Netanyahu spiega su Facebook le scuse alla Turchia

Crisi siriana e instabilità regionale impongono una continua revisione della relazioni estere d’Israele.

image_3695Con un messaggio su Facebook, sabato sera il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha spiegato le ragioni della sua decisione di presentare alla Turchia le scuse di Israele per il raid delle Forze di Difesa israeliane contro la “flottiglia” turca filo-Hamas” diretta a Gaza nel maggio 2010. “Una prima considerazione – scrive Netanyahu – è stata il fatto che la crisi siriana va costantemente peggiorando. La Siria sta crollando a pezzi e i suoi massicci arsenali di armi moderne iniziano a cadere nelle mani di vari elementi. Quello che temiamo è che gruppi terroristi riescano a mettere le mani su armi chimiche”.
Netanyahu spiega d’aver trascorso il sabato a riposare dopo una settimana di impegni molto intensi, iniziata con il giuramento per l’insediamento del suo nuovo governo e terminata con la visita del presidente americano Barack Obama.
“Prima dell’inizio del sabato – scrive poi il primo ministro israeliano – ho parlato col premier turco [Recep Tayyip Erdogan]. Tre anni dopo l’interruzione dei rapporti fra Israele e Turchia, ho deciso che era ora di ripristinarli. La realtà in rapido mutamento attorno a noi richiede da parte nostra un costate riesame delle nostre relazioni con i paesi della regione”.
“Negli ultimi tre anni lo stato di Israele aveva dato vita a diversi tentativi di risolvere la crisi con la Turchia” prosegue Netanyahu, spiegando che la situazione in Siria impone una rivalutazione delle relazioni con la Turchia e sottolineando che la presenza di terroristi della “jihad globale” al confine israelo-siriano sulle alture del Golan “crea seri problemi alle nostre strutture difensive”.
Netanyahu afferma che Israele sta monitorando costantemente la situazione al di là del confine tenendosi sempre pronto a reagire a qualunque sviluppo. “E’ cruciale che Turchia e Israele, entrambi confinanti con la Siria, siano in grado di comunicare fra loro, un fattore questo che è importante anche per altre sfide regionali. Inoltre – continua – la visita del presidente Barack Obama e del segretario di stato John Kerry ha offerto la possibilità di porre fine alla crisi [fra Israele e Turchia]. Ecco perché, verso la fine della visita del presidente americano, ho deciso di chiamare il primo ministro turco per risolvere la crisi e ripristinare le relazioni fra i nostri due paesi”.
Il ministro della difesa Moshe Ya’alon ha dichiarato di essere favorevole alla decisione di Netanyahu. “Il primo ministro ha preso una decisione responsabile – afferma Ya’alon in un comunicato – La ricomposizione che sta conducendo con la Turchia non è in contraddizione con il fatto che abbiamo mantenuto la nostra posizione per tre anni. Gli sviluppi regionali e il coinvolgimento degli Stati Uniti hanno contribuito a porre fine alla crisi, cosa che è nell’interesse sia di Israele che della Turchia”.

(Da: YnetNews, 24.3.13)

Nelle foto in alto: il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, il presidente Usa Barack Obama

Si veda:

Siria, Iran e la Bomba nordcoreana. Le ricadute in Medio Oriente dell’ultimo test nucleare di Pyongyang

http://www.israele.net/articolo,3662.htm