Misure economiche per scongiurare la crisi

Tasse e tagli su sollecitazione del Governatore della Banca d’Israele.

Alcuni commenti dalla stampa israeliana

image_3496Diversi giornali israeliani commentano le questioni economiche relative alla decisione presa del primo ministro Benjamin Netanyahu e dal ministro delle finanze Yuval Steinitz di emanare una serie di misure, tra cui un aumento dell’Iva e delle tasse su benzina, alcolici e sigarette, l’imposizione di una sovrattassa sui redditi nonché tagli al budget dei ministeri ad ogni livello.

YEHUDA SHARONI, su Ma’ariv, suggerisce due fattori che hanno spinto il primo ministro ad annunciare adesso tali misure. Il primo, dice l’editorialista, è quel che ha scritto lunedì scorso il Governatore della Banca d’Israele, Stanley Fischer, annunciando il tasso d’interesse per agosto: «“La decisione di aumentare l’obiettivo del deficit di bilancio al 3% del Pil e l’incertezza sulla possibilità di raggiungere l’obiettivo suscitano il timore che si eroda la credibilità della politica fiscale, che era una componente fondamentale del successo dell’economia nell’affrontare le crisi precedenti”. In parole povere, il Governatore ha mostrato il cartellino giallo al primo ministro per quanto riguarda l’economia. Gli economisti delle agenzie internazionali di rating del credito stanno leggendo quello che ha detto il Governatore della Banca d’Israele e, dal loro punto di vista, si tratta di un messaggio inequivocabile: l’economia israeliana è a rischio di deterioramento». L’altro motivo che ha spinto il governo, secondo l’editorialista, è la necessità di impedire agli investitori di “correre al dollaro” e scrive: «Ieri, sulla scia del programma di tagli, la salita del dollaro si è calmata un po’». L’editorialista esorta il primo ministro a «far mostra di leadership e di pubblico coraggio e ad affrontare immediatamente la legge di bilancio 2013».
(Da: Ma’ariv, 26.7.12)

Scrive DAN MARGALIT su Yisrael Hayom che «il governo deve fare attenzione a due fattori che giocano un ruolo importante nella risposta del pubblico alle recenti misure. Certo, si deve stare attenti quando si aumentano le tasse ai ricchi per via della preoccupazione per l’eventuale fuga di capitali dal paese; ma è anche vero che deve cessare il culto della ricchezza che ha caratterizzato la società in questi ultimi tempi causando danni in vari campi. Allo stesso tempo, è necessario che i settori sociali arabo ed ebraico ultra-ortodosso vengano inseriti appieno nel ciclo di coloro che pagano le tasse».
(Da: Yisrael Hayom, 26.7.12)

Nella foto in alto: il Governatore della Banca d’Israele, Stanley Fischer

Si veda anche:

Crisi economica e integrazione sociale. Fra segnali preoccupanti ed episodi esemplari

http://www.israele.net/articolo,3494.htm

Economia d’Israele: una sintesi del 2011. Regge bene alla crisi globale, grazie anche a provvedimenti sul piano sociale

http://www.israele.net/articolo,3323.htm