Netanyahu: «Hamas ha mostrato di nuovo il suo vero volto»

«E Abu Mazen non si è dissociato, come non ha mai condannato i lanci di razzi»

image_3610“Nelle ultime ventiquattro ore abbiamo visto ancora una volta il vero volto di Hamas”. Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu commentando il discorso che il capo del politburo di Hamas, Khaled Mashaal, ha tenuto sabato a Gaza.
Parlando durante le celebrazioni per il 25esimo anniversario di Hamas, Mashaal ha ribadito con forza che il movimento islamista palestinese non riconoscerà mai lo stato di Israele e continuerà a “combattere per liberare tutta la Palestina dall’occupante sionista”. “La Palestina dal fiume [Giordano] al mare [Mediterraneo], da nord a sud, è terra nostra – ha proclamato il capo di Hamas – e noi non ne cederemo mai un solo centimetro, né alcuna sua parte. Jihad [guerra santa] e lotta armata sono il modo giusto e concreto per liberare la Palestina e ripristinare i nostri diritti. Israele non ha alcuna legittimità e non l’avrà mai”.
“Hamas – ha detto Netanyahu aprendo domenica mattina la riunione settimana del governo israeliano – non ha intenzione di arrivare ad alcun compromesso con noi. Vogliono distruggere Israele. Falliranno, naturalmente: negli annali della storia il nostro popolo, il popolo ebraico, è sopravvissuto a ben altri nemici. Ma è interessante notare come il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) non abbia minimamente condannato le affermazioni che invocano la distruzione di Israele: esattamente come prima non aveva condannato i lanci di razzi contro la nostra popolazione. Purtroppo Abu Mazen si adopera per la riunificazione con Hamas che, come sappiamo, è sostenuta dall’Iran. Il governo israeliano – ha continuato Netanyahu – non si fa illusioni. Noi vogliamo una pace vera con i nostri vicini, ma non chiudiamo gli occhi davanti alla realtà. Non siamo disposti a fare di nuovo l’errore di un ritiro unilaterale come quello che ha portato Hamas al potere nella striscia di Gaza. Resto sempre stupito dalle illusioni di coloro che si dicono disposti a continuare con questo processo e lo chiamano ‘pace’. Dare a questa stessa gente di Hamas altro territorio, questa volta in Giudea e Samaria [Cisgiordania], porterebbe a un solo risultato: ad avere Gaza alle porte di Tel Aviv, di Hadera, di Kfar Saba. Questo è il motivo per cui dobbiamo e possiamo resistere a questa prospettiva, e alle pressioni internazionali senza le quali non saremmo arrivati a questo punto. Questo oggi è quanto si chiede alla leadership d’Israele: di non coltivare illusioni e difendere gli interessi vitali dello stato d’Israele, respingendo le pressioni volte a portare Gaza dentro ogni casa israeliana. Questo è ciò che stiamo facendo e che continueremo a fare”.
“La visita di Mashaal a Gaza – ha poi detto il ministro delle finanze Yuval Steinitz – ci ricorda con chi abbiamo esattamente a che fare. Alcuni cercano di illudere l’opinione pubblica facendo credere che, se solo accettassimo qualche compromesso in più, la pace sarebbe dietro l’angolo. Ma Israele ha una leadership responsabile, che sa cosa e chi abbiamo di fronte. Mashaal dichiara che vuole distruggere Israele e Abu Mazen non riesce nemmeno a pronunciare le parole ‘stato ebraico’. Mashaal parli pure di vittoria – ha concluso Steinitz – questo non cambia il fatto che l’operazione ‘Colonna di nube difensiva’ ha inferto un duro colpo alle strutture militari di Hamas e ha ripristinato la forza deterrente d’Israele. Dopo l’operazione, non sono stati lanciati razzi contro la nostra popolazione e questo significa che abbiamo raggiunto il nostro scopo operativo”.
Anche il presidente d’Israele Shimon Peres ha commentato il discorso di Mashaal a Gaza. Ma, a differenza di Netanyahu che ha stigmatizzato il silenzio di Abu Mazen di fronte alle parole aggressive del capo di Hamas, Peres ha preferito sottolineare che l’Autorità Palestinese rimane l’interlocutore d’Israele per la pace. “Khaled Mashaal ha svelato ancora una volta Hamas per quello che è – ha detto Peres – un gruppo terrorista che invoca spargimenti di sangue, lasciando che il popolo palestinese sprofondi nella povertà, nella fame e nella miseria. Dall’altra parte c’è Abu Mazen, che è un partner relativamente moderato, si oppone al terrorismo e ha scelto il negoziato. Questo non è solo un periodo elettorale – ha concluso Peres – questo è anche un momento di scelte: dobbiamo scegliere fra Gaza e Cisgiordania, fra Mashaal e Abu Mazen. E’ una scelta e deve essere fatta”.
“Quello che abbiamo udito oggi dai capi di Hamas a Gaza – ha dichiarato sabato sera Mark Regev, portavoce del primo ministro – dovrebbe suonare come un campanello d’allarme per chiunque si faccia illusioni circa il carattere estremista e omicida di Hamas. Hanno inequivocabilmente ribadito la loro posizione terrorista e massimalista che ha come obiettivo la totale distruzione dello stato ebraico e rifiuta radicalmente il compromesso. Vorrei chiedere alla dirigenza di Ramallah, che parla di unione politica con questi estremisti, cosa ha a che fare tutto questo con il proclamato impegno per la pace e la riconciliazione?”.
(Da: YnetNews, MFA, Jerusalem Post 9.12.12)

Scrive Ronnie Shaked, su Yediot Aharonot: «Se qualcuno pensava che dopo l’operazione “Colonna di nube difensiva” Hamas avrebbe cambiato strada anche solo un pochino, basta che dia un’occhiata alla piazza di Gaza per capire che Hamas, alla vigilia del 2013, è più estremista e arrogante che mai». L’editorialista ricorda che Khaled Mashaal «non ha detto una sola parola sul cessate il fuoco, sulla ricostruzione, su un futuro diverso per Gaza. Ha solo parlato di continuazione del terrorismo e della necessità di aiuti finanziari per poter costruire una forza militare più potente in vista di un altro round di combattimenti». E conclude: «Un’altra tornata di scontri è solo questione di tempo».
(Da: Yediot Aharonot, 9.12.12)

Scrive Boaz Bismoutsu, su Yisrael HaYom: «E’ impossibile ignorare le voci tra di noi che esortano a negoziare con Hamas, anche se non sono molte. Ma è anche impossibile ignorare le voci che giungono da Gaza come quelle che si sono sentite invocare lo scorso fine-settimana la cancellazione di Israele dalla carta geografica. Dopo l’horror show di Hamas e l’ostentazione di odio che si è svolta a Gaza, possiamo solo domandarci: di cosa dovremmo mai parlare con Hamas?». L’editorialista ricorda che Mashaal, nel suo discorso, ha invocato il privilegio di morire da “martire”, e aggiunge: «Beh, se questo è quello che vuole…».
(Da: Yisrael HaYom, 9.12.12)

Nella foto in alto: il palco delle celebrazioni a Gaza per il 25esimo anniversario di Hamas, con l’orgogliosa rappresentazione dei missili M-75 lanciati contro la popolazione di Tel Aviv e Gerusalemme

Si veda anche:

Il discorso che Abu Mazen NON ha fatto all’Onu

http://www.israele.net/sezione,,3606.htm