Magari la (mezza) crisi finanziaria dell’Unrwa la spingesse ad abrogare il suo vergognoso apartheid

Milioni di palestinesi – cittadini giordani in Giordania o dello "stato palestinese" riconosciuto dall’Onu – vengono trattati come “profughi” (cosa che non sono sotto nessun profilo) e condannati all’alienazione

Di Evelyn Gordon

L'Unrwa, l'agenzia Onu incaricata di prendersi cura dei profughi palestinesi e dei loro discendenti in perpetuo, sta affrontando una crisi finanziaria.

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Quella irresistibile tentazione di cancellare l’identità e la storia ebraica

Chi cerca di farlo, dimostra di non essere realmente interessato al dialogo e alla pace

Editoriale del Jerusalem Post

Mentre la sovranità statale continua a sfuggirgli – principalmente a causa dei loro stessi rifiuti e della loro intransigenza – i palestinesi insistono con il tentativo di dirottare la storia e prendere in ostaggio i tesori nazionali del popolo ebraico e israeliano

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Sharansky: Coloro che sostengono Israele ma odiano gli ebrei non possono essere nostri amici

“Tra interessi e valori dobbiamo optare per i valori, perché i nostri veri interessi stanno dove stanno i nostri valori"

Così come coloro che affermano di amare gli ebrei, ma odiano Israele, non possono essere considerati amici del popolo ebraico, allo stesso modo coloro che dicono di amare Israele ma sono ostili alla comunità ebraica dei loro paesi non sono veri amici, ma nemici.

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E’ ufficiale: fu Israele a distruggere l’impianto nucleare siriano nel 2007

Come in Iraq nel 1981, l’operazione del 2007 in Siria dimostra che Israele non può tollerare il dispiegamento di armamenti capaci di minacciare la sua esistenza

Oltre dieci anni dopo la distruzione di una struttura nucleare nella Siria nord-orientale, le Forze di Difesa israeliane hanno ufficialmente dichiarato che il raid aereo fu realizzato da Israele, come venne riportato all'epoca dalla stampa estera.

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Per capire il sionismo leggete Herzl, non Abu Mazen

Il sionismo, vero e proprio movimento risorgimentale ebraico, viene moralmente condannato in quanto tale, per cui Israele è come se fosse eternamente "sul banco degli imputati"

Di Paul Gross

Il 2018 è iniziato con un raro contributo alla chiarezza. Uno dei miti mediorientali più radicati nei mass-media occidentali è quello dell’atteggiamento "moderato" del presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen, regolarmente ritratto come un indefesso costruttore di pace

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La torbida palude dei filo-Assad è piena di cadaveri e di contraddizioni

Chi condanna i raid israeliani anti-Hamas e difende le stragi di Assad in Siria rivela al di là di ogni dubbio la propria disonestà e i propri pregiudizi

Di Michael Aarenau

Recentemente ho avuto modo di vedere un video su Facebook del portavoce del governo russo In The Now (una sussidiaria di RT News) dove compariva Rania Khalek, già collaboratrice del sito anti-israeliano Electronic Intifada, che difendeva senza pudore gli spietati bombardamenti del regime di Assad su Ghouta orientale.

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