Palestinesi scettici sulla “riconciliazione” fra Fatah e Hamas

Troppi gli accordi firmati e mai attuati dalle due fazioni.

Di Khaled Abu Toameh

image_3438I palestinesi hanno reagito con scetticismo alla notizia dell’ennesimo accordo di “riconciliazione” fra Fatah e Hamas, l’ultimo di una serie di accordi raggiunti invano fra le due fazioni rivali negli ultimi anni.
Il nuovo accordo, annunciato domenica al Cairo, prevede l’attuazione dell’Accordo di Doha, firmato all’inizio di quest’anno dal presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) e dal capo di Hamas Khaled Mashaal. L’Accordo di Doha prevedeva la formazione di un governo palestinese “di unità nazionale” ed elezioni presidenziali e parlamentari nei territori palestinesi. Azzam al-Ahmed, l’alto esponente di Fatah che ha sottoscritto l’accordo di domenica a nome della sua fazione, ha dichiarato che le due parti hanno convenuto di avviare immediatamente l’attuazione dell’Accordo di Doha, aggiungendo che il prossimo 27 maggio la Commissione Elettorale Centrale palestinese riprenderà i suoi lavori nella striscia di Gaza per preparare le nuove elezioni. Fatah e Hamas hanno anche concordato di avviare subito colloqui per la formazione di un nuovo governo. I colloqui, ha detto al-Ahmed, dureranno solo dieci giorni, dopo di che sarà annunciato il nuovo governo.
Fatah aveva attribuito a Hamas il fallimento dell’Accordo di Doha a causa delle divergenze interne al movimento islamista. Secondo Fatah, Hamas aveva impedito l’attuazione dell’Accordo rifiutandosi di consentire che la commissione elettorale iniziasse la preparazione dei registri degli elettori nella striscia di Gaza in preparazione delle nuove elezioni. Il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, ha dichiarato lunedì che il suo movimento ha deciso di permettere alla commissione elettorale di riprendere il lavoro nella striscia di Gaza ed ha confermato che le due parti hanno concordato di avviare colloqui sulla formazione di un nuovo governo il cui compito principale sarà quello di “ricostruire la striscia di Gaza”. Il governo di unità nazionale, ha spiegato Barhoum, durerà solo sei mesi, dopo di che i palestinesi saranno chiamati ad eleggere un nuovo parlamento e un nuovo presidente. Quest’ultimo accordo, hanno affermato i portavoce di Fatah e di Hamas, è stato raggiunto con il patrocinio dell’Intelligence Generale egiziana.
L’accordo mediato dall’Egitto ha suscitato sorpresa fra molti palestinesi, soprattutto alla luce del fatto che l’Autorità Palestinese ha appena varato un nuovo governo in Cisgiordania, sempre guidato da Salam Fayyad. Il nuovo governo dell’Autorità Palestinese ha prestato giuramento davanti ad Abu Mazen giovedì scorso, una mossa che è stata condannata da Hamas come un colpo fatale agli sforzi per arrivare all’unità palestinese.
L’accordo del Cairo suscita sorpresa anche perché coincide con una fase di crescenti tensioni fra Fatah e Hamas, in particolare sull’onda della repressione dei sostenitori del movimento islamista in atto in Cisgiordania ad opera delle forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese. Esponenti palestinesi di tutto l’arco politico hanno espresso dubbi circa il fatto che Fatah e Hamas siano davvero in grado di attuare l’ultimo loro accordo. Faisal Abu Shahla, membro del “Consiglio rivoluzionario” di Fatah, dice di augurarsi che il nuovo accordo non resti lettera morta come i precedenti. I palestinesi, aggiunge, sono stufi di sentir annunciare nuovi accordi fra Fatah e Hamas che poi non vengono mai applicati sul terreno. “Speriamo che questa volta le parti facciano sul serio – dice Faisal Abu Shahla – Gli egiziani hanno promesso di seguire da vicino le due parti per sincerarsi che l’accordo venga applicato”. Rabah Muhana, alto esponente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), mette in guardia da un “eccessivo ottimismo” circa l’attuazione dell’accordo di domenica scorsa e dice che i palestinesi sperano che questo accordo non faccia la stessa fine dei precedenti. Saleh Zeidan, rappresentante di un altro gruppo palestinese, il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (Fdlp), esorta i palestinesi a fare pressione su Fatah e Hamas perché pongano fine alla loro lite. La rivalità fra le due parti, dice, ha causato enormi danni agli interessi dei palestinesi. Dando voce al senso di scetticismo presente fra i palestinesi circa gli sforzi per la riconciliazione, Sufyan Abu Zaida, un alto funzionario di Fatah, afferma: “La maggior parte dei palestinesi non ha fiducia [nell’accordo] perché non vede reali cambiamenti nel comportamento delle due parti”.

(Da: Jerusalem Post, 21.5.12)

Nella vignetta in alto: Fatah Hamas – La soluzione a due stati

Si veda anche:

Fatah: «L’Iran blocca l’unità palestinese». E i capi di Hamas corrono a rassicurare Tehran che la “lotta armata” contro Israele continua

http://www.israele.net/articolo,3388.htm

Nuova fumata nera per il governo di unità nazionale palestinese. Fatah e Hamas si accusano a vicenda, mentre Hamas non va d’accordo nemmeno con se stessa

http://www.israele.net/articolo,3379.htm

O Hamas o la pace. Il problema è che Hamas rimane un gruppo terrorista antisemita, votato alla distruzione di Israele

http://www.israele.net/articolo,3356.htm

Se Abu Mazen fa la corte a Hamas. Che la riconciliazione Fatah-Hamas sia così popolare fra i palestinesi è in sé un ostacolo alla pace

http://www.israele.net/articolo,3091.htm