“Scusate se abbiamo vinto, ma l’unica alternativa era l’annientamento”

Nel 1967 la distruzione di Israele non era solo una minaccia a parole: erano piani precisi e ordini esecutivi

Di Ben-Dror Yemini

Più di ogni altra cosa, la guerra dei sei giorni si è trasformata in una guerra riscritta. L'Egitto di Gamal Abdel Nasser, affermano i revisionisti, non aveva la capacità di combattere Israele e, comunque, non aveva intenzione di farlo.

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Tornano alla luce i resti dell’ultima battaglia dei ribelli ebrei per Gerusalemme

Punte di freccia e proiettili in pietra di duemila anni fa rievocano la storia dell’estrema resistenza ebraica prima della distruzione del Secondo Tempio

A cinquant’anni dalla guerra dei sei giorni (che pose fine all’occupazione giordana della parte orientale della città), la Israel Antiquities Authority ha mostrato la scorsa settimana dei reperti archeologici che risalgono alla battaglia per Gerusalemme che si svolse duemila anni fa, alla vigilia della distruzione del Secondo Tempio ebraico.

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Da cosa nasce il nuovo pragmatismo di certi governanti arabi?

Il sostegno alla causa palestinese tende a passare in secondo piano quando è in gioco il loro potere. Ma ciò non significa che diventeranno alleati di Israele

Di Moshe Arens

Chi sono questi pragmatici governanti arabi che negli ultimi mesi hanno suscitato tante aspettative per la formazione di un fronte unito contro il terrorismo e per un aiuto alla risoluzione del conflitto israelo-palestinese?

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Grazie al regime siriano (e ai palestinesi), l’OMS si auto-condanna all’irrilevanza

L'Organizzazione Mondiale della Sanità approva la solita risoluzione anti-israeliana, ignora i bombardamenti sugli ospedali in Siria e Yemen e affossa un rapporto favorevole a Israele

Sotto pressione del regime del presidente siriano Bashar Assad e dei rappresentanti palestinesi, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l’agenzia dell'Onu per la salute, ha affossato un rapporto che lodava Israele.

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Gerusalemme: occhio alle fake news

Visita di Trump, 50esimo della riunificazione di Gerusalemme e fiducia cieca nelle fonti palestinesi: ecco la miscela per una "tempesta perfetta" di cattivo giornalismo

di Tamar Sternthal

Accompagnato da varie controversie e un alto tasso di imprevedibilità, il presidente Donald Trump arriva lunedì a Gerusalemme, la contestata capitale d'Israele: una combinazione di fattori già di per sé altamente infiammabile dal punto di vista dell’informazione.

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