«Noi palestinesi siamo egiziani e vogliamo distruggere Israele»

Lo dicono ministri di Hamas, ministri dell’Autorità Palestinese e capi jihadisti egiziani.

image_3406Quelli che seguono sono brani tratti da un discorso di FATHI HAMMAD, “ministro” di Hamas per gli interni e la sicurezza nazionale nella striscia di Gaza, trasmesso da Al-Hekma TV (Egitto) il 23 marzo 2012:
Fathi Hammad: «L’Egitto non è capace di fornire carburante a un milione e mezzo, due milioni di persone nella striscia di Gaza? […] Se non puntate la bussola verso la Palestina, verso [la moschea di Gerusalemme] Al-Aqsa e verso Gerusalemme allo scopo di sradicare il nemico sionista, gli Stati Uniti vi calpesteranno sotto i loro piedi. Vi assedieranno con le loro cospirazioni e vi faranno fuori. Perciò dovete issare il vessillo del jihad [guerra santa], il vessillo del “non c’è altro dio al di fuori di Allah”. […] Fratelli, a Gaza siamo un milione e 800mila. In Egitto vi sono circa 90 milioni di abitanti. Noi siamo pari solo al 2% della popolazione egiziana. [Fornirci carburante] non vi peserà per nulla. […] Ad Al-Aqsa e sulla terra di Palestina tutte le cospirazioni, nel corso della storia, si sono infrante, le cospirazioni dei crociati e le cospirazioni dei tartari. Ad Al-Aqsa e sulla terra di Palestina si è combattuta la battaglia di Hittin [sconfitta dei crociati ad opera del Saladino]. [L’Occidente] non vuole che questa nobile storia si ripeta, giacché gli ebrei e i loro alleati verrebbero annientanti: i sionisti, gli americani e gli imperialisti. Dunque la cospirazione è molto chiara. Al-Aqsa e la terra di Palestina rappresentano la punta di lancia per l’islam e per i musulmani. Pertanto, quando cerchiamo l’aiuto dei nostri fratelli arabi non cerchiamo il loro aiuto per mangiare, vivere, bere, vestirci o vivere una vita di lussi. No. Quando cerchiamo il loro aiuto, lo facciamo allo scopo di continuare a combattere il jihad. […] Allah sia lodato, noi tutti abbiamo radici arabe ed ogni palestinese, a Gaza e in tutta la Palestina, può dimostrare le sue radici arabe, che sia dall’Arabia Saudita, dallo Yemen o da ovunque. Abbiamo legami di sangue. Dunque, dove sono il vostro affetto e la vostra compassione? […] Personalmente, metà della mia famiglia è egiziana. Siamo tutti così. Più di trenta clan famigliari nella striscia di Gaza si chiamano Al-Masri [egiziano]. Fratelli, metà dei palestinesi sono egiziani e l’altra metà sono sauditi. Chi sono i palestinesi? Abbiamo molte famiglie chiamate Al-Masri le cui radici sono egiziane. Egiziane! Possono essere da Alessandria, dal Cairo, da Damietta nel nord, da Asswan nell’Alto Egitto. Siamo egiziani. Siamo arabi. Siamo musulmani. Siamo parte di voi. Allah Akbar [Dio è grande]. Tutta la gloria ad Allah. Allah Akbar. Come potete restare zitti, oh musulmani, mentre il popolo di Gaza muore? State a guardare da bordo campo senza fornirgli la cosa più semplice, che date all’Occidente a prezzo misero. […]»
(Da: Memri, 9.4.12)
Per il filmato (con sottotitoli in inglese), si veda:

http://www.memri.org/report/en/0/0/0/0/0/0/6260.htm

oppure http://www.youtube.com/watch?v=sAfENxzv2mc

MAJIDA AL-MASRI, ministro dell’Autorità Palestinese, ha affermato che i palestinesi devono unirsi per cancellare Israele. Lo ha fatto a un evento che ha visto la partecipazione di altri ministri dell’Autorità Palestinese quando ha invocato la “liberazione di tutta la Palestina”, espressione inequivocabilmente usata in ambito palestinese per indicare tutta la terra, compreso Israele. Quello che segue è il servizio sull’evento pubblicato dal quotidiano ufficiale dell’Autorità Palestinese Al-Hayat Al-Jadida, il 9 marzo 2012:
«Le donne di Palestina hanno celebrato l’8 marzo con un raduno centrale a cui ha preso parte un gruppo di prigioniere liberate [da Israele] provenienti da vari distretti di Cisgiordania. Hanno partecipato all’evento il ministro per gli affari delle donne, Rabiha Dhiab, il ministro per gli affari dei prigionieri, Issa Karake, il ministro per gli affari sociali Majida Al-Masri […] e rappresentanti dai territori occupati nel 1948 [Israele pre-‘67]. […] Al-Masri ha condannato aspramente il servizio carcerario israeliano per le violazioni contro la prigioniera Shalabi […] “Chiediamo a tutti di portare avanti la riconciliazione [fra Fatah e Hamas] e di porre fine allo stato di divisione, cosicché potremo opporci all’occupazione, fermare le azioni contro i nostri prigionieri e dedicarci alla lotta per la liberazione della Palestina, tutta la Palestina”.»
(Da: PMW Bulletin, 10.4.12)

Quelli che seguono sono brani tratti da un’intervista di ALI ABD AL-FATTAH, un esponente dei Fratelli Musulmani in Egitto, trasmessa da Palestine Today TV (Libano) il 19 febbraio 2012:
Ali Abd Al-Fattah: «È giunto il momento per l’intero popolo egiziano e arabo di unirsi contro l’impresa sionista-americana. Possiamo fare a meno di tutti gli aiuti e dettami stranieri, e possiamo liberare la Palestina dal fiume [Giordano] al mare [Mediterraneo] per mezzo della nostra determinazione e delle nostre capacità. […] Gli Accordi di Camp David [pace fra Egitto e Israele] vennero firmati col favore della notte dal defunto presidente Muhammad Anwar Al-Sadat. Avvenne a scapito dell’unità araba. L’Egitto venne isolato dal campo arabo. È giunto il momento di ripristinare l’unità araba e di ristabilire gli interessi arabi, e per Israele e gli Stati Uniti di smettere di intromettersi nel mondo arabo giacché gli Accordi di Camp David non ci hanno portato che disastri. Verrà il tempo in cui tutti i popoli arabi si batteranno per realizzare le loro aspirazioni e la Gerusalemme araba, sia Gerusalemme est che Gerusalemme ovest, diventerà la capitale dello stato di Palestina, i maledetti ebrei torneranno da dove sono venuti e tutti i diritti dei palestinesi saranno ripristinati, come il diritto al ritorno dei profughi, e la terra araba sarà completamente ripulita dalla sporcizia sionista.»
(Da: Memri, 2.3.12)
Per il filmato (con sottotitoli in inglese), si veda:

http://www.memri.org/report/en/0/0/0/0/0/0/6138.htm

Si veda anche:

La nazionalità palestinese e le dure repliche della storia. Riflessioni intorno a un illuminante lapsus di Abu Mazen

http://www.israele.net/sezione,,1763.htm

«Ad Acco e Haifa voglio entrare senza frontiere». Martellanti, sulla tv dell’Autorità Palestinese, le canzoni che cancellano Israele dalla carta geografica

http://www.israele.net/articolo,3398.htm

Abu Mazen premia la giornalista che vorrebbe cacciare gli ebrei d’Israele in Germania e Polonia. “Per tutto ciò che ella ha fatto a sostegno della Palestina in Occidente”, recita la motivazione

http://www.israele.net/articolo,3402.htm

Ipocrisia dell’Autorità Palestinese: condanna il terrorista di Tolosa, ma continua a celebrare l’assassina di 37 civili israeliani

http://www.israele.net/articolo,3394.htm