Larte dei fumetti a Tel Aviv

Traboccava di talenti il quinto Festival dell'Animazione e del Fumetto a Tel Aviv

image_879Poteva anche essere una celebrazione di tutte le cose animate, ma molti visitatori del quinto Festival di Animazione, Fumetti e Caricature a fine agosto presso la Cineteca di Tel Aviv non si sono spinti oltre la sezione dedicata ai fumetti.
La folla che passeggiava sotto il tendone non era lì per gli antiquati supereroi americani, ma per scoprire le ultime novità nel campo dell’arte dei fumetti israeliani. E non sono rimasti delusi. Dal lavoro, immediatamente riconoscibile, del cartoonist Zeev Engelmayer fino al tredicenne nuovo arrivato Oded Arad, la fiera traboccava di talenti.
Mentre il precoce Arad si mescolava bene con gli altri ragazzi dei fumetti vestiti di nero, i rauchi creatori del Little Comic Book della Scuola d’Arte di Bezalel tendevano ad attirare quanta più attenzione possibile sul loro lavoro. Ogni volta che qualcuno acquistava una copia del libro, prodotto sotto la guida del famoso caricaturista Michel Kishka, i diplomati di Bezalel scoppiavano in applausi entusiastici.
Un altro collettivo alla fiera era il 220V, un gruppo di quattro artisti con base a Tel Aviv, le cui edizioni limitate di libri fatti a mano sono al confine tra libri di fumetti e design sofisticato. Uno dei loro libri, col dorso in uno scozzese blu chiaro, tratta dei rapporti tra madre e figlia; un altro, ricoperto di velluto rosa shocking, verte sui problemi degli adolescenti: “Una cosa molto dura e molto triste”, dice Raphael Fogel, un membro della cooperativa.
Nel suo primo libro, “Una storia rosa” (Sipur Varod), Ilana Zeffren racconta due storie collegate: la storia della comunità gay e lesbica in Israele e la storia della sua personale esperienza di “coming out” (uscita allo scoperto). Con grande sorpresa della Zeffren, il romanzo, scritto nel tempo libero nell’arco di un anno e mezzo, è stato bene accolto. Dice la Zeffren: “Non mi aspettavo di essere così popolare; specialmente con la comunità gay e lesbica: avevo un po’ paura della reazione. Mi sembrava di non averne titolo, non essendo membro attivo del movimento gay”.
Tom Sivan, che ha contribuito alla creazione del “Little Comic Book”, spiega con facilità l’esplosione di popolarità del genere: “Fino a poco tempo fa i fumetti erano considerati solo come divertimento per ragazzi. Quelli per adulti stanno solo ora cominciando ad apparire in Israele, ma le cose si stanno sviluppando in fretta e tutto sta accadendo proprio ora” dice, mentre sotto il tendone si sente un nuovo scoppio di applausi.

(Da: Jerusalem Post, 31.08.05)

Nella foto in alto: Noa Abarbanel, a sinistra, e Amitai Sandy, con la loro creazione “Shirley”