Prosegue all’Unesco la “falsa, patetica e stupida” falsificazione della storia

Il voto su Hebron conferma un’antica attitudine: defraudare il popolo d’Israele del suo retaggio fino a negare (a parole e coi fatti) la sua stessa esistenza

Per la seconda volta in meno di una settimana l'Organizzazione Onu per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) ha adottato una risoluzione che disconosce i millenari legami fra il popolo ebraico e uno dei siti più venerati dall’ebraismo.

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Breaking the Silence meriterebbe un premio per ipocrisia

La ong invoca indagini sui “crimini” delle Forze di Difesa israeliane, ma non è in grado di circostanziare le accuse. Messa alle strette, si atteggia a vittima di attacchi politici

Omri Seiner, il comandante dell’unità delle Forze di Difesa israeliane dove ha prestato servizio Dean Issacharoff, il portavoce dell'associazione Breaking the Silence diventato celebre per aver affermato in pubblico d’aver aggredito e picchiato un palestinese mentre era sotto le armi a Hebron, accusa il suo ex-commilitone si aver inventato un incidente che "non è mai successo".

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Esperti Unesco: “La candidatura palestinese di Hebron trascura il retaggio ebraico e cristiano”

E’ la terza volta che i consulenti respingono le pretese palestinesi, ma finora i paesi del Comitato per il Patrimonio Mondiale dell’Umanità non li hanno ascoltati

Gli esperti dell'Unesco hanno detto all’Autorità Palestinese che la richiesta di inserire la "Città Vecchia" di Hebron nell'elenco del "Patrimonio Mondiale dell’Umanità in pericolo" è eccessivamente concentrata sulla storia musulmana della città, escludendo il patrimonio ebraico-cristiano.

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