La tragica barzelletta dei falsi diritti umani

Inascoltata la denuncia 'UN Watch' del fallimento del Consiglio ONU per i Diritti Umani

image_1640Pubblichiamo integralmente di seguito il discorso tenuto da Hillel Neuer, Executive Director di UN Watch, il 23 marzo 2007 davanti al Consiglio Onu per i Diritti Umani riunito per la Quarta Sessione.
“Signor presidente, sessant’anni fa, all’indomani degli orrori nazisti, Eleanor Roosevelt, Réné Cassin e altri eminenti figure si riunirono qui, sulle rive del Lago di Ginevra, per riaffermare il principio della dignità umana, e crearono la Commissione per i Diritti Umani. Oggi ci domandiamo: cosa ne è stato di quel nobile sogno?
In questa sessione abbiamo avuto la risposta. Messo di fronte a inoppugnabili rapporti su torture, persecuzioni e violenza contro le donne provenienti da tutto il mondo, cosa ha detto e cosa ha deciso il Consiglio per i Diritti Umani? Niente. La sua risposta è stata il silenzio. La sua risposta è stata l’indifferenza. La sua risposta è stata criminale.
Si potrebbe dire, usando le parole di Harry Truman, che questo Consiglio è diventato un ente “nullafacente”, un ente buono a nulla. Ma non sarebbe esatto. Questo Consiglio dopotutto qualcosa ha fatto. Ha promulgato una risoluzione dopo l’altra, tutte di condanna contro un solo paese: Israele. In otto pronunciamenti – e ve ne saranno altri tre in questa sessione – Hamas e Hezbollah hanno goduto di totale impunità. Tutto il resto del mondo – milioni su milioni di vittime, in 191 paesi – continua a essere ignorato.
Per cui, sì, questo Consiglio qualcosa sta facendo. E i dittatori del Medio Oriente che orchestrano questa campagna diranno che si tratta di qualcosa di molto positivo. Diranno che si adoperano per proteggere i diritti umani, i diritti dei palestinesi.
E così, i razzisti assassini e stupatrori di donne del Darfur diranno che si prendono cura dei diritti delle donne palestinesi; gli occupanti del Tibet che si prendono cura degli occupati; e i macellai di musulmani ceceni che si prendono cura dei musulmani.
Ma è vero che questi sedicenti difensori dei palestinesi si prendono cura dei diritti dei palestinesi? Guardiamo ai mesi scorsi. Più di 130 palestinesi sono stati uccisi da forze palestinesi. Si tratta di una cifra tre volte maggiore del totale di vittime che servì da pretesto per convocare sessioni straordinarie di questo Consiglio contro Israele nel luglio e nel novembre scorsi. Eppure questi campioni dei diritti dei palestinesi – Ahmadinejad, Assad, Gheddafi, John Dugard – non hanno detto niente.
Il piccolo Salam Balousha, di tre anni, e i suoi due fratelli sono stati massacrati nella loro auto dagli uomini del primo ministro palestinese Ismail Haniyeh. Come mai questo Consiglio ha scelto il silenzio? Perché Israele non poteva essere incolpato. Perché, in verità, ai dittatori che governano questo Consiglio non potrebbe importare di meno dei palestinesi, o dei diritti umani. Essi cercano solo di demonizzare la democrazia israeliana. Di delegittimare lo stato ebraico, di fare degli ebrei il capro espiatorio. E di fare anche un’altra cosa: distorcere e snaturare il linguaggio stesso e l’idea stessa di diritti umani.
Vi chiederete: cosa ne è stato del sogno dei fondatori? Fra tremende bugie e capovolgimenti morali, quel sogno è stato trasformato in un incubo. Grazie, signor presidente”.

Scrive Christian Rocca (Il Foglio, 31.03.07):
“Alla riunione del Consiglio di Ginevra sui diritti umani, un organo ideato da Kofi Annan ma già più ridicolo della famigerata Commissione di cui l’anno scorso ha preso il posto, a settembre è stato presentato un documento di condanna della Nigeria per la mostruosa pratica di lapidazione, fino alla morte, degli omosessuali. L’ambasciatore nigeriano s’è difeso da par suo e ha spiegato ai colleghi che “la pena di morte per lapidazione contro chi compie atti sessuali contro natura è prevista dalla sharia e non dev’essere equiparata agli omicidi extragiudiziari anzi, davvero, non deve nemmeno essere considerata in questo rapporto”. La presidenza del consesso mondiale che, in teoria, dovrebbe tutelare i diritti umani ha ringraziato ed è passata ad altro, tendenzialmente a un voto di condanna nei confronti di Israele. In questa sessione sono già state approvate otto risoluzioni contro lo stato ebraico, e ce ne sono altre tre in lista d’attesa, ma non è passata nessuna critica formale ai soliti e ben noti torturatori. Questa settimana, il Consiglio ha deciso di non prendere in considerazione il peggioramento della situazione dei diritti umani in Iran e Uzbekistan. E anche l’inevitabile documento sul genocidio in Darfur (che, intanto, secondo l’Onu non è genocidio) ha evitato accuratamente di puntare il dito sul governo sudanese, viceversa il testo non sarebbe stato approvato. La solita alleanza tra macellai, dittatori e democrazie accondiscendenti continua, con l’egida Onu, a giustificare ogni abominio, compresi la violenza sulle donne nel mondo islamico, la negazione dell’Olocausto di Teheran, la tortura politica a Cuba, le bombe di Hezbollah. Alla fine di ogni intervento di questi personaggi, la presidenza del Consiglio Onu doverosamente ringrazia, malgrado le sconcezze ascoltate. La settimana scorsa, quando il rappresentante di UN Watch ha preso la parola per denunciare queste cose, e dire che il sogno dei padri fondatori delle Nazioni Unite si è trasformato in un incubo, è successa una cosa straordinaria che vi consigliamo di andare a vedere sul sito unwatch.org. Lo spagnolo che presiedeva, dopo aver ringraziato ogni difensore dei torturatori fin lì ascoltato, si è rifiutato di fare altrettanto con il rappresentante di UN Watch, condannando il suo intervento, giudicandolo inammissibile e intollerabile. E’ la prova, non solo secondo il Wall Street Journal e il New York Sun, ma anche per una rivista progressista come Foreign Policy, che il Consiglio dei diritti umani dell’Onu “è ufficialmente una barzelletta”.

Nella foto in alto: 1975, la celebre immagine dell’allora ambasciatore d’Israele all’Onu Chaim Herzog che fa a pezzi la risoluzione “Sionismo uguale razzismo” (poi cancellata dalla stessa Assemblea Generale nel 1991).

Il video dell’intervento di UN Watch (in inglese), completo della reazione del presidente del Consiglio Luis Alfonso De Alba:

http://www.unwatch.org/site/apps/nl/content2.asp?c=bdKKISNqEmG&b=1313923&ct=3698367

Vedi anche:
Quando l’Onu si copre di ipocrisia
Ora in: M. Paganoni, “Ad rivum eundem: cronache da Israele”, Proedi, Milano

http://www.israele.net/sections.php?id_article=1584&ion_cat=7