Mashaal: «Come potrei mai accettare Israele?»

Il capo di Hamas alla CNN: «La mia terra è tutta la Palestina dal fiume al mare».

image_3596“Come potrei mai accettare Israele? Hanno occupato la mia terra”. Così ha risposto il capo del politburo di Hamas, Khaled Mashaal, intervistato giovedì alla tv CNN da Christiane Amanpour che gli chiedeva come potesse pronunciarsi a favore di una soluzione a due stati e allo stesso tempo rifiutarsi di riconoscere il diritto di Israele a esistere.
Mashaal, che di recente se n’è andato da Damasco dove aveva fatto base per anni, ha affermato nell’intervista che “sia il diritto divino che il diritto internazionale consentono a un popolo occupato di ricorrere a qualunque arma a sua disposizione per raggiungere i suoi obiettivi. Siamo pronti a soluzioni pacifiche – ha aggiunto – purché vengano accolte le richieste palestinesi”. E ha specificato: “Israele deve accettare uno stato palestinese sulle linee del 1967, con Gerusalemme come sua capitale e il diritto al ritorno [dei profughi e dei loro discendenti dentro allo stato d’Israele]”.
Mashaal ha anche ribadito che “la mia terra è la totalità della Palestina dal fiume al mare, da nord a sud”.
Alle insistenti domande dell’intervistatrice sulla sua posizione circa la legittimità di Israele, Mashaal ha detto che avrebbe risposto a questa domanda solo una volta stabilito di stato palestinese. “Solo dopo che sarà stabilito, lo stato di Palestina deciderà la sua posizione nei confronti di Israele”, ha spiegato.
Alla domanda se l’insistenza di Hamas sul fatto che i profughi palestinesi e tutti i loro discendenti abbiano il diritto di stabilirsi all’interno di Israele (una richiesta che in Israele viene considerata equivalente a un “diritto di invasione” del paese) non sia solo un pretesto per evitare i negoziati con Israele, Mashaal ha risposto che “la maggior parte dei palestinesi in giro per il mondo vuole tornare”. Israele sostiene che i profughi palestinesi dovrebbero essere assorbiti nello stato palestinese, così come Israele ha assorbito i profughi ebrei cacciati dai paesi arabi e islamici del Nord Africa e del Medio Oriente.

(Da: Times of Israel, Jerusalem Post, 22.11.12)

Si veda:

O Hamas o la pace. Il problema è che Hamas rimane un gruppo terrorista antisemita, votato alla distruzione di Israele

http://www.israele.net/articolo,3356.htm

Aut aut di Hamas a Fatah: o con noi, o con Israele. Gli islamisti palestinesi ribadiscono: lotta ad oltranza contro Israele

http://www.israele.net/articolo,3331.htm

Hamas si vanta d’aver ucciso 1.365 “sionisti” in 1.117 attentati terroristici. Alla sua annuale adunata oceanica, il neo-alleato di Abu Mazen giura lotta fino alla distruzione di Israele

http://www.israele.net/articolo,3311.htm

Linee del ’67: a un tiro di schioppo. Sul nuovo sito MyIsrael, una spettacolare fotografia che vale più di mille discorsi

http://www.israele.net/articolo,3239.htm

Hamas: “Sia chiaro: vogliamo tutta la terra senza lasciarne un centimetro a Israele”. “Cresciamo i nostri figli per questo obiettivo”, dice il gruppo con cui Abu Mazen vuole dichiarare l’indipendenza

http://www.israele.net/articolo,3200.htm

Hamas: “Lotta armata fino alla cacciata di tutti gli israeliani”. E Abu Mazen, alla tv dell’Autorità Palestinese: “Ci rifiutiamo di riconoscere uno stato ebraico”

http://www.israele.net/articolo,3150.htm

Hamas secondo Hamas. Violenza e odio antisemita nella propaganda del gruppo che combatte contro Israele a Gaza

http://www.israele.net/articolo,2378.htm

La Carta di Hamas. Un manifesto per la guerra santa contro gli ebrei, Israele e la civiltà moderna

http://www.israele.net/articolo,2360.htm

Si veda anche:
“[…] Si tocca, qui, il famoso “diritto al ritorno”, nel cui culto sono state allevate intere generazioni di irredentisti arabi e palestinesi. Strano “diritto”, però, quello al “ritorno” dei profughi palestinesi e di tutti i loro discendenti (molti dei quali non hanno mai messo piede in terra di Palestina in tutta la loro vita) a stabilirsi non nel loro futuro stato indipendente (come sancisce, ad esempio, per gli ebrei la Legge del Ritorno israeliana), bensì all’interno dello stato ebraico. Strano “diritto al ritorno”, mai riconosciuto né in linea di principio né di fatto ai milioni di musulmani e indù profughi da India e Pakistan, ai vietnamiti profughi dal Vietnam del Sud, agli italiani profughi da Istria e Dalmazia. E nemmeno, naturalmente, ai milioni di ebrei, e loro discendenti, trasferiti in Israele dai paesi d’Europa, del Medio Oriente e del resto del mondo. […]”

http://www.israele.net/sezione,,197.htm