Portavoce palestinese: I palestinesi riconoscano le loro responsabilità a Gaza

Dobbiamo smetterla di incolpare sempre gli altri per i nostri errori

image_1355“Dopo il ritiro da Gaza speravamo in un luminoso futuro e pensavamo che quest’anno avremmo raccolto i frutti dei nostri sacrifici. Ma oggi mi chiedo: perché l’occupazione è tornata a Gaza?”. Se lo domanda Ghazi Hamad, portavoce del governo palestinese (Hamas), in un editoriale pubblicato domenica scorsa in cui muove dure critiche ai palestinesi, incolpandoli d’aver trasformato la striscia di Gaza in un luogo violento e senza legge.
“E’ tutta colpa dell’occupazione, dicono i saggi e gli opinionisti– continua Ghazi Hamad – Ora, io non è che difenda l’occupazione. Ma vorrei che cessassero i nostri errori, per i quali siamo soliti incolpare sempre altri”.
“Anarchia, uccisioni arbitrarie, furto di terre, teppismo… è l’occupazione che è responsabile per tutto questo?”, si domanda ancora il portavoce governativo palestinese, aggiungendo che i palestinesi dovrebbero smetterla di abbracciare teorie cospirative che “limitano la nostra capacità di pensiero”.
In effetti, le speranze di pace e benessere nella striscia di Gaza all’indomani del ritiro di civili e militari israeliani (agosto 2005) sono state sistematicamente infrante, con un’Autorità Palestinese totalmente incapace di far rispettare la legge, garantire l’ordine e offrire a 1,3 milioni di palestinesi i servizi minimi essenziali per il funzionamento della società. Ci si attendeva che le centinaia di dunam di terra agricola sgomberati dai civili israeliani creassero lavoro per almeno 4.000 persone, generando redditi per milioni di dollari. Ma la corruzione imperante nella ditta incaricata di gestire la terra ha rapidamente mandato in rovina l’agricoltura di Gush Katif, fiorente solo un anno fa, e molti di quei terreni sono oggi usati come campi d’addestramento per gruppi armati palestinesi.
“La realtà oggi a Gaza – continua l’editoriale di Ghazi Hamad – è una realtà di fallimento, depressione, abbandono. Quando qualcuno sbaglia, abbiamo paura di criticarlo per non essere accusati di essere contro la resistenza. Quando vengono fatti sforzi per riaprire il valico di Rafah [fra Egitto e striscia di Gaza] per alleviare la crisi umanitaria, c’è sempre qualcuno che lancia razzi sul valico stesso. Quando parliamo di tregua, c’è sempre qualcuno che lancia altri razzi”.
Ghazi Hamad lancia un appello ai leader delle fazioni palestinesi, dicendo che la resistenza contro Israele non ha valore se “la terra è piena di anarchia, corruzione, teppismo, bande omicide. Costruire la patria non fa forse parte della resistenza?”. Ghazi Hamad denuncia anche il fenomeno del sequestro di stranieri dicendo che è diventato “un business redditizio”, e accusando i sequestratori di essere del tutto indifferenti ai danni che i loro atti procurano alla causa palestinese.
“Ammettiamo i nostri errori – conclude l’esponente palestinese – facciamo un po’ di ragionevole autocritica, mettiamo davanti a noi l’interesse del nostro popolo e diciamoci onestamente dove abbiamo fatto bene e dove abbiamo sbagliato. Solo allora vedremo cambiare il volto di Gaza e della nostra patria”.

(Da: YnetNews, 28.08.06)

Nella foto in alto: Terrorista delle Brigate Martiri di al-Aqsa in azione sabato scorso a Nablus, nascosto dietro a un cassonetto.

Vedi anche:

Nostalgia dell’occupazione : perché i palestinesi hanno fatto di tutto per costringere Israele a rientrare a Gaza?

http://www.israele.net/sections.php?id_article=1293&ion_cat=18