. Ho appena letto l’articolo di Haim Misgav e, pur amareggiato di come avete subito un ricatto, sono d’accordo. Come ex-militare di professione non posso che essere d’accordo: nessuno va abbandonato al nemico. Vi saranno altri morti a causa di questa liberazione? Probabile, ma se l’esercito è sempre pronto a dare la vita per il paese, merita questo rischio. Bentornato Shalit, auguri Israele. Shalom. Maurizio M.

15.10.11
Shalom fratelli, anche se non sono ebreo, mi sento politicamente tale e vicino ad Israele e alla sua gente, sempre. Marino R.

14.10.11
Buonasera a tutti, ho scoperto recentissimamente il vostro sito: sono italiano, ho 51 anni e nel corso della vita ho capito di amare la mia religione cattolica e di nutrire sempre più l’affetto verso il popolo israeliano. Ho capito che i sinistroidi italiani sono disposti a qualunque calunnia pur di difendere la causa terroristica palestinese ed in generale il fondamentalismo islamico. Correndo il “rischio” di non veder pubblicata questa mia, vorrei finalmente esprimermi senza falsi perbenismi: condivido perfettamente quanto scritto da Valentina il 12 ottobre: anzi, il senso del valore che Hamas ha del suo popolo sta proprio nella proporzione di 1 a 1000 nei confronti di un soldato/uomo israeliano: tradotto, il valore della sua gente è meno della merda che a volte capita di pestare. In realtà, oltre 300 ergastolani per odiosissimi atti di terrorismo sparsi per il mondo, mi preoccupa moltissimo: dove andranno? Per parlare egoisticamente di noi italiani, finiranno forse in Afganistan a sparare ai nostri soldati? O metteranno le loro bombe contro le nostre caserme? Senza contare tutti i potenziali obiettivi sensibili: stazioni, metrò, supermercati… Spero che il nostro ministro Frattini si renda conto anche di questo. Grazie per la vostra disponibilità, Stefano R.

13.10.11
Buongiorno, siamo una scuola di formazione in Sicilia e più precisamente a Siracusa. Stiamo cercano un docente madrelingua per un corso di ebraico moderno della durata di circa 600 ore. Potete aiutarci? Rimaniamo in attesa di una gentile risposta Cordiali saluti. Michele S.

12.10.11
Shalom fratelli e sorelle. Davide T.

12.10.11
È difficile accettare di liberare 1000 terroristi per lo scambio di una persona, assassini, nemici della pace. Ma volendo essere ottimista noto, con piacere,che per un israeliano per mettere in equilibrio la bilancia si devono mettere 1000 palestinesi, poi spero che i terroristi trovino la loro giusta punizione, in un modo o in un altro. Sono felice che Gilad torni presto tra i suoi cari e alla vita! Valentina C.

9.9.11
Rinnovo i complimenti e i ringraziamenti per l’informazione che fornite anche a chi non conoscendo lingue diverse dall’italiano (come me) non può attingere dal satellite TV. Ogni tanto in discussioni private e su forum internet esprimo opinioni pro Israele e vengo ricoperto di insulti. Capisco cosa possa provare il popolo d’Israele. W Israele. Paolo F.

4.9.11
Gentile redazione, da più di un anno sono un vostro fedele lettore quotidiano, e la prima cosa che voglio fare è complimentarmi con voi e dichararvi il mio sostegno; in secondo luogo vi chiederei se non potreste aiutarmi a ritrovare due notizie che credo di aver letto sul vostro sito: la prima è una lettera inviata da un cittadino iracheno al sito del ministero degli esteri (?) di israele all’inizio dell’estate – credo – in cui il mittente, dopo aver letto la storia di una bambina palestinese curata da medici israeliani, dichiarava di vergognarsi per tutta l’educazione all’odio per gli ebrei ricevuta fin dalla sua infanzia. E’ possibile averne il testo?
Secondariamente, in uno dei vostri articoli un giorno ho letto il racconto di un episodio relativo ad una comunità di coloni di un kibbutz che aveva cominciato a invitare i ragazzi del vicino paese arabo per farli giocare con i propri figli in piscina e nei campi da basket del kibbutz, e a mandarli a scuola insieme, fino a quando ci fu un attacco terroristico voluto dagli islamisti per ribadire che con Israele non ci può essere nessun tipo di relazione amichevole. Quando è successo? Avete qualche informazione in più? Grazie di tutto. Shalom Israel! Bruno G.

RISPONDE ISRAELE.NET. Caro Bruno G., questi i link ai due articoli cui lei fa riferimento:
Lettera dall’Iraq: “Ci hanno indottrinato contro Israele”

http://www.israele.net/articolo,3117.htm

Battersi per la pace nonostante il terrorismo

http://www.israele.net/sezione,,2507.htm

2.9.11
Desidererei avere alcuni contatti da facebook con cittadini israeliani che hanno un minimo di conoscenza dell’italiano al fine di instaurare un rapporto di amicizia e di scambio. Leo P.

21.8.11
Mi permetto di segnalare il sito da me ideato e curato: www.israelpeople.altervista.org. Cordiali saluti, Marco B.

21.8.11
Mi viene una sola cosa da scrivere: Israele, governo assassino! Bimbi morti, rastrellamenti, rappresaglie… vergogna! Pasqualino L.

5.8.11
Raccolta firme per Gerusalemme unita. E’ in corso, a seguito del Seminario del 30 giugno in Senato, una raccolta firme on line per sostenere Israele in questo momento storico e per dire NO alla decisione dell’Onu di dividere Gerusalemme e sottrarre ulteriore territorio a questa nazione. Sostieni la petizione nel sito: www.c4israel.it Edda F.

31.7.11
Grazie per le notizie. Vera R.

29.7.11
6 palestinesi su 10 rifiutano la soluzione a due stati. E il 73% condivide la prescrizione religiosa di ammazzare gli ebrei ovunque si nascondano. La pazzia della devianza religiosa non ha limiti. Antonio D.

29.7.11
Carissimi amici israeliani, vi scrivo, dopo un po’ che non lo facevo… profondamente indignato dalla visione degli assolutamente vergognosi video razzisti antiebraici ed anti-israeliani tratti dai programmi di “intrattenimento” e dai “reportage” di alcune televisioni arabe. Incontrovertibile (e quindi apparentemente superfluo) è sottolineare come Israele sia l’unico Paese libero e democratico del Medio Oriente (in modo totale, pulito, “alla luce del sole”); dove – peraltro – migliaia di arabi e comunque di islamici lavorano e vivono in santa pace, molto meglio che in qualsiasi altra nazione araba. In Israele, che è un Paese all’avanguardia in tantissimi campi della scienza, della tecnica, dell’agricoltura e della cultura, con una alfabetizzazione pressoché totale e con un tasso di laureati elevatissimo (con canoni europei e/o americani), non esiste un razzismo anti-arabo di questa specie. In ogni caso, lo stato democratico di Israele e le sue leggi democratiche condannano e reprimono eventuali manifestazioni così meschine. Non invano sono morti sei milioni di onesti ed innocenti cittadini ebraici, con tanto di bambini, donne e vecchi! Col presente intervento ho desiderato sottolineare questo aspetto perché, altrimenti, credo si rischi che una opinione pubblica, anche occidentale, poco informata e soprattutto poco attenta, specialmente influenzata dal dilagante filo-arabismo, possa credere verosimili o addirittura giuste queste trasmissioni e questi atti di aperta ostilità razzista al popolo democratico del libero e civile Stato di Israele, mentre ricordano molto da vicino quanto accadeva nel III Reich! Fiero di avervi come amici e riconoscente perché siete in “prima linea” a difendere valorosamente e con dolore l’occidente libero e democratico contro questo imperante e spaventoso oscurantismo medioevale (se non preistorico) di paesi dittatoriali e semi-teocratici, dove la gente è praticamente schiava e muore di fame, mentre è indotta a vedere nell’ebreo, nell’israeliano “un nemico da abbattere”! Viva la democrazia, viva la libertà, viva la vera pace, viva Israele! Roberto M.

22.7.11
La stupidità umana è infinita, altrettanto l’ingratitudine della signora Zoabi. Antonio D.
[il riferimento è all’articolo “L’amaro destino della signora Zoabi”
http://www.israele.net/articolo,3190.htm ]

9.7.11
Ho fatto di recente un viaggio in Israele ed era tanto che volevo farlo ed ho approfittato dello stage che mio figlio ha fatto all’Ambasciata Italiana a Tel Aviv e sono rimasta veramente entusiasta e se potessi mi trasferirei (anche se le case sono un po’ care!). Annalisa F.

8.7.11
Cara redazione di Israele.net, ricevo ormai da diverso tempo la vostra bella newsletter con la rassegna stampa. Vi scrivo semplicemente per dirvi grazie. Per questo bel regalo e per il vostro lavoro. Cordiali saluti. Marco G

9.7.11
Dichiarazione fatta ad aprile ’11 da TAWFIQ TIRAWI (autorevole esponente di Fatah ed uno dei sostenitori per l’appello di Settembre all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite affinchè riconosca uno stato palestinese senza nessun accordo con Israele):
“il fatto che Hamas sia largamente considerata dalla Comunità Internazionale come un’organizzazione terroristica, non è mai stato preso in considerazione nelle trattative per la riconciliazione fra Fatah e Hamas. Ai nostri occhi, nessun gruppo palestinese è terrorista”. Bene, questo è quanto dichiarato da Tirawi, ma andiamo a vedere cosa si legge nello statuto di hamas (prendo in considerazione solo alcuni punti che voglio trattare ora, per trattarli tutti potrei scriverci un libro): Tratto dall’articolo 7, ”….l’ultimo giorno non verrà finchè tutti I mussulmani non combatteranno contro gli ebrei e I mussulmani non li uccideranno tutti ….”. Bè dopo questa e visto che abbiamo la capacità di lasciar passare sotto silenzio certe dichiarazioni, vorrei proporre tutta hamas come prossima candidatura al Nobel per la pace, e che diamine non sono mica Terroristi, ma allora mi spieghi il “sig. Tirawi” come classifica i suoi alleati di hamas, è importante che ci faccia conoscere apertamente il suo pensiero e quello di tutti I “pacifisti filo-palestinesi”, siano essi medio-orientali o europei, e a questi ultimi voglio leggere un’altro passo dello statuto di hamas, augurandomi che lo leggano anche tutti I responsabili dell’Assemblea delle Nazioni Unite. Tratto dall’articolo 11, … nessuno Stato Arabo, ne tutti gli Stati Arabi messi insieme, nessun Re o Presidente, ne tutti I Re e Presidenti messi insieme, nessuna Organizzazione, ne tutte le organizzazioni Arabe unite hanno diritto di disporre o cedere anche un singolo pezzo di terra, perchè la Palestina è terra islamica affidata alle generazioni dell’Islam sino al giorno del giudizio… -ED ANCORA- questa è la regola della legge Islamica (shari’a), la stessa regola si applica ad ogni terra che i mussulmani abbiano conquistato con la forza, perchè ai tempi delle conquiste I mussulmani l’hanno consacrate a tutte le generazioni future dell’Islam, fino al giorno del giudizio… Ecco qua ci siamo, perchè nel loro delirio, non pensano di fermarsi in Palestina, ma di riconquistarsi tutti i territori che furono conquistati con la forza secoli addietro, e con la forza del terrorismo riprenderseli, perciò fate attenzione voi benpensanti della causa palestinese, perchè se per sbaglio abitate sulla penisola Iberica sino ai confini del sud della Francia, in Sicilia o sulle coste meridionali della penisola Italiana, allora potreste trovarvi a dover discutere con questi pacifisti, mentre loro vi imporranno con la forza la loro ideologia, voi potrete dirgli a quattr’occhi quanto vi sta a cuore la loro causa. Pensate a questo anche voi, responsabili delle Nazioni Unite, quando a Settembre sarete chiamati a decidere sulla questione Palestinese, visto che sino ad ora nessuno di voi si è accorto che, con il vostro tacito assenso, stanno trasformando la ns. Europa nella loro Eurabia. Non sono un disfattista, razzista e tantomeno un moralista integralista, sono semplicemente un italiano che non chiude gli occhi davanti all’evidenza, che non cerca di non vedere ciò che è palese per paura di scoprire che il suo piccolo mondo è fatto come un castello di carte, e preferisce nascondere la propria debolezza dietro l’ignoranza, come uno struzzo infila la testa sotto terra per nascondersi. Fabrizio V.

5.7.11
Un complimento a Luca V. per la sua analisi chiara e concisa e assolutamente condivisibile. Certo che questi “pacifisti”, se non fossero così spaventosamente e velenosamente tragici, farebbero ridere con le loro farse burlesche, con il loro razzismo latente e violento, con la loro pace armata ed estremista; immersi nella cecità del loro crepuscolo medievale. E se il sionismo è un virus che infetta l’umanità la sua Democrazia, la sua Cultura e il suo Esempio sarà un virus che l’umanità salverà dalle barbarie travestite da buoni intenti. E ora, in silenzio e umiltà, chino il capo in memoria di Yoni N. – Shalom, Luigi G.

4.7.11
Vorrei scrivere questo messaggio nel ricordo della morte di Yoni N., tra la notte del 3 e 4 luglio 1976, un grande soldato, sacrificato per la giustizia e la lotta contro l’estremismo e contro gli antisemiti. Tanti saluti, Francesco, 14 anni da Bari.
(N.d.R. – Yonatan “Yoni” Netanyahu, comandante dell’unità d’élite israeliana Sayeret Matkal, rimase ucciso 35 anni fa durante l’operazione di salvataggio dei civili ebrei e israeliani tenuti in ostaggio da terroristi e soldati ugandesi all’aeroporto di Entebbe, in Uganda)

4.7.11
Non esiste un limite all’incoerenza? Evidentemente no dal momento che all’alba della fine di giugno, una nuova spedizione di auto dichiarati “attivisti per la pace” denominata Flotilla Freedom Due, ha preso il largo per raggiungere Gaza. Sin qui potrebbe sembrare tutto normale, se non fosse per alcuni PICCOLI particolari, al di là del fatto che questa spedizione sia dedicata all’italiano Vittorio Arrigoni, noto “attivista per la pace” che aveva solo il piccolo difetto di definire normalmente gli israeliani “ratti” e che è stato ammazzato (strangolato con pubblicazione delle immagini sul web) da quelle stesse “pacifiche” persone che lui stesso difendeva. Inoltre, a seguito del blocco da parte delle autorità greche della spedizione, sul sito di FF2, si legge quanto segue (queste sono solo alcune parti):
-La rete delle ONG palestinesi condanna la decisione del governo greco di impedire alle navi della Freedom Flotilla 2 di lasciare i porti della Grecia dove sono ancorate per dirigersi verso la striscia di Gaza.
La rete PNGO considera questa decisione e le procedure adottate dal governo greco risposte alla pressione del governo israeliano e alla campagna di incitamento contro la Freedom Flotilla 2, che è composta da centinaia di attivisti per la pace impegnati in una missione umanitaria
-PNGO loda la Freedom Flotilla 2, la grande fermezza degli attivisti di fronte alle molteplici minacce israeliane che stanno affrontando con grande volontà; questo riflette la loro fede per la giusta causa palestinese per cui combattono e che si esprime con la solidarietà con il popolo palestinese e il contributo agli sforzi per rompere l’assedio.
Scritta cosi viene quasi da crederci, ma vediamo insieme l’ultima parte del primo punto:
-Freedom Flotilla 2, che è composta da centinaia di attivisti per la pace impegnati in una missione umanitaria- Ok, vediamoli questi pacifisti: la prima è l’IHH, nota organizzazione umanitaria turca che, guarda il caso, mantiene stretti rapporti con “la Fratellanza Mussulmana” legata a doppio filo, attraverso cospicui finanziamenti, a Hamas; se questo non bastasse vi invito a leggere le molteplici dichiarazioni “pacifiche” del Presidente dell’IHH, tale Bulent Yildirim, certamente un convinto pacifista quando dichiara che, cito testualmente, “il nostro problema è il sionismo, che come un virus infetta tutta l’umanità”. La seconda è l’Union of good, potente Multinazionale Islamica della Fratellanza, capitanata dal buon Yusuf al Qaradawi, noto fondamentalista islamico con leggere tendenze jihadiste. Tutti gli altri a seguire sono noti esponenti della sinistra radicale che in molteplici dichiarazioni hanno definito la situazione israeliano-palestinese “l’Olocausto palestinese provocato dai nazisionisti”: ecco da dove prende spunto la dichiarazione finale del secondo punto: -loro fede per la giusta causa palestinese per cui combattono e che si esprime con la solidarietà con il popolo palestinese e il contributo agli sforzi per rompere l’assedio-.
Dà da pensare, non è vero? Ma quello che più fa specie è che queste notizie non si leggono su giornali o si vedono attraverso i mass media televisivi: no, fa più notizia trasmettere le aggressioni dei cattivi sionisti alle povere navi umanitarie, piene di pacifisti che, con le spranghe di ferro, difendono il loro pacifico intervento. Luca V.

21.6.11
A Gennaio sono stato in Israele per un pellegrinaggio, ho girato molti posti: oltre alle città sante anche mar Morto, Ein Ghedi, Eilat, Sde Boqer, Red canyon. Io sono geologo e sono rimasto folgorato dalla bellezza della geologia d’Israele. Vorrei sapere se è possibile contattare qualche geologo dell’università di geologia di Gerusalemme che però parli italiano, in quanto il mio inglese è nullo, per avere una collaborazione per poter scrivere una guida geologica della bibbia o dei luoghi santi. Potete aiutarmi?Vi ringrazio. Un caro saluto, Carlo L. Geologo

10.6.11
Come cittadino italiano avete tutta la mia vicinanza contro le minacce ricevute per la vostra manifestazione culturale a Milano. Sappiate vincere con fermezza prevenzione culturale e odio. Antonio F.

9.6.11
Condivido e sottoscrivo l’appello di Ugo Volli in difesa di Israele e contro ogni forma di razzismo (anche quello anti-islamico), di antisemitismo ed antisionismo (due facce della stessa medaglia) ma al tempo stesso ribadisco il mio totale appoggio a Giuliano Pisapia per una nuova Milano antifascista, antiberlusconiana e libertaria! Marc B.

8.6.11
Grazie mille per la risposta, così attenta e puntuale. Devo dire però purtroppo che non sono ancora soddisfatto. Io sono un amico di Israele, la questione se debba esistere o meno per me è assurda, ed è sbagliato porla sempre e comunque. Amo la cultura ebraica e quando posso approfondisco l’enorme patrimonio culturale antico e contemporaneo che essa esprime. Ma questo non può ledere i diritti umani di altre popolazioni. I palestinesi hanno diritto a quella terra quanto gli ebrei. Hanno diritto a tornare ” a casa” quanto lo avevano i primi coloni che ripopolarono la terra di Israele. Io, utopicamente, spero che prima o poi possa nascere uno stato multietnico, come sono tutti i grandi stati di oggi. Lo stato nazione non esiste più. Perché farlo ora in Palestina? Il popolo ebraico può sentire propria quella terra, indissolubilmente propria, anche se condivisa con il popolo palestinese. Io, da italiano certo, ma conosco meglio la cultura israeliana che quella palestinese e in generale mediorientale. Ma credo che ci siano molti più punti di contatto fra le due che discordanze. Queste forse verranno alla luce se tutti, Hamas certamente, e Israele rinunciano alla violenza. Io sono un pacifista, un non violento. Credo nella democrazia vera, nei diritti e nella giustizia. Mi addolora ogni notizia di morte da quei luoghi, da ogni fronte. Io sono laico, non credente, ma cerco di essere profondamente cristiano. Quando noi, voi, e loro, potremo abbracciarci senza muri? Senza violenza? Con il fare di fratelli? Il vostro resoconto è parziale e fazioso, non è storico. Come i Palestinesi devono accettare la vostra storia, voi dovete accettare i fatti. Il caso di Israele non può essere paragonato mai ad altre situazioni di colonie o altro, è fondamentalmente diverso. Non c’è legame storico fra i tedeschi sudeti o gli italiani di Croazia o di Libia con il popolo ebraico che torna in patria. Il vostro legame alla terra di Israele non è comparabile per qualità e condizioni. E’ più facile pensare che ci sia un legame fra gli esempi proposti e il popolo palestinese. Credo che sia più utile alla stampa israeliana comprendere, ancora una volta, l’unicità della storia del popolo ebraico. Credo che la storia non sia esattamente quella raccontata dal Jerusalem Post ad esempio, e riguardo alla vostra ultima indicazione, una guerra è contro tutti, sempre. Una guerra non annulla i diritti fondamentali, né dei vinti né dei vincitori. Una guerra non è il metro per stabilire la nostra umanità. Mai lo dovrebbe essere. La guerra è un metodo banale, il popolo ebraico non lo è mai stato, è ora che rinunci alla banalità del male. Due Stati in Palestina, ma nessuno dei contendenti ha rispettato l’ONU ad esempio, ha rispettato l’altro, mai, e nemmeno le potenze che hanno cavalcato ignobilmente i naturali bisogni di due popoli, e i loro morti. Occorrerà molto tempo, ho trentacinque anni, spero di vedere una terra di Pace prima di andarmene. Un caro saluto un abbraccio e un ringraziamento particolare. Sergio C.

6.6.11
Vorrei rispondere a Fausto L. che gentilmente domanda se è possibile condividere su Facebook gli articoli di israele.net. Su Facebook è presente già una pagina che si chiama Israel Shalom Aleichem dove vengono pubblicati molti degli articoli già presenti su israele.net. Marco P.

6.6.11
Chiedo cortesemente mi suggerite un buon libro riguardo la Guerra del Yom Kippur. Grazie infinite. Marco L.A.

RISPONDE ISRAELE.NET. Caro Marco L.A., in italiano può fare riferimento al libro “La spada e l’ulivo. Storia dell’esercito israeliano”, di Martin Van Creveld (Roma, Carocci, 2004, pp. 543).

6.6.11
Si legge: “Si tocca, qui, il famoso “diritto al ritorno”, nel cui culto sono state allevate intere generazioni di irredentisti arabi e palestinesi. Strano “diritto”, però, quello al “ritorno” dei profughi palestinesi e di tutti i loro discendenti (molti dei quali non hanno mai messo piede in terra di Palestina in tutta la loro vita)…” Vorrei fare una domanda, forse banale e stupida per i più, ma io non capisco. Perché per il popolo ebraico, composto anch’esso nel mondo per secoli da persone che mai avevano messo piede in Palestina, vale e varrà sempre il diritto di tornare nella Terra di Israele, e per i Palestinesi, che solo da pochi decenni sono fuggiti via, fuggiti da una guerra, invece non vale? Che differenza c’è? Grazie a chi vorrà rispondermi. Sergio C.

RISPONDE ISRAELE.NET. Caro Sergio C., la sua domanda non è banale e la risposta, secondo noi, sta nel resto dell’articolo da lei citato (http://www.israele.net/sezione,,197.htm ). Gli ebrei, che nei secoli della diaspora non erano mai scomparsi del tutto dalla Terra d’Israele/Palestina, quando hanno iniziato a rivitalizzare e ripopolare quella loro comunità – a cavallo fra XIX e XX secolo – hanno rivendicato e ottenuto il diritto di autogovernarsi su una parte di quella terra, fondandovi un loro Stato: uno Stato che dovettero difendere sin dal primo giorno dall’aggressione dei paesi arabi circostanti. È in quello Stato, l’unico Stato ebraico al mondo, che gli ebrei rivendicano il diritto di stabilirsi, così come andrà riconosciuto agli arabi palestinesi il diritto di stabilirsi nello Stato arabo-palestinese. Come viene ricordato nel resto dell’articolo, gli esempi del XX secolo mostrano che un problema di profughi non si disinnesca col “ritorno alla case perdute” (non è stato così, infatti, per musulmani e indù profughi da India e Pakistan, né per i profughi dal Vietnam del Sud, né per gli italiani profughi da Istria e Dalmazia; e nemmeno, naturalmente, per gli ebrei che hanno perduto le loro case in Europa e nei paesi arabi), bensì con l’integrazione socio-culturale in una “patria” (antica o nuova) disposta e capace di accoglierli. E, come ricorda l’articolo da lei citato (che porta l’esempio dei tedeschi cacciati dai Sudeti cecoslovacchi dopo la seconda guerra mondiale), la soluzione di un problema di profughi non può prescindere, moralmente e psicologicamente, dal nodo delle responsabilità storiche e politiche.

3.6.11
E’ possibile poter condividere i vostri notevoli articoli (come quello odierno) su Facebook o altri portali ? Meriterebbero di essere letti da un pubblico più vasto. Fausto L.

RISPONDE ISRAELE.NET. Caro Fausto L., siamo molto lieti che lei trovi utili e interessanti i nostri servizi tanto da volerli riproporre sul web. Naturalmente le saremo grati se vorrà indicare www.israele.net come fonte, possibilmente con un link diretto al nostro sito. Veda anche: www.israele.net: condizioni d’uso: http://www.israele.net/articolo,393.htm

3.6.11
Sempre più spesso, sento parlare molti concittadini (Italiani e non solo) sulla situazione israeliano-palestinese, tuttologi che indossati i panni dei supremi giudici sparano, Salomoniche (chiedo venia per la citazione) ed indiscutibili verità sulla cattiveria Israeliana nei confronti del povero popolo Palestinese, vittima indiscussa di questa assurda guerra condotta solo per pura crudeltà, Israeliana naturalmente. Ed è proprio in quel momento che la domanda mi sorge spontanea, ma allora quando mi reco in Israele, circa due volte l’anno, perché non vedo queste verità assolute? Perché vedo un popolo che vuole solo difendere la proprio identità ed il proprio diritto ad esistere, diritto che a tutt’oggi devono purtroppo rivendicare ogni giorno, mese ed anno della loro esistenza, difendere non solo dagli attentati dei loro nemici dichiarati, ma anche e soprattutto dai vari voltafaccia più o meno politico-diplomatici dei loro alleati, che per vari motivi spesso li richiamano a più miti consigli, perché ciò è “politicamente corretto”, gli stessi che poi sganciano bombe sulla Libia, perché dopo soli 42 anni si sono accorti che il Leader Libico era forse, un tantino dittatoriale, per non parlare di Afghanistan, Iraq, evitando accuratamente di impantanarsi in Darfur, dove una guerra civile miete vittime a migliaia, ma gli interessi economici sono scarsi. No, i miei occhi non vedono assolutamente quello che i ns. media ci propinano, non vedono il lupo cattivo che vuole divorare tutto, vedono una Nazione che ha dovuto imparare a sopravvivere tra guerre e politica, che nel ’76 rischia di farsi sopraffare solo per non muoversi preventivamente, rischiando cosi di essere vista come l’aggressore, mentre Nazioni vicine si coordinano per distruggerli, ho volutamente glissato la guerra dei sei giorni nel ’67 stessa situazione, stessi protagonisti, ma più lontana nel tempo e potreste rispondermi che erano altri tempi, ma il ’76 è diverso, in quegl’anni anche noi subivamo azioni terroristiche, ciò che oggi come allora, ricordiamo come gli “anni di piombo” non possono essere state dimenticate, ero molto giovane allora, ma non scordo i commenti e le paure di quei tempi, eppure oggi siamo qui a negare a loro, lo stesso diritto a difendersi che noi abbiamo richiesto a gran voce per noi e per i ns. figli. Ma forse sono un povero cieco, che come la grande scrittrice Oriana Fallaci, non riesce a vedere un Europa portatrice di democrazia, ma l’Eurabia, citazione della sopracitata, che si spaventa quando deve difendere la propria identità in nome della democrazia promulgata a senso unico. Certo qualcuno a questo punto si sentirà in dovere di sentenziare che sono di Religione Ebraica, nulla di più sbagliato, sono fermamente di Religione Cattolica, ma a differenza di molti non ho imparato la lezione su internet o alla televisione, ma per vari motivi o girato il Nord-Africa e Medio-Oriente, non nei luoghi di villeggiatura a misura d’Occidentale e, incredibile ma vero, non ho nemmeno dovuto scavare per cercare verità nascoste, mi sono semplicemente guardato in giro, non è difficile ma non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere( citazione leggermente variata). Ok, ora sono pronto a ricevere tutte le critiche che i vari benpensanti vorranno propinarmi, ma proprio a queste persone voglio dire, attenzione perché ciò che ho scritto e solo la punta dell’iceberg, molto altro ci sarebbe da dire seppur con la certezza che, se non si vuol vedere… Luca V.

26.5.11
Vorrei rispondere a Marco L.A. che cerca un libro affidabile riguardo alla Guerra dei Sei Giorni: io consiglio di cercare e di leggere il libro di Orio Ribelli “Moshè Dayan, la Guerra di Israele, 1967″ pubblicato dall’Editrice Italiana. Marco P.

21.5.11
Cerco una libro affidabile riguardo alla Guerra dei Sei Giorni e dove acquistarlo. Marco L. A.

RISPONDE ISRAELE.NET. Caro Marco L. A., fra i tanti possibili le suggeriamo il seguente volume: di Michael B. Oren, “La guerra dei sei giorni. Giugno 1967: alle origini del conflitto arabo-israeliano”; Milano, Oscar Mondadori, 2004, pagg. 552.
Veda:

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=31595

18.5.11
Mi complimento con voi. Leggo sempre volentieri le Vs. notizie. Spero che quanto prima (una VERA PACE PER ISRAELE!) possa leggere qualcosa di “positivo”. Shalom Giacomo K.

18.5.11
Dopo l’articolo del Jerusalem Post. Vi chiedo se potete spiegarmi il significato di “Stato Ebraico”, perché da come viene utilizzato questo titolo io non riesco più a capire. Colgo l’occasione per ringraziarvi del servizio che date, la traduzione dei giornali israeliani è una cosa davvero importante. Grazie. Sergio C.

18.5.11
Fortunatamente il mondo sta aprendo gli occhi sulla questione israelo-palestinese, il vittimismo che avete esasperatamente usato finora non incanta quasi piu nessuno. e’ora che chi ha commesso crimini di guerra paghi e che i diritti umani vengano rispettati! penso che fare il giornalista significhi guardare con occhi imparziali e descrivere la situazione, cosa che, leggendo i vostri articoli, non ho assolutamente trovato. Camilla S.

17.5.11
Non so se Napolitano abbia fatto bene a dare all’Olp una sede d’ambasciata a Roma. Ufficializzare l’OLP e di conseguenza Hamas, che sappiamo benissimo ha nel suo statuto lo scopo unico ed irrinunciabile la distruzione di Israele, non sembra essere la miglior mossa politica in questo momento. Ma perché Napolitano non ha chiesto ad Abu Mazen se vuole veramente la pace con Israele? Si saranno parlati viso a viso. Frattini penso sarà stato presente ai colloqui con Abu Mazen. Ma come si può garantire un’ambasciata ad un personaggio che il giorno dopo la partenza del Capo di Stato italiano nega qualsiasi passo verso la pace con Israele? O sono rincitrullito io, ma mi pare che Napolitano (Frattini complice?) miri più ad uno scopo politico personale, per raccogliere voti in quella sinistra estrema verso la quale dice di prendere le distanze, ma poi la rafforza, che ad impegnare in modo concreto e fattivo il numero uno dell’Olp. Guido S.

17.5.11
State sbagliando tutto,vi macchiate sempre di sangue ed il mondo vuole la pace ed il dialogo. Non sapete affrontare una protesta popolare per i palestinesi perché siete in colpa. Il vostro stato e la vostra violenza sta stancando il mondo civile. Non siete giusti. Andrea F.

16.5.11
Quello che è successo ieri non è altro che la solita e scaltra “furbizia” politica e strategica di antistoriche dittature velate di giustificazioni politiche. Per nascondere i loro misfatti, per allontanare lo spettro dello Storia che avanza e li lascia fermi nella violenza delle loro piccole ed egoistiche dittature, vetuste e macilenti; ecco che sventolano vecchie e assurde bandiere di anti-israelismo, ecco individuare un nemico buono per tutte le stagioni e lanciare allo sbando qualche centinaio di giovani fanatizzati. Ma imparate da ciò che Israele può insegnarvi, da quello che in tutta la regione quest’unica Democrazia sia da esempio e guida e levatevi di dosso gli abiti del fanatismo cieco e assurdo, dell’autodistruzione per coprire gli interessi di pochi ed egoistici dittatori. Israele vive e vivrà non perché è una potenza regionale, ma perché è da Israele che passa la strada del progresso e dell’emancipazione di tutto il mediterraneo meridionale. Luigi G.

16.5.11
Dopo i fatti di questi giorni, esprimo la mia solidarietà a tutti i cittadini di Israele e allo Stato di Israele. Mi auguro che la calma torni al più presto e mi associo a quanto detto dal Presidente della Repubblica Italiana: “La fondazione dello Stato di Israele è un evento storico che non può essere messa in dubbio”. Israele è una democrazia “punto di riferimento” in Medio Oriente. Carlo R.

14.5.11
Ho letto gli articoli di Ha’aretz che proponete, sulla Nakba e sulla indipendenza di Israele. Credo che sia corretto porre ad esempio il dialogo fra Germania e Repubblica Ceca, ma non è altrettanto sano paragonare la narrazione palestinese a quella nazista o giapponese… che senso può avere? Le situazioni sono troppo diverse. Credo che sia il tempo della pace, e sono d’accordo con chi propone di porre lo sguardo al futuro. E’ giusto che gli arabi comprendano la Shoah, ma è altrettanto giusto che Israele accetti il fatto che ha commesso errori in questi sessanta anni. Storicamente la risoluzione ONU del 48 non fu accettata nei fatti nemmeno da Israele, sbaglio? Davvero nel 48 lo stato ebraico fu fedele a quella risoluzione? E non ci fu un terrorismo ebraico prima del 48? Per la pace serve si trovare soluzioni condivise, e condividere il proprio tremendo passato con il vicino. Deve essere una condizione al dialogo, i palestinesi devono accettare la Shoah storicamente, ma Israele deve fare i conti con il fosforo lanciato sui civili, non può non farlo, per se stessa prima che per i morti innocenti. Non si può dire di voler la pace e lanciare il fosforo sui civili, non si può chiudere Gaza in un assedio medioevale e poi dichiararsi una democrazia o lamentarsi del fatto che i palestinesi non accettino la storia del popolo ebraico. Purtroppo non basta votare liberamente per essere una democrazia. Eppure credo che Israele abbia tutti i mezzi culturali per poter esprimere uno stato diverso, che possa fare da guida anche al rinnovamento dei vecchi stati europei. Israele, con l’esperienza che sembra abbandonare dei kibbutz, con la diffusione della cultura più alta presso il popolo, con la capacità di armonizzare tecnologia e tradizione, può essere il primo paese davvero democratico, davvero libertario, e pacificatore. Ma solo se lo vorrà. Se vorrà fare i conti con quello che è stato fino ad ora. Che senso può avere oggi uno stato ebraico, se non è uno stato di pace, di non violenza, di scienza e di arte? Perchè Israele, che esiste e ha dalla sua i potenti del mondo, non declina l’offerta della violenza? La smette di sparare sui contadini e cerca empaticamente di comprendere il dolore senza fine dei palestinesi? Sergio C.

4.5.11
Per Israele meglio di così non poteva andare (nel senso tragico della faccenda), perché se prima venivano concesse ad Abu Mazen delle chances di reale visione politica per affrancarsi dagli assassini di Hamas, ora le reali intenzioni del capo dell’Olp si sono tragicamente svelate. L’accordo siglato al Cairo con Hamas ha definitivamente cancellato qualsiasi credibilità di negoziazione con l’Olp, diventata ora sostenitrice effettiva della distruzione di Israele (come se prima non lo si sapesse, ma si sperava per il meglio). Guido S.

30.4.11
Massima solidarietà ad Israele e alla sua popolazione. Concordo pienamente con l’articolo di Guy Bechor:Triste lezione di storia dal Medio Oriente. Cordiali saluti Dino A.

22.4.11
Conoscendo il modo di operare del TG3, ma non solo loro, se dalle indagini sull’uccisione di Arrigoni non emergerà assolutamente niente che possa ricondurre a Israele, semplicemente la notizia sarà rimossa, non se ne parlerà più. Ovviamente non una parola di correzione per il dubbio insinuato in modo sottile presentando la notizia per cui Israele in qualche modo potesse essere coinvolto. Stefano G.

21.4.11
Gentile Redazione, vi ringrazio per la cortese ed esauriente risposta. Non è un mistero l’orientamento smaccatamente filopalestinese e antiisraeliano del TG3, che si è intensificato in occasione dell’assassinio del “pacifista” Arrigoni: nel servizio che ho citato, in qualche modo si riusciva a inserire la considerazione secondo la quale Israele avrebbe avuto molte buone ragioni per un “assassinio mirato”. Una dietrologia degna di miglior causa, intrisa di astio preconcetto e basata solo sul pregiudizio ideologico. Non resta che sperare in una maggiore moderazione per il futuro, a mano a mano che si definiranno meglio i contorni dell’assassinio, fino a prova contraria compiuto da estremisti islamici. Non c’è tuttavia da farsi molte illusioni… Enrico S.

16.4.11
Buonasera, ieri 15 aprile ho ascoltato un sevizio giornalistico sul TG3 delle 14 e 15 dedicato all’assassinio del “pacifista” Vittorio Arrigoni. A un certo punto ho sentito il giornalista parlare dei “cecchini israeliani” usi a sparare sui contadini palestinesi di Gaza… Che cosa c’è di vero in questa affermazione? Vi ringrazio in anticipo e come sempre formulo i piú fervidi auspici perché Israele viva e prosperi sempre. Enrico S.

RISPONDE ISRAELE.NET. Caro Enrico S., a quanto ci risulta in Israele nessuna testata, nemmeno Ha’aretz, ha parlato di “cecchini israeliani usi a sparare sui contadini palestinesi di Gaza”. Né l’hanno fatto organizzazioni come B’Tselem (www.btselem.org) o Human Rights Watch (www.hrw.org), che pure non fanno sconti a Israele su questi temi.
Di “cecchini israeliani” parlano solo fonti come ElectronicIntifada e Palsolidarity (quest’ultima il 16 aprile riferisce di un dimostrante leggermente ferito da un “cecchino” durante una manifestazione a Bilin, Cisgiordania). Se le cose stanno così, la notizia veramente inquietante è che il TG3 “passi” queste fonti senza citarle e senza controllarle.

11.4.11
Gentile redazione, sono una studentessa di economia di Roma e mi è stato assegnato un progetto di ricerca sull’innovazione tecnologica in Israele (progressi rispetto agli altri paesi del mondo, investimenti in tecnologia, R&S, brevetti ecc). Qui il materiale è notevole, ma riguarda le singole scoperte scientifiche. Mi potreste consigliare qualche articolo che tratti in generale di questo argomento? Sarebbe molto importante, grazie infinite per l’attenzione. Claudia D.

RISPONDE ISRAELE.NET. Cara Claudia D., le suggeriamo di consultare i seguenti link:

http://www.startupnationbook.com

5.4.11
Ucciso l’uomo del teatro dei profughi. Mer-Khamis, ebreo-arabo, era un’icona fra i disperati del campo di Jenin. Era figlio di madre ebrea e padre arabo; cittadino israeliano e attivista filopalestinese; residente a Haifa, ma di casa nel campo profughi di Jenin. Era un eccentrico Juliano Mer-Khamis, con molti ammiratori, moltissimi detrattori e qualche nemico. È stato ucciso ieri, con una sventagliata di proiettili, a pochi metri da quel teatro che aveva voluto rifondare come simbolo di dialogo e di riscatto proprio a Jenin, nel cuore inquieto della Cisgiordania. […] Israele = paese democratico. Anton Giulio L.

RISPONDE ISRAELE.NET. Con tutta la buona volontà, caro Anton Giulio L., proseguire con lei un dialogo minimamente costruttivo diventa francamente difficile. Se ben capiamo, lei trova appropriato ironizzare sulla definizione di Israele come “paese democratico” nel giorno in cui un cittadino israeliano di famiglia mista arabo-cristiano-ebraica, fortemente critico verso le politiche del suo paese, fortemente impegnato in prima persona nel dialogo con i palestinesi, ampiamente apprezzato in patria per i suoi meriti artistici e per il suo coraggio politico (vale a dire: esattamente uno dei migliori esempi del carattere democratico della società e dello stato israeliani), nel giorno in cui quest’uomo, dopo essere stato ripetutamente intimidito e minacciato da fanatici estremisti palestinesi, è stato vigliaccamente assassinato (probabilmente da Hamas, secondo le indagini dell’Autorità Palestinese) mentre si trovava nel campo palestinese di Jenin, in Cisgiordania. Il suo sarcasmo, caro Anton Giulio, oltreché di pessimo gusto in un giorno di lutto, più che una critica ci pare una sorta di riflesso condizionato pavloviano, nonché il sintomo di un tale analfabetismo politico (“democratico” non è un paese dove non avvengono delitti, comuni o politici, ci mancherebbe altro; “democratico” è un paese dove un sistema giudiziario efficiente e indipendente quei delitti li persegue senza indugi, come accade appunto in Israele) da gettare nuova luce sugli abbagli e strafalcioni dei suoi messaggi precedenti.

30.3.11
Fabrizio P. segnala (in inglese):

http://www.israelforum.com/board/showthread.php?11362-There-s-no-such-thing-as-quot-Palestine-quot&s=3a19f9da8db7b00c7155001d21ad10e8

e: Gene Simmons on Israel, Netanyahu, Arab Terrorism & Kiss (Visit in Haifa, 29 March 2011)

29.3.11
Bisogna dar fiducia alla rivoluzione in atto, se Israele perde questo treno e non riesce a farsi coinvolgere dovrà lavorare il doppio, si sa come reagisce il partito Baath, se vince ha bisogno di un nemico per cementare la nazione e farà anche una campagna contro la secolarizzazione. Quindi non si tratta di abbassare la guardia ma di continuare la lotta cercando nei vicini spazi per nuovi rapporti anche economici, e non dei manicomi vecchia maniera col nome di stati arabi. Carlo Marino B.

28.3.11
Il vostro articolo sul raid di Entebbe riporta un grave errore. Dora Bloch a causa delle sue condizioni di salute venne trasferita all’ospedale di Entebbe prima del raid e pertanto non fu possibile liberarla. Venne uccisa per ordine diretto di Idi Amin Dada, che cosi poté sfogare su quella povera anziana tutta la rabbia per essere stato gabbato dalle forze speciali di Israele. Massimiliano S.

RISPONDE ISRAELE.NET. Caro Massimiliano S., lei ha perfettamente ragione. Abbiamo controllato e corretto il brano in questione. Le siamo grati per l’attenzione, e per il suo contributo al nostro sforzo per una corretta e completa informazione.
Si veda: http://www.israele.net/articolo,1286.htm

28.3.11
Gentile redazione, ho letto la vostra risposta del 25 marzo al “docente” schierato (purtroppo in buona compagnia) con chi assimila Israele al nazismo: volevo esprimere la mia ammirazione per il tono fermo ma mai offensivo, lucido e mai viscerale, con cui voi provate a fronteggiare – in questo e in altri casi – la marea montante delle menzogne e dei luoghi comuni anti-israeliani. “Riflettere costa fatica: forse è per questo che la gente preferisce giudicare”, diceva Ortega y Gasset: con la vostra pazienza e la vostra fatica ci aiutate a capire e ci date una speranza, che sarà possibile un mondo in cui gli uomini rinuncino ai facili pregiudizi e alle idee preconfezionate per avvicinarsi finalmente alla verità. Solo allora sarà possibile la pace. Shalom Israel. Bruno G.

28.3.11
È fondamentale riportare nelle scuole ed in ogni altro ambiente la verità; è certo che una sciocchezza ripetuta da tante persone non diventa verità, ma è altrettanto vero che se prevarrà il rozzo ignorante teorema dell’occupazione illegale e dei bombardamenti a ospedali scuole e bambini, tanto caro agli ambienti integralisti e ripreso con insistenza dall’estrema sinistra in occidente, questo finirà per essere accettato dalla maggioranza come vero. Stefano G.

28.3.11
In risposta alla sua lettera, tengo a precisare che io ero un difensore di Israele, ma quando ho visto cosa si fa nei territori occupati, la pulizia etnica cioè l’eliminazione fisica compresi gli spostamenti della presenza degli abitanti originari, con la forza, il regime di esclusione degli arabi in Israele, inoltre il fatto che Israele non rispetta nessuna delle risoluzioni dell’ONU, che non fa visitare i siti nucleari, che possiede bombe atomiche, che si permette di attaccare e uccidere cittadini stranieri in acque internazionali… e ci sarebbe da dire una montagna di altre cose… come la mette? questa è ignoranza oppure la vostra è solo arroganza? i fatti parlano da soli… io sono un docente affatto estremista anzi… ma da un po’ di tempo per Israele non spendo più una parola positiva, non mi piacciono gli arroganti e Israele lo è, mi dispiace dirlo ma è una constatazione che facciamo in molti. Ci sono docenti che dicono anche di peggio le assicuro .Cordiali saluti Anton Giulio L.

RISPONDE ISRAELE.NET. Caro Anton Giulio L., ci permettiamo di ribadire: si tratta di ignoranza e disinformazione, per cui la invitiamo a leggere almeno una parte degli articoli sul nostro sito.

A proposito di “cittadini stranieri uccisi in acque internazionali”, veda:
Commissione Turkel: “Legittimo il raid contro la flottiglia turca filo-Hamas”

http://www.israele.net/articolo,3043.htm

e gli altri articoli linkati alla fine del testo

A proposito di “pulizia etnica” ed “eliminazione fisica”, veda:
Madre e neonata palestinesi salvate dai paramedici di un insediamento

http://www.israele.net/articolo,3089.htm

e gli altri articoli linkati alla fine del testo

A proposito di “regime di esclusione degli arabi in Israele”, veda:
La differenza fra diagnosi e invettiva

http://www.israele.net/sezione,,1843.htm

ed anche (in inglese):
http://elderofziyon.blogspot.com/p/eoz-posters-for-apartheid-week.html (versione foto)
http://www.youtube.com/watch?v=A2IGJzfAYbk&feature=player_embedded (versione filmato)

A proposito di “rispetto delle risoluzioni dell’Onu”, veda:
L’eterno colpevole, ovvero: come manipolare le risoluzioni dell’Onu

http://www.israele.net/sezione,,3099.htm

(in: M. Paganoni, “Ad rivum eundem: cronache da Israele”, Proedi, Milano, 2006, pp. 416
http://www.israele.net/sezione,7,1584.htm )

A proposito di “bombe atomiche” e “siti nucleari”, veda:
Il nucleare necessario

http://www.israele.net/sezione,,1401.htm

A proposito di “spostamento degli abitanti originari”, veda:
Rifiuto della spartizione e mito dell’esproprio

http://www.israele.net/sezione,,2138.htm

Più in generale, a proposito di “arroganza”, istigazione all’odio, intenzioni genocide, veda:

L’indottrinamento da cui nascono carnefici come quelli all’opera a Itamar

http://www.israele.net/articolo,3083.htm

e gli altri articoli linkati alla fine del testo

Il vero ostacolo alla pace

http://www.israele.net/articolo,3084.htm

Insegnamento della storia della Shoà: no dei palestinesi

http://www.israele.net/articolo,3093.htm

For the record: il sessantesimo anniversario dell’indipendenza di Israele è stato “celebrato” anche in questo modo

http://www.israele.net/sezione,,2118.htm

For the record: statura morale dei nemici d’Israele. Parole e gesti con cui è stato celebrato il ritorno in Libano del terrorista infanticida Samir Kuntar

http://www.israele.net/sezione,,2203.htm

25.3.11
Pace nella terra d’Israele, affinché si dirami in tutto il mondo. Pace per tutti i popoli della Terra e dell’universo. Affinché si viva sotto una Luce che fine non ha. Daniele R.

25.3.11
Il dipartimento di Scienze economiche dell’Università di Verona ha svolto uno studio di fattibilità relativo alla costruzione di un’area industriale e logistica a Jenin, al confine con il Govornatorato di Jilboa in Israele.L’iniziativa di Jenin si propone di dar vita ad un modello di sviluppo equilibrato e stabile nel lungo periodo, promuovendo lo sviluppo economico e industriale del Governatorato di Jenin, avviando, in tempi brevi e con impatto veloce sul reddito e la condizione sociale della popolazione. Obiettivo specifico è la creazione di un’area di sviluppo industriale e logistico realizzando attraverso il coinvolgimento sistematico delle comunità locali e l’utilizzo delle potenzialità esistenti, il background locale più opportuno e vantaggioso per lo sviluppo economico dell’area.A conferma della potenzialità di Jenin è prevista, da parte israeliana, a livello del Regional Council di Jlboa, la creazione sul confine di un’area industriale mirror di pari dimensioni, in modo da realizzare in futuro un grande distretto integrato. Di esso sussistono le premesse, a seguito della firma di un accordo da parte dei governatori israeliano e palestinese, che rappresenta non solo il raggiungimento di un importante risultato economico, ma anche sul piano politico e diplomatico. Sono a disposizione per dare ogni informazione possa essere ritenuta utile. Michela S.

25.3.11
Ho paura che i nemici di Israele e del popolo ebraico montino nuove menzogne magari facendo leva sul libro “Pasque di sangue” di Toaff. E’ un antisemitismo più sofisticato rispetto a quello degli anni bui delle persecuzioni. E’ sempre indispensabile smontare questi “teoremi” pezzo per pezzo per proteggersi da simili attacchi sovente sottovalutati. La cultura ebraica ha certamente tutti i mezzi per contrastare questa propaganda subdola di odio nelle cui file militano purtroppo anche non pochi cristiani. Shalom we berakkha’. Marcello p.

25.3.11
Salve, ho visto il vostro sito ,e soprattutto l’iniziativa di fare nelle scuole italiane una campagna a favore di Israele, io sono un docente e penso che forse bisognerebbe fare una campagna di informazione per ciò che fa Israele fa nei territori che occupa illegalmente, bombarda scuole e ospedali,uccide bambini… questa e’ la lezione che avete imparato dalla shoah? ora siete come gli aguzzini nazifascisti di una volta… e’ brutto dirlo ma e’ così … Anton Giulio L.

RISPONDE ISRAELE.NET. Caro Anton Giulio L., nonostante tutte le critiche che si possono muovere ai governi e alle politiche di Israele, l’eterno slogan “Israele uguale ai nazisti”, da lei ripreso, è talmente infondato, rozzo e insultante da screditare qualunque persona lo faccia suo. Qualunque equivalenza fra la sorte degli ebrei nella Shoà nazista (letteralmente dimezzati in Europa nell’arco di sei anni, con la caccia metodica a tutti gli ebrei e lo spietato assassinio di un ebreo su due) e quella degli arabi palestinesi nel conflitto arabo-israeliano (una popolazione che dall’avvento del sionismo si è decuplicata, sviluppata, acculturata, e che solo in Israele ha raggiunto standard di vita e di libertà civili e politiche come nessuna popolazione araba in nessun altro paese del M.O.) costituisce un’offesa innanzitutto al buon senso e ad una minima conoscenza dei fatti. Per essere ripetuta da tante persone, una sciocchezza non diventa una verità: diventa solo una sciocchezza molto grande. Il fatto che possa qualificarsi del titolo di “docente” una persona affetta da tale ignoranza storica o cecità morale non fa che confermarci nella convinzione che proprio nella scuola sia più che mai necessaria un’incisiva opera di informazione e conoscenza.

24.3.11
Come amico fraterno dei Figli d’Israele, vi sono vicino per le turpi aggressioni che sono riprese contro i cittadini e le città israeliane, da parte degli arabi islamici. Franco M. opinionista sul MO dell’Avanti! quotidiano

24.3.11
Prima il vile massacro di una famiglia (ancora più odioso perché sono stati uccisi anche i bambini), ora la bomba a Gerusalemme, i razzi sulle città di Beersheva e Ashdod, i centri abitati vicino alla striscia di Gaza attaccati con i mortai, le blande prese di posizione dell’Autorità Palestinese di fronte ai crimini (non ci credono nemmeno loro a quello che dicono…. vorrebbero forse convincere qualcun altro?), i festeggiamenti di Hamas ogni volta che i loro attentati fanno qualche vittima… questa è la pace dei palestinesi? Questo è il nuovo stato che dovrebbe essere riconosciuto? Stefano G.

22.3.11
Flottiglia a Gaza per la liberazione di Gilad Shalit. Per favore. Aiutaci in questa campagna. Grazie. Silvia S.

http://yadbeyad.wordpress.com/2011/03/16/flotilla-a-gaza-por-la-liberacion-de-guilad-shalit/

20.3.11
Questo articolo http://www.israele.net/articolo,3088.htm prende in giro i lettori! Lo stato di Israele è nato con atti di terrorismo e con la forza. Non avete chiesto permesso a nessuno. Questo dice la storia. Buon lavoro e viva la pace! Simone C.

17.3.11
Desidero esprimere la mia profonda esecrazione per il massacro di Itamar. Non avrei mai pensato si potesse arrivare a tanto. Altrettanto esecrabile il comportamento dei palestinesi sia di Gaza (festeggiamenti a Gaza e condanna solo formale dell’Anp) mentre da parte internazionale non c’è stato il riscontro adeguato e bene ha fatto il ministro Liebermann a evidenziarlo. Vorrei esprimere la mia solidarietà anche ai coloni e ai poveri bimbi sopravvissuti al massacro. Dario B.

16.3.11
Grazie per le notizie e le informazioni che “rivelate”. Uso questo termine poiché la stampa italiana è parca, anche quella di chi va alla Knesset a stringere la mano ai politici israeliani. Salvo essere l’amico privilegiato di antisemiti come Putin e Gheddafi! Credo che si deve fare molto di più per coinvolgere la gente nella realtà di ciò che oggi accade in medio oriente e domani qui da noi. Un’associazione aperta a e nuova, capace di riunire liberamente e concretamente chi condivide l’idea che Israele non può essere lasciato solo. Non vorrei essere retorico, ma lo dico da profondo del cuore. Suggerisco di ampliare questa associazione dandole visibilità anche fuori dalla rete, che non sia solo un sito ma divenga un associazione con iscritti, che tenga conferenze, attività, riunioni, insomma ci sia. Cordiali saluti. Claudio Daniele B.

9.2.11
Buongiorno, ho letto un libro che si intitola “Bocche Scucite” che parla dei numerosi sopprusi che accadono ai check point. E’ vero che un bambino palestinese senza visto non può attraversare il muro neanche in ambulanza? Ho letto anche di una donna che doveva partorire e non l’hanno lasciata passare al check point. La donna ha partorito 2 gemelli sul posto, naturalmente morti subito, e lei è arrivata in fin di vita all’ospedale. Mi sembra strano poi sentire dire che nessun bambino è straniero in Israele. Saluti Nicola F.

RISPONDE ISRAELE.NET. Caro Nicola F., a nostro parere è del tutto normale che un paese tuteli i propri confini con posti di blocco e di controllo, a maggior ragione quando i rapporti con i vicini non sono esattamente come quelli tra Italia e Svizzera. Nel caso specifico d’Israele, inoltre, la necessità dei controlli è stata creata dai palestinesi. Fino a prima dell’intifada al-Aqsa, l’intifada delle stragi suicide, i passaggi nei due sensi fra Israele e territori di Cisgiordania e striscia di Gaza erano controllati in modo molto blando. Controlli e barriere sono stati creati per rendere difficile l’infiltrazione di terroristi, cosa che ha permesso di sventare innumerevoli attentati e salvare centinaia di vite umane. Va ricordato che i terroristi palestinesi in numerose occasioni non hanno esitato a utilizzare ambulanze, donne incinte e ragazzini in età scolare per coprire il passaggio di attentatori, armi, esplosivi, terroristi ricercati ecc. costringendo le forze di sicurezza israeliane a rendere ogni volta più stringenti i controlli. Va anche ricordato che i controlli vengono allentati ogni volta che la situazione lo rende possibile, ma il più delle volte accade che i terroristi ne approfittano immediatamente per portare a termine nuovi attacchi. Per questo, ad esempio, nei giorni scorsi, dopo il massacro della famiglia Fogel a Itamar, sono stati ripristinati in Cisgiordania vari posti di blocco e di controllo che erano stati tolti nei mesi precedenti.

9.3.11
Concordo pienamente sull’articolo che esprime l’ipocrisia palese dell’ONU nei confronti della Libia e di tanti paesi dominati dal dittatore di turno, spesso imposto da Stati Uniti ed altri paesi occidentali per mera convenienza commerciale per il controllo delle materie prime e del petrolio. Questa cecità pelosa è tipica tragicamente di molti paesi cosiddetti “democratici”. Israele rappresenta l’unico faro di civiltà e di democrazia nell’area mediorientale. Mi auguro che la verità venga a galla e che il mondo vile degli affari crolli miseramente. I paesi arabi hanno un disperato bisogno di pace e di democrazia, aiutiamoli a fare la scelta giusta. Massino T.

28.2.11
Un altro pericolosi terrorista arrestato!!! http://video.corriere.it/bimbo-palestinese-inseguito-arrestato-polizia-/4032022e-4333-11e0-bd8e-86c2288d7465 Ermete L.

RISPONDE ISRAELE.NET. Caro Ermete L., forse difettiamo di senso dell’umorismo, ma ci sfugge il significato della sua ironia. Cosa vuole intendere: che non esistono “pericolosi terroristi” anti-israeliani? O che la polizia israeliana debba limitarsi ad arrestare soltanto “pericolosi terroristi”, e non qualunque altra persona che infrange la legge? Come crede che si comporterebbero i poliziotti di qualunque paese civile presi a sassate da un ragazzo? Come abbiamo scritto nelle nostre News, il filmato è stato messo on-line dal sito israeliano YnetNews e la polizia ha spiegato che “gli agenti non potevano sapere l’età esatta del ragazzo che non aveva con sé documenti”, e che “il ragazzo è stato rilasciato non appena il padre si è presentato alla stazione di polizia con un documento d’identità comprovante l’età del figlio”, aggiungendo che “il ragazzo non è stato interrogato”. Per combinazione, lo stesso giorno in cui è stato diffuso il filmato, la polizia israeliana ha arrestato più di venti giovani coloni che hanno opposto resistenza allo smantellamento di alcuni edifici costruiti illegalmente nell’insediamento di Havat Gilad. Come mai su questi arresti non si esercita la sua vena ironica? Come mai non si interroga sull’arresto di questi altri “pericolosi terroristi”? Non le sorge il dubbio che la polizia israeliana applichi semplicemente la legge con tutti? E poi, a parte ogni altra considerazione, francamente la sua ironia ci sembra fuori luogo nei giorni in cui tutto il mondo assiste attonito a come si comportano, con la propria popolazione, le “forze di sicurezza” in altri paesi della regione, quelli in cui solo per sostituire un governo o un presidente sono necessari dai trecento ai mille morti…

27.2.11
Spero che il criminale Gheddafi venga eliminato. E’ vergognoso che il premier italiano Berlusconi abbia stretto un trattato di amicizia con un simile individuo. Per qualcuno gli interessi economici valgono più dei diritti umani. Marcello P.

26.2.11
Ho visto i vari articoli. Possibile che nessuno abbia letto i libri di storia e di geografia del 1800, ai tempi dell’impero Ottomano, o i giornali del 1930-50 per avere chiaro che il 95% dei palestinesi sono una popolazione importata dai paesi vicini per il lavoro ebraico o deportata da Nasser e Assad a Gaza per farla mantenere dall’ONU e che i palestinesi sono una popolazione e non un popolo? E che Arafat era un assassino come il suo zio servo di Hitler? Ariel P.

12.2.11
La storia e il significato di “Palestina” e “Palestinesi”: http://www.evangelici.net/speciale/mediooriente/palestina.html
Fabrizio P.

30.1.11
Tutte le grandi città si identificano da un’immagine che più di ogni altra le caratterizza. Roma con il Colosseo o S. Pietro. Londra il Big Ben o il Tower Bridge. Atene, l’Acropoli. Parigi, la Tour Eiffel ecc. Cosa identifica Gerusalemme? La Cupola della Roccia. Il sito riveste un profondo significato religioso anche per gli ebrei, ma dal punto di vista architettonico è una costruzione del primo periodo arabo. Bellissima e artisticamente decorata, ma si identifica maggiormente con la tradizione islamico-musulmana. Gerusalemme dal 1967 è diventata la capitale dello Stato di Israele. Yerushalaym, la città più santa del popolo ebraico. E tale ruolo dovrebbe essere manifestato anche da un’immagine, un qualcosa di forte impatto visivo, accattivante, facilmente identificabile da tutti e ovunque. Un’idea l’avrei, forse, anzi, un sogno: la capitale di Israele, del popolo ebraico, della sua grande cultura, della sua Storia, della sua Fede in Dio, e… il Tempio di Salomone, ricostruito quale immagine di devozione del Popolo Eletto. Ah! Se Uzi Narkiss non avesse ignorato la proposta di Shlomo Goren…! Claudio B.

28.1.11
Occorre tenere in ogni modo viva la memoria di dove arrivò la crudeltà umana, e combattere con la conoscenza della storia le pericolosissime tesi negazioniste che, mai morte definitevamente, addirittura riprendono vigore oggi, rilanciate dal boia iraniano e parte del mondo arabo per aberrante e abietto calcolo politico. La cosa grave è che il negazionismo o comunque una visione fortemente riduttiva dell’immane tragedia che fu la Shoah, trova eco anche in Occidente, non più solo tra le correnti neofasciste ma anche nella sinistra radicale. Io non perdo mai l’occasione, in caso di discussioni, di invitare chiunque non abbia mai visitato un campo di sterminio, particolarmente gli scettici, di andarci a fare un giro, è possibile, entrate a visitare le camere a gas, i forni crematori, toccate con mano molto più che in un museo cosa sia stata la Shoah, respirate la pesante aria di morte che aleggia ancora in quei luoghi… dopo, sarà più difficile dire “non è successo”. Stefano G.

27.1.11
Nelle case delle persone perbene ogni tanto si dà il bianco: può essere una buona idea, può servire anche a coprire le crepe. Una volta all’anno la gente ricorda la Shoah, per un giorno commisera la sorte di sei milioni di estranei che non ha mai compreso veramente, che non ha mai sentito suoi, che non ha mai davvero pianto. Finito il 27 gennaio, molti nemmeno sanno bene cosa sia successo davvero quel 27 gennaio, tutto torna come prima, una mano di bianco sulla coscienza ce l’abbiamo data e via, si può ripartire con l’antisemitismo invisibile. Che cos’è l’antisemitismo invisibile? E’ quello che non scrive insulti sui muri, che non offende le lapidi, che non aggredisce e non picchia per strada. E’ qualcosa di silenzioso e pure presente in ogni telegiornale, su ogni giornale, nell’impostazione delle notizie, nella manipolazione delle fotografie, nella falsificazione delle informazioni. Già dal 28 gennaio, dopo le commemorazioni e le ipocrisie, si può ricominciare a negare ad Israele il diritto di esistere. Ci sono volte in cui mi sento stanca e non riesco a reagire con l’energia di un galletto da combattimento all’ignoranza della gente, li lascio parlare e cerco di non sentirli. Lo so che sbaglio ma spingere le persone alla fatica di pensare è una fatica immane. Con stima Cristina R.

27.1.11
Che Dio benedica e protegga Israel e tutti gli Ebrei sparsi per il mondo. Ub. G. M.

27.1.11
Salve a tutta la redazione di Israele.net. Sono uno studente al penultimo anno di Liceo, di origine francese, e volevo fare i complimenti per il stio e la vostra attività, sempre più fondamentale in questi tempi nel quale un antis(emitismo)ionismo becero sembra essere sempre più di moda sopratutto tra i miei coetanei. La storia ci insegna che la ragione non sta mai da una parte sola, e la prima grande lezione di ciò l’ho avuta dalla mia famiglia, che ha vissuto il dramma di dover lasciare l’Algeria al momento dell’indipendenza in quanto francesi (sorte condivisa, peraltro, dai moltissimi ebrei algerini che sapendo convivere pacificamente avevano da tempo ottenuto la piena cittadinanza francese). Purtroppo, a giudicare da come è veicolata l’informazione quasi nessuno sembra riuscire a mostrare differenti punti di vista con imparzialità o almeno, con un briciolo di onestà intellettuale. Nelle scuole si parla molto della questione israelo-palestinese. Bene. Ma perchè nessuno dice mai che nel 1948 furono gli eserciti coalizzati di Egitto, Transgiordania, Libano, Iraq, Siria, Arabia Saudita e Libia a invadere Israele, non accettando la spartizione Onu? Perchè si continua a veicolare una visione strumentale di Israele come di uno stato colonialista asservito agli interessi occidentali, quando, tanto per citare un fatto, le armate arabe giordane erano comandate da ufficiali britannici sempre nella guerra del ’48? Mi fa sorridere, per non dire altro, questa moda tutta di certi sinistrorsi (che nemmeno sanno che la costituzione di Israele fu in larga parte compiuta da uomini autenticamente socialisti – ma in modo sano, come è stato il socialismo dei kibbutz o dell’Histadrut, non certo quello malato dei varii Mao o Pol Pot che fino a poco tempo fa osannavano) di giocare ai difensori dei diritti umani, dei diritti delle donne e dei bambini, quando nel concreto si esaltano ogni volta che un regime o una organizzazione islamica minaccia di distruzione lo stato di Israele. Un saluto calorosissimo, ancora bravi per il lavoro che fate e…Viva Israele! Stefano D.

26.1.11
Seguendo la trasmissione mattutina del TG2.punto.it, dal collegamento con Israele, ho appreso che i giacimenti di gas naturale presenti al largo delle sue coste cominceranno ad essere sfruttati fra un paio di anni. Si sapeva da tempo che erano stati scoperti ma ignoravo la loro reale grandezza. Da ciò che ho sentito si parla di miliardi di metri cubi che potrebbero consentire ad un piccolo (grande) stato come Israele, di raggiungere forse per decenni l’indipendenza energetica. Purtroppo però tali giacimenti si trovano a nord di Haifa, sui confini con il Libano, e in Libano c’è Hezbollah abbondantemente indottrinato e forgiato di armi dall’Iran. I capi popolo religiosi di Hezbollah hanno già messo in moto la loro propaganda jihadista “contro i sionisti”, minacciando una lotta senza quartiere, asserendo che tali giacimenti, essendo confinanti con quelli scoperti in Libano, appartengono a quest’ultimo. Ovviamente si trovano in una zona di pertinenza giuridica di Israele, ma siccome non riconoscono tale stato, (per loro è come non esistesse), tutto ciò che si trova in Palestina è cosa loro. Sono minacce da non sottovalutare vista la crescente forza politica che Hezbollah esercita non solo nel sud, ma anche a Beirut. Sempre dal telegiornale sono venuto a conoscenza di un altro fatto insolito. Il comando della marina militare iraniana ha comunicato che a breve invierà una squadra navale nel mediterraneo. Cosa ci fa lontano dal golfo persico e dall’oceano indiano dove ha i propri interessi da difendere? La risposta che mi sono dato è che i due fatti sopracitati sono strettamente collegati. Il regime iraniano è in difficoltà sul fronte interno e come ogni dittatura che si rispetti cerca di indirizzare il malcontento popolare verso un nemico esterno per non esserne travolto. In pratica l’escalation di veemente accanimento di Ahmadinejad contro Israele è direttamente proporzionale alle sue difficoltà interne. Sicuramente l’Iran entrerà in mediterraneo intenzionato a creare attriti con Israele, per dimostrare ancora una volta di essere il vero paladino della difesa dei “diritti palestinesi”, e la Siria, suo fedele alleato e subordinato lo appoggerà. I giacimenti di gas saranno uno dei probabili terreni di scontro, l’altro il blocco navale israeliano nella striscia di Gaza. Ma attenzione, perché data la loro importanza, tali giacimenti rappresentano per lo stato ebraico un interesse strategico di vitale importanza. E Israele come sempre, farà il massimo per difenderli. Ho l’impressione che l’Iran sottovaluti questo aspetto. Nel 1967 “un certo Nasser” commise questo errore e non vorrei che la cricca Ahmadinejad-ayatollah lo stiano ripetendo. Con le consuete e prevedibili conseguenze. Claudio B.

20.1.11
Islam e democrazia sono antitetici. È impossibile instaurare la democrazia in un paese mussulmano. Antonio D.

14.1.11
Se il 40% dei Palestinesi intende rimanere sotto la giurisdizione del governo Israeliano, spero che prima o poi anche l’altro 60% capisca che Israele non è un pericolo né una minaccia ma un insieme di persone che hanno voglia di vivere pacificamente, e che la vita del cittadino è talmente ben accudita dal proprio stato, che persino molti arabi se ne sono accorti. Sarebbe un grande passo verso la fine di odi religiosi che non portano mai a nulla, se non al degrado dell’essere umano e miseria per tutti. Enrico T.

4.1.11
Ayaan Hirsi Ali: “Agli occhi dei socialisti, chiunque non sia bianco od occidentale è una vittima, e in questo elenco sono inclusi i musulmani, i palestinesi e gli immigrati. Io ritengo di non essere una vittima. Sono responsabile delle mie azioni come qualsiasi altra persona, e questo vale per tutti. In Somalia, la mia famiglia mi ha cresciuto nel razzismo insegnandomi che noi musulmani siamo superiori ai kenioti cristiani. Mia madre pensa che siano delle specie di scimmie. Quando ho iniziato a dire questo in un’aula di scuola, l’insegnante ha obiettato che era “falso e impossibile”. Ma io ho ribadito che era vero. Ho detto che vivevo nel centro profughi della città di Ede e che ai somali da me conosciuti era stato insegnato che gli olandesi erano non circoncisi, atei e sporchi (…) E’ un errore fondamentale pensare a un individuo come a un’eterna vittima. La gente di colore, i musulmani e altri immigrati non occidentali non sono vittime. Sono individui, esattamente come me, che sono arrivati in Olanda in cerca di una vita migliore. E’ mia responsabilità migliorare le mie condizioni di vita, e non pretendo che le autorità lo facciano al posto mio. Chiedo soltanto di poter vivere in un ambiente di pace e sicurezza. La visione del mondo dei socialisti è diversa. Chi non è bianco e cristiano, e non condivide gli ideali della civiltà cristiana, è, per definizione, una vittima (…) La crisi del socialismo olandese può essere valutata confrontando il suo atteggiamento nei confronti dell’islam e di Israele. Se uno skinhead dipinge svastiche in un cimitero ebraico, questo è nazismo e verrà punito. Se un immigrato marocchino fa lo stesso, è una espressione del suo disappunto per il conflitto israelo-palestinese” (da “Il Foglio”del 29 dicembre 2010). Fabrizio P.

3.1.11
Salve, ho 18 anni e vorrei sapere cosa devo fare per poter essere volontario per lavorare in kibbutz nel periodo estivo. Grazie in anticipo, M. C.

RISPONDE ISRAELE.NET. Caro M. C., suggeriamo di consultare la seguente pagina web (in inglese):

http://www.kibbutz.org.il/volunteers/

2.1.11
Salve, sono uno studente dell’Università degli Studi di Trieste iscritto al secondo anno di laurea specialistica. Ho letto un articolo di Luciano Tas, “21 domande e 21 risposte”, nel quale, al punto 12, scrive: “Secondo l’ONU era considerato profugo palestinese qualunque arabo che avesse vissuto in Palestina per due anni, e che avesse lasciato il paese nel 1948.” Allego il link: http://www.focusonisrael.org/2008/05/18/israele-21-domande-21-risposte
Vi vorrei chiedere se questa affermazione è corretta e se sapete dirmi la fonte, perché sono 3 giorni che cerco sul sito dell’ONU un qualche documento che provi la validità, perché mi servirebbe per compilare la mia tesi di laurea. Vi ringrazio per l’attenzione e colgo l’occasione per augurarvi un felice 2011. Ringraziadovi anticipatamente. Distinti saluti, D. Z.

RISPONDE ISRAELE.NET. Caro D.Z., l’affermazione di Luciano Tas è corretta. Veda alla seguente pagina del sito ufficiale dell’UNRWA (l’agenzia Onu specificatamente incaricata di occuparsi dei profughi palestinesi): http://www.unrwa.org/etemplate.php?id=86
dove si legge: «Under UNRWA’s operational definition, Palestine refugees are people whose normal place of residence was Palestine between June 1946 and May 1948, who lost both their homes and means of livelihood as a result of the 1948 Arab-Israeli conflict.» (“In base alla definizione operativa dell’Unrwa, profughi palestinesi sono le persone il cui normale luogo di residenza era la Palestina fra giugno 1946 e maggio 1948, che perdettero sia le loro case che i loro mezzi di sostentamento come conseguenza del conflitto arabo-israeliano del 1948”).

A tale proposito, scrive Jonathan Spyer:
«[…] Milioni di profughi in tutto il mondo – oltre 130 milioni dalla seconda guerra mondiale – sono stati sotto la responsabilità dell’UNHCR, che mira al reinserimento e alla riabilitazione dei profughi. Ma l’8 dicembre 1949 l’Assemblea Generale dell’ONU approvò la risoluzione 302 che dava vita a un’apposita agenzia dedicata esclusivamente “all’aiuto diretto e ai programmi di lavoro” per i profughi arabi palestinesi – l’UNRWA, appunto – facendone un ente senza eguali. L’UNRWA esiste per perpetuare, non per risolvere, il problema dei profughi palestinesi. Da che esiste, nessun palestinese ha mai perduto lo status di profugo. Esistono, ad esempio, centinaia di migliaia di profughi palestinesi e loro discendenti che sono cittadini della Giordania: eppure, per quanto riguarda l’UNRWA, essi continuano ad essere dei profughi con pieno diritto all’assistenza. In questi sessant’anni l’UNRWA si è trasformata in uno strumento fondamentale per la perpetuazione del problema dei profughi, e in un grosso ostacolo per la soluzione del conflitto israelo-palestinese. Quando l’UNRWA cominciò a contare i profughi, nel 1948, lo fece secondo modalità che non hanno precedenti: puntando cioè a registrare il massimo numero possibile di quelli che definiva “profughi”. Innanzitutto, venne considerato palestinese chiunque avesse vissuto nella Palestina Mandataria britannica nei DUE anni precedenti lo scoppio del conflitto arabo-israeliano. Inoltre, l’UNRWA conta come profughi anche tutti i discendenti dei profughi originari: un sistema che dal 1948 in poi ha generato – caso unico al mondo – un incremento del 400% nel numero di profughi sotto la sua giurisdizione. Si trattava di una definizione di “profugo palestinese” politicamente motivata, con il sottinteso che i palestinesi sarebbero rimasti profughi per sempre o fino al giorno in cui si fossero trionfalmente stabiliti in uno stato arabo palestinese che comprendesse tutto il territorio su cui sorge Israele. Se si ricostruivano una vita altrove, anche dopo molte generazioni – dopo decenni o, in teoria, dopo secoli – rimanevano comunque ufficialmente profughi. Cosa molto diversa dalle altre situazioni nel mondo, dove gli altri profughi mantengono lo status di “profugo” solo finché non trovavano una collocazione permanente altrove, presumibilmente come cittadini di altri paesi. Infine, per l’UNRWA lo status di profugo palestinese si basava soltanto sulla semplice parola del postulante. Perfino la stessa UNRWA, in una relazione del giugno 1998 del suo Commissario Generale, ammise che le sue cifre erano gonfiate: “I numeri di registrazione dell’UNRWA sono basati su informazioni fornite spontaneamente dai profughi stessi con lo scopo principale di ottenere accesso ai servizi dell’agenzia e quindi non possono essere dati demografici statisticamente validi”. […]»
Da: Jonathan Spyer, “UNRWA? Un ostacolo alla pace”, Jerusalem Post, 27.05.08

http://www.israele.net/articolo,2234.htm

Si veda anche:
Sono un profugo (ebreo), di Danny Ayalon

http://www.israele.net/articolo,2930.htm

e link collegati

26.12.10
Viva Israele, viva gli ebrei. Grazie israele.net, questo sito è un’oasi nel deserto. Baci. Laura D.

23.12.10
Caro Direttore, sono da tempo iscritto alla vostra news letter che leggo con attenzione, così come leggo abitualmente Haaretz ed il JPost. Mi duole notare come la vs. attenzione sia un po’ troppo spostata verso i problemi creati dagli altri, quasi sempre arabi e palestinesi, ad Israele e molto meno dei problemi creati da cittadini israeliani alla loro nazi one.Mi riferisco in particolare alla notizia delle ultime settimane di una specie di “fatwa” lanciata da alcuni rabbini che vieterebbe ai cittadini israeliani di affittare le loro case ai goyim, quindi potenzialmente non solo ad un arabo ma anche ad un italiano non ebreo. Questa è solo l’ultima uscita di questa gente, che, come detto da uno di loro, vorrebbe trasformare Israele in una teocrazia dove la legge è l’Halacha. Da laico e da filo sionista dei più convinti io temo che Israele si stia trasformando in una Etnocrazia dove chi non è ebreo, nel senso dettato dalla Halacha, non può vivere in Israele. E’ un passo molto pericoloso, razzista e fascista, come penso, e non ho paura ad usare questi termini, siano molti rappresentanti della destra israeliana più oltranzista. In Israele, anche a Tel Aviv, ormai c’è chi incomincia a temere l’avanzata di partiti di estrema destra come Israel Beiteneu, UTJ, Shas e via elencando. Il razzismo è sempre orrendo, ma quando si va ad inserire sull’estremismo religioso e politico diventa insopportabile. Questa gente va fermata e non sarà sicuramente la tiepidissima reprimenda di Netanyahu fatta nei giorni scorsi a rallentare questa deriva intollerabile. Cari saluti. Roberto T.

23.12.10
Caro Stato di Israele, auguro a te un anno di pace e di serenità. Ciao. Gian Pietro P.

17 dicembre 2010
Breve inchiesta del Gruppo EveryOne sulla detenzione arbitraria a Rafah (Sinai del Nord, Egitto) di oltre 250 profughi eritrei, sudanesi, somali ed etiopi da parte dei trafficanti legati ad Hamas. Nuovo appello alle Istituzioni internazionali. Roberto M.
Per il testo completo:

http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2010/12/17_Dove_sono_i_profughi_eritrei._Chi_sono_i_trafficanti.html

14.12.10
Leggendo l’articolo odierno che cita la lettera dei 26 soloni dell’UE (tra i quali non poteva mancare ovviamente il “simpatico” Romano Prodi) non ho potuto fare a meno di andarmi a rileggere le “proposte di pace” dei cari amici del Syrian Socialist Nation Party, ed è difficile trovare le parole… Nel 2003, in un suo intervento, Gérard Karlshausen definì l’Europa un “gigante economico ed un nano politico”, sono passati anni ma evidentemente le stanze del potere di Bruxelles continuano ad essere male frequentate… shalom Stefano G.

10.12.10
Ma meno male che c’è chi scrive sul nostro sito con l’apologia e la prosopopea del Syrian Socialist Nation Party, così siamo sicuri di poter ribadire che noi siamo dalla parte giusta e che il fanatismo ed il suo prodigo figlio, il terrorismo, sono un male da combattere con tutte le forze! Luigi G.

9.12.10
Certo che già il nome del Vs. Partito è tutto un programma: siete dei nazionalsocialisti fantomatici siriani, ergo… siete dei nazisti, al soldo del novello Hitler iraniano Ahmadinejad. E dovete ringraziare questo sito che ha il coraggio di darvi “libera voce” anziché censurarvi… Israele garantisce anche la vostra assoluta libertà di espressione, mentre voi la negate anche ai vostri compatrioti. Ecco la differenza tra chi difende la libertà e chi invece la calpesta e difende la tirannide! Shalom Israel! Fabrizio P.

8.12.10
Al nemico che sconfiggeremo non concederemo tregua o quartiere, ricordate, servi del sionismo e massacratori della Palestina… per voi non ci sarà pietà, perché l’avete uccisa a Deir Yassin, a Sabra, a Chatila, a Jenin, a Gaza, in tutte le mille Nakba che costellano la vostra storia. Dalle alture di Aelia Capitolina vedremo bruciare il vostro marcio edificio, il regime di apartheid che chiamate israele. Syrian Socialist Nation Party

24.11.10
I palestinesi di Gaza vivono grazie all’aiuto di Israele

http://www.loccidentale.it/articolo/i+palestinesi+vivono+grazie+a+israele.0098899

Pamela R.

19.11.10
Le definizioni di “Fratelli Prediletti” e “Fratelli Maggiori” coniate da Giovanni Paolo II in occasione della sua storica visita alla sinagoga di Roma erano sicuramente di grande apertura e riavvicinamento dell’Europa cristiana verso Israele e l’ebraismo, dopo molti secoli oscuri… già, ma l’Europa politica è lontana da quella cristiana, non a caso l’Europa nella sua carta costitutiva ha omesso (in nome di un dubbio laicismo o più probabilmente di calcolo politico) di sottolineare la sua radice cristiana. Israele, per quanto sia l’unico paese del Medio Oriente davvero democratico e vicino alla cultura occidentale, continua ad essere considerato come un “diverso”, a volte perfino fastidioso vicino. Ci sono ottusi utopisti che sostengono l’idea che sarebbe meglio che Israele sparisse, pensando in questo modo di placare l’aggressività del mondo islamico, quando invece andrebbe davvero abbracciato come un fratello, ultimo baluardo democratico in una regione che sta pericolosamente e rapidamente scivolando in un oscuro e violento estremismo. Non si capisce nemmeno la posizione dei media che non danno risalto a notizie scomode, come ad esempio che i palestinesi (e non solo loro) stanno con metodo direi scientifico crescendo una generazione di ragazzi ai quali viene inculcato odio e falsità storiche grossolane, non serve a nulla nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere… Curiosamente, contrariamente al passato, l’antisemitismo più becero con tanto di propaganda mistificatrice della storia oggi non viene più solo dai gruppi neofascisti, ma anche dalle frange dell’estrema sinistra, girando tra i blog si leggono cose incredibili!!! Grazie a israele.net per l’informazione che divulga, in opposizione a troppo giornalismo taglia-incolla che si trova in rete. Stefano G.

18.11.10
Cari amici sono entrata poco fa nel vostro sito, è davvero bello, denso di informazioni, storia, cultura, musica, i miei complimenti! Sono molto affascinata dalla storia di Israele, forse perché sento davvero forte le mie radici con i miei “fratelli maggiori”. Essendo cattolica praticante, o meglio è da qualche anno che lo sono autenticamente, sento quanto più vera nel mio cuore questa Elezione di Dio con il Suo Popolo e quindi questo inopinabile legame che ci unisce a loro. Provo come la sensazione di avere tantissimi famigliari sparsi in tanti posti che devo ancora incontrare per conoscerli, parlarci, sicché allora mi dico: “Un giorno li incontrerò, faremo amicizia, ne sono sicura, sono i miei Fratelli Maggiori!”. Un abbraccio a tutti voi. Claudia N.

13.11.10
La differenza tra la concezione ebraica e quella islamica dell’impegno politico è rappresentata da quella esistente tra Ben Gurion e Arafat. Il primo ha speso il suo tempo e le sue energie per l’edificazione di Israele intesa come casa del popolo ebraico, il secondo invece si è impegnato per edificare un emirato dove l’unico a guadagnarvi era lui stesso. Grazie. Angelo D.

12.11.10
Buon giorno, sono appena rientrato da un viaggio di lavoro da Israele, sono rimasto favorevolmente impressionato del paese, delle genti e dello stato delle cose, un paese meraviglioso e vivibilissimo, tollerante e pieno di vita, ho apprezzato l’iniziativa tutta Israeliana di piantumare costantemente il paese nelle zone brulle. Mi date le indicazioni per poter partecipare con donazioni anche minime a questo progetto? Grazie. Luca I.

12.11.10
Sono un ragazzo cristiano di estrazione cattolica, desidero dirvi che vi voglio bene veramente. Mi piacerebbe imparare il krav maga, potete darmi qualche indicazione su palestre per Roma. Cordiali saluti Luca I.

7.11.10
Gentili lettori e direttore, sto cominciando a leggere con piacere questo vostro sito. Sono alla ricerca di informazioni, di notizie, di pensieri, di fatti. Sto infatti partendo per un viaggio in Israele, con molto entusiasmo, e vorrei muovermi con un bagaglio di pregiudizi ridotto al minimo. La questione israelo-palestinese non è semplice, a mio avviso, per niente. Non esiste credo una sola, facile soluzione (come non esiste una semplice causa al conflitto). Le interessanti cose che ho letto anche qui temo purtroppo rinviino alle solite posizioni già note: finezza e abilità nel descrivere e argomentare le “colpe” degli altri, scarsissima propensione ad assumersi le “proprie” responsabilità (e non è una questione di bilancia, a chi di più). Si tratta di una storia che sento tutti i giorni da anni, da tutti i media possibili: colpe dell’uno, colpe dell’altro. Io credo invece che ci siano “ragioni”, ossia esigenze e diritti, degli uni, e degli altri. Non voglio quindi uscirmene con una delle mille “sparate” che ormai paiono più tifo da stadio, o tribune elettorali, ma racconterò soltanto un piccolo aneddoto. In un recente viaggio nei Balcani, parlando con un anziana signora, chiesi a lei della loro guerra. La mia domanda era la stessa di sempre: che è successo? Di chi era la colpa? La signora (tra l’altro serba) mi rispose con candore: “La gente, anche tra vicini, vuole solo vivere in pace, lavorare e fare le proprie faccende. Non gli frega granché se uno è serbo o bosniaco, cristiano o musulmano… vuole solo vivere, tranquillamente. Sono sempre i (pochi) potenti che decidono per loro, e fanno sì che prolifichino odio, intolleranza, miseria e guerra. Chi volle la guerra? Ancora non lo so”. Lascio ad ognuno le proprie considerazioni sulle mie ingenue affermazioni. Intanto spero proprio che recandomi in Israele riuscirò a farmi pervadere, catturare, “rapire” dalla credo meravigliosa cultura ebraica, di cui purtroppo qui da noi, si parla e si diffonde ben poco. Grazie per l’attenzione. Shalom Israel! Christian P.

28.10.10
E la Chiesa che nega le sue radici nell’Antico Testamento finisce col dissolvere se stessa. Shalom Israel. Fabrizio P.

27.10.10
Esprimere la propria opinione a favore di Israele in internet è impossibile. Si è tacciati come estremisti dagli stessi ebrei, segnalati dai muslin, dagli atei… Il cristianesimo non rimpiazza l’ebraismo in Medio Oriente. Il cristianesimo è sopravvissuto dopo la diaspora solo per la profetica attesa del popolo d’Israele. Israele è la radice e la linfa della Chiesa cristiana senza cui morirebbe. Antonio D.

27.10.10
Carissimi! Mi è molto a cuore la questione della pace in medio oriente e non dai punti di vista dei pacifisti o pseudo tali. Ho grande rispetto sia per il popolo israeliano che quello arabo e per le loro rispettive culture ricche e molto radicate. Stiamo di fronte, mi sembra, del classico caso della disputa tra i figli della stessa famiglia con la conseguenza, che è tanto dura e marcata quanto la famiglia è nobile. La storia è piena di esempi tragici, insensati e dannosi, che non vado ad elencare. Mi rivolgo a voi, israeliani, che godete della mia profonda simpatia e solidarietà, avendo voi provato come popolo, non solo l’inferno dei pogromi e della shoah, ma anche dimostrato al mondo, di essere capaci e in grado, di solcare nuovi splendidi orizzonti paradisiaci della scienza, tecnica e della cultura. Non solo l’orgoglio e il bisogno bruciante di libertà fa grande una persona ed un popolo, ma anche l’umiltà d’animo, quell’atteggiamento che fa saggio l’intelligente, che non ha niente a che fare con essere umiliati da chi che sia. Per risolvere il vostro (e direi anche il nostro) problema con i palestinesi in generale dovete definire per prima cosa volete fare con i palestinesi israeliani, a partire dalla saggia domanda: cosi come stano le cose, vano bene o no? La mia umile risposta è di cominciare una discussione serrata con loro, dare a loro tutto il tempo e lo spazio di formulare domande e risposte, dare a loro la possibilità della scelta consapevole e responsabile del loro futuro, a partire dall’ipotesi numero uno: essere arabi e cittadini dello stato ebraico, che non è un insulto ma solo un’esigenza storica di un fatto evidente. Per proseguire con le altre ipotesi: 2. essere territorio con ampie autonomie dentro lo stato ebraico 3. essere regione federata allo stato ebraico 4. essere stato indipendente dentro lo stato ebraico 5. essere territorio dentro i confini del futuro stato palestinese 6… Credo fermamente, che accettare il probabile fallimento della scelta della convivenza, fatta circa 60 anni fa, non sia per voi una ragione per sentirsi macchiati, incapaci e impotenti, ma solo di essere saggi, rimanendo limpidi, democratici e coraggiosi, quanto prima se non di più. Credo fermamente, che è tempo per i palestinesi di far vedere, che sono in grado di dialogare e non solo di piagnucolare; che sono in grado di costruire e non solo di distruggere; che sono in grado di decidere per loro stessi e non solo di chiedere e ad aspettare che gli altri decidano per loro; che il loro grande orgoglio è un sentimento positivo di chi riesce realizzare di più del rivale e non di chi vuol distruggerlo per non avere rivali. Credo fermamente, che la mia umile voce, cosi come quella di tante altre persone, possa arrivare alla sorgente come una goccia in più nel fiume della speranza umana per un futuro migliore. H. Giorgio S.

27.10.10
Come cristiano vi chiedo scusa, noi in occidente e in particolare in Italia siamo tutti ostaggi dei cattocomunisti e dello schifoso petrolio. Per cui molti burocrati vaticani e politici corrotti dal potere fanno da ventriloqui al più immondo potere che oggi si possa concepire, il catto-comunismo sotto dettato dell’islam. Ovvero tutta la paccottiglia moralista e forcaiola gestita da una religione che da circa 1400 anni non ha altra missione se non di violentare l’umanità, espandersi con i genocidi, gli stupri di massa il terrorismo sia singolo che di stato, le deportazioni, e l’uso della donna a mo’ di cammello o di capra. Questi sono cari amici i nostri nemici. Israele in Europa e subito. Giac S.

12.10.10
Caro direttore,
provocano indignazione ma non dovrebbero suscitare alcuna meraviglia le indecenti parole di stampo antisemita pronunciate al Senato dal vecchio fascistone Giuseppe Ciarrapico per attaccare Gianfranco Fini. Meraviglia, invece, che si uniscano al sacrosanto coro di condanna esponenti finiani dell’ex An: sono degli ipocriti perché in Alleanza nazionale tirava una bruttissima aria antisemita, ma loro all’epoca facevano finta di nulla.
Valga la mia esperienza. Come è noto e come ho raccontato anche nel mio recente libro, “Gianfranco Fini – Sfida a Berlusconi” (Aliberti editore), porta la mia firma il documento di condanna dell’antisemitismo e delle leggi razziali approvato al congresso di Fiuggi, il 27 gennaio 1995. Quel documento diede credibilità (anche internazionale) alla svolta; scomparvero ufficialmente gli antisemiti dal partito erede del fascismo e della Repubblica di Salò, ma da allora in An gli anti-Palmesano diventarono un esercito. Fino alla mia più completa emarginazione, con gravi conseguenze sul piano politico e professionale e con grande dolore anche sul piano personale. Mi volevano morto. E politicamente parlando l’“ebreo Palmesano” è stato ammazzato.
All’epoca, nel momento in cui era stata annunciata la presunta svolta di Fiuggi, che avrebbe sancito la fine del Msi-Dn e il transito di tutti noi in An, da tempo andavo affrontando una riflessione sulla necessità di uscire dal tunnel del neofascismo. E quindi speravo che nelle Tesi congressuali preparate dal pensatoio finiano vi fosse un riferimento alla condanna dell’antisemitismo, cosa che incredibilmente non c’era. Per la verità le ponderose Tesi congressuali erano ambiziose, contenevano tutto e il contrario di tutto, affastellavano ogni ben di Dio politico e culturale, citando anche pensatori che non appartenevano alla nostra tradizione politica, cosa che naturalmente aveva eco sulla stampa. A me, invece, la sostanza delle Tesi congressuali sembrava deludente, non c’era la svolta tanto sbandierata. E una domenica pomeriggio di metà dicembre 1994, libero dal lavoro di capo del servizio politico del quotidiano del Msi-Dn prima e di An poi “Secolo d’Italia”, scrissi le undici righe del documento che sarebbe passato alla storia del partito come “emendamento Palmesano”. Ecco il testo del mio emendamento alle Tesi congressuali:
“Condanna esplicita, definitiva e senza appello, Alleanza nazionale formula verso ogni forma di antisemitismo e di antiebraismo, anche qualora siano camuffati con la patina propagandistica dell’anti-sionismo e della polemica anti-israeliana. Sia altresì bandito ogni pregiudizio che è l’anticamera dell’intolleranza antisemita e che è stato il terreno di coltura, attraverso i secoli, dei pogrom e della Shoah. Alleanza nazionale si riconosce in pieno nella Dichiarazione del Concilio Vaticano II ‘Nostra Aetate’ e nelle prese di posizione di Giovanni Paolo II nei confronti degli ebrei, nostri ‘fratelli maggiori’. La vergogna incommensurabile delle leggi razziali brucerà per sempre nella nostra coscienza di Uomini e di italiani”.
La mia proposta piombò come una bomba nella vigilia del congresso, ma la parola d’ordine nel partito era quella di fare finta di nulla. Fino a che, una volta apparsa la notizia sui giornali, nella sede di via della Scrofa cominciarono ad arrivare telefonate dall’estero, da Paesi europei, dagli Stati Uniti, da Israele, da ambienti politici e diplomatici, dalle ambasciate, per chiedere conferma della incredibile notizia e per ottenere il testo integrale del documento di condanna dell’antisemitismo. Fini dovette meravigliarsi non poco per tanta attenzione riservata all’“emendamento Palmesano” perché nel suo “fascismo immaginario” l’antisemitismo fascista non era mai esistito, era tutta colpa della Germania. Al congresso di Fiuggi Fini per realpolitik diede il via libera all’approvazione dell’“emendamento Palmesano. Non c’era stato bisogno di attendere un “Papa straniero” per affrontare nel Msi-Dn e in An il nodo centrale, quello del fascismo e delle leggi razziali antisemite. Il documento era stato proposto da chi, come me, era missino fin dal 1972 (allora quattordicenne), capo del servizio politico del quotidiano del partito. Sul “Manifesto”, Andrea Colombo sottolineò l’importanza del fatto che il documento fosse nato dal corpo vivo del partito. Ma ben presto dovetti rendermi conto che avevo firmato il mio suicidio politico e professionale. Quando, infatti, appena dopo il congresso, furono pubblicate le tesi congressuali emendate, con il titolo “Pensiamo l’Italia, il domani c’è già – Valori, idee e progetti per l’Alleanza nazionale”, il mio documento, sebbene approvato, era stato tagliuzzato. Mancavano le ultime due righe: “La vergogna incommensurabile delle leggi razziali brucerà per sempre nella nostra coscienza di Uomini e di italiani”. Era troppo, per Fini e per gli altri, sostenere appunto che “la vergogna incommensurabile delle leggi razziali brucerà per sempre nella nostra coscienza di Uomini e di italiani”.
Per tutto questo, nonostante le scampagnate di Fini a Gerusalemme, io continuo a non fidarmi dell’ex capo di An e dei suoi seguaci. Cordialmente
Enzo Palmesano
ex componente dell’assemblea nazionale di An

12.10.10
Trovo sull’articolo del Sole 24 Ore del 9 ottobre (il link è: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-09/rabbia-budapest-sfida-intero-080221.shtml?uuid=AYhPdGYC&fromSearch ) a firma Luca Veronese, una frase («Perché non possiamo ribattere al presidente israeliano Shimon Peres che, nell’ottobre del 2007, di fronte agli uomini d’affari di Tel Aviv, spiegava come gli ebrei stiano “comprando l’Ungheria” con una “moderna colonizzazione”, senza armi e con dollari a palate?») che, priva di riscontri (non saprei come trovare i discorsi fatti da Shimon Peres nell’ottobre 2007) lascia perlomeno perplessi: avete, cortesemente, informazioni in merito? Grazie e Shalom Claudio O.

RISPONDE ISRAELE.NET. Gentile Claudio O., in quell’occasione Shimon Peres, nel quadro di un discorso in cui spiegava come nel mondo di oggi il talento e l’intelligenza contino più del territorio fisico e della forza militare, fece il verso – con evidente intento ironico – alle ricorrenti accuse ad Israele e agli ebrei di controllare economicamente, anzi, di “comprarsi Manhattan, l’Ungheria, la Romania, la Polonia” e così via; per poi spiegare seriamente che Israele, in quanto “nazione piccola”, deve agire sui mercati internazionali perché “semplicemente non abbiamo un mercato locale abbastanza grande”. Ma tanto bastò perché la frase ironica, convenientemente decontestualizzata, venisse ripresa e rilanciata infinite volte sul web da coloro che cercano di fomentare odio verso gli ebrei dipingendoli come una “potenza finanziaria tesa a impadronirsi di tutto il mondo”, nella più vieta tradizione antisemita del celebre falso storico “I Protocolli dei Savi di Sion”. Stupisce semmai che un giornale come “Il Sole 24 Ore” si sia fatto megafono di tale operazione senza nemmeno una parola di spiegazione.
Per un filmato (con sottotitoli in inglese, peraltro incompleti), si veda:

(Traduzione del filmato: “Da un paese piccolo come il nostro, ciò è quasi stupefacente. Vedo che ci stiamo comprando Manhattan, l’Ungheria, la Romania, la Polonia [ride]. Dunque per come la vedo, non abbiamo problemi. Grazie al nostro talento, ai nostri contatti, al nostro dinamismo, possiamo arrivare quasi dappertutto. È molto interessante. È interessante perché in fondo siamo una piccola nazione e, a quanto sembra, sarà molto difficile per noi diventare una nazione industrializzata. Semplicemente non abbiamo un mercato locale abbastanza grande”.)

11.10.10
Per rispondere a Giani S. All’epoca di Gesù venivano parlati sette diversi dialetti occidentali di Aramaico, probabilmente distinti ma reciprocamente intelligibili. Il Giudaico Antico era il dialetto principale di Gerusalemme e della Giudea. Nella regione di Engedi si parlava il Giudaico sud-orientale; in Samaria il singolare Aramaico Samaritano, in cui he, heth e ‘ayin venivano tutte pronunciate come aleph. L’Aramaico di Galilea, proprio della regione di Gesù, è conosciuto solo attraverso i nomi di alcuni luoghi, le influenze sull’Aramaico dei Targum, alcuna della letteratura rabbinica e poche lettere private. Sembra avere alcune caratteristiche particolari: i dittonghi non sono mai semplificati in monottonghi. Ad est del Giordano erano parlati i vari dialetti del Giordano Orientale. Nella regione di Damasco e dell’Antilibano l’Aramaico di Damasco (derivato soprattutto dall’Aramaico Occidentale Moderno). Infine, nella regione settentrionale di Aleppo, si parlava l’Aramaico dell’Oronte. Oltre a questi dialetti di Aramaico, nei centri urbani era diffuso l’uso del Greco. Ci arrivano poche testimonianze dell’uso dell’ebraico in questo periodo; alcune parole rimasero a far parte del vocabolario dell’Aramaico ebraico (soprattutto termini tecnici religiosi, ma anche alcune parole quotidiane, come ‘ēṣ, “albero”), e la lingua scritta del Tanach veniva letta e compresa dai ceti colti. Tuttavia l’Ebraico uscì dall’uso comune. Anche le parole non tradotte all’interno del Nuovo Testamento scritto in Greco erano in Aramaico, piuttosto che in Ebraico. Da quello che si può capire, questo non era Aramaico della Galilea ma Giudaico Antico: questo suggerisce che le sue parole furono tramandate col dialetto di Gerusalemme invece che col suo. Marco P.

9.10.10
Un mio amico giudeo cristiano e io ci siamo divisi su un argomento: che lingua si parlava in Israele al tempo di Gesù di Nazareth? Gli esperti cristiani sostengono che si parlasse aramaico. Io accogliendo il suo punto di visto ho accettato che l’ebraico mishnaico fosse una lingua viva. Ma, raccogliendo le numerose espressioni aramaiche del NT, ho riaffermato la tesi che l’aramaico fosse il dialetto del popolino: in Giudea come in Galilea. Vorrei cortesemente una risposta “super partes”. Grazie. Giani S.

8.10.10
Iniziativa seria. Voglio raccogliere le firme per un referendum consultivo che prenda in considerazione l’ingresso di Israele nella Comunità Europea. Non c’è niente di anomalo in questa iniziativa, Israele è politicamente e culturalmente Europa, quella migliore della tradizione libertaria e liberale dove tolleranza e ordine sono fondanti, e la libertà è garantita a tutti i cittadini arabi ebrei e non. Non c’è alcuno scandalo nel concepire Israele come 21esimo stato d’Europa, la distanza geografica non conta nulla, basta vedere l’esempio degli USA, con le isole Hawai o lo stato dell’Alaska. Sono i valori comuni che cementano una comunità, e grazie a dio sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono. Giac S.

4.10.10
Sono genovese doc… la mia amicizia e simpatia verso Israele nasce da molto lontano, anni ‘60 circa, da quando mio papà, navigante, aiutava durante la traversata dal sud America e a Genova i ragazzi e le ragazze che andavano in Israele: ragazzi meravigliosi che ci invitavano nella sinagoga di Genova per le cerimonie. L’anno scorso sono finalmente andata in terra santa, Israele e Gerusalemme, e a gennaio ritornerò in questo paese meraviglioso. Sono orgogliosa di conoscere ed essere amica di ebrei praticanti e di condividere con loro l’amore per Israele e il nostro Signore. Flavia M.

30.9.10
Sono una studentessa di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Firenze. Mi laureo in Sistemi Giuridici Comparati, con una tesi sulla giustizia costituzionale in Israele. Ho da poco iniziato la ricerca dei materiali e mi sono imbattuta in questo giornale dai cui articoli ho tratto numerosi ed interessanti spunti; dunque vorrei chiedere consiglio su quelli che possono essere ulteriori articoli, ma anche pubblicazioni di ogni genere, siti, leggi che potrebbero essere utili per il mio argomento di ricerca. Molte grazie C. B.

12.9.10
Alla redazione di israele.net. Sono un vostro assiduo lettore, seguo tramite le vostre traduzioni la politica israeliana, sono stato in Israele, e condivido le preoccupazioni di quel popolo sul suo futuro. Quando ho visto che a Padova, la mia città, cominciava lunedì 06/09/2010 una rassegna di film israeliani, sono andato subito a vedere il primo film. LA VITA SECONDO AGFA (Ha-haym al pi Agfa), di Assi Dayan (1992). È un film molto particolare, non posso dire bello, parla dello sfacelo di una società occidentale che credo si possa trovare in qualsiasi città dell’Europa o del mondo, ma che non rappresenti affatto la società israeliana né come l’ho vista io, né come la rappresentate voi nelle traduzioni dei giornali. Mi è parso si sia voluto accentuare i problemi di tutte le società progredite, ma visto che si parlava di Israele, il dibattito che ne è seguito dava ragione di questo sfacelo al conflitto permanente in cui Israele vive, con i soliti luoghi comuni. Vi ho scritto perché vorrei sentire il vostro parere, sia sulla scelta del film, fatta dall’associazione “Italia-Israele”, e se si poteva scegliere qualche altro film più idoneo a spiegare la società israeliana, come primo film della rassegna. Non so se il folto pubblico della prima serata tornerà, dato che alla fine del film, penso stomacati, sono andate via parecchie persone prima dello scontato dibattito. Trovate la rassegna al seguente indirizzo: http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?id=14379 Un cordiale saluto Giacomo C.

RISPONDE ISRAELE.NET. Gentile Giacomo C., il film che lei ha visto, “Ha-hayyim al fi Agfa”, è considerato una delle opere più importanti del cinema israeliano degli anni ’90 e forse la più importante in assoluto che Assi Dayan, qui nel ruolo di regista e sceneggiatore, abbia firmato. Questo film è stato girato durante uno dei momenti più difficile della storia di Israele, ossia la “prima intifada”, e si propone proprio di rappresentare il clima di pessimismo, violenza e conflitti sociali di quegli anni attraverso la descrizione dei personaggi che popolano il pub “Barby”. Addirittura, il violento finale del film è stato letto dalla critica israeliana come una profezia dei forti conflitti interni a Israele che sarebbero poi sfociati nell’omicidio di Rabin. Concordo con lei che non si tratta di un film gradevole. Esso però è stato concepito per dare un pugno nello stomaco allo spettatore e credo che riesca benissimo nell’intento. La scelta degli organizzatori della rassegna pertanto è, nella sua sostanza , ineccepibile. Si tratta però di un film difficile, che va spiegato e contestualizzato nei minimi dettagli, altrimenti rischia di essere frainteso o non capito nel suo significato, soprattutto in Italia, dove la gente sa molto poco di Israele. Ho fiducia ovviamente che ciò sia stato fatto durante la proiezione. Posso immaginare quale direzione abbia preso il dibattito a cui ha assistito. Purtroppo capire realmente la complessità di una nazione come Israele è uno sforzo che poche persone sono disposte a fare. Mi auguro che continuerà a seguire la rassegna di Padova, che offre titoli davvero interessanti. Cordiali saluti, Sara F. (per www.israele.net)

10.8.10
Buongiorno! Da qualche anno seguo con interesse l’elaborazione di una proposta alternativa alla classica “due stati, due popoli”, ovvero la proposta di uno stato unico, radicalmente democratico e laico, per tutta la popolazione (e tutto il territorio) della Palestina Mandataria (quindi Israele+Gaza+Cisgiordania). So che questa proposta viene elaborata in diversi ambienti, tra l’altro in ambienti universitari internazionali, e che è sostenuta anche da esponenti della società arabo-palestinese e da esponenti della società ebreo-israeliana (nonché dell’ebraismo non israeliano-diaspora). Data la vostra conoscenza diretta di Israele, vorrei sapere da voi se nella società israeliana in tutte le sue componenti (soprattutto ebraica e araba) esistono, oltre a singoli sostenitori della proposta mono-statale, anche movimenti sociali e politici che la propongono e la perseguono. Forse il partito Hadash? Grazie per la risposta. Con stima Andrea F.

RISPONDE ISRAELE.NET. Gentile Andrea F., le segnaliamo qui di seguito una serie di articoli che possono essere di suo interesse circa la proposta del cosiddetto “stato (unico) bi-nazionale”. Grazie dell’attenzione. La Redazione di www.israele.net

Uno Stato bi-nazionale? Proprio qui?

http://www.israele.net/articolo,2810.htm

Stato bi-nazionale: esercizi di futile retorica

http://www.israele.net/articolo,2765.htm

Dove buttano i discorsi sullo Stato bi-nazionale

http://www.israele.net/articolo,2739.htm

L’incubo dello stato unico

http://www.israele.net/articolo,1474.htm

Sogni e incubi

http://www.israele.net/articolo,1922.htm

Due stati per un solo popolo?

http://www.israele.net/articolo,1921.htm

Un unico stato (arabo e islamico)

http://www.israele.net/articolo,1902.htm

Perché i palestinesi dicono no?

http://www.israele.net/articolo,1896.htm

La forza di Israele è necessaria per la pace

http://www.israele.net/articolo,2763.htm

Spaventati da Netanyahu

http://www.israele.net/articolo,2732.htm

L’apartheid politicamente corretto dei palestinesi

http://www.israele.net/articolo,2542.htm

Una richiesta lapalissianamente giusta

http://www.israele.net/articolo,2537.htm

Ma i palestinesi lo vogliono uno stato?

http://www.israele.net/articolo,2548.htm

Ecco lo Stato rifiutato dai palestinesi

http://www.israele.net/articolo,2698.htm

“Fatah non ha mai riconosciuto Israele”

http://www.israele.net/articolo,2561.htm

Il messaggio è chiaro: “Tutta la Palestina”

http://www.israele.net/articolo,2699.htm

La Palestina unica e araba dei piani di Fatah

http://www.israele.net/articolo,2597.htm

Esponente Olp rilancia la conquista, per fasi, di tutta la terra

http://www.israele.net/articolo,2074.htm

”Da Haifa a Gerusalemme a Beer Sheva”

http://www.israele.net/articolo,1893.htm

Chi ha fretta di dividere la terra?

http://www.israele.net/sezione,,2833.htm

Israele – 60 anni: Il diritto di esistere

http://www.israele.net/sezione,,2075.htm

Israele – 60 anni: Rifiuto della spartizione e mito dell’esproprio

http://www.israele.net/sezione,,2138.htm

Dove sbaglia la sinistra pacifista israeliana

http://www.israele.net/articolo,2661.htm

(in inglese) Haaretz, 4.3.10 – A new Zionist left – By Ari Shavit. It is the left that must lead the way to the end of the occupation while ensuring Israel’s existence as a Jewish, democratic and enlightened state. To do so, the left must go back to being Zionist and realistic. It has to suggest a practical way of getting out of the territories without endangering our national existence.

http://www.haaretz.com/hasen/spages/1153836.html

6.9.10
Gli arabi non approvano il modo in cui il presidente Obama sta gestendo il conflitto israeliano-palestinese. È quanto emerge dal Pew Global Attitued Survey, un poll sulla politica estera americana condotto in 22 nazioni. Mentre l’opinione pubblica in 19 paesi ha maturato un’opinione sostanzialmente positiva della politica estera americana, il consenso scende alla voce Israele-Palestina. 12 paesi, in maggioranza arabi, danno sostanzialmente un giudizio negativo su come il presidente sta affrontando la complessa situazione dei territori occupati. Il 90% dei libanesi, l’88% degli egiziani, e l’84% dei giordani disapprovano categoricamente l’approccio Usa verso il conflitto in Terra Santa. Anche nei paesi non arabi come la Turchia e il Pakistan, i rating sono molto bassi. Rispettivamente il 66% e il 51% si aspettano un cambio di politica da parte della Casa Bianca. È interessante notare che, anche in Indonesia, un paese dove Obama ha vissuto alcuni anni, più della metà, il 56%, ha espresso il suo disappunto. Se l’opinione pubblica araba piange per l’approccio Usa a Gerusalemme e dintorni, essa non ride per la politica americana verso l’Iran, Afghanistan e in Iraq. Solo il 43% in Libano, il 33% in Egitto e il 23% in Giordania, hanno fiducia nel presidente americano. Mentre nel mondo musulmano il consenso nella Casa Bianca scende, il sostegno per Gerusalemme sale tra l’opinione pubblica americana. Negli Stadi Uniti, nella disputa tra palestinesi e israeliani, il 49% degli americani simpatizza per lo stato ebraico e il 16% con la Palestina. Il 12% non prende posizioni per nessuna parte, mentre il 4% con entrambi. Tra i simpatizzanti ci sono il 65% di americani che si proclamano evangelici, il 48% dei cattolici, il 47% dei protestanti neri e il 39% dei protestanti bianchi. A favore dei palestinesi il 16% dei cattolici, il 18% dei protestanti neri e il 16% dei protestanti bianchi. Tra gli americani che si definiscono atei, il 37% è filo israeliano e il 26% filo palestinese. Tuttavia, quasi la metà degli americani, il 47%, ritiene che Obama sia imparziale. Solo il 27% pensa che il presidente abbia a cuore più i palestinesi, mentre il 7% è troppo filo israeliano. Pew Global Attitued Survey. Fabrizio P.

1.9.10
Il vile e barbarico atto di terrorismo che ha portato all’uccisione di 4 coloni alla vigilia della ripresa dei colloqui di pace a Washington dimostra prima di tutto che i palestinesi (Hamas e Fatah) sono molto più interessati a distruggere Israele che costruire uno stato palestinese. Questa tragica circostanza mi dà anche l’occasione per esprimere il mio sdegno per la partecipazione di Abu Mazen alle esequie di uno dei massacratori delle Olimpiadi di Monaco celebrato come un eroe, il tutto, mi sembra, nella sostanziale indifferenza internazionale. Mi chiedo: si può pensare a qualcosa di “palestinese” che non abbia a che fare col terrorismo? Vorrei sperare di sì ma non lo credo, ovviamente senza pensare che tutti i palestinesi siano terroristi. Dario B.

31.8.10
Salve, sono un italiano di 42 anni, chef di cucina, sposato e con 2 figli ed un padre di 71 anni con me convivente. Tutti ebrei. Vorrei avere notizie riguardanti la possibilità di andare a vivere in Israele. Se possibile indicatemi anche siti internet dove se ne parli dettagliatamente. Grazie. Emanuele D.

30.8.10
Sono un architetto e desidero ricevere info/contatti circa la possibilità di lavorare a Tel Aviv. Grazie. Maria Letizia A.

25.8.10
Questa solo propaganda favore di Israele niente altro. Francesco M.

19.8.10
Caro Direttore, per puro caso, sfogliando la Gazzetta Ufficiale (supplemento ordinario n. 188 del 13 agosto 2010) ieri mi sono accorto che il nostro Presidente della Repubblica ha recentemente conferito a Bashar al-Assad il “Gran Cordone” (onorificenza dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, la più alta prevista dagli ordinamenti di benemerito internazionali). Come è noto, la Siria è inserita dagli USA nella lista dei c.d. “stati canaglia” in quanto finanziatore dei terroristi (in particolare gli Hezbollah e Hamas), perché talvolta complice o addirittura mandante di attentati terroristici (e.g. secondo i più, dell’assassinio, nel 2005, dell’ex-Primo Ministro libanese Rafiq Hariri a Beirut) e quale nemico giurato e dichiarato di Israele e degli USA. Dal canto suo, Assad è senza dubbio un dittatore antidemocratico, che è succeduto alla guida della Siria dopo la morte di suo padre senza nessun tipo di elezione, diventando così (a quanto mi consta) il primo presidente ereditario della storia (addirittura contravvenendo ad una legge della Siria – evidentemente voluta dal padre Hafiz al-Assad – che stabiliva un’età minima di 35 anni per assumere la carica). Ritengo opportuno informarla di tale faccenda (che ritengo personalmente speciosa ed indegna) affinché ne possa dare (ove lei lo ritenga opportuno) risonanza mediatica, invitando la Presidenza della Repubblica e la Presidenza del Consiglio dei Ministri (nel caso in cui l’onorificenza sia stata conferita su proposta del Presidente del Consiglio di Ministri, e non motu proprio dal Presidente della Repubblica) a rendere note le motivazioni del conferimento dell’onorificenza in questione al presidente di uno stato che adotta dichiaratamente una linea politica in rotta di collisione con i paesi filo-americani e filo-israeliani (e l’Italia, voglio sperare, è un paese filo-americano e filo-istraeliano); con la conseguenza che, in buona sostanza, l’onorificenza è stata attribuita al capo di uno stato ostile al nostro. Cordiali saluti. Marco Blei

19.8.10
Vorrei chiedere a Nicola R. se per caso non si stia rivolgendo a Hezbollah, ed in questo caso ha sbagliato sito, oppure quali siano le sue fonti di informazione per avere una opinione del genere… e se dimentica oppure ignora le migliaia di civili israeliani morti in tempo di non belligeranza per i razzi o per gli attentati dei servi di Allah, e che grande parte del mondo arabo nega ad Israele il diritto stesso di esistere, lo vogliono cancellare, questi fatti come li giudica? E poi cosa pensa del fatto che Hamas non ha nessuna intenzione reale di creare uno stato palestinese in Cisgiordania? Quale è il suo concetto di “pace”? Quale è il prezzo per arrivare alla pace quando di fronte hai criminali che hanno nel fanatismo la loro stessa ragione di vita? Stefano G.

18.8.10
Alla cagnara che si sta facendo intorno alla vicenda della soldatessa israeliana accanto ad un terrorista, mi sovviene la parabola di Gesù Cristo, il potere del male guarda la pagliuzza ma non guarda la trave degli sgozzati innocenti da parte dei criminali di al Qaeda. Ragazzi vi consiglio (ma non ve ne è bisogno), state allerta sempre, armatevi di amore e di vigilanza, sappiate dosare le due dimensioni dell’animo umano, e per stare nel messaggio cristiano ma non troppo, non porgete l’altra guancia, rispondete colpo su colpo. Grazie di esistere. Un cristiano. Giac. S.

17.8.10
«…Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente “antisionista”. E io dico, lascia che la verità risuoni alta dalle montagne, lascia che echeggi attraverso le valli della verde terra di Dio: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, questa è la verità di Dio… Tutti gli uomini di buona volontà esulteranno nel compimento della promessa di Dio, che il suo Popolo sarebbe ritornato nella gioia per ricostruire la terra di cui era stato depredato. Questo è il sionismo, niente di più, niente di meno… E che cos’è l’antisionismo? E’ negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. E’ una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno a attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.» Martin Luther King, “Letter to an Anti-Zionist Friend”, Saturday Review, XLVII (agosto 1967), ristampata in Martin Luther King, “This I Believe: Selection from the Writings of Dr. Martin Luther King jr.”, New York 1971, pp.234-235. Fabrizio P.

17.8.10
In casa di Francesco Cossiga, nel cuore del quartiere Prati di Roma, sventolano – l’una accanto all’altra – tre bandiere eleganti: quella dell’Italia, quella della Regione Sardegna e quella di Israele. Addio Presidente! Marco P.

16.8.10
Scusate ma devo scrivere per forza questa mail. Non è possibile che un esercito super armato continui a fare strage di civili, donne, bambini, vecchi, fregandosene dei diritti civili, delle regole, del fatto che uccidere va contro la legge di Dio. Se siete convinti di professare la fede, per quale motivo continuate a commettere stragi e spargere sangue innocente, non riuscite nemmeno più a vergognarvi, talmente siete pieni di voi stessi e protetti al punto da ritenervi esseri superiori. La storia non vi ha insegnato proprio nulla a quanto pare. Adoperatevi per cambiare modo di fare, le armi e la violenza si ritorceranno contro di Voi, è la storia che lo dice. Nicola R.

12.8.10
Isaia 54:17 “Nessun’arma fabbricata contro di te avrà successo, e ogni lingua che si alzerà in giudizio contro di te, la condannerai. Questa è l’eredità dei servi dell’Eterno, e la loro giustizia viene da me”, dice l’Eterno. Marco P.

12.8.10
Perchè Dio ha permesso i campi di concentramento e cosa pensavano i rabbini rinchiusi lì dentro quando le loro preghiere non erano ascoltate da DIO. Daniel F.

3.8.10
Nuovi attacchi a Israele, vergogna. Dio benedica Israele. Paolo F.

28.7.10
Ci pregiamo comunicare che abbiamo aperto sul nostro sito www.osservatorio-sicilia.it la sezione israele.net dove inseriremo i Vs articoli per una maggiore diffusione. Cordiali saluti e buon lavoro Michele S.

22.7.10
L’articolo pubblicato oggi che parla dell’inaugurazione del Gaza Mall è un fatto di cronaca locale, non merita di essere riportato dai media internazionali, ma è significativo. Vuole dire allora che Gaza non è proprio esattamente sotto assedio come la si vuole dipingere; gli abitanti non sono allo stremo come piace tanto riportare in occidente per sollevare la solita indignazione disinformata. Israele non è uno stato speciale, è semplicemente uno stato come tutti gli altri. Nella sua storia sono stati commessi errori come del resto capita ai politici di tutti gli stati, compresi quelli che non sono messi in discussione. La differenza però sta nel fatto che la sopravvivenza di Israele è sempre stata in pericolo, e lo è tutt’ora. Di fronte non c’è un popolo a cui è stata sottratta la nazione, c’è una comunità ostaggio di fanatici terroristi che non si fanno scrupolo di farsi scudo della loro stessa gente in combattimento e questo atto è davvero infame. La comunità internazionale avrebbe dovuto disarmare Hezbollah dopo la guerra del 2006, ed invece il nostro caro ministro dell’epoca, D’Alema, pensò bene di farsi una passeggiata per Beirut a braccetto del deputato Hezbollah Hussein Haji Hassan, rincuorando così i suoi “eroi”. Nessuno ovviamente ha disarmato questi terroristi, anzi, è chiaro che si stanno preparando per una nuova aggressione. Stefano G.

20.7.10
Sottoscrivo pienamente quanto scritto da Marco P. Shalom Israel. Fabrizio P.

14.7.10
Perché tanto odio? Parlare di “fascismo israeliano” o di “nazisionismo” come fanno certi cosiddetti komunisti (con la k) non solo è un’iperbole fuorviante, ma non giova certo alla liberazione sociale. Né bisogna peraltro cadere nella trappola di pensare che lo Stato di Israele, lo Stato Ebraico che ricordiamocelo bene è l’unico Stato veramente democratico del Medio Oriente e un avamposto di civiltà e libertà, abbia qualcosa di speciale. Pulizie etniche, massacri, rappresaglie sui civili avvengono ovunque, e spesso nell’indifferenza del mondo intero. Dire perciò che la politica dello Stato di Israele è una politica criminale non vuol dire che altri Stati siano meno razzisti e assassini, anzi lo sono molto di più, a cominciare dall’Italia con le sue leggi discriminatorie sull’immigrazione, con i CIE, con le nuove misure del “Pacchetto sicurezza”, con le carceri discarica dove sono stipate vite a perdere in condizioni disumane. Perché tanto odio? La risposta la fornisce bene l’introduzione di Primo Levi a “Se questo è un uomo”: “Quando il disprezzo per lo straniero, il diverso diventa il fondamento di una società, si arriva al lager”. Ma oggi, purtroppo, quel disprezzo,q uella violenza, stanno diventando fondamento anche in Italia. Marco P.

14.7.10
Per chi ancora non avesse capito la posizione strabica di ONU e delle sue emanazioni, ieri ci si è posti il problema della libertà in Italia. Già, meglio non pensare a quei paesi (prevalentemente arabi) in cui la libertà manca del tutto… Paolo F.

13.7.10
fortonatamento ,ce la grande persia che scombusola il sonno alla grande satana e alla picollliiisssiiima invasore della palastina e il suo fratelastro arabia saudita. cionostante dobbiamo ringraziare i fratelli pastaran che tolgonno il sonno… Giuseppe L.

12.7.10
Il susseguirsi incessante di caos mediatico riguardo a tutto ciò in cui Israele è in qualche modo coinvolto fa riflettere; perché questo piccolo stato composto da una comunità numericamente ridotta dà tanto fastidio? Gli ebrei, contrariamente ad altre comunità, certamente non si sono mai distinti per avere creato problemi ai paesi nei quali vivono e sono vissuti, anzi, spesso sono stati oggetto di intimidazioni se non persecuzioni vere e proprie. Sono stati per secoli bersaglio di un odio indiscriminato e infondato, costretti a migrare per sopravvivere, fino a che il “pazzo” sogno di Ben Gurion si è trasformato in realtà, e finalmente da molti paesi gli ebrei se ne sono andati per vivere nel loro stato. Ma ancora una volta danno fastidio, gli arabi pretendono di avere il possesso completo della Palestina, non hanno nessuna intenzione di convivere con la comunità ebraica né di arrivare ad una vera pace. Non solo: quegli stessi gruppi islamici che dichiarano apertamente di volere distruggere Israele odiano apertamente anche l’Occidente; eppure non vengono presi sul serio, la colpa della complicata situazione del Medio Oriente è comunque quasi sempre degli ebrei. Non è passato nemmeno un secolo da quando un pazzo ha provocato una tragedia immane in termini di vite umane e un altro pazzo, diverso per etnia ed estrazione culturale, dice che tutto ciò non è mai esistito. Io non riesco proprio a capire, perché tanto odio? Stefano G.

8.7.10
Ho appena letto l’articolo di Izzy Ein Dor e vi posso assicurare che è proprio così. Israele è amata e c’è molta gente che vi è vicina con il pensiero. Shalom, Luca R.

7.7.10
(diritto di replica a Sandro R.) Beh non tutti i mass media hanno lo stesso tenore, ma l’informazione spesso è non troppo benevola verso le azioni di difesa di Israele… e poi perché assassini? non è il soldato della Stella di David che mira al fanatismo dell’azione disperata di un terrorista ad esserlo! non è Israele a ventilare minacce di ordigni atomici usati per cancellare un popolo, ma fanatiche religioni (? ) che coprono il delirio di dittatori. Non è Israele quando cerca un “tavolo” per trattare, ma le bombe di “altri” questi “tavoli” fanno saltare… Shalom Libertà Luigi G.

6.7.10
Mamma, li turchi ! Mai la Turchia nell’UE! Israele invece sì e a pieno diritto! Ricordiamoci tutti del vincitore di Vienna, il re di Polonia Jan III Sobiesky (1624–1696), che fu soprannominato dai Turchi «Leone di Lehistan». Se mai ritornasse uno come lui… Marco P.

5.7.10
Buongiorno, vorrei avere informazioni sulla possibilità di frequentare un anno di liceo presso un vostro istituto e che possibilmente sia legalmente riconosciuto in Italia. Il liceo italiano è il liceo scientifico. Grazie e cordiali saluti. Silvia B.

5.7.10
Probabilmente c’è un po’ di tutto in questa cialtronaggine filo Hamas. Vizi di classe, odio per i migliori, odio per la superiorità spirituale di Israele, insoddisfazioni sessuali, voglia di apparire ma mettendosi con gli assassini di mestiere, non si sa mai, questi si vendicano sempre, Israele invece rispetta anche le porcate che vomitano queste “signore” insulse e annoiate del branco radica chic; insomma il buonismo internazionale è proprio una pattumiera di viziati- cialtroni-invidiosi. Giacomo S.

5.7.10
La Turchia vuole anche le scuse? OK domani assalto una comunità e poi se mi sparano voglio le scuse. Fuori la Turchia dall’Europa. Paolo F.

2.7.10
A risposta dell’ultimo commento inserito, o almeno letto da me… I mass media occidentali starebbero contro la stella di David????? Ma cosa vi siete bevuti il cervello??? Se per avere un’informazione che non equivalga a palestinese=terrorista bisogna per forza leggere letteratura storica o articoli antisistema su internet. Ok ora smettetela di piangervi sempre addosso basta. La vostra cmq non è espansione come non lo sarebbe se con delle ruspe andassimo in svizzera a buttar giù le case degli elvetici per costruirci delle colonie italiane. Quella si chiama invasione non espansione. Assassini. Sandro R.

1.7.10
Ma può essere mai possibile, anche solo tecnicamente, che Israele sia indicata come unico “cattivo” nella questione mediorientale; tacciato di ogni possibile errore tattico e volutamente razziale. Con troppa evidenza i nostri mass-media (nostri nel senso europeo del termine) caricano di negatività ogni azione della Stella di David; mentre di contro sembra assolutamente plausibile che un cittadino palestinese o più genericamente arabo possa compiere un’azione terroristica, ventilando variegati alibi di vane libertà. Troppo facile non dare al popolo israeliano un passaporto di umanità e identificarli solo come un obiettivo per sfogare le rabbie di culture chiuse ed ottuse. La vera difesa dei valori e della libertà è la difesa del diritto a Israele di esistere e di svilupparsi. Luigi G.

28.6.10
Mi associo pienamente a quanto scritto da Marco P. a proposito di quel nazista di Tino C. Shalom Israel. Fabrizio P.

28.6.10
No comment per il triste messaggio frutto di profonda ignoranza razzista/antisemita/antisionista di Tino C., che è lui il vero nazista. Shalom. Marco P.

28.6.10
Esempio di vera libertà di pensiero e spazio per tutti è pubblicare non solo il pensiero di chi dissente ma anche beceri post di insulti, libertà che i criminali di Hamas o Hezbollah regolano con il piombo. Ma sembra che qualche bifolco non se ne renda conto… Stefano G.

28.6.10
Ieri sera ho visto un allucinante servizio giornalistico sulle navi “pacifiste”, un regista che si trovava sulla più nota di esse era definito indipendente eppure viaggiava con gente che cercava il martirio… questa è l’informazione che provoca posizioni anti-israeliane ormai imperanti. Paolo F.

25.6.10
Israele, ne sono sicuro, è lo stato che farà esplodere il terzo conflitto mondiale. Cambiate quella mentalità del c… che vi ritrovate o ci rovinerete tutti, str…! So che i commenti contro Israele non vengono in alcun modo pubblicati, anche se non volgari, ma gli altri che leggo… ve li scrivete voi immagino? Se non è così mi vien da vomitare pensando agli ottusi che vi esternano una solidarietà immeritata. Dimenticavo. Fate schifo perché siete dei nazisti di m… e state compiendo un genocidio. Tino C.

25.6.10
Volevo esprimere il mio sdegno per il comportamento delle “ong” e dei “pacifinti” dopo i fatti della flottiglia; personalmente ritengo che chi si definisca antisionista è al pari di un neo nazista; in quanto antifascista sento il preciso dovere di difendere Israele che è uno stato meraviglioso ricco di cultura e libertà, purtroppo qui in Italia vedo troppa ignoranza bieca e miopismo politico nei confronti di uno stato che ha dato tanto in fatto di progresso nel medio oriente! e francamente, vista questa nuova ondata di antisemitismo, credo si debba fare tutto il possibile affinché sia spezzata la catena mass mediatica antisemita; tutta la mia più sincera solidarietà al popolo israeliano! distinti saluti Elia C.

23.6.10
Cari amici, l’occidente è sicuramente in un periodo di crisi, non solo economica ma sociale e di identità. In Europa c’è chi incredibilmente accetta la situazione dello stato palestinese semplicemente voltandosi dall’altra parte per non vedere la realtà dei fatti, come se ad ignorare il problema ci sia qualche vantaggio. Non si pone sufficientemente in risalto la questione che i palestinesi insegnano ai loro figli che Israele deve essere cancellato dalla carta geografica e questo è criminale. L’occidente non ha memoria, la politica dello struzzo (testa nella sabbia per non vedere, concessioni a tutti i costi) nella storia ha sempre avuto conseguenze funeste, forse qualcuno ha scordato che Monaco ’38 non indica un campionato mondiale di calcio. Stefano G.

22.6.10
Shalom. Non sono ebreo ma ammiro il popolo di Israele che da migliaia di anni è un esempio per tutti i popoli del mondo per democrazia giustizia e pace. I media non fanno informazione corretta su Israele, perché l’antisemitismo non è mai finito. Credo nello stesso vostro Dio che è l’unico vero e vivente. Credo che non si debba necessariamente identificare il popolo di Israele con l’attuale stato di Israele, perché il popolo di Israele è sparso in tutto il mondo, come Dio ha comandato. Siete l’unico stato democratico del vicino oriente e il mondo dovrebbe avere paura non di voi, ma di chi vi vuole annientare.
Pace a voi. Franco G.

22.6.10
Cari amici, non sarà accusato di dietrologia affermare che la questione degli aiuti ai palestinesi era tutta una messinscena organizzata da Erdogan per dire ai paesi arabi da che parte sta la Turchia ovvero Europa addio. Del resto lo scontro con le forze armate ha permesso a Erdogan di incrinare un pilastro fondamentale di garanzia di laicità. Le navi cosiddette pacifiste organizzate dalla Turchia, si diceva da più parti che fosse una provocazione e così è stato. Da notare che la Turchia paladina dei palestinesi, ha perlomeno due questioni aperte per quanto riguarda il diritto internazionale tali da fare impallidire ognuna il problema palestinese così come da essi interpretato: la questione curda e il massacro di un milione e passa di civili armeni che ancora oggi è accettata senza vergogna. Non è d’uopo in questi casi il sorriso, mi viene in mente però il nostro Antonio de Curtis il quale rivolgendosi a Erdogan gli direbbe: “aiuti umanitari? ma mi faccia il piacere mi faccia!2 Un abbraccio. Alessandro V.

21.6.10
Cari amici, sono un grande ammiratore di Israele e della sua storia. Sto anche conducendo uno studio approfondito in merito, per il quale penso mi possiate aiutare. Sono anche giornalista e scrittore, andrò a visitare Israele appena posso con mia figlia L.; ho molte cose da dire anche su come in internet Israele viene continuamente attaccata. Mario B.

14.6.10
Volevo esprimervi le mie perplessità sul pezzo “Ospedale israeliano salva la vita a un ragazzo palestinese” di Larry Rich. Dall’articolo sembrerebbe che l’ospedale citato sia l’unico in Israele a curare cristiani e musulmani, il che non è vero perché tutti gli ospedali israeliani curano da sempre senza distinzione di religione. Non vorrei pertanto che l’articolo fosse controproducente rispetto all’obiettivo di dare notizie positive da Israele. Paolo M.

13.6.10
Voglio solo esprimervi la mia solidarietà, sono nemico dei pacifisti ipocriti e falsi. Ciao. Fausto M.

13.6.10
Cari amici, credo che sia corretto farvi sapere che, per quanto mi riguarda, siete stupidi ed insignificanti. Sono ebreo ma non approvo la stupida politica estera di Israele. Devo anche ammettere che la vostra stupidità sia incredibile. Non che ne abbia mai dubitato. Siete degli schifosi. Mi odio da me, tanto siete degli str… Mark G.

11.6.10
Sono un cattolico ed iscritto al Partito Democratico e prima ancora ai DS al PDS e al PCI. In tutti questi partiti non ho mai sentito una sola parola riconducibile all’antisemitismo. Sappiate che Umberto Terracini, presidente dell’Assemblea Costituente, era un ebreo. Essere amici d’Israele significa essere schietti e sinceri e criticare, se occorre, il governo Israeliano, come qualsiasi altro governo. Se dovessi andare via dall’Italia vorrei vivere in Israele che recentemente ho visitato. Saluti Pino S.

10.6.10
Che la flottiglia di natanti al largo di Israele che tentava di forzare l’embargo a Gaza fosse motivata da odio ideologico anti israeliano lo si sapeva e lo si era intuito da tempo. Personalmente ho avuto conferma di quanto ho detto sopra quando ho proposto ad un loro simpatizzante di portare le loro navi al largo della Corea del Nord. Forza Israele e che si possa prendere esempio da te. Angelo D.

10.6.10
Aldilà delle solite proteste contro Israele e delle solite minacce di fanatici islamici contro gli ebrei, sono certo che nessuno oggi muoverà un dito contro di voi. Attenzione però, i paesi occidentali non fermeranno questi folli di dotarsi di armi di distruzione di massa, nucleari o chimiche che siano. Sappiamo tutti che prima o poi, un nuovo conflitto sarà necessario per riportare entro limiti di sicurezza gli equilibri sociali, politici ed economici in uno scenario di intolleranza generale diventato oggi rovente. L’11 settembre ha canalizzato le attenzioni del mondo paralizzando di fatto, ma solo momentaneamente, altre tensioni nel medio oriente. Adesso però l’effetto psicologico ha finito il suo corso e prima che si riaccendono pericolosi focolai è necessario stroncare ogni possibile fonte di pericolo. Avete capacità e mezzi per farlo, fatelo! Leo P.

10.6.10
In riferimento all’articolo dei profughi affondati nel mare… scusate, ma tirare fuori quanto accaduto 68 anni fa con la Turchia solo per cercare di sminuire quello che ora è successo a causa vostra mi pare un comportamento alquanto infantile. Come i due fratellini o due sposini che litigano e necessitano di scavare nei torti passati per giustificare quelli presenti. Che schifo di articolo, vergognatevi di questo e della vostra mentalità del c… guerrafondai come i nazisti che vi torturarono. Invece di imparare dagli errori li avete metabolizzati e riprodotti. Vergognatevi, vergognatevi. Roberto R.

9.6.10
Ho scoperto israele.net quasi per caso, quando – nelle prime ore convulse – cercavo di avere notizie (e non chiacchiere e commenti) sull’“attacco israeliano ai pacifisti”. Bene: ho scoperto finalmente un’informazione chiara, misurata, che usa ragionamenti supportati da fatti e non dai soliti schemi ideologici di cui sono affumicati quasi tutti i media nazionali. Grazie. Da quel giorno vi leggo regolarmente. Se può servire vi manifesto tutta la mia simpatia e il mio appoggio per il coraggioso e civilissimo popolo israeliano. Da cattolico, da ex simpatizzante di sinistra (e sono “ex” anche per l’insopportabile antisemitismo della sinistra italiana), vi dico: coraggio! resistete, siamo in tanti con voi anche se la nostra visibilità è artatamente oscurata. In Europa, in Italia, chi ha la pazienza di informarsi sa che Israele da 60 anni sta combattendo la buona battaglia per il proprio sacrosanto diritto di esistere. Cari “fratelli maggiori”, vi abbraccio. Bruno G.

9.6.10
Non sono israeliano di nascita ma nel mio cuore sento una grande stima per questa nazione e il suo popolo come se anche io ne facessi parte; auguro al popolo israeliano ogni bene e una pace meritata e durevole. Saro P.

9.6.10
Non sono israeliano, né ebreo. Desidero esprimervi un solo vivo, sincero, caldo mio sentimento: anzi due. Stima e solidarietà. Gianni M.

9.6.10
Amo Israele perché è un popolo speciale. Paradossalmente, proprio perché è speciale è odiato da tutti. Si avvicina il giorno in cui il Dio d’Israele, l’unico e vero Dio, interverrà e annienterà tutti i suoi nemici (leggete il Salmo 2), solo allora ci sarà la pace. L’odio omicida contro Israele ha una dimensione spirituale. Solo quando Israele capirà questo riuscirà ad alzare la testa e a sperare in colui che è l’unico che può salvarlo: Gesù Cristo il messia d’Israele e del mondo. Giuseppe F.

9.6.10
Non ho origini ebraiche ma affermazioni come quelle che leggo sulla vostra rivista, che esortano gli ebrei a tornarsene in Germania e in Polonia, mi fanno paura. Possibile che con tutto quello che è successo settanta anni fa, ci siano in giro voci di questo tipo? Luca G.

8.6.10
Sono totalmente solidale con Israele con riferimento ai fatti avvenuti qualche giorno fa nel mare mediterraneo. Saluti. Germano F.

8.6.10
Vorrei esprimere la mia solidarietà al popolo di Israele che non solo viene aggredito continuamente dai terroristi islamici che non hanno alcuna intenzione di arrivare alla pace, ma assiste anche alla mistificazione nel racconto dei fatti da parte di certa stampa negli altri paesi. La politica europea è timorosa ed incerta nei confronti dell’islam radicale, l’Europa è accecata dalla volontà di placare ad ogni costo l’aggressività islamista. Mi fa specie anche leggere la violenza verbale di certi commenti, rende bene l’idea del livello bestiale di chi magari si professa anche “pacifista”. Stefano G.

8.6.10
Molto bello e puntuale l’articolo del Jerusalem Post. Grazie davvero da uno che ignorando lingue straniere non potrebbe attingere a queste fonti. Paolo F.

8.6.10
Al di là di qualsiasi considerazione politica e al di là di una manifesta impreparazione da parte dei militari israeliani di fronte a un’imbarcazione-trappola con alcuni terroristi a bordo, “pronti al martirio” come le bombe umane palestinesi, le foto dei soldati israeliani feriti mostrano la differenza fra pacifismo e quell’integralismo violento e manifestamente anti-ebraico promosso dai Fratelli Musulmani (di cui fanno parte Hamas e il suo organo di raccolta fondi “Union of Good”) e da una rete antisionista che di fatto opera per colpire (e annientare, secondo i proclami nel sito di Hamas e le dichiarazioni del presidente dell’Iran) lo stato di Israele, dopo una propaganda diretta a delegittimarlo agli occhi dell’opinione pubblica mondiale e sorretta da alcuni media. Le foto diffuse da una nota agenzia dopo aver tagliato la mano di un terrorista che impugna un coltello sono emblematiche. Tutti sanno, ma alcuni ignorano deliberatamente quando esprimono opinioni, che la nave passeggeri Mavi Marmara era organizzata a cura dell’IHH, organizzazione legata ad Hamas – attraverso l’Union of Good – che non nasconde i collegamenti con la Jihad globale e Al Qaeda. E’ evidente che vi è una strategia collegata alla “Flotilla” e agli eventi luttuosi che hanno caratterizzato la sua azione; è chiaro che il network della “guerra santa”, la Repubblica Islamica dell’Iran e una certa area della Turchia non sono rimasti sorpresi da quanto accaduto ed è palese che chi parte per il “martirio” ha una missione di provocazione violenta. Una visione realistica dei fatti dovrebbe evitare di deformarli e piegarli alla solita visone che si vuole avere delle politiche belliche e di sicurezza israeliane. Pacifismo e terrorismo sono agli antipodi, anche quando il lupo veste le pelli dell’agnello. Quello che è accaduto è tragico, terribile, ma ha radici in un piano premeditato in ambienti integralisti e non nelle politiche di Israele. Questo assunto non deve tuttavia togliere spazio a una legittima critica verso la strategia di contenimento delle azioni (umanitarie e non) di sostegno al popolo palestinese, che deve cambiare sia per restituire un’immagine civile di Israele presso l’opinione pubblica internazionale, sia perché vanno evitati a qualunque costo inutili spargimenti di sangue. Esistono, per situazioni di inaspettata violenza in cui i militari si trovano di fronte aggressori muniti di armi bianche o improprie, pistole e fucili a choc elettrico, proiettili di gomma, cortine di fumo e gas, sistemi d’arma paralizzanti, pallottole soporifere: metodi efficaci e contemporaneamente rispettosi della vita umana. Roberto M.

8.6.10
Coraggio! Gaetano F. G.

7.6.10
Spero che il governo israeliano mantenga il blocco navale attorno a Gaza. Se così non fosse, in una settimana, nella striscia arriverebbe un tale quantitativo di armi, missili ecc. da mettere in serio pericolo l’esistenza di Israele. Io vivo a Colorno, vicino a Parma, una volta tranquillo paese abitato anche da “ebrei-colornesi”. Ma ora, già abbiamo forti contrasti con i numerosi immigrati mussulmani che in barba alla cosiddetta “integrazione” si fanno sempre più prepotenti. Qui in moltissimi (quasi tutti) sono d’accordo con Israele… che li conosce meglio di noi. Corrado B.

7.6.10
L’attacco alla flotta “pacifista” da parte della marina israeliana ha scioccato mezzo mondo. Ma i soldati di Gerusalemme non vanno condannati per aver sparato sui fans dei terroristi di Hamas, ma per colpevole dabbenaggine. Pensare di bloccare una flotta carica di amici e sostenitori del terrorismo internazionale islamico senza intuire che i millantatori pacifisti potessero reagire, è stato invero ingenuo. Se prima di mandare gli incursori, il governo di Netanyahu avesse chiamato la sua stessa intelligence, avrebbe scoperto che la miriade di associazioni “umanitarie” e “pacifiste” imbarcate sulle navi turche, a partire dalla IHH, avevano legami antichi con esponenti della jihad internazionale, tra cui alcuni militanti transitati dalla moschea milanese di via Jenner ai campi di battaglia in Bosnia, Afghanistan e Cecenia. Ovvio quindi che i “pacifinti” avrebbero mosso le mani (e le spranghe) per linciare gli sprovveduti soldati israeliani. In queste ore è saltato fuori che le organizzazioni umanitarie internazionali (tra cui le italiane Onlus Abspp e Comitato Gaza Vivrà) si sarebbero ritrovate (anche se le stesse ong ne erano colpevolmente consapevoli) sotto la regia dell’IHH che, sempre a detta dei servizi segreti, dietro la copertura delle attività umanitarie, aveva il fine di provocare gravi incidenti e di allargare il fossato tra la Turchia e Israele. Le prove? Una tra tante: sul sito dell’Assemblea dei palestinesi in Italia, dal 28 maggio era apparso un comunicato che prevedeva il peggio e invitava a reagire in vista del blitz israeliano. Eppure, nonostante le avvisaglie, i “pacifisti” italiani kamikaze di casa nostra hanno voluto partecipare alla battaglia predisposta anticipatamente a tavolino. Tanto per fare un esempio sulla “buona fede” dei “pacifisti” italiani, Angela Lano, direttore del sito di controinformazione (leggasi anche anarchico), non si è fatta problemi a firmare un appello per “aiutare Gaza e Hamas legittimo rappresentante del popolo palestinese”. L’opinione pubblica non deve farsi abbindolare dal folcloristico sventolio delle bandierine multicolore, ma rendersi conto che i pacifisti sono simili ai lupi travestiti da pecore citati dai vangeli. E i lupi, da quando il mondo è mondo, si trattano da lupi. Gianni T.

7.6.10
Non sono ebreo ma amo lo stato di Israele, desidero trasferirmi in Israele per lavorare e difendere la causa. Desidero informazione sulla prassi. Grazie. Filippo S.

5.6.10
Buongiorno, sarebbe realistico pubblicare anche i messaggi di coloro che come me pur apprezzando e ammirando Israele e la cultura ebraica manifestano dissenso con l’attuale politica intrapresa contro i territori occupati ed in particolare mi riferisco ai recenti episodi nei mari di Gaza. Essendo stato più volte in Israele e avendo conosciuto molte persone non capisco come si possa assecondare delle scelte politiche che hanno ben poco da spartire con i principi religiosi dell’ebraismo, religione di pace. Matteo S.

5.6.10
Porci animali ammazza bambini, tutto il sangue che è stato buttato quando i tedeschi sterminarono la vostra razza di allora innocenti persone non vi basta… offendere sei milioni di morti in questo modo fa venire solo il volta stomaco… siete diventati un popolo cattivo dominatore e schiavista, freddo come il peggiore dei generali delle SS… mi rincuora il sapere che un giorno il mondo si sveglierà e ballerà sulle vostre ceneri… porci animali azionisti della Casabianca. Ivano D.

4.6.10
Voglio dare la mia solidarietà allo stato d’Israele per l’attentato che ha subito da parte della flotta pseudo umanitaria. Shalom Israel. Grazia P.

3.6.10
Buonasera,desidero esprimere la mia solidarietà al popolo israeliano. Premetto che non ho capito bene ciò che è successo tra quei presunti pacifisti e l’esercito israeliano, ultimamente sono nauseato dalla politica interna e internazionale. L’unica cosa che mi lascia perplesso è il fatto che la nave sia stata fermata in acque internazionali. Sicuramente avrete avuto le vostre buone ragioni ma non mi sembra che politicamente sia stata una buona scelta. Cordiali saluti. Gianni P.

3.6.10
Proprio ora che Israele è rimasta sola a difendersi, dobbiamo tutti attivarci per diffondere notizie equilibrate, spiegare a chi non sa. Bisogna dunque essere preparati, avere dati e informazioni – non solo opinioni. Ringrazio israele.net per il lavoro che fa da sempre. Gianfranco F.

3.6.10
Schifosi fascisti. Paolo M.

3.6.10
Buonasera, sono un italiano, gentile ed è da molto tempo che mi interesso di cultura ebraica e che seguo il Vs. sito. Desidero esprimervi la mia solidarietà per quanto sta accadendo contro Israele in questi giorni. Shalom. Renato C.

3.6.10
Desidero esprimere la mia vicinanza a Israele per l’ennesimo attacco subito da quest’ultima masnada criminale multietnica pseudo-pacifista. Sono convinto che questi cretini sono solo gli attori di un atto delinquenziale che aveva come obiettivo quello di far apparire Israele come uno Stato spietato che impedisce in modo violento “operazioni umanitarie”. La cosa che mi addolora maggiormente e che mi ha fatto vergognare di essere italiano, è l’aver saputo che tra questi delinquenti vi erano dei miei connazionali. Questi individui dovevano essere ignorati dalle nostre autorità diplomatiche e dovevano essere giudicati in Israele per il loro operato, e lì avrebbero dovuto espiare la loro pena, se condannati. Vedendo quelle immagini sono stato assalito da una rabbia enorme; avrei voluto essere lì per aiutare i soldati israeliani. Franco D.

3.6.10
Amici, in questo momento di difficoltà voglio farvi sentire la mia solidarietà e il sostegno alla causa dello stato e del popolo di Israele. Credo che l’obiettivo rimanga sempre quello di garantire in modo certo il diritto all’esistenza dello stato di Israele e poi a seguire la creazione di uno stato palestinese governato da gente seria e affidabile. Molto potranno le nuove generazioni. Amico e sostenitore sempre, Giuseppe R.

3.6.10
Voglio rispondere a Gastone B. Ho letto attentamente le ragioni di questo lettore e mi spiace dire che alla fine sono arrivato alla seguente conclusione: di persone che si dichiarano apparentemente amiche di Israele e degli ebrei come lui, ce ne sono molte e sinceramente ne possiamo fare a meno. Gianfranco A.

3.6.10
Grazie per il vs servizio all’informazione in un mondo in cui nulla è imparziale. Basta guardare l’Onu e le sue emanazioni. Bene l’Italia a votare contro. Paolo F.

3.6.10
Voglio esprimere la mia solidarietà ad Israele e al popolo ebraico per quello che sta passando. Ancora una volta costretti a difendere la propria libertà e democrazia con i denti e, ancora una volta, la comunità internazionale, gli “amici” alleati, a difendere dei pacifisti che di pacifico non hanno nulla, neanche fossero loro i martiri. Eppure sanno chi sono, sanno che aiutano i terroristi palestinesi, ma… non aspettavano altro per potersi scagliare contro Israele. Come ho già scritto su un altro sito: dai nemici mi guardo io e dagli amici mi guardi Iddio. P.S: ma i pacifisti non hanno un lavoro? Io non riesco a prendermi neanche metà giornata e questi, invece, sono sempre in giro! Ma chi li mantiene? Anna Maria P.

3.6.10
Grazie, grazie, mille volte grazie per i vostri articoli che permettono di avere una informazione corretta! Permettetemi di segnalare anche il conduttore della trasmissione Rai 1 Zapping, uno dei pochi che non chiama “pacifisti”, ma attivisti filo palestinesi, le persone sulle imbarcazioni che provocatoriamente vogliono forzare il giusto e sacrosanto blocco navale. Avrei piacere se il vostro sito fosse pubblicizzato sui mezzi pubblici, sui grandi spazi, al pari di quando pubblicizzate Israele. E’ importante, anche, che si sappia dove trovare un altro resoconto dei fatti. Cordiali saluti, Tiziano S.

2.6.10
Credo che se le persone ragionassero senza schemi mentali predefiniti, con la propria testa, esprimerebbero solidarietà allo stato di Israele che difende il proprio diritto di esistere, in questi momenti di tensione i internazionale. Israele vuole certamente metter fine al conflitto ma a patto che l’interlocutore rinunci alla prepotenza e all’odio ideologico. Questo non sarà fattibile se non quando egli comincerà a far rispettare in seno alla propria gente il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo. Solo con un simile assetto, la fine delle ostilità non sarà più un miraggio. Con gente che calpesta al loro interno queste esigenze (come se ciò debba essere tollerabile in nome dell’autodeterminazione dei popoli) è decisamente impossibile negoziare. I pacifisti “a senso unico” fingono maliziosamente di ignorare che le popolazioni di cui si fanno paladini hanno al loro interno organizzazioni sociali di stampo feudale con donne sottomesse come se fossero proprietà individuali. Come è noto, in quelle contrade purtroppo domina la cultura dell’odio viscerale, instillato finanche ai bambini. I paesi che si schierano con i nemici di Israele lo fanno ipocritamente solo per “ragion di stato”, magari per non avere attentati terroristici in casa propria. Sono convinto che, con l’aiuto del buon Dio, Israele avrà una pace reale e duratura: allora i diritti della persona (droit de l’homme, nel concetto illuministico) troveranno la loro piena realizzazione anche i quei luoghi ostili. Sarà un passo verso la redenzione umana: zeman gheullà. Marcello P.

2.6.10
Gli amici dei terroristi non sono migliori dei terroristi stessi e bene ha fatto Israele a impedire con la forza una squallida missione di pura propaganda. Sorprendono piuttosto certe considerazioni di esponenti autorevoli della cultura israeliana come Grossman su Repubblica che spiegano l’operazione quasi come un segno della decadenza di Israele. Credo che la decadenza di Israele inizierà quando smetterà di combattere i suoi nemici efficacemente. Contro un’organizzazione terrorista come Hamas occorre solo fermezza, il resto sono chiacchiere inutili e vuota demagogia. L’odio verso Israele e verso l’ebraismo deriva solo dalla stupidità e dall’ignoranza e le recenti, squallide manifestazioni al ghetto di Roma di ieri ne sono solo l’ultima dimostrazione. Voglio solo concludere sottolineando che il ghetto di Roma è stato abolito con l’Unità d’Italia per evidenziare come il legame fra ebraismo e Italia sia una pietra miliare del nostro paese. Viva Israele! Dario B.

2.6.10
Solidarietà agli amici ebrei da una non ebrea, che ammira molto il popolo israeliano per ciò che ha saputo fare in questi anni. Sono stata di recente in Israele e purtroppo devo constatare che l’atteggiamento dei palestinesi è assurdo! L’Onu, Obama e tutti gli altri paesi guardino in casa loro! Finché ci sarà da parte dei palestinesi questo atteggiamento assurdo, vedo improbabile la costruzione dello Stato Palestinese. Lorena G.

2.6.10
Buon giorno, questa mia breve al solo fine di dire a tutti che anche questa volta si è voluto cogliere solamente l’occasione di colpire Israele. Si fanno passare questi violenti come pacifisti, che hanno il solo fine di imporre con la forza il loro credo perché hanno in mano la “verità”, il “giusto”. Solidarietà ad Israele da un non ebreo ma amico della libertà che deriva culturalmente anche dagli amici ebrei. Saluti, Franco D.

2.6.10
Carissimi fratelli ebrei ed israeliani, per l’ennesima volta, parafrasando la storica frase del presidente americano Kennedy su Berlino accerchiata dalle forze del male, ripeto: “Io sono israeliano! Io sono ebreo!”. E’ con onore ed orgoglio che dico questo, ma soprattutto con sincero affetto. Molte cose che ho da dire sono già state egregiamente dette da tante persone che hanno qui scritto. Dirò soltanto che una pseudo “flottiglia pacifista” carica – fino a prova contraria – di non si sa che cosa e diretta verso le coste della cosiddetta “striscia di Gaza” in violazione di un embargo scaturito da uno stato di vera necessità di sopravvivenza nazionale, avrebbe dovuto farsi controllare. Le reazioni armate dei pseudo pacifisti sono state feroci e gravissime. E’ legittimo l’uso delle armi da parte degli eroici ventenni ragazzi in divisa del democratico stato di Israele, poiché hanno diritto a difendere la loro stessa vita… e la patria! Shalom! Pace e bene da un fratello cattolico che vi ama e difende sempre. Viva Israele. Roberto M.

2.6.10
Ho sempre difeso le ragioni di Israele ed ho amici cari lì ma ora non me la sento dopo questo avvenimento. La vostra posizione non è difendibile e autolesionista. I militari che governano Israele non si rendono conto di andare contro ogni buon senso e comunque da ora in poi chiunque si sentirà autorizzato a agire contro ogni trattato internazionale nei confronti di chiunque. Se Israele vuole il caos e lo stravolgimento delle regole internazionali allora non merita di fare parte degli organismi internazionali stessi. Non dimentichiamo che ciò porterà ad un generalizzato aumento del sentimento antisemita nel mondo e non solo nell’Islam. Non dimenticate che il blocco da voi posto in essere a Gaza non è autorizzato dall’Onu, organismo a cui Israele si è rivolto innumerevoli volte nella sua storia a propria difesa. L’atteggiamento cinico e ingrato dei governanti di Israele nei confronti della parte della comunità internazionale che ha sempre simpatizzato per essa è deprecabile ed allontana questi soggetti, come il sottoscritto, che hanno sempre creduto in uno stato israeliano civile e democratico. Dalle testimonianze anche di tanti amici, ragazzi e ragazze israeliani non estremisti religiosi, so che la politica in Israele è sotto ricatto della destra estremista religiosa e i religiosi, di qualsiasi fede e nazione, si sa che sono tutto tranne che democratici. Se pensate di poter fare a meno della solidarietà delle persone democratiche di tutto il mondo e contare solo sul supporto dei religiosi e della comunità ebrea mondiale allora vuole dire che vi ponete da soli fuori del consenso democratico internazionale. Per conto mio ho deciso di lasciarvi al vostro destino. Non vi difenderò più durante le discussioni, che spesso avvengono nei luoghi pubblici in Italia, sui fatti che accadono nella terra delle tre religioni. Potete portare tutte le giustificazioni che volete e portare davanti alle TV anche le fionde e i bastoni e dire che i vostri soldati sono stati aggrediti con quegli oggetti e hanno sparato per difendersi e quindi rendervi ancora più ridicoli ai nostri occhi. Vi eviterò la facile ironia sui poveri delicati soldatini israeliani che rispondono con raffiche di mitra a quattro terribili civili armati appunto di fionde e bastoni, ma a me sembra che si sia ribaltato il racconto di Davide e Golia. Chi è Davide e chi è Golia in questa storia? Ditemelo voi. La cosa più terribile per me è che ora se incontrerò qualche israeliano turista in Italia so che non proverò più la comprensione e l’empatia che provavo prima. Mi dispiace… Un’ultima cosa. In tutta questa storia sembra che i “pacifisti” siano il male del mondo. Ma l’alternativa quale è alla pace. Se i pacifisti sono da considerare rompiballe, fanatici, stupidi, allora i guerrafondai, i militari arrivisti, i violenti ed i cinici di ogni genere cosa sono. Ditelo che volete aggiustare il mondo a suon di guerre, almeno sareste più onesti, anche se non credo vi guadagnerete il paradiso. Gastone B.

2.6.10
Salve, sono solidale con Israele per la violenta, barbara aggressione di fanatici antisemiti turchi durante le operazioni di controllo della Mavi Marmara. Trovo preoccupante che un membro della NATO appoggi simili attività terroristiche. E’ ovvio anche ad un cieco che le aggressioni volevano provocare il “martirio” di un manipolo di fanatici per sfruttare mediaticamente le morti. Sono dei kamikaze, solo che invece della giubba imbottita di esplosivo usano altri mezzi. Continuate a difendere la verità. Grazie. Gianluigi L.

2.6.10
Non sono di religione ebraica, ho perso la fede di cristiano da tempo, ma ho sempre laicamente valutato i fatti e anche se con alcuni distinguo ho sempre avuto solidarietà per Israele e con il suo popolo che da sempre è oggetto di persecuzione e disinformazione da parte del mondo intero. Chissà se partirà qualche nave di pacifisti per chiedere la liberazione del soldato Shalit? Emanuele S.

2.6.10
Mi chiedo quando delle navi “pacifiste” vorranno, una volta per tutte, salpare verso le coste dell’Iran, della Corea del Nord, della Cina, della Birmania e di tanti altri paesi dove i diritti umani sono violentemente e palesemente calpestati. La Turchia farebbe bene a ricordare e a riconoscere lo sterminio dei curdi perpetrato agli inizi del ’900. Viva la PACE… quella vera! Giovanni B.

2.6.10
Ciao a tutti. Do la mia piena solidarietà allo stato di Israele. Sappiamo tutti chi sono gli islamici: una minaccia per la nostra civiltà che stanno attaccando in tutti i modi. Israele è l’avamposto del mondo giudaico cristiano in medio oriente, dobbiamo difenderlo ad ogni costo. L’islam manda i suoi figli al massacro e li festeggia, pertanto non stupisce che abbia creato questa provocazione, con finti pacifisti armati sulla nave, un po’ di morti per sedersi al tavolo della pace, passare per vittime e preparare l’attacco finale contro Israele abbandonato dagli Usa e dall’Europa. Ricordiamoci delle due bombe al mercato di Sarajevo, due stragi organizzate dagli islamici per uccidere decine di islamici e provocare l’intervento Onu contro la Serbia con la conseguenza della nascita di uno stato islamico in Europa e della seconda e più drammatica guerra per il Kosovo, da cui nacque una nuova repubblica e la distruzione della Serbia, baluardo contro l’islam. Rileggiamo Oriana Fallaci. Mario B.

1.6.10
Sono un giornalista che dal 1975 si occupa del Medio Oriente e – in particolare – di Israele, dove nel corso degli anni ho avuto modo di incontrare tutti i vari leader e di constatare sul campo le diverse situazioni. Mi volevo complimentare per il vostro tipo di informazione e – nel caso – mettermi a disposizione per contributi e articoli. Shalom. Guglielmo S.

1.6.10
Desidero esprimere piena solidarietà allo stato di Israele. Come al solito nel giudicare questa nuova crisi in medi oriente i media non analizzano tutti gli elementi della questione. I soldati sono stati attaccati da questo gruppo di presunti pacifisti. Cosa dovevano fare, farsi ammazzare? E’ questo quello che pensano gli autori dei servizi dei telegiornali, o i primi ministri di tante nazioni filo palestinesi? Forza Israele. Giuseppe F.

1.6.10
Salve, mi date per cortesia degli indirizzi per dare l’otto o il 5 per mille dei redditi a Israele? Grazie Cristiano G.

1.6.10
La mia più sincera solidarietà per i barbari attacchi mediatici che state subendo in seguito agli scontri avvenuti sulla Flotilla senza che venga esposta la completa verità. Continuate con la vostra informazione così da aiutarci sempre più a capire. Stefano R.

1.6.10
Solidarietà al popolo di Israele, in questo particolare momento di ennesima prova Giuseppe P.

1.6.10
Vergogna! Una politica ti violenza e terrore verso una controparte praticamente impotente… come uno scontro tra un lottatore e un bambino… Questa è la storia dello stato di Israele. Palestinesi con sassi e soldati israeliani con carri armati. Elicotteri con gruppi speciali d’assalto armati fino ai denti contro pacifisti con dei bastoni, in acque internazionali. Vergogna… assassini… Alfio D.

1.6.10
Esprimo la mia solidarietà al Popolo di Israele. Ciò che sta avvenendo in questi giorni è la conseguenza della politica delle organizzazioni internazionali e dei media nelle quali prevale la linea dell’estrema sinistra. Mai nessuna voce di condanna si leva contro i terroristi arabi che colpiscono civili inermi, che tengono prigioniero un giovane soldato contro tutte le convenzioni internazionali, che usano scudi umani per le loro azioni di terrorismo. Ci battiamo il petto solo il 27 gennaio, ma poi l’atteggiamento ricorrente è che l’unico ebreo buono è quello morto. Si vorrebbe fare entrare la Turchia nell’Unione Europea. Auspico che sia Israele a entrarci, unica democrazia del M.O. Difendete la pace e la vostra vita. Afredo C.

1.6.10
Chi aiuta i terroristi è anch’egli un terrorista. Bene hanno fatto i soldati di Israele a respingere i falsi pacifisti entrati nelle sue acque territoriali. Non considerando i paesi musulmani, quanto alle condanne espresse in tutto il mondo occidentale, queste appaiono come un vergognoso tentativo di non inimicarsi troppo i primi. La grande maggioranza della gente è con Israele. Quello che meraviglia è il governo americano che non sa quale posizione prendere. Non parlo di quel baraccone che va sotto il nome dell’ONU che prima l’aboliscono e meglio sarà per tutti. Lunga vita al popolo di Israele. Alfio R.

1.6.10
Desidero esprimere la mia solidarietà e la mia amicizia a tutto il popolo di Israele in questo momento in cui tutti vi stanno ingiustamente attaccando. W Israele. Margherita M.

1.6.10
Avete tutta la mia comprensione e solidarietà contro un’informazione occidentale che non informa o pubblica solo quello che più conviene al momento. Maurizio C.

1.6.10
L’ipocrisia e l’ignoranza diffusa di questo mondo di finti pacifisti e di barbari terroristi non può e non deve scalfire l’unità di Israele. Mi sento vicino a voi, alle vostre ragioni, alle vostre convinzioni, alla vostra guerra. Leo P.

1.6.10
La scellerata operazione umanitaria sotto forma di “crociata pacifista” verso la striscia di Gaza è stata palesemente pianificata non solo da Hamas ma anche e soprattutto da chi lo appoggia (Iran, Siria ecc.). Prevedendo la reazione di Israele di fronte a questa provocazione indotta gli scopi prefissi dallo jihadismo islamico sono molteplici. Fomentare l’indignazione dell’opinione pubblica con conseguente isolamento politico a livello internazionale di Israele. Interrompere il processo di pace e la creazione di uno stato palestinese. Distrarre dal vero problema attuale rappresentato dalla minaccia del nucleare iraniano. Alimentare l’antiebraismo strisciante ben presente in occidente per distogliere le preoccupazioni della gente dalla grave situazione economica. Tutte cose già viste e risapute, corsi e ricorsi storici. Perciò a seguito di questa tragica vicenda e in un momento così difficile, voglio esprimere la mia sincera solidarietà e vicinanza ai soldati israeliani feriti in azione che quotidianamente difendono l’esistenza stessa di Israele, nonché la stima e tutto l’appoggio al popolo ebraico. Claudio B.

1.6.10
Come organo di stampa non vi sentite in dovere di condannare gli omicidi di ieri in acque internazionali in spregio a qualsiasi legge internazionale? Non dovreste fare pressioni sui vostri rappresentanti politici perché la smettano con questi atti di guerra perenni e permanenti nei confronti di tutti e tutto? Nicolò V.

1.6.10
Solidarietà incondizionata al popolo israeliano e al suo diritto di difendersi dai terroristi e collaborazionisti che si spacciano per pacifisti. Gianni C.

1.6.10
Fate schifo siete degli sporchi assassini. Siete come la Germania nazista, dei criminali spietati. Manuele C.

1.6.10
Cari amici, sono umanamente vicino a coloro che hanno perso la vita sul Marmara. Mi dispiace che queste persone non abbiano ascoltato la proposta israeliana di sbarcare altrove il loro carico e di consegnare medicine ed aiuti umanitari via terra in modo controllato, soddisfacendo così il loro obiettivo dichiarato di portare sollievo alla popolazione civile di Gaza. Mi dispiace che non abbiano valutato che stavano entrando in un’area di guerra. Mi dispiace che non abbiano considerato che, a differenza di quanto accade in alcuni dei loro paesi (ma non in tutti, credo), quando le forze armate israeliane sono attaccate si difendono, forse perché dopo millenni di amarissime esperienze sono giunti alla conclusione che cedere e chinare la testa può portare a tremende conseguenze. E sono vicino a voi, amici israeliani, perennemente impegnati in una lotta per sopravvivere fatta di decisioni difficili da prendere, battaglie dolorose da combattere, odio e solitudine da sopportare. Alessandro S.

1.6.10
Cosa pensate di quanto accaduto sulle navi che trasportavano aiuti? Io lo ritengo terrorismo di stato. Sono sdegnato! Un popolo che ha vissuto lo sterminio ora lo applica sistematicamente. Forse il vostro dio vi punirà… spero. Nicola M.

31.5.10
Auguri di pronta guarigione per i soldati colpiti dai sedicenti pacifisti. Michele F.

31.5.10
Le navi sono state attaccate quando erano in acque internazionali o quando erano ormai oltre il blocco imposto da Israele? Luca A.

31.5.10
Penso che Tsahal abbia agito a ragione e che abbia risposto al fuoco. Per questo voglio portare la mia solidarietà di fronte agli attacchi provenienti da tutto il mondo. Alessandro S.

31.5.10
Ancora una volta Israele sta mostrando il suo vero volto di tiranno del medio oriente. Ancora una volta civili vengono uccisi in nome di una occupazione illegale e violenta di un territorio. Sto facendo di tutto per boicottare i prodotti di Israele e, insieme a molte altre associazioni e G.D.O. (vedi COOP e Conad) speriamo di riuscirci. Saluti a tutti , anche da parte delle vittime civili dell’assalto notturno. Non penso che avrete l’onestà intellettuale di pubblicare il messaggio. Emilio P.

31.5.10
Massima solidarietà allo stato di Israele e alle sue forze armate in questo momento di crisi diplomatica. Forza popolo di Israele, siamo con voi. Ivan B.

31.5.10
Mi dispiace molto di vedere che un popolo come il vostro, che ha subito molto in passato, è diventato ciò che è. Non nascondetevi dietro giustificazioni inutili, il vostro unico modo di agire è fatto ormai solo di violenza. Avete dimenticato tutti gli insegnamenti della Bibbia, siete diventati un popolo rabbioso che odia tutto e tutti. Leggendo i vostri articoli, soprattutto quelli che trattano dell’attacco alle navi pacifiste, non posso che scuotere la testa e pensare a come è triste non riuscire ad ammettere i continui errori fatti dal vostro Governo. Provo davvero pena per voi. Elisa D.

31.5.10
Qualsiasi cosa abbiano detto i pacifisti, non giustifica il barbaro (ma esistono omicidi non?) assassinio di dieci persone disarmate, la democrazia di uno stato non giustifica eventuali abusi. Andrea B.

31.5.10
Pagherete anche per questo. Tutto il mondo è contro di voi. Siete il cancro del mondo e prima o poi sarete annientati. Spero prima che riusciate a fare altre migliaia di vittime innocenti. Maledetti! Vi auguro tutto il male possibile. Siete dei delinquenti. In un mondo più giusto retto dalla solidarietà e non da sporchi interessi economici sareste il nulla. Maiali. Prima o poi risponderete dei vostri atti criminali davanti agli uomini e davanti a Dio. Andrea G.

18.5.10
C’è in giro un libro anti-israeliano pubblicato dalle edizioni Paoline. Si intitola “Palestina” e propone a muso duro la soluzione con stato bi-nazionale. Ritengo opportuno segnalarvelo, perché libri così danneggiano la causa di Israele, e non è opportuno ignorarli. La prefazione è stata affidata al solito rabbino antisionista americano, che procede a colpi di citazioni dei testi sacri fingendo di non capire quello che chiunque sa bene e cioè che in uno stato “bi-nazionale” i palestinesi diventerebbero nel giro di una quarantina di anni maggioranza. E allora, come dice David Grossman: no grazie, non ci tengo a diventare minoranza. Cordiali saluti, Alfonso M.

16.5.10
Io continuo a sostenere Israele nella sua politica, come faceva mio papà, ma dentro di me sono più marcate le tendenze ‘giudaizzanti’, che spero di poter prima o poi mettere a frutto, perché dove vivo non esiste comunità ebraica. Qualche volta ho rischiato l’incolumità per difendere Israele, ma sono consapevole che occorra da parte mia un atteggiamento meno ingenuo verso gli stolti e in genere verso i nuovi nemici del popolo ebraico, spesso sottovalutati. Per me Israele è una componente fondamentale delle mio modo di pensare: “una pietra preziosa da tenere in serbo”. Marcello P.

10.5.10
Carissimi, poiché tra poco vado in pensione e il buon Dio ha fatto tanto per darmi una cultura (sono insegnante di matematica) posso restituire un minimo al buon Dio di quanto mi ha donato, mettendo a disposizione gratuitamente agli altri le mie conoscenze di matematica. Abito a San Giorgio a Cremano che è vicino Napoli. Sempre a disposizione. Maria Rosaria F.

9.5.10
Desidero ringraziare Dio per tutte le benedizioni che ho ricevuto dal popolo ebraico, tipo: Gesù il messia, era ebreo, tutti gli apostoli e la prima chiesa, erano ebrei, tutta la bibbia, è scritta da ebrei, la conoscenza del vero Dio, viene dagli ebrei; anche se nel passato molti “cristiani” vi hanno procurato sofferenze, voi siete e rimarrete per sempre il benedetto, speciale, unico popolo di Dio, Egli non vi lascerà mai, Egli benedirà coloro che vi benediranno e maledirà coloro che vi malediranno, come disse ad Abramo. Io so che per voi c’è un futuro meraviglioso, scritto in tutti i profeti, Zaccaria, Isaia, e quando le promesse di Dio si compiranno per voi noi canteremo d’allegrezza per le vostre vittorie ed esulteremo per la vostra gioia. Il Signore vi benedica e vi guardi, il Signore faccia risplendere su voi la sua luce, alzi il Signore il suo sguardo su di voi e vi stabilisca la pace. Gianluca D.

8.5.10
Sapete perché siete sempre stati perseguitati nella storia? Ve lo spiego io. Voi in ogni momento della storia umana vi siete sempre distinti per capacità imprenditoriale, ingegno, coraggio morale, ovunque vi abbiano scaraventato i vari poteri, ve la siete sempre cavata bene […] e si sa che quando c’è da prendere il potere, i tiranni vi tirano sempre in ballo. […] Con stima e rispetto Giacomo S.

6.5.10
Ho vissuto per qualche tempo in un kibbutz. Ho di Israele e degli israeliani un ricordo bellissimo che mi accompagna ogni giorno, e pur non essendo ebreo considero Israele come la mia seconda patria. Luca R.

2.5.10
Grazie per l’articolo di Marco Paganoni; è vero, sono ancora pochi i veri amici di Israele. Giuseppe C.

25.4.10
Voi Ebrei siete un popolo meraviglioso, superiore a tutti sulla Terra, invidio il vostro modo di essere. Questo odio storico nei confronti della razza ebraica non ha nulla di razionale. Esiste comunque tantissima gente come me che è solidale con gli sforzi che gli Ebrei ed Israele devono compiere quotidianamente. Vi amo. Maurizio M.

20.4.10
Tanti auguri allo Stato di Israele e ai suoi abitanti per il 62° anniversario di indipendenza. Vittorio I.

12.4.10
Don Giussani fece una “profezia”, dicendo all’incirca: “Se il mondo non finisce prima, entro 60 anni cristiani ed ebrei saranno una cosa sola” nel senso che vivranno insieme e si relazioneranno come fratelli, pur nella lor specifica diversità appartenendo entrambi ad una storia ed un origine comune. Ne sono profondamente grato a Dio e a tutti quelli che continuano l’opera di amicizia iniziata esplicitamente dal Rabbino Capo Toaff e da Giovanni Paolo II. Beati i costruttori di pace. “Ecco come è bello e come è dolce che i fratelli vivano insieme”. Fabrizio P.

28.3.10
E adesso tutti quelli che hanno definito Berlusconi amico di Israele abbiano il coraggio di fare il “mea culpa”. Oppure chiedano al presidente israeliano veramente di ridare il Golan alla Siria, e fermare la costruzione di nuove case a Gerusalemme, città ebraica da 3000 anni a questa parte. Israele confida nel tuo Dio, e solo in Lui. Lui ti proteggerà Shalom. Clemente D.

27.3.10
Quel che dite sul web è riscontabile cmq online… la verità non si può nascondere. Credo fermamente che Israele debba difendersi da qualsiasi aggressione esterna ed interna. Non mollate! Io non sono né ebreo né ebraico ma tengo per Voi. Viva Israele, sempre. Anselmo A.

26.3.10
Israele è il capo delle nazioni. Non cedere alle pressioni Israele, ci sono veri cristiani evangelici nel mondo che ti amano e non cessano di pregare per la tua vittoria sul mondo intero. Viva Giacobbe! Nicola C.

24.3.10
INTOLLERABILE!!!!! I cosidetti amici di Israele protestano per l’uccisione di un terrorista. Viva Netanyahu, Viva Dagan, Viva Israele.

22.3.10
Egregi Signori, grazie e complimenti per la Vostra attività. Vorrei organizzare nella mia zona (Bologna e la Romagna) eventi e conferenze sui temi della scienza, della tecnologia (agricoltura ma non solo), dell’economia (venture capital ad esempio) che portino ad una maggiore conoscenza della realtà israeliana e, perché no, possano rappresentare la strada per future collaborazioni. Mi potete aiutare? Grazie infinite e cordiali saluti. Loris V.

21.3.10
Bonjour/Shalom, Mille excuses pour ecrire en francais! je ne parle pas Italien. Je suis ecrivain, journaliste en France et fait une etude sur un bateau nomme le IDEROS qui partit de BACOLI -Napoli- en AOUT 1946 aevc 183 rescapes de la Shoah, arrives a CESARE, ISRAEL. Je cherche des informations sur le camp de refugiés Campo Rifugiati Ebrei di Bacoli/Campo Profughi. Avez-vous des adresses pour ces informations: un historien specialiste des camps de refugies, de transit? Votre cooperation serait tres appreciee! Toda raba! Merci beaucoup d’avance. Ilan B.

18.3.10
Grazie per l’informazione che mi fate pervenire. Vi ammiro per la forza che esprimete. Non mollate, in nome di Dio. Tutto il mondo civile vi deve infinita gratitudine. Da parte di un cristiano. Michele F.

18.3.10
Israele è propensa ad ospitare per un lungo periodo un “gentile”, chiaramente con un posto di lavoro? Maria S. C.

18.3.10
Mia figlia Marika studia scienze politiche alla Sapienza di Roma. E’ suo desiderio, e anche mio, trascorrere qualche mese in Israele lavorando in un centro di assistenza e contestualmente frequentare un corso delle vostra lingua. Abbiamo entrambi desiderio di far parte della vostra cultura, delle vostre idee e del vostro mondo. In attesa di un vostro suggerimento, Vi invio i miei migliori saluti, simpatia ed ammirazione. Leo P.

16.3.10
In merito all’articolo “Centrodestra, centrosinistra e Israele: facciamo il punto”, volevo aggiungere che ho come l’impressione che i nostri politici usino l’amicizia con Israele e con i Palestinesi come baluardo per farsi pubblicità. Adesso che gli immigrati iniziano a farsi sentire in Italia, Berlusconi è più solidale che mai con Israele. Nell’occasione del viaggio del Premier alla Knesset, noi Italiani residenti in Israele abbiamo ricevuto un periodico dall’Ambasciata, bilingue con un sacco di begli articoli e foto di Berlusconi. Nonostante la copertina riportasse “numero 3″ io non ho mai visto i precedenti e non sono stata sorpresa di non ricevere il successivo. Mi vergogno di un simile Primo Ministro e anche di un’ambasciata politicizzata. Ambra P.

12.3.10
Sarei interessato a trovare il documentario “A slim peace” (http://www.israele.net/sezione,,2276.htm ) in italiano in quanto faccio parte di un’associazione di grandi obesi e penso di trovare qui spunti interessanti da trasmettere agli altri associati. Se mi poteste aiutare ve ne sarei molto grato. Grazie. Giancarlo Z.

12.3.10
Ho saputo che in Israele esistono centri molto attivi nello studio delle staminali applicate al Parkinson. Avrei necessità di conoscerne lo stato di avanzamento ed i centri di eccelenza eventualmente contattabili per informazioni in merito. Grata del supporto. Saluti. Rosy B.

11.3.10
Non conoscevo niente di Israele, sin quando non ho letto la Parola del mio Salvatore. Ora posso dire che Israele è la pupilla dell’occhio di Dio, e il Signore la custodisce. Nessun arabo, che sia Iran o Siria, Libano o Iraq, Arabia Saudita o Giordania, spezzerà il disegno di Dio. Gesù il nazareno, il Cristo, il mio Salvatore, mi ha insegnato ad amare gli ebrei e a sostenerli sempre perché sono il popolo scelto da Dio: “Benedirò chi ti benedirà e maledirò chi ti maledirà”. Viva Israele, viva Giacobbe. Nicola C.

11.3.10
W Israele e il suo popolo. I giusti sanno che Israele deve esistere ed essere difesa per il bene dell’umanità. Shalom. Giovanni F.

5.3.10
Ho appena letto l’editoriale [di M. Paganoni] su israele.net. Mi complimento vivamente. E’ importante che l’episodio Sallusti (e Feltri!) non passi sotto silenzio. Condivido, ahimè, anche il paragone impietoso tra Berlusconi e D’Alema. Anche se… nel caso di D’Alema tra il dire e il fare… Il dire è senza dubbio ostile (anche se probabilmente la passeggiata con l’esponente Hezbollah è stata un infortunio), mentre il fare, a partire dallo schieramento della forza di interposizione nel sud Libano, non lo è per nulla. Come il governo Olmert, all’epoca, volle ampiamente sottolineare. Cari saluti. Luciano B.

5.3.10
Vorrei parlare del boicottaggio proposto da certi docenti di alcune università italiane fra le quali quelle di Bologna e Pisa. Penso che alla base di queste odiose iniziative ci siano essenzialmente 2 fattori: l’ignoranza e l’antisemitismo mascherato sotto l’etichetta altrettanto odiosa dell’antisionismo. Proporrei di lanciare l’idea di un controboicottaggio di questi atenei sulla base del fatto che laddove vi sono docenti così ignoranti da non sapere distinguere un paese democratico da una feroce dittatura come quella di Hamas a Gaza non vale veramente la pena di iscriversi. Dario B.

5.3.10
Vorrei sapere se ci sono giornali o periodici israeliani scritti in italiano. In caso affermativo gradirei poterli leggere on-line. Grazie. Claudio Z.

5.3.10
Parlare di popoli amici o di governi amici è, allo stato attuale, un’utopia. Il mondo è popolato da barbari allo stato primordiale, e rappresentano purtroppo, la stragrande maggioranza. I pochi altri rimasti sono solo una piccola minoranza ed il rischio di essere sopraffatti è drammaticamente alto. Saranno necessari ancora altri duemila anni per parlare in concreto di una civiltà democratizzata nel rispetto e nell’amicizia fra popoli. Fino ad allora non ci sono altre strade che difendersi con i denti e sopratutto, ancora purtroppo, con la forza delle armi. Leo P.

5.3.10
Al sig. Sam D. circa il suo farneticante e disinformato articolo, vorrei dire che circa il 50% degli israeliani sono arabi ebrei e per un motivo molto semplice. Mentre i circa 700mila arabi che hanno abbandonato la neonata Nazione d’Israele (la maggior parte volontariamente) sono stati rinchiusi dai fratelli arabi dei paesi limitrofi, in campi profughi, i quasi altrettanti ebrei, e questi tutti cacciati con la violenza dai loro paesi arabi d’origine solo in quanto ebrei, sono stati totalmente integrati nella società israeliana da ben 60 anni. Il primo a doversi informare sull’ideologia sionista credo che debba essere proprio lei che evidentemente ne ha una conoscenza falsa e probabilmente distorta dal suo palese odio verso gi ebrei. Infine, lei parla di terrorismo, ma mi sembra che le stragi di donne, vecchi, bambini, molti dei quali arabi, siano state perpetrate da terroristi non ebrei ed israeliani, ma da arabi appartenenti alle varie fazioni terroristiche. Se poi lei considera terrorismo il sacrosanto diritto alla difesa di Israele, ebbene ben venga questo tipo di “terrorismo”.Shalom a tutti. Gianfranco A.

5.3.10
Carissimi, sono cristiana cattolica e vi amo in quanto miei fratelli maggiori. Riconosco in voi una intelligenza e una serietà di lavoro oltre che anche una sagacia (che accompagna sempre l’intelligenza) per cui devo proprio riconoscere e dirvi che siete il popolo eletto. Il mio più grande desiderio sarebbe quello di potervi conoscere sempre di più ma il lavoro mi prende tanto tempo. Tra poco andrò in pensione e spero di poter apprendere la vostra lingua. Mandatemi sempre notizie di voi. Vi abbraccio. Maria Rosaria F.

5.3.10
Amo Israele,il suo meraviglioso popolo, la sua politica, e tutto ciò che è Israele. Grazie di esistere. Bruno M.

5.3.10
Ho letto con interesse l’articolo di Marco Paganoni. Finalmente qualcuno che lasciando la politica fuori da questa importante questione dice le cose come stanno. Israele non si deve fidare della sinistra, vedi D’Alema ad esempio e tanti altri. Ma guai se considerasse suoi amici fidati i politici della destra, che di promesse ne fanno tante ma alla fine fanno i loro interessi e non quelli di Israele. Io credo che ci siano persone amici di Israele sia a destra che a sinistra, ed è di loro che ci si deve fidare. Ma soprattutto fidarsi di Dio. Shalom Israele. Clemente D.

4.3.10
Mi sono sempre interessata ai problemi del popolo ebraico e dello stato di Israele, desidero tanto essere ancora più a conoscenza delle problematiche di Israele che ho visitato nel dicembre 2008, in piena guerra. Laura C.

4.3.10
A Sam D. Anche i partigiani italiani, schierati con gli invasori americani e contro gli italiani fascisti e antisemiti, tradirono il loro popolo? Amir Hanifes non mi pare il tipo del “fallito culturalmente e socialmente”. Vedi http://www.israele.net/articolo,1722.htm Sara S.

4.3.10
Al Signor Arabo israeliano Jamal N(??): cosa pensa di trovare in un sito del genere ?? la dearabizzazione della Palestina ?? la sofferenza dei palestinesi ? L’oppressione e la politica razzista del governo israeliano in confronto degli arabi israeliani ( cittadini di secondo grado)?? le demolizioni giornalieri delle case ovunque possono farlo? O il terrorismo israeliano che arriva in tutte le case arabe? Si deve informare della storia di Israele.. un paese costruito da organizzazioni terroristiche clandestine. Si informi sull’idiologia sionista prima, che è un progetto continuo. Israele ha fatto bene al medio oriente ?? è la cosa più redicola mai sentita .. e poi ai pelestinesi : più di 700 mila palestinesi sono stati cacciati via dalle loro case con l’operazione “scopa” !! con 600 villaggi cancellati dalla faccia della terra ! Si deve informare delle parole dette dai leader israeliani : generale Eytan che dichiara regolarmente alle sue truppe che «un buon arabo è un arabo morto». Quelle di Sharon, o di Begin, il quale ritiene che un «palestinese è un animale a due zampe».. a tante altre !! sapiamo già che tantissmi arabi israeliani, con maggioranza beduina o drusi , che servono inell’esercito israeliano prima degli ebrei stessi, sono falliti socialmente e culturalmente, e di solito stanno fianco qualsiasi potenza c’è nella regione. E quindi una persona come Lei può farlo, di voler essere un ebreo ( infatti voi volete essere degli ebrei, ma gli ebrei non vi accetteranno, avete tradito il vostro popolo e quindi sarà ancora più probabile che li tradite). Saluti a chi rappresenta il tradimento e lo schiavitù !! Sam D.

28.2.10
Sono Arabo Israeliano, e quando leggo i discorsi esternati dei macellai iraniani e di Hamas palestinesi, l’unico pensiero che mi passa per la mente è: vorrei essere Ebreo e Sionista. Israele ha fatto solo del bene sia al medio oriente che ai palestinesi stessi. Insultare una nazione democratica, minacciare di distruggere un paese vivo che costituisce l’unica democrazia nella regione è assurdo. Un intervento preventivo da parte di Israele sarebbe solo giustificato e giusto contro chi vorrebbe commettere gli stessi orrori di un passato che non si può dimenticare, tutto il mondo dei giusti dovrebbe ribellarsi. Jamal N.

28.2.10
Cari amici, Vi scrivo perché ho letto nella lettera pubblicata nella Vs. rubrica dedicata ai lettori la lettera pubblicata da un evangelico pentecostale che dice di essere da sempre dalla parte del popolo di Dio. Benissimo. Questa lettera mi ha spinto a porre un mio quesito: quali e come sono ad esempio i rapporti con gli Avventisti del Settimo Giorno, visto che hanno moltissimi punti in comune con l’Ebraismo: in primis, l’osservanza del Sabato anziché della domenica imposta dalla Chiesa cattolica al resto della cristianità, poi il rifiuto dei cibi impuri indicati dalle Scritture (Levitico 11, ecc.) che loro però estendono promuovendo possibilmente (ma non obbligatoriamente) una alimentazione vegetariana, l’attesa del Messia comune con l’Ebraismo (che però loro identificano in Gesù), ecc. Ho scoperto che molti Avventisti, specie negli U.S.A. tra i quali molti pastori, provengono dall’Ebraismo, c’è una presenza in Israele seppur ridotta numericamente di circa 1000 membri che ha buone relazioni col mondo Ebraico (c’è persino una Jewish-Adventist Fellowship, con tanto di sinagoghe avventiste composte sia da rabbini che pastori avventisti che celebrano in comune le funzioni religiose, penso siano rabbini di congregazioni ebraiche-messianiche). Mi piacerebbe conoscere a fondo le Vs. opinioni in merito. RingraziandoVi anticipatamente, porgo distinti saluti. Fabrizio P.

27.2.10
Sono sempre onorato di ricevere il vostro giornale. Io cerco di consolidare le mie tendenze giudaizzanti studiando ebraico e leggendo il testo bilingue della Bibbia curato dal Rabbino Disegni. Leggere i testi sacri in ebraico, pur avendone scarsa conoscenza, dà una meravigliosa sensazione di conforto e di sostegno. Anche il libro “Invito alla lettura della Torà” di Elia Kopciowski dà forti indicazioni sul come comportarsi secondo rettitudine. Shalom uwrakkà. Marcello P.

27.2.10
Ho letto la lettera di Carlo D. del 1.2.10. e devo dire che, benché abbia ragione, la situazione è diversa. Parché l’Italia non rischia niente se Nizza resta alla Francia. Ma se Israele restituisce il Golan sappiamo per certo che torneranno i bombardamenti su Israele. Perciò Israele si tenga il Golan e non faccia caso a coloro che si dicono suoi amici a parole ma non con i fatti. Shalom Israele. Clemente D.

26.2.10
Sono un evangelico pentecostale e sono sempre dalla parte del popolo di Dio, lo sono stato e lo sarò sempre. Fatevi rispettare, perché nella nostra Bibbia di cristiani messianici c’è scritto all’Apocalisse 18:6 di dare il contraccambio al doppio a chi fa il male al popolo di Dio. Se fosse per me, io restituirei tutti i razzi caduti su Israele, ai paesi che li hanno forniti…
Donato T.

26.2.10
Malgrado tutto, Israele è eterna. shabbat shalom.
Abdu L.

23.2.10
Buon giorno, il libro Ebrei in Europa di Foa, riporta la seguante frase che dovrebbe trovarsi nel Talmud: “anche se Israele ha peccato, rimane Israele”. Ma non so se il passo sia esatto e corretto. Potreste cortesemente aiutarmi? E’ per una tesi universitaria. Grazie e buona giornata. Massimo R.

12.2.10
Gentile redazione, sono uno studente del corso di laurea in Editoria e scrittura a La Sapienza. Vi contatto perché sto scrivendo una tesi di laurea a proposito delle teorie alternative alla versione ufficiale dell’11 settembre. Dato che una delle teorie ipotizza il coinvolgimento degli ebrei, vi chiederei se è possibile o parlare con qualche esponente della vostra redazione a proposito di tale tematica. Vi ringrazio, Claudio R.

8.2.10
Gentile redazione, sono una studentessa iscritta al terzo anno di scienze linguistiche e sto lavorando alla stesura della mia tesi intitolata “la convivenza araba-israeliana a Gerusalemme”. In questo momento mi sto preparando alla stesura del terzo capitolo riguardante il ruolo dei media israeliani e di quelli internazionali. Dopo un soggiorno di 5 settimane in Israele mi è sembrato di capire che in caso di attentato i media israeliani non danno molto spazio alla notizia (forse per abitudine o per rassegnazione?) a differenza di quelli italiani. Vorrei sapere la vostra opinione in merito e, in caso la pensaste come me, per quale motivo secondo voi esiste questa differenza. Vi ringrazio per l’attenzione e mi scuso per il disturbo. Marta R.

6.2.10
Buongiorno, vorrei sapere se esiste la versione italiana del film di Alan Dershowitz “The Case for Israel” (La causa a favore di Israele) di cui ho appena letto l’articolo nel sito ed eventualmente dove si può acquistare. Grazie e buon lavoro. Eugenio M.

5.2.10
Con molto piacere ho ascoltato le lodi che il nostro primo ministro ha espresso a favore della politica israeliana; vorrei dire alcune cose a riguardo, primo che il profeta della pace Yitzhak Rabin si dimise da primo ministro perché la moglie si era dimenticata di iscrivere nella denuncia dei redditi la favolosa somma di diecimilacinquecento dollari ( settemila quattrocento euro, mezzo mese scarso di un nostro parlamentare) ; poi tutti i presidenti i primi ministri che sono stati indagati dalla giustizia, si sono dimessi, e tutti si sono fatti processare!! Senza alzar voce o fiato contro alcuno. Infine il costruttore di questo Stato Theodor Herzl quando chiese un aiuto economico al grande capitalista Rothschild capì una verità profonda, che costoro interpretano la vita di un popolo come una società una ditta una impresa , con giochi e manovre certamente poco regali, e con grande coraggio fece a meno di tali investimenti; questo è miglior biglietto da visita che Israele offre al nostro primo ministro. Giuseppe M.

3.2.10
Mi connetto spesso a Israele,net- Ho Israele nel cuore e le notizie che date mi fanno sentire più vicina a questo grande popolo. In questi giorni sto rileggendo Isaia, che mi sta dando forza per affrontare la tragedia della mia vita. In questi due giorni ho seguito la visita del nostro Capo del Governo e ho apprezzato le sue parole. Non mi riconosco in quel partito, ma oggi per la prima volta non mi sono vergognata di lui, anzi l’ho apprezzato molto. Amo Israele e amo il popolo ebraico, amo gli scrittori israeliani. il mio 8 per mille lo devolvo da tanti e tanti anni per la Comunità ebraica italiana, e spero che una parte di esso vada ad aiutare Israele, perché piantino un ulivo o, se necessario comprino un mitra da usare contro Hamas! Vivo soltanto con la mia pensione, ma spero di riuscire presto a dare il mio piccolo contributo anche alla vostra redazione. Vi saluto e vi auguro un buon lavoro. Maddalena C.

1.2.10
Ho letto che il ns. premier ha auspicato la restituzione del Golan alla Siria. Condivido la richiesta purché analogamente venga espressa analoga richiesta alla Francia ed alla Slovenia affinché restituzione del territorio italiano occupato (Istria e Nizza). Se vale una regola per Israele deve valere anche per Francia e per Slovenia (o forse c’è uno standard specifico per Israele che io non conosco? Carlo D.

27.1.10
Mi ha fatto molto piacere che la vostra newsletter sia arrivata proprio oggi il giorno della memoria. Come amico d’Israele commemoro sempre questo giorno e mi ripeto e cerco di far ripetere ai miei figli “che non succeda più”. Giampaolo M.

27.1.10
Non dimentichiamo le Vostre sofferenze in questa giornata del Ricordo. Alessandro F.

27.1.10
Bravissimi gli Israeliani nei soccorsi dei terremotati di Haiti. Mi inchino alla loro bravura ed abnegazione, complimenti ed onore a tutti loro, da una signora di Verona, iscritta da anni all’Associazione Italia Israele. Nazione e Paese meraviglioso. Cordiali Saluti a tutti gli amici di Israele, Maria S.

25.1.10
Ho letto, casualmente, l’articolo dell’ex-presidente Italiano F. Cossiga del 2003, pubblicato su La Stampa, relativo al futuro d’Israele, e l’ho trovato in linea con le profezie riguardanti gli ebrei (miei fratelli maggiori – io sono un cristiano di fede evangelica). Sono rimasto sorpreso nel leggere che Cossiga ha fiducia nel Dio d’Israele, che è anche il mio, il quale restaurerà questa nazione in futuro (Zaccaria 14,4). Volevo solo esprimere la mia gioia nel vedere un uomo manifestare la sua fede nel Signore. A giugno, se Dio vorrà, verrò per la 1^ volta in terra santa con la mia Chiesa (Bethel-Bari), e l’emozione è tanta che non vedo l’ora che arrivi l’estate!Io credo in Gesù! Alleluia! Shalom Israel! Salvatore G. D.

21.1.10
Spett. Redazione, vi scrivo per porre un quesito: ho notato che per accedere in visita a molte sinagoghe italiane occorrono prenotazioni, essere in gruppo e/o andare in giorni prestabiliti. Non ci sono altri modi per poter effettuare una visita (in particolare a Milano) senza limitazioni così rigide? Grazie. Giuseppe P.

20.1.10
Sono un cattolico praticante. Da sempre provo una profonda simpatia per il vs. popolo, la vs. cultura, la vs. storia iniziata millenni orsono e descritta nei Sacri Testi. Non rinnego affatto la mia Fede: anzi… Ma mi sento molto vicino a voi per tutte le avversità che avete dovuto superare anche per colpa di Cristiani come me… Emilio D.

16.1.10
Buonasera, mia figlia per l’esame di terza media presenterà la tesina su Israele e la II guerra mondiale, potreste inviarmi del materiale in Vs/ possesso o indicarmi dei link sull’argomento? Vi sarei infinitamente grata. Claudia T.

16.1.10
Nel ’40 è stato girato un film con Gregory Pech credo che il titolo fosse “l’uomo in grigio” nel quale un giornalista si finge ebreo per testare il livello di antisemitismo dei suoi connazionali. Saluti Simonetta P.

15.1.10
To Mr.Assaf Wohl. I apreciated very much your article about the Jews “immigrant” that I read on ISRAELE.net in italian. Can you please suggest me a book – in english – where I can easy find all the data you mentioned? Too many people here still believe “Palestinians” are victim and the Jews of israel the big invaders: I want being able to explain clearly the HISTORY, mainly in the last 200-300 years. Shalom. Stefano G.

14.1.10
Shalom, Layla Tov mio figlio M. è stato l’anno scorso a fare volontariato in Israele e si è trovato benissimo. Volevo sapere se un cittadino italiano può fare richiesta della cittadinanza israeliana anche se non è ebreo e poter fare il servizio militare nell’ IDF(Tsahal). Sperando in una risposta. Lehitraot Riccardo P.

14.1.10
Mi avevano parlato di un metodo israeliano per smettere di fumare molto efficace,e vorrei chiedervi gentilmente se ne sapete qualcosa in merito. Ringraziando anticipatamente vi porgo distinti saluti. Gabriela P.

10.1.10
Gentile redazione, vorrei acquistare il DVD, in italiano, del film che racconta l’Operazione ENTEBBE (La lunga notte di Entebbe), ma non riesco a trovarlo. Potete aiutarmi ? Molte grazie Angelo D.

Per scrivere a www.israele.net:

http://www.israele.net/scrivi-alla-redazione.htm

Si veda anche:
Solidarietà a Israele – alcuni di questi messaggi ricevuti da www.israele.net tra il 27 dicembre 2008 e il 22 gennaio 2009

http://www.israele.net/sezione,,2364.htm