Piccole lezioni di grande democrazia

Quello spicchio di democrazia, fra tirannidi e teocrazie mediorientali.

image_3413I MASS-MEDIA, SPECCHIO DI UN PAESE
Il colonnello israeliano Eisner, che ha colpito col calcio del suo M-16 d’ordinanza un pacifista danese, ha agito allo stesso modo delle criminali forze speciali di Bashar Assad che in 13 mesi hanno ucciso migliaia di manifestanti? Il paradossale parallelo non compare in uno dei tanti blog che inondano la rete con simili baggianate, ma nell’editoriale di Ziv Lenchner, su YnetNews, il più cliccato sito di informazione on-line israeliano. Non solo. Lunedì, nell’edizione delle 20.00 di “Arutz 2″, l’ammiraglia della tv israeliana, il video che mostra l’ufficiale usare una violenza ingiustificata è stato trasmesso un’infinità di volte. Il ragazzo danese è stato intervistato. I più strenui critici del governo Netanyahu hanno avuto voce e hanno potuto esprimere i loro dubbi sulla necessità di chiudere le porte del paese alla Fly-flottiglia (gli attivisti pro-palestinesi, di cui il ragazzo danese era parte). È un bene che i mass-media israeliani siano così liberi e diano spazio alle opinioni più diverse. Il parallelo Israele–Siria dell’editorialista di YnetNews si sgretola proprio perché compare su un media israeliano. Se Israele fosse la Siria, le immagini dell’ufficiale che picchia ingiustificatamente il pacifista le avremmo viste solo su YouTube, CNN e Al Jazeera. E invece il caso ha avuto più eco qui che all’estero. Un grazie va alla stampa israeliana per questa lezione di libertà, sale della democrazia.
(Da: claudiopagliara.it, 17.4.12)

GLI AMICI DI VIK UN ANNO DOPO: NON C’È PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE
Ricorreva domenica l’anniversario dell’assassinio di Vittorio Arrigoni. La rete – e non solo – è inondata di ritratti agiografici del “coraggioso eroe della causa del popolo palestinese di Gaza”, “dell’indomabile fustigatore di Israele”. Quasi fosse un dettaglio insignificante, si accenna di sfuggita, e non sempre, al fatto che ad assassinare Vik sono stati salafiti, ovvero integralisti islamici, palestinesi come quelli che era andato a difendere. Traspare un certo fastidio nel dover parlare di questo neo in una storia altrimenti “perfetta”. La causa di beatificazione aveva bisogno di un miracolo, che non c’è stato: una pallottola sionista. Mai come in questo caso vale l’adagio “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Il barbaro modo con cui i salafiti hanno ucciso Vik – rapito, picchiato a sangue, video-ripreso e strangolato con il fil di ferro nell’arco di poche ore – avrebbe dovuto instillare il dubbio a quanti ritengono che sia Israele il male assoluto. Così come la lentezza della giustizia a Gaza. Il processo ai 4 imputati – tutti rei confessi – è una farsa. Sta annegando nella palude di una corte militare islamica che non mostra alcun desiderio di far luce su una vicenda scomoda. Del resto perché stupirsi? I giudici hanno le stesse barbe lunghe degli assassini, e due degli imputati erano sul libro paga di Hamas. Vittorio Arrigoni, combattente di una battaglia sbagliata, non poteva immaginare che Hamas, la cui bandiera aveva impugnato, si sarebbe mostrata tanto irriconoscente. I suoi compagni di viaggio lo stanno toccando con mano. Che non denuncino questo fatto mostra solo la forza del loro pregiudizio.
(Da: claudiopagliara.it, 15.4.12)

Nella foto in alto: l’autore di questi due commenti, Claudio Pagliara, che dal 2003 è responsabile dell’Ufficio Rai per il Medio Oriente, con sede a Gerusalemme

ISRAELE, UNO SPICCHIO DI DEMOCRAZIA FRA TIRANNIDI E TEOCRAZIE MEDIORIENTALI
È in edicola, dal 29 marzo, Limes (rivista di geopolitica) “A che cosa serve la Democrazia”, con una istruttiva planimetria a colori del mondo: evidenziati i paesi nei quali il cittadino è libero di pensare (parlare, nel caso credere) ed i paesi nei quali lo Stato perseguita i cittadini che pensano (parlano o credono). Diverse sfumature e bellissimi colori, dal verde intenso (Norvegia) al viola cupo (Arabia Saudita). L’area verde-azzurro-celeste dei paesi liberi e democratici comprende tutta l’Europa, Canada e Stati Uniti, parte del Sudamerica, Sudafrica, Australia ed India. L’area giallo-rosso-viola dei paesi angariati da dittature e teocrazie varie occupa la Russia, la Cina e la Corea del Nord, quasi tutta l’Africa e, soprattutto, il Medio Oriente, con la fascia delle violacee teocrazie islamiche. A stento vi si vede una piccolissima macchiolina verde: è Israele.
(Da: agoravox.it, 13.4.12)

Per la mappa di Limes “Democrazie nel mondo”:

http://temi.repubblica.it/UserFiles/limes/File/1202_democrazie_mondo_800.jpg

Si veda anche:

Il razzismo degli attivisti ben poco “filo-arabi” (e molto anti-israeliani). Per loro, i paesi arabi appartengono a un universo culturale dove i codici morali non si applicano

http://www.israele.net/articolo,3412.htm