L’avvocato della famiglia Corrie: «Israele un mostro da schiacciare, peggio della Germania nazista»

E il giornale dell’Autorità Palestinese ribadisce: «Mai cambiati gli obiettivi di Fatah e dell’Olp».

image_3530Martedì scorso un tribunale israeliano ha stabilito che la morte dell’“attivista per i diritti umani” americana Rachel Corrie fu un “increscioso incidente”, non un crimine di guerra intenzionale (si veda: Un giusto verdetto http://www.israele.net/articolo,3528.htm ). L’avvocato arabo-israeliano della famiglia Corrie, Hussein Abu Hussein, ha dichiarato alla stampa: “Questo è un giorno nero per gli attivisti dei diritti umani e per le persone che credono nei valori della dignità. Siamo convinti che questa è una decisione sbagliata per tutti noi, innanzitutto per i civili e gli attivisti per la pace” (New York Times, 28.8.22).
A proposito di dignità, di giustizia e di pace, ecco cosa diceva solo un paio di mesi fa lo stesso avvocato Abu Hussein, intervistato dall’attore arabo-israeliano Mohammad Bakri nel suo programma settimanale sulla Tv palestinese:

L’avv. Hussein Abu Hussein: «La Germania nazista fu per un breve periodo uno Stato basato sul diritto e trovò copertura nella legge. Lo Stato di Israele [invece] venne fondato sin dall’inizio sulla rapina e sul furto della patria di una nazione. In realtà, la definizione legale vera e corretta di quello che è successo ai palestinesi è furto di patria. […] Soffriamo una grande ingiustizia dal mostro gigante. Questo mostro ci attacca quotidianamente e morde la nostra carne nel Negev, in Galilea, nella [regione israeliana del] Triangolo, a Gerusalemme e nei territori occupati di Cisgiordania e Gaza. Ogni giorno morde il nostro corpo.»
L’attore Mohammad Bakri: «Voglio calpestare la testa di questo mostro.»
L’avv. Hussein Abu Hussein: «Noi tutti vogliamo calpestare la sua testa, ma parlare non basta. Ognuno ha il proprio ruolo.»
(TV dell’Autorità Palestinese-Fatah, 2.7.12)

Per il filmato (con sottotitoli in inglese) si veda:

http://palwatch.org/main.aspx?fi=758&fld_id=758&doc_id=7291

oppure: http://www.youtube.com/watch?v=46zWmUqTces&feature=player_embedded#at=10

IL DIRETTORE DI AL-HAYAT AL-JADIDA: GLI OBIETTIVI DI FATAH E DELL’OLP NON SONO CAMBIATI
Lo scorso 10 luglio Hafez Al-Barghouti, direttore del quotidiano ufficiale dell’Autorità Palestinese Al-Hayat Al-Jadida, ha pubblicato un editoriale per celebrare l’anniversario della fondazione dell’Olp nel 1964. Nell’articolo (il cui titolo “Il Fatah” gioca sul doppio significato del termine, che è sia il nome del principale movimento dentro l’Olp, sia la parola araba per “conquista” o “vittoria in battaglia”), Al-Barghouti sostiene che Fatah continuerà a battersi per la causa palestinese fino alla sua completa realizzazione.
Questi i brani salienti dell’articolo:
«[Il fondatore dell’Olp] Ahmad Al-Shukeiri se n’è andato, e se ne sono andati anche [i suoi successori] Yahya Hamouda e Yasser Arafat. Un sacco di sangue è scorso da allora, e noi stiamo ancora lottando sia all’interno che all’esterno [di Israele] per una patria. Non rinunceremo mai, perché ci è stata promessa. Quando l’Olp venne fondata [prima che Israele conquistasse Cisgiordania e striscia di Gaza], le cose non erano peggiori di quello che sono oggi, e non eravamo più persi di quanto lo siamo oggi. Il Fatah [fondato nel 1959] fu il primo proiettile di questa lotta, capace di combinare politica e azione militare. Divenne poi il perno dell’Olp e rimane ancora oggi il segreto della sua sopravvivenza. E continuerà a sostenere l’impresa nazionale palestinese finché essa sarà realizzata. […] La sua lotta è in corso e si adatta ai nuovi sviluppi, ma i suoi obiettivi rimangono gli stessi. Ogni fase prevede diversi mezzi, ma lo scisma [fra Fatah e Hamas] non deve portarci fuori strada giacché i popoli fanno l’imprevedibile, e in definitiva i popoli oppressi hanno ragione di utilizzare tutti i mezzi […] giacché in fondo Fatah è il fatah [la conquista] di Gerusalemme, “ed essi entreranno nella moschea [Al-Aqsa] come vi entrarono la prima volta” [Corano 17:07].»
(Al-Hayat Al-Jadida, 10.7.12)

DOCUMENTAZIONE
L’art. 12 della Costituzione di Fatah afferma che il suo primo obiettivo è “la competa liberazione della Palestina e lo sradicamento economico, politico, militare e culturale dell’esistenza sionista”.
L’art. 19 afferma che “la lotta armata è strategia, non tattica, e la rivoluzione del popolo arabo palestinese è il fattore decisivo per la lotta di liberazione e per estirpare l’esistenza sionista, e questa lotta non cesserà finché lo stato sionista non sarà demolito e la Palestina completamente liberata”.

Si veda anche:

Continua senza soste l’istigazione all’odio palestinese. Netanyahu: «E’ questa l’eredità che la dirigenza palestinese lascia alle future generazioni»

http://www.israele.net/articolo,3521.htm

Bagatelle per un massacro? In pochi giorni, da Tehran, un intero campionario di insulti e minacce anti-israeliane e antisemite

http://www.israele.net/articolo,3520.htm

Prima di Goldstone, c’era stato “Jenin, Jenin”. Sin dove può spingersi il rispetto democratico per la menzogna?

http://www.israele.net/articolo,3112.htm