La (saccente) sindrome “se soltanto Israele…”

In realtà gli israeliani non hanno alcun bisogno di essere spronati, persuasi o forzati a perseguire la pace: hanno bisogno d’essere convinti che sia possibile una pace vera e duratura

Di David Harris

La sindrome “se soltanto Israele...” consiste nell’errata convinzione, diffusa e propagandata da molti nel mondo diplomatico, accademico e dei mass-media (sempre rigorosamente “per il bene” di Israele) che, “se soltanto Israele facesse questo o quello”, la pace con i palestinesi e con tutto il mondo arabo e islamico sarebbe cosa fatta.

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Scarcerata Ahed Tamimi, il prodotto perfetto dell’indottrinamento all’odio e della glorificazione del terrorismo

La giovane, simbolo di un’intera generazione di palestinesi cresciuti nell’odio per ebrei e Israele, non poteva che diventare l’icona delle campagne anti-israeliane

E’ stata accolta come un’eroina, dai palestinesi e dalla stampa internazionale, Ahed Tamimi, la giovane palestinese scarcerata domenica da Israele dopo aver scontato otto mesi di detenzione per istigazione esplicita al terrorismo e aggressioni, reiterate per anni, a calci pugni insulti e sputi contro soldati israeliani, sempre calcolatamente inscenate davanti alle telecamere

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Dopo 70 anni, è ufficiale: Israele è lo stato nazionale del popolo ebraico

La nuova legge suscita discussioni anche fra gli ebrei e in Israele, ma garantisce il futuro del paese in un Medio Oriente che non rispetta le minoranze e non riconosce il diritto ebraico all’autodeterminazione

Dopo un acceso dibattito durato fino a tarda notte, giovedì scorso la Knesset in sessione plenaria ha approvato con 62 voti contro 55 (e due astenuti) una controversa "legge sulla nazionalità" che non cessa di far discutere.

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Il punto 7 dell’odg del Consiglio Onu per i diritti umani è “contro l’esistenza di Israele”

Lo ha detto l'ambasciatrice Usa Haley, denunciando paesi e ong che in privato si dicono “disgustati” da come funziona l’organismo, ma in pubblico si oppongono alle riforme

Il controverso punto 7 dell’ordine del giorno di ogni sessione del Consiglio Onu per i diritti umani è pensato per minare l'esistenza di Israele. Lo ha denunciato l'ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, Niki Haley

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