L’islam ha un profeta, la cristianità un redentore e gli ebrei… l’Olocausto

Nella storia degli ebrei e del sionismo c’è molto di più che Shoà e antisemitismo.

Di Elliott Abrams

image_3551Nel giugno 2009 il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si rivolse al mondo islamico con un famoso discorso tenuto al Cairo. A proposito di Israele, disse: “I forti legami dell’America con Israele sono ben noti. Si tratta di un vincolo indistruttibile, fondato su legami storici e culturali e sul riconoscimento che l’aspirazione a una patria ebraica è radicata in una tragica storia che non può essere negata. In tutto il mondo, per secoli, il popolo ebraico è stato perseguitato, e in Europa l’antisemitismo è culminato in un Olocausto senza precedenti. Domani mi recherò in visita a Buchenwald, che è parte di una rete di campi dove gli ebrei vennero ridotti in schiavitù, torturati, fucilati e uccisi con il gas dal Terzo Reich. Sei milioni di ebrei vennero uccisi: più dell’intera popolazione ebraica, oggi, in Israele”.
All’epoca molti israeliani e molti ebrei negli Stati Uniti obiettarono che, dicendo queste parole, Obama sembrava credere che Israele fosse il prodotto della Shoà (l’Olocausto), punto e basta. Dalla “tragica storia” a cui faceva riferimento, culminata nell’Olocausto, erano scomparsi due millenni di aspirazione ebraica al ritorno a Gerusalemme (Sion) e alla dignità di nazione.
Martedì scorso, nel suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il presidente americano ha detto: “Il futuro non deve appartenere a coloro che calunniano il profeta dell’islam. E tuttavia, per essere credibili, coloro che condannano tali calunnie devono condannare anche l’odio che vediamo quando un’immagine di Gesù Cristo viene profanata, quando vengono distrutte chiese, quando viene negato l’Olocausto”.
Insomma, ci risiamo. L’islam ha un profeta, la cristianità un redentore e l’ebraismo… ha l’Olocausto.
Il problema che oggi si trovano ad affrontare gli ebrei, e in primo luogo Israele – e ci si perdonerà se dobbiamo dirlo a chiare lettere – non è tanto la negazione dell’Olocausto quanto la infamante denigrazione sistematica della religione e del popolo ebraico nel suo insieme, e la voglia di eliminare l’unico stato ebraico dalla carta geografica.
Obama e coloro che gli preparano i discorsi dovrebbero superare una volta per tutte l’equazione che fanno fra ebraismo/Israele e l’Olocausto. È davvero deprimente vedere lo stesso errore del 2009 ripetuto tale e quale tre anni dopo.

(Da: Israel HaYom, 27.9.12)

Nella foto in alto: Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama alle Nazioni Unite

Si veda anche:

Dove Obama sbaglia su Israele e Shoà. Insinuare che il diritto degli ebrei dipende dalla Shoà significa condannare la pace al fallimento

http://www.israele.net/articolo,2516.htm

Il nuovo inizio e il primo passo falso. Grave errore dire al mondo islamico che il diritto di Israele si fonda sulla Shoà

http://www.israele.net/articolo,2513.htm

L’oltraggio, le violenze e la libertà d’espressione. Sbagliato (e inutile) scusarsi per le opinioni (belle o brutte) di privati cittadini

http://www.israele.net/articolo,3550.htm