Migliaia di arabi di Gerusalemme chiedono la cittadinanza israeliana

I discorsi sulla divisione della città inducono molti palestinesi a optare per Israele

image_1892In questi mesi che precedono l’ormai imminente conferenza di pace di Annapolis, i continui discorsi circa una futura divisione della città di Gerusalemme hanno innescato un sorprendente incremento delle richieste di cittadinanza israeliana da parte di arabi palestinesi residenti nella parte est della città, i quali desiderano sottrarsi ad una vita sotto giurisdizione dell’Autorità Palestinese.
Oggi risiedono a Gerusalemme circa 250.000 arabi palestinesi. Dal 1967, solo 12.000 – una media di 300 all’anno – hanno cercato di ottenere i documenti di cittadinanza israeliana, un diritto riconosciuto loro dalla legge israeliana che ha decretato la riunificazione della città sotto giurisdizione israeliana.
Ma negli ultimi quattro mesi il ministero degli interni ha registrato la cifra record di 3.000 domande, inoltrate per lo più da arabi che risiedono nei quartieri di Gerusalemme destinati con molta probabilità a non rimanere sotto sovranità israeliana in base ai vari progetti politici di spartizione della città attualmente in discussione.
Oggi i 240.000 arabi palestinesi non naturalizzati israeliani che vivono a Gerusalemme hanno lo status di residenti permanenti. In quanto palestinesi residenti a Gerusalemme est, hanno anche il diritto di partecipare alle elezioni per l’Autorità Palestinese.
Giacché accettare i documenti di cittadinanza offerti da Israele era considerato da molti arabi equivalente a una forma di tradimento, finora la maggior parte dei palestinesi di Gerusalemme aveva optato per lo status di residente permanente, che permette loro di godere dei benefici legati alla vita sotto sovranità israeliana – pieni diritti assistenziali, diritto di voto alle elezioni amministrative, nessun limite agli spostamenti – senza mettere in questione la propria lealtà all’Autorità Palestinese. Attualmente una famiglia media palestinese di Gerusalemme est riceve da Israele emolumenti per 770 dollari al mese.
“Hanno valutato i pro e i contro della vita sotto Autorità Palestinese e quelli della vita sotto Israele, e hanno fatto la loro scelta”, dicono gli abitanti di Gerusalemme est dei loro concittadini che chiedono la cittadinanza israeliana.
Samar Qassam, 33 anni, dice che il motivo per inoltrare domanda di cittadinanza israeliana è stato cercare un futuro migliore per la sua famiglia. Con la moglie e il figlio, Samar Qassam una volta viveva nella Città Vecchia, ma di recente si è trasferito a Beit Safafa, un sobborgo arabo a sud di Gerusalemme. “Sono nato a Gerusalemme – spiega – qui è dove sono cresciuto e qui è dove mi guadagno da vivere. Tutta la mia vita è qui. Mia moglie viene dalla Cisgiordania e allora ho fatto domanda di cittadinanza anche per lei. Voglio continuare a vivere qui con mia moglie e il bambino senza dovermi preoccupare per il nostro futuro. Ecco perché voglio la cittadinanza israeliana. Non so cosa ci riserva il futuro – continua Samar Qassam – Si parla di un arrivo dell’Autorità Palestinese a Gerusalemme. Personalmente non credo che accadrà. Ma solo il Signore sa cosa succederà. Lavoro come meccanico per una ditta israeliana, ho amici sia arabi che ebrei. Parlo ebraico e spesso la sera vado a Tel Aviv e ad Akko. Voglio solo un futuro migliore”.

(Da: YnetNews, 7.11.07)

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