Olmert: Israele pronto a lasciare gran parte dei territori

Purché i palestinesi abbandonino violenze, estremismi e intransigenza

image_1469Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha delineato lunedì un’ampia prospettiva per la pace, ribadendo che Israele è disposto a ritirarsi da gran parte dei territori in cambio di una vera pace.
“Porgo la mano in pace ai nostri vicini palestinesi nella speranza che non venga lasciata sola – ha detto Olmert durante una cerimonia in commemorazione della scomparsa del primo premier israeliano David Ben Gurion – Noi, lo stato di Israele, accetteremo di ritirarci da gran parte del territorio e dagli insediamenti in esso creati, cosa per noi molto difficile: Ma, in cambio di un’autentica pace, lo faremo. Voi dal canto vostro – ha continuato il primo ministro israeliano rivolgendosi ai palestinesi – dovete abbandonare violenza e terrorismo, abbandonare la volontà di colpire cittadini israeliani nel sud, nel nord e nel centro del paese, riconoscere il nostro diritto a vivere in pace al vostro fianco e abbandonare la pretesa del ‘ritorno’ dei profughi”.
Olmert ha continuato dicendo ai palestinesi che “terrorismo, violenze, atti di assassinio e incessanti attacchi contro i cittadini israeliani sono destinati a condurci tutti verso una nuova, dolorosa, tragica ondata di violenze”. Olmert ha chiesto ai palestinesi di respingere “l’estremismo intransigente delle vostre organizzazioni terroristiche” e di imboccare una nuova strada.
Parlando del cessate il fuoco annunciato sabato sera da varie fazioni palestinesi della striscia di Gaza, Olmert ha detto che si è aperta una nuova fase. “Ci stiamo finalmente incamminando su una strada che spero possa condurci all’obiettivo che tutti desideriamo raggiungere: pace, tranquillità e fiducia reciproca.
Olmert ha detto che, se un nuovo governo dell’Autorità Palestinese accetterà le richieste di legittimità del Quartetto Usa, Ue, Russia Onu (riconoscimento di Israele, ripudio della violenza, rispetto degli accordi firmati), se si dedicherà all’applicazione della Road Map e libererà Gilad Shalit, il soldato israeliano trattenuto in ostaggio a Gaza, allora lui proporrà un incontro con il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) per avviare “un dialogo tra di noi che sia genuino, serio e aperto”.
In questo quadro, e in linea con la Road Map – ha aggiunto il primo ministro – i palestinesi potranno creare uno stato indipendente vitale, dotato di continuità territoriale in Cisgiordania e di piena sovranità su confini riconosciuti. In questo contesto potranno essere fissati dei confini di Israele “ben diversi dal territorio che è oggi sotto il controllo israeliano”.
Olmert ha detto di capire bene l’importanza che riveste per i palestinesi la scarcerazione di detenuti e ha aggiunto che, dopo la liberazione di Shalit, “Israele sarebbe pronto a scarcerare molti palestinesi, compresi alcuni che stanno scontando gravi condanne, allo scopo di incrementare la fiducia reciproca e dimostrare che porgiamo la mano come autentico segno di pace”.
Olmert ha anche detto d’essere convinto che molti palestinesi sono stanchi del pesante prezzo che l’estremismo sta facendo pagare alla loro società. “La fine del terrorismo e delle violenze – ha spiegato – ci permetterebbe di proporvi una lunga lista di cose che si potrebbero fare insieme”, sottolineando che, se i palestinesi risponderanno positivamente, Israele è pronto a ridurre in modo significativo il numero dei posti di blocco, ad aumentare la libertà di movimento, ad aprire e migliorare i valichi di frontiera per beni e merci, a sbloccare le rimesse fiscali palestinesi attualmente congelate a causa dell’ascesa al potere di Hamas con le elezioni del gennaio scorso.
Olmert ha poi aggiunto che Arabia Saudita, paesi del Golfo, Egitto e Giordania possono svolgere un ruolo di sostegno molto importante negli auspicati negoziati diretti fra israeliani e palestinesi, e per la prima volta ha espresso un parere positivo su alcuni aspetti del cosiddetto piano saudita del 2002, aggiungendo d’essere pronto a investire sforzi nel miglioramento delle relazioni con l’Arabia Saudita e i paesi del Golfo Persico. A sua volta il governo di Israele apprezza gli sforzi da parte loro, volti a porre fine alle violenze nella regione.
Olmert h concluso dicendo che alcune circostanze oggi nella regione offrono una preziosa opportunità a israeliani e palestinesi per “compiere passi coraggiosi che implicano dolorosi compromessi”. Ma questo comporta la necessità di abbandonare parte dei propri sogni con l’obiettivo di “aprire un nuovo capitolo, nella speranza di una vita migliore per tutti noi”.

(Da: Jerusalem Post, 27.11.06)

Vedi anche:

Hamas e il piano saudita

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