Com’è che l’Iran la fa sempre franca?

L'Iran ha l'abitudine di immischiarsi negli altri paesi e avvilupparli nella sua politica, per poi sostenere che qualsiasi tentativo di sganciarlo da lì causerà "instabilità"

Di Seth J. Frantzman

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, il ministro degli esteri britannico, il presidente francese, l'ex segretario di stato americano John Kerry, tutti sembrano prendere le difese dell’accordo sul nucleare iraniano.

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Immagini esclusive dall’interno di Gaza rivelano il vero volto della “marcia del ritorno”

In un video di 11 minuti, le sconcertanti immagini dell’indottrinamento, del fanatismo, della violenza

"Benvenuti alla sfilata per il ritorno, l'ultimo grande spettacolo messo in piedi da Hamas. Ogni giorno tra 10mila e 30mila arabi musulmani partecipano a questa nuova operazione che nasconde i suoi veri connotati letteralmente dietro una cortina fumogena".

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Il problema non è (solo) l’ossessione anti-ebraica di Abu Mazen

Impossibile la pace, finché narrativa e identità palestinese si fondano su negazione del popolo ebraico, dottrina del “peccato originale" d’Israele e teorie del complotto antisemite

Di Ben Cohen, Yossi Kuperwasser

Per quanto benvenute siano le svariate condanne del recente discorso antisemita del presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen al Consiglio Nazionale palestinese (dalla nuova direttrice dell'Unesco, al New York Times, all’European External Action Service), c'è un punto più sostanziale che generalmente queste condanne non colgono.

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C’è voluto Abu Mazen per dimostrare che la pace non è possibile finché i palestinesi non capiscono i diritti degli ebrei in quella terra

Quando persino il New York Times scrive che Abu Mazen ha perso ogni credibilità come interlocutore di pace, vuol dire che qualcosa comincia a cambiare

Di Raphael Ahren

Quando mercoledì scorso il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha esortato la comunità internazionale a "condannare le gravi espressioni antisemite di Abu Mazen", il mondo ha risposto con rara solerzia.

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La stampa araba si interroga (finalmente) sulle vere ragioni del successo di Israele

Abbandonando vecchi alibi, vari opinionisti indicano istruzione, innovazione, democrazia, stato di diritto e “il duro lavoro” degli israeliani

Negli ultimi tempi diversi giornali in lingua araba hanno pubblicato articoli che invitano a riflettere fuori dagli schemi sulla riconosciuta superiorità d'Israele rispetto ai paesi arabi e su quali misure dovrebbero essere prese per accorciare la distanza.

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Le reazioni derisorie al discorso di Netanyahu dimostrano che il mondo rifiuta di aprire gli occhi

L’Iran non vìola l’accordo perché va tutto a suo vantaggio, ma Israele ha dimostrato la doppiezza e le vere intenzioni dell’Iran che i negoziatori non vogliono vedere

Di David Horovitz

Le reazioni in gran parte derisorie, negli ambienti internazionali e in particolare tra le nazioni che hanno negoziato la capitolazione nucleare del 2015 con l'Iran, alla valanga di prove illustrata dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu lunedì sera circa il programma per armi nucleari iraniano, non fanno che sottolineare la loro incompetenza, il loro fallimento, la loro ipocrisia

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L’Iran ha mentito, continua a mentire e Israele ha le prove

Netanyahu mostra al mondo i clamorosi documenti sottratti dai servizi israeliani all’archivio nucleare segreto di Teheran

Di Benjamin Netanyahu

"Questa sera vi mostreremo qualcosa che il mondo non ha mai visto. Stasera riveleremo nuove e conclusive prove del programma segreto per armi nucleari che l'Iran ha nascosto per anni alla comunità internazionale nel suo archivio atomico segreto". Con queste parole ha esordito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, rivolgendosi lunedì sera alla stampa e al Paese dalla sede del Ministero della difesa.

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La verità è che Israele cerca di limitare al massimo i morti negli scontri al confine con Gaza

Lo ribadisce un alto ufficiale israeliano. Ma è ovvio che, se così non fosse, le vittime sarebbero estremamente più numerose

La maggior parte delle uccisioni di palestinesi da parte dell'esercito israeliano durante le proteste al confine di Gaza sono state conseguenze non volute del fuoco di tiratori scelti che miravano alle gambe dei dimostranti più facinorosi a ridosso della recinzione di confine

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Profughi palestinesi ovvero la guerra con altri mezzi

Finché i “profughi” palestinesi, che aumentano di giorno in giorno, non saranno reinsediati in abitazioni permanenti, non vi sarà pace possibile tra palestinesi e Israele

Di Moshe Arens

Il teorico militare prussiano del XIX secolo Carl von Clausewitz scrisse che "la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi". Non avrebbe potuto immaginare che i profughi palestinesi sarebbero stati trasformati in una guerra contro Israele con altri mezzi.

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